“L’handicap non preclude l’amore. La storia di Roberta e Andrea” | di Daniela Cavallini

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Amiche ed Amici carissimi, abbiamo avuto il piacere di conoscere Roberta e la sua forza d’animo attraverso il racconto dedicato al momento in cui apprese che non avrebbe mai più camminato.

https://mobmagazine.it/blog/2020/05/29/roberta-pareva-un-giorno-come-tanti-invece-fu-lultimo-giorno-che-camminai-di-daniela-cavallini/

Oggi, Roberta è ancora con noi per insegnarci che “l’handicap è negli occhi di chi guarda”. Con la sincerità e la delicatezza che la contraddistinguono, ci partecipa della sua storia d’amore – scegliendo di descriverla in qualità di spettatrice – e risponde con naturalezza alle mie domande, anche a quelle inerenti la sfera intima. Il suo obiettivo è quello di donare speranza attraverso la sua esperienza.

ROBERTA E ANDREA

Roberta e Andrea, conosciutisi tramite una chat (non era ancora nato Facebook) si sono scritti per un mese e poi hanno deciso d’incontrarsi. Era il 2001. Un rapporto durato 11 anni… e… non solo… il finale è a sorpresa!

Roberta ora pensa: “avrei dovuto capire subito che non era la persona giusta per me… al primo appuntamento è arrivato quando io e la mia amica avevamo finito di cenare…  in ritardo di 2 ore sull’orario concordato”. Ma, come si suol dire, “al cuore non si comanda”. Per amor di verità, in quel momento, il cuore c’entrava ancora poco… era la curiosità a portare Roberta a quell’appuntamento.

Andrea cerca Roberta il giorno dopo, le manda poesie e le chiede di scendere sotto casa anche solo per un saluto. Roberta acconsente e lo incontra… cinque minuti. Cinque minuti sono bastati per decidere un’uscita da soli. Il primo sabato insieme, trascorso in auto a chiacchierare (e non solo). Da quel giorno non si sono più lasciati per 11 anni.

Certamente il rapporto si è evoluto, ma non è mai andato oltre il vedersi nei week-end, ai compleanni e nelle feste comandate.

Per Andrea il lavoro viene sempre prima di tutto, è spesso assente e piano piano gli incontri si diradano sino all’intollerabile soglia di una volta al mese.

Roberta inizia a porsi delle domande: come può non voler stare vicino a me? Perché c’è sempre prima il lavoro? Cosa lo spinge a voler dimostrare a tutti quanto vale?

Roberta non dubita dell’amore di Andrea in quanto, quando è presente, è presente completamente, testa e corpo.

La frase più bella che Roberta si è sentita dire è stata: “quando sono con te sono una persona felice, tu mi fai stare sereno”. Il “ti amo” detto fra loro ha sempre avuto un grande valore, non è mai stato abusato.

In 11 anni, Roberta e Andrea sono riusciti a trascorrere solo una vacanza di 2 giorni.

Forse un po’ poco…

Roberta, prima di parlare con Andrea, si domanda se il suo volerlo avere vicino spinge lui ad allontanarsi… forse sì… ma allora cosa può fare?

Roberta, una sera decide di parlargli a cuore aperto, dicendogli esattamente ciò che le manca e che avrebbe voluto, ma anche ciò che, secondo lei, mancava a lui e cioè la “libertà di movimento”. Il giudizio altrui, soprattutto nell’ambiente professionale, lo condiziona ancora oggi.

Dire che a Roberta manca Andrea è vero! Ancora oggi Roberta ama Andrea, ma sa che non potrà mai averlo vicino perciò lo ha lasciato libero.

La conclusione parrebbe scontata… “Roberta e Andrea, probabilmente si amano ma non sono compatibili, purtroppo!!!” scrive Roberta. Ma la vita è sorprendente…

Nell’intervista che segue, comprenderemo che veramente “l’handicap è negli occhi di chi guarda”.

Daniela:

Cara Roberta, innanzitutto grazie per avermi chiesto di poter parlare della tua storia nel nobile intento di aiutare altre persone colpite dal tuo stesso problema. Nel leggere la tua storia, la prima domanda che mi sovviene è: anche Andrea è portatore d’handicap?

Roberta:

Assolutamente no, è una persona molto sportiva e dinamica (sciatore, ha anche conseguito il brevetto di pilota). Non è stato questo ad allontanarci, Andrea non mi ha mai fatto sentire “diversa” in alcun senso.

Daniela:

In confidenza, da donna a donna, ti sei mai sentita in imbarazzo nei vostri momenti d’intimità… magari il fatto di non poter indossare alcuni capi o il tacco 12…

Roberta:

Noooo… quello non è mai stato un problema fra noi! A parte che nei momenti intimi, il tacco 12, lo indossavo, ma a modo nostro facevamo tutto ciò che ci procurava piacere. Come ti ho detto, Andrea non mi ha mai fatto sentire “diversa”.

Daniela:

Dunque le difficoltà fra di voi riguardavano la sua eccessiva dedizione al lavoro, alla carriera, privandovi così del tempo da trascorrere insieme.

Roberta:

, lui è un imprenditore, ingegnere aeronautico, a mio avviso eccessivamente motivato dal successo in ambìto professionale. Vi erano periodi in cui era totalmente assente “da noi”, stava giorni senza farsi sentire.

Daniela:

Poi, un giorno, lavoro permettendo, ti chiamava e ti diceva “vediamoci”?

Roberta:

No, nei fine settimana ci incontravamo sempre. C’erano giorni in cui mi chiamava anche due/tre volte, ma tutto era correlato alla tempistica del suo lavoro. Con lui ero felice… quando lo vedevo stavo sempre bene… era “dopo” il problema… come ho detto, mi sentivo privata della sua attenzione quotidiana e per me era frustrante. Devo anche dire che, in alcuni periodi di intenso lavoro, i nostri incontri del fine settimana erano penalizzati, riducendosi sino ad uno al mese.

Daniela:

Come ha reagito Andrea alla tua decisione d’interrompere la relazione?

Roberta:

Andrea, di fronte ai problemi, si eclissa e non parla con nessuno… tantomeno parlò con me, nonostante la situazione. Quindi, sinceramente, non seppi nulla sino a due anni fa.

Daniela:

Cos’è successo due anni fa?

Roberta:

Andrea mi ha telefonato, ci siamo incontrati ed abbiamo “davvero” parlato. Mi ha raccontato del suo grosso problema di salute, oramai risolto, motivo per cui non si era più fatto sentire. Lui non condivide il suo malessere con nessuno.

Daniela:

Avete ripreso la vostra relazione?

Roberta:

No, ma lui asserisce che sono ancora adesso la sua donna, che non c’è stata nessun’altra. Non ho mai dubitato – e non dubito del suo amore – lui ne è consapevole e mi dice sempre che a modo suo mi ama e che sono sempre con lui. Il fatto che non mi abbia mai chiesto di restargli fedele è per me una dimostrazione del suo amore.

Daniela:

Un’affermazione un po’ astratta… se ti considera la sua donna, credo dovrebbe smettere di tergiversare e pensare a costruire una vita insieme. Tu, cosa desideri?

Roberta:

In questo momento della mia vita, vorrei avere un appartamento tutto nostro in cui poterci ritrovare nei fine settimana e durante le vacanze, così da poter gestire le nostre vite secondo le nostre esigenze individuali, ovviamente rispettandoci a vicenda, ma su questo non nutro alcun dubbio.

Daniela:

Lui cosa ne pensa?

Roberta:

Prende tempo. Afferma che certamente realizzeremo questo progetto, ma quando disporrà del tempo necessario per dedicarsi a me, altrimenti non avrebbe senso. Attualmente, il lavoro lo porta  spesso all’estero, per cui non ci sarebbe neppure nei fine settimana.

Daniela:

Capisco…

Grazie Roberta, ti auguro il meglio e spero di ospitarti presto per annunciare la realizzazione del vostro sogno.

Un abbraccio a tutti!

Daniela Cavallini