L’essenza femminile della luna | di Flaviana Pier Elena Fusi

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L’essenza femminile della luna | di Flaviana Pier Elena Fusi

Flaviana Pier Elena Fusi

La luna è quella signora, che resta negli occhi di chi s’innamora, quando si volge lo sguardo al cielo, per ringraziare l’universo intero.

È faro illuminante, che la notte rende sognante, ma non è un artificio è pianeta che ha più di un beneficio. Contiene in sé l’essenzialità e della femmina le peculiarità.

Guida le maree e le campagne divengono epicuree, con frutti prelibati di raccolti illuminati. I cicli generati sono circoli regolamentati e la fecondità, con lei, non è fatalità.

Quando viene il novilunio un progetto ha un nuovo conio, con la falce a metà, intravedi sequenzialità; ma sperare sempre conviene, sono nuove nascite le lune piene: tutto il cosmo già lo sa, la potenza sgorga con impetuosità. La luna non è solo apparenza, come la donna è vera sostanza, se ha bisogno della sua metà non è casualità. Da sola non può far niente, le serve il sole come sorgente, lei è assoluta poesia, ma vive di luce riflessa da un’altra energia.

Quello che qui voglio considerare, è che anche la luna da sola non può stare. Il femminile ed il maschile, solo uniti possono ristabilire, l’ordine planetare che la vita rende ottimale.

Per incrementare l’equilibrio naturale, basta osservare i pianeti dialogare.

Flaviana Pier Elena Fusi

 

Energia lunare | di Edoardo Flaccomio

Tutti i satelliti esistenti nel cosmo, sono di essenza femminile. La Luna, in particolare, lo dimostra attraverso le  quattro fasi: nascente, piena, calante e nera, che si succedono nell’arco di 28 giorni, proprio  come il ciclo mestruale della donna.

Dal momento che i satelliti ruotano intorno ai pianeti, questi ultimi possono ritenersi di essenza mascolina. La terra, per quanto strano possa apparire, è l’ente maschio che fronteggia la luna. Il pianeta ‘dice’, il satellite  ‘fa’.

La luna, col suo ruotare a varie distanze dalla terra, influenza le maree, l’atmosfera, le onde gravitazionali; determina le eclissi, che a loro volta influenzano l’ambiente terrestre, il comportamento delle specie viventi e gli umori degli esseri umani. La licantropia, malattia mentale che fa credere ad un uomo  di essere lupo, è scatenata dalla luna, dicono i testi ed i racconti popolari; per non parlare delle fantastiche storie dei lupi mannari, nelle quali il maschio si trasforma fisicamente in lupo nelle notti di luna piena. Storie che spingono a concludere che la luna abbia effetti negativi sugli uomini ed implicitamente positivi sulle donne. Racconti che qualcosa di vero possiedono, a patto di ricondurre l’influenza lunare a scariche di energie sottocutanee, potenziate dagli impulsi cerebrali alterati dall’emulsione lunare.

Il nostro satellite ha determinato persino le guerre, come ad esempio la luna rossa dei  Comanches, luna di sangue, dicevano i nativi; ma l’aspetto ‘fare’ , decisamente femminile del satellite, consiste nell’attrarre  a sé quei meteoriti che dovessero giungere molto vicini al nostro pianeta, a patto che siano sulla sua traiettoria. Scudo di indicibile importanza, dal momento che un grosso meteoroide potrebbe spazzare via l’intera vita sulla terra. Sotto la cupola stellare  e nell’amolunea luminescenza dell’amato satellite, si sono svolte in passato innumerevoli danze tribali, che per natura, sono femminili, in quanto movimento sincronizzato con le vibrazioni provenienti dall’astro. L’arcaica intuizione dei nostri primitivi antenati, deve servire a farci cogliere le antiche verità, tamburi che battono incessantemente nel silenzio chiassoso  dell’ignoranza.

Edoardo Flaccomio

 

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Flaviana Pier Elena Fusi
Vivo, prego, amo: Bio…Grafia. Nord Italia, Lombardia. Brescia è precisamente la città che mi diede i natali. Il nome Berescit qui è inserito; la Testa Parlante, la Coscienza Universale che guida la Totalità, guida anche la mia esistenza. Trascorro i primi ventitré anni studiando. Magistrale, maturità, la consuetudine vuole che si dica maturità Magistrale a cui segue un quinto anno ad indirizzo giuridico per acquietare la mia sete di giustizia. Logica conseguenza è l’università statale di Milano, l’indirizzo è giustappunto Giurisprudenza. Pochi esami mi bastano per capire, benché il primo di Diritto privato lo ricordi ancora con la stessa emozione, mi accorgo che non è la giustizia di questo mondo quella a cui anelo. Rincorro altro. È tensione che vuole la mia anima libera da condizionamenti, da vincoli, da dogmi impartiti e da quelle regole ferree che non calzerebbero neppure al ferro. Mi piace spaziare in ogni direzione, me stessa è il verso che prediligo. Mi scruto per sanare antiche ferite. Guardo bene dentro, prima di mostrarmi fuori. Non sono pronta! Psicomotricità aiuta ad armonizzare il movimento con lo spirito. Un triennio, come laurea breve e sono in regola: abilitata ad una professione. Scelgo di aprire una palestra, poi due e alla fine saranno quasi tre se considero il mio studio privato, spalmati tra Brescia, Verona, laghi e valli. È vera scuola, la palestra di una vita. Gli atleti, amici e quasi figli. Le amiche, colleghe e quasi sorelle. Gli allenamenti sprigionano energia che tempra e i risultati arrivano anche se non li vado cercando. Accumulo una serie di brevetti che nemmeno ricordo, ma posso considerarmi istruttrice di svariate discipline. Cominciai con l’aerobica, che impazzava in quegli anni, per passare al body-sculpturing, step e via così fino a collezionare tutti quelli dettati dalle mode del momento. Ginnastica dolce, ginnastica isometrica, ginnastica in salsa. Impartisco personalmente corsi di training autogeno: una corsa a tutto. Lezioni sparate di fila che mantengono il mio corpo scattante e la mia mente pronta. Mi ritempro e quando abbasso la saracinesca della palestra sono preparata per altra attività: la ristorazione. Una passione che contiene più di una virtù: l’ospitalità, il ricevere, la disponibilità ad accogliere mi aiutano a diventare donna. Il primo ristorante a venticinque anni, il secondo a quaranta e il terzo? Beh il terzo scelgo di farlo all’estero. Ho maturato una certa esperienza nel campo dell’imprenditoria. So cosa funziona e cosa no. Sull’onda dell’espansione diversifico gli interessi economici. Mi tuffo nel mondo della bellezza… dell’anima. Lo spirito mi guida come vento sottile ad aprire il ‘Centro Benessere ‘Siddaharta’. Sulle rive del lago di Garda apre i battenti un atelier, dove l’estetica si unisce alle profondità dello spirito. Come dentro così fuori. Ispirato al principe Siddharta, questo negozio contiene in sé incanti reconditi, che solo ora si palesano nella loro sincronicità cosmica. Avevo trentacinque anni quando inaugurai quel centro, esattamente la stessa età che il Principe aveva quando ricevette la Buddità. Siddharta si trasforma in Buddha. Il nome significa esattamente: il risvegliato, l’illuminato, colui che detiene la Conoscenza, che intende perfettamente come parla la Vita. Da quell’esperienza nasce la mia trasformazione. Quell’anno 2000 segna il mio Vesak, è questo il nome dato dalla dottrina buddista al compleanno di Budda. Viene celebrato ogni anno nel plenilunio di maggio, casualmente anche il mio mese di nascita. È in quell’anno che inizia la mia attività scrittoria pubblica, mi propongono di curare una rubrica sul benessere per una rivista locale: ‘La Bolina’. Sono imprenditrice di me stessa, ma tendo ad un altro tipo di creazione, diventare madre è l’anelito che mi spinge a lasciare questa impresa; il momento arriverà qualche anno più tardi. Nel frattempo rischio e ricomincio. Seguo stage e aggiornamenti e non tralascio l’attività politica. Sono propositiva, credo nella globalizzazione ed è qui che riesco a ‘portare a casa’ qualche risultato cimentandomi nella collaborazione diplomatica, per così dire, che favorisce il gemellaggio tra comuni di diversi stati. Parlo tre lingue e scrivo, scrivo, scrivo. La scrittura mi catapulta in un mondo nuovo fatto di comunicazione. Il mio primo romanzo autobiografico “ Le Rivelazioni della Stella Bianca” è dedicato a mia figlia. Bianca: il sogno realizzato. È per merito di questo libro che approdo in radio; una emittente storica, la più importante della regione Calabria, mi offre un appuntamento fisso. Sono ospite tutti i lunedì, nel programma Blaterando, ideato e condotto da Anna Maria Esposito responsabile della testata giornalistica. Una scuola di voce, di toni e di parole scelte con cura. Contenuti lavorati e rielaborati per essere trasmessi con spontaneità nuova. Il pubblico non lo vedo, ma lo percepisco vivace e attento. Mi galvanizza l’incontro ‘in onda’ e sono fiera di far parte in certo modo di uno staff radio. L’emozione prende forma da una canzone che dà il ‘LA’ e … ‘SI FA’ il programma. Risuona armonia fuori da me e riporta nuova linfa in me, quella che poi a casa utilizzo per scrivere ancora. Il secondo e il terzo libro si sono creati magicamente e quasi contemporaneamente. La fase del riscaldamento motori è iniziata; è il tuffo nella mia vita ciò che ora mi interessa!