“Il matto” | di Rossana De Santis

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Giace in silenzio, un silenzio senza pace,

dove il pensiero urla la bocca tace.

Giace perso in un letto sfatto,

si, è lui, il matto.

Non sa distinguere la luna dal sole,

non trova per ogni cosa le giuste parole…

È meglio sognare ad occhi aperti o vivere in un incubo senza risveglio?

Per voi un cane è un cane,

un gatto è un gatto, un ratto è un ratto e lui,

sì, signori, lui è solo un povero matto:

scambia un bicchiere con un piatto, una fantasia con un fatto.

No… non è distratto, per voi è proprio matto.

Siamo sicuri, è lui il matto?

Lui che vola con il letto sul tetto,

merita tutto il vostro rispetto,

sì, lo merita tutto perché non è affatto un delinquente o un farabutto…

Non guardatelo con sospetto perché non prende il vostro treno diretto.

Preferisce stare alla stazione e ha il biglietto mille volte timbrato:

con la mente è già arrivato in un posto… che ha dimenticato.

Siamo sicuri che è un matto? Forse ha solo fatto un patto con un’altra realtà… Un patto che sfugge

a chi oltre il suo naso non va.

Rossana De Santis