“Come essere curati ed eleganti in spiaggia” | di Ilaria Cerioli

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Essere eleganti e curati in costume non è sempre facile. Molto dipende dalle circostanze, dalla temperatura e dal tipo di spiaggia che si frequenta, ma presentarsi in ordine è un dovere verso noi stessi prima che verso gli altri. Vivo a Ravenna, una splendida città dal tocco bizantino. E, nonostante sia nota come la delle capitali dell’Impero Romano d’Occidente al tempo del grande Teodorico, il centro è piccolo. Si percorre a piedi e di sera, grazie ai ristoranti e i bar con tavolini all’aperto, si popola di turisti. Ravenna vanta chiese di epoca tardo antica come la basilica di San Vitale al cui interno due famosi mosaici di VI secolo d.C. raffigurano la coppia imperiale. Su un alto dell’abside troneggia, infatti, Giustiniano col suo seguito di dignitari e difronte la moglie Teodora, famosa per la sua spregiudicata bellezza, contornata dalle dame di corte. Insomma la mia non è una città banale e, percorrendo le vie principali, si respira ancora quell’allure che riporta al suo glorioso passato. E, poiché le signore ravennati sono abituate a vivere tra antiche vestigia e passeggiare davanti alla tomba di Dante, non sono avvezze a modi inurbani o a look trasandati. No, no non è tres chic neppure in spiaggia sotto il sole! La sciatteria qui non è ammessa. Le signore ravennati, evitano la spiaggia libera, ma optano per la comodità dello stabilimento dove trovano ogni comfort: dal bagnino, alla cabina, dove cambiarsi prima del tramonto, alla doccia calda e all’ombra fresca di una pergola sotto cui sostare nelle ore del sol leone a giocare a carte con le amiche. In genere si va al mare verso mezzogiorno, quando si consuma un pasto veloce e dietetico. Basta un’insalata o una centrifuga fresca per non appesantire la digestione ma, soprattutto, per evitare di esporre qualche antipatico rotolino di troppo. La cena, più abbondante è riservata per la sera. Le spiagge si trasformano verso le 20 in ristorantini romantici a lume di candela. Si evitano accuratamente pasti fast food, ipercalorici e i gelati confezionati sono riservati ai pargoli. Le signore eleganti non mangiano mai fuori pasto. Alla mia età in particolare, dopo aver superato la fase dei figli piccoli, occorre saper gestire una buona conversazione con le vicine di ombrellone, dimostrando di conoscere le proprietà del pilates e la differenza tra Hata e Iyengar yoga Tutte noi, che abbiamo superato i quaranta indenni dai chili di troppo delle gravidanze, teniamo alla forma fisica. In particolare se siamo separate e ancora single. In fondo siamo inguaribili romantiche e, nonostante i consigli dei nostri avvocati divorzisti, fantastichiamo su qualche incontro estivo. Non si indossa mai la prima cosa che capita, neppure quando il caldo brucia l’asfalto. La signora sceglie accuratamente l’outfit da spiaggia abbinandolo a borsa mare e occhiali. Quest’anno, forse anche perché la stagione balneare è iniziata tardi, molte amiche si sono accontentate di costumi dal taglio sobrio e dai colori spenti, lasciando la tendenza che proponeva pantere e leopardi alle spiagge di Fregene e Capalbio. Noi preferiamo farci notare per l’eleganza innata piuttosto che per un ruggito. Pertanto non sono apprezzate le signorine in perizoma, le chiappa al vento o il volgare topless. Qui, sono frequenti i costumi interi abbinati a parei o il bikini sotto un lungo caftano. Se si frequentano i lidi ravennati la regola aurea è mai accedere al bar dello stabilimento subito dopo un bagno, scalzi e con i piedi imbrattati di sabbia. Si rischia di essere rimproverati dai gestori che ci tengono a mantenere l’ambiente pulito. Verso il tramonto, per aperitivo, è naturale cambiarsi. La spiaggia serale prevede abiti lunghi dal gusto Seventies oppure, solo se ce lo possiamo permettere, short corti abbinati a camicie di organza leggera bianche. Un consiglio è quello di non presentarsi a una cena in spiaggia con outfit da ristorante cioè con tacco 12 o un abito troppo vistoso. Occorre, infatti, saper dosare: l’eccesso non è contemplato. Meglio piuttosto un Shabby chic dove il dettaglio dal sapore etnico fa la differenza. L’idea prevalente è quella di una donna dinamica, elegante e sobria, che ama il contatto con la natura non senza però un calice di bollicine tra le dita. Care signore e signorine, non cedete per carità alle infradito in plastica e ai costumi scoloriti per i troppi lavaggi, mantenete dignità e decoro anche se grondate di sudore.

Ilaria Cerioli

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Ilaria Cerioli
llaria Cerioli, madre casuale ed eventuale di due figlie e un figlio adolescenti, insegnante di lettere in una scuola superiore, archeologa etruscologa, blogger e narratrice; autrice del libro “Diario erotico sentimentale di una signora perbene” (editore Pizzo nero). Si occupa da sempre di attività culturali, dall'archeologia è passata alla scrittura: fonda cinque anni fa il blog Spocchiosamenteilare.blogspot.it e da alcuni anni come giornalista freelance scrive per diversi magazine (Pangea; Psychiatryonline; Ilsicilia.it) si occupa soprattutto di eros e letteratura. Collabora con il Corriere di Romagna per cui ogni giovedì cura la rubrica “La ravennate chic”; per la rivista “Satisfiction” scrive di sesso indiscreto e trasgressivo nella sua rubrica Satisfetish e per “Orlando magazine” si diletta di style life e moda. Nel 2010 ha pubblicato insieme all'ex marito, docente di Storia Contemporanea all'università di Ferrara, il manuale “20 lezioni di storia contemporanea” (edizione universitaria Volta La carta). Insieme a Francesca Viola Mazzoni ha fondato Evulvendo, format e spettacolo itinerante per non sole donne. A settembre in uscita il suo secondo libro.