Santa Sofia ridiventa moschea & Erdoğan, un secondo Mehmet Fatih ai tempi di covid

0
177
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 

 

Il momento di gloria di Erdoğan è finalmente arrivato… oggi, 24 luglio 2020, dopo 85 anni di silenzio museale, nella basilica bizantina è stata celebrata la prima preghiera musulmana. 

Anche la scelta della data di riapertura ha un suo significato: il 24 luglio 1923 viene firmato il Trattato di Losanna tra la Turchia e le Potenze dell’Intesa, che ridisegna i confini con la Grecia (in questo momento un nemico per tante ragioni politiche).

La cattedrale Santa Sofia, per tanti anni museo e ancora patrimonio mondiale dell’UNESCO, è ufficialmente diventata moschea. Di nuovo. 

La decisione della Corte Suprema Amministrativa Turca di revocare lo status di museo, rendendogli più facile l’uso come moschea, è stata presa solo 2 settimane fa. 

Le reazioni immediate: la folla radunata davanti, gridando “Allahu ekber”, gli applausi del Parlamento dominato dall’AKP ed il silenzio dell’opposizione, rimasta senza parole per paura di perdere gli elettori musulmani.

Hagia Sophia fu costruita nel VI secolo d.C., considerata la più importante cattedrale bizantina fino alla conquista di Costantinopoli (1453) da parte degli ottomani del Sultano Mehmet II Fatih (il Conquistatore), che ne ordinò la trasformazione in moschea – l’aggiunta dei 4 minareti è stata un’iniziativa più che simbolica. Fu solo nel 1934 che Ayasofya cessò di essere un luogo di culto, in seguito alla decisione di Mustafa Kemal Atatürk di dichiararlo museo.

L’edificio, come parte del centro storico di Istanbul, è patrimonio mondiale dell’UNESCO, che aveva avvertito la Turchia riguardo le trasformazioni arbitrarie, consigliando il dialogo prima che fosse presa una decisione: Uno stato non può cambiare l’indiscutibile valore universale di un monumento dichiarato patrimonio dell’umanità. “Una serie di responsabilità e obblighi legali” sono collegati a questo titolo, ribadisce l’UNESCO.

Il gruppo religioso che aveva richiesto alla Corte Suprema il cambiamento dello status di S Sofia dubitava della legalità della decisione iniziale, presa del governo laico di Atatürk nel 1934. 

Secondo i richiedenti, dopo la conquista di Costantinopoli, l’edificio era diventato proprietà privata del Sultano Mehmet Fatih. La Corte confermò l’affermazione, dichiarando che Ayasofya apparteneva ad una fondazione (vakıf) che gestiva la fortuna del sultano e che ai tempi era già stata aperta al pubblico come moschea.

Tuttavia, lo status della cattedrale è una questione di discordia politica… i gruppi nazionalisti e religiosi sotto la “protezione” del partito al potere, AKP, considerano il monumento un patrimonio islamico-ottomano e lo stesso presidente Erdoğan aveva chiamato la trasformazione in un museo un “grande errore”. Come moschea, Ayasofya sarà subordinata alla Diyanet (la Direzione Turca per gli Affari Religiosi) e qualsiasi opinione contraria viene già vista come “attacco contro la sovranità della Turchia”.

L’UE, tramite il vicepresidente della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha criticato la decisione della Corte Turca, la quale compromette la tolleranza e l’apertura culturale di Istanbul: “Hagia Sophia è un simbolo del dialogo ecumenico e interculturale”. Nel 2010, quando la metropoli era Capitale Europea della Cultura, lo stesso Erdoğan la definì una “città europea”… 

La Grande Moschea Ayasofya sarà aperta anche ai turisti, proprio come la vicinissima Moschea Blu, costruita nel 1609 dal Sultano Ahmet I. Nel 2019, la basilica ha attirato oltre 3,7 milioni di visitatori, diventando il museo più popolare della Turchia. Il monumento è noto non solo per la cupola alta 56 m, ma soprattutto per i mosaici e le pitture murali bizantine all’interno. Secondo il rito musulmano, che proibisce il culto delle immagini, i mosaici saranno coperti con un panno durante le preghiere musulmane.

Chissà se Ayasofya non condividerà il destino dell’omonima chiesa bizantina della città di Trabzon (capitale dell’antica Trebisonda), in cui, dopo la trasformazione della moschea qualche anno fa, i murali sono stati coperti permanentemente… forse i mosaici di Ayasofya, alcuni dei quali appena rivelati al pubblico o in fase di restauro, saranno nuovamente coperti con uno spesso strato di intonaco, proprio come nel 1453… e nemmeno Mike Pompeo, il governo francese, greco o russo insieme alla Chiesa Ortodossa saranno in grado di prevenire l’inevitabile: una permanente rottura tra l’Oriente e l’Occidente iniziata con la distruzione di un simbolo millenario…