“Lettura; e oltre: importa il resto?” | di Giacomo Chiofalo | “Del piacere di leggere: da Proust ai Millennial”

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Premessa a cura di Andrea Giostra

L’articolo “Lettura; e oltre: importa il resto?”, che leggerete a seguire, è del giovanissimo Giacomo Chiofalo che ha solo sedici anni per cui rientra nella cosiddetta “Generazione Z”, ovvero, tra coloro che sono “nati con uno smartphone in mano” e nei quali la tecnologia digitale è sempre stata presente nelle loro vite già dall’infanzia e Internet rappresenta una parte integrante della quotidianità dei loro genitori. La fascia di età dei nati della “Generazione Z” varia dal 1991 al 2010 a seconda del livello di sviluppo tecnologico nei vari paesi. Nel nostro caso, per Giacomo, possiamo certamente parlare di un appartenente alla “Generazione Z” il cui contributo in questo saggio, insieme a quello di Mattia Mincuzzi già pubblicato, e di altri ragazzi-co-autori che contribuiranno alla stesura di questo libro, risulta particolarmente interessante e istruttivo per gli adulti-educatori e per gli adulti-genitori che leggeranno questi contributi e questo saggio quando sarà pubblicato.

Il contributo di Giacomo Chiofalo, che leggerete a seguire, è pertanto uno degli importanti contributi frutto di una riflessione partecipata che vede protagonisti diverse persone appassionate di libri e di lettura.

Nel mese di novembre 2019, su diversi magazine nazionali e regionali, venne pubblicato un articolo, scritto da Ilaria Cerioli e Andrea Giostra, che si poneva delle domande sul senso della lettura oggi, nel Ventunesimo secolo, a partire dal noto saggio di Marcel Proust “Sur la lecture”, pubblicato in Francia il 15 giugno 1905, fino ai giorni nostri. Un articolo che venne letto da oltre 50 mila lettori e che vide centinaia di commenti, tutti molto interessanti. A questo inaspettato successo di lettori seguì l’invito, da parte degli autori, di una riflessione partecipata avanzata a diversi loro amici e colleghi, proprio a partire dall’articolo «Da Marcel Proust ai Millennial, “Del piacere di leggere” e del “Senso di vivere tra i libri” dei ragazzi di oggi»

https://mobmagazine.it/blog/2019/11/30/da-marcel-proust-ai-millennial-del-piacere-di-leggere-e-del-senso-di-vivere-tra-i-libri-dei-ragazzi-di-oggi/.

Seguirono diverse adesioni da parte di studiosi, educatori, professori universitari, psicologi, critici d’arte, insegnati, artisti, scrittori e alcuni giovani e giovani adulti. Il saggio, a cura di Ilaria Cerioli e Andrea Giostra, e con la co-partecipazione di diversi co-autori, che ha per titolo “Del piacere di leggere: da Proust ai Millennial”, sarà pubblicato (se riusciremo a rispettare i tempi) entro il mese di ottobre 2020, ed ha già raccolto diversi interessanti contributi che verranno anticipati in questa piccola Rubrica su questo magazine che abbiamo chiamato con lo stesso titolo del saggio di prossima pubblicazione: “Del piacere di leggere: da Proust ai Millennial”.

È bene precisare che il saggio, quando sarà ufficialmente pubblicato, sarà leggibile gratuitamente online su alcuni portali web, e, altresì, potrà essere scaricato online in pdf sempre gratuitamente. Ovviamente sarà anche disponibile su tutti i portali online di distribuzione libri.

Chi dei lettori di questo contributo, quello giovane liceale e talentuoso intellettuale Giacomo Chiofalo, volesse scriverci e sottoporre alla nostra attenzione la sua riflessione su questo grande tema, ne saremmo grati e certamente la prenderemo in considerazione per un eventuale inserimento nel saggio di cui vi abbiamo anticipato i contenuti.

Buona lettura a tutti…

 

“Lettura; e oltre: importa il resto?” | di Giacomo Chiofalo

Secondo Marcel Proust, è della lettura la peculiarità, allorché se ne fa uso con raziocinio, di avviare un individuo verso le regioni più profonde di sé, verso l’esplorazione di sé, così che maturi le sue verità più personali e ponderate: trovi la sua identità; e sulla base di essa, crei. Ma questo basterebbe per poter privare le altre forme di arte non coinvolte dal processo del leggere –in ogni caso incluse dalle origini del vocabolo (che approfondiremo tra poco)– di questa esimia qualità (ma non unica)? Certo che no! Come ogni idioma si distingue dall’altro per le sue grammatica e particolarità, ogni tipo di linguaggio artistico fa lo stesso per le sue regole e proprietà, tuttavia, fondamentalmente, lo scopo è unico: la comunicazione; e proprio su essa è imperniato il fondamentale meccanismo di condivisione di esperienze, sentimenti, sensazioni (e altri potenziali oggetti): ciò che permette di cominciare il viaggio abilmente descritto da Proust.

Un concetto basilare, suffragato dall’etimologia del nostro tanto amato e impiegato verbo “leggere”; il latino “lĕgĕre”, da cui deriva il nostro lemma, infatti, è un contenitore si svariatissimi significati, ma fra tutti spicca il primordiale “raccogliere, cogliere”, che permette una vasta gamma di interpretazioni: dal cogliere dei segni astratti per trarne un concetto (quindi il consueto significato che indica l’azione che state compiendo in questo istante!), al raccogliere –se vogliamo– delle immagini e dei baloon, o una serie di note, o una concatenazione di immagini e suoni, o una combinazione di pose eseguite da qualcuno, o una fila di post per desumerne insegnamenti, messaggi, informazioni… A ciascuna parola, la sua forma mentis corrispondente.

Dunque, perché limitarsi alla lettura nel suo senso canonico e riduttivo, quantunque libri e fumetti – sì, avete letto bene: fumetti! – posseggano capacità sbalorditive?

Be’, forse noi ragazzi e ragazze ci siamo, alcuni scientemente e altri inconsciamente, posti la domanda, e allo stesso modo ci siamo detti che non avrebbe poi così senso; allora, alla ricerca di noi stessi – noi più di chiunque altro –, abbiamo imboccato vie diverse da quella strada “vergata” di pietre che ha guidato generazioni e generazioni: chi ha prediletto una certa strada perché attratto da delicati fragori e silenzi maestosi, chi ha cercato, nella sua, in ogni dove “finestre” in cui si potessero scorgere dei soggetti e le loro azioni, chi ha trovato più agevole per sé una strada atta alla realtà aumentata e a un gamepad, o chi, mentre percorre la sua, ama interagire qua e là con schermi dalle infinite potenzialità. Ma questi sono solo sparuti esempi.

Le loro caratteristiche in certi casi combaciano, in altri si somigliano e in altri ancora discrepano in toto, ma qui non si vuole raffrontare sulla base di casi comuni e peculiarità, bensì bisogna tenere a mente che il loro traguardo è unico: permetterci di scorgere il nostro volto. Tutte, a loro modo, ci offrono durante il cammino pezzi della loro materia spiritica, particolari che ci lasciano il segno in qualche modo, componenti di un unico grande mosaico che funga da specchio raccolti per più strade, in quanto si ha sempre la facoltà di poter usufruire di tutti i percorsi, seppur questi siano differenti. E non pensiate che uno valga meno dell’altro, perché anche un podcast o un social sono capaci di portare cultura ai loro coscienti spettatori, che hanno solo bisogno di fiducia e di insegnamenti, e non di istruzioni; ma come tutti riescono a condurti al grande ritratto con il loro semplice andamento retto, parimenti possono far sì che tu rimanga ad ammirare le loro meraviglie per il resto della tua vita, lasciando la più maestosa delle meraviglie sterile.

Dunque, ripensando a tutto, si può davvero parlare di un distacco dalla lettura da parte dell’attuale generazione giovanile? O, piuttosto, bisogna parlare di una “migrazione” verso nuovi (e vecchi) modi e mondi validi – seppure la lettura nel suo senso canonico sembri ancora essere la più formativa sotto molti aspetti?

Giacomo Chiofalo