“Una passeggiata al Mercato di Ballarò: tra folclore, cultura e storia, street food” | di Rossana Lo Giudice

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Rossana Lo Giudice
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Stamani mi alzo piena di verve e di buoni propositi. Decido così di variare il quotidiano programma vacanziero (footing, mare, etc.) e fare la turista nella mia splendida città di Palermo. Una passeggiata fra le viuzze pittoresche dell’antico Mercato di Ballarò: rinomato mercato palermitano ricco di folclore, cultura e storia. Una tappa d’obbligo per la gente che qui viene in vacanza. Un veloce caffè e faccio strada verso la città. Devo percorrere svariati chilometri per giungervi poiché sono in vacanza fuori Palermo.

5 minuti al mercato storico di Ballarò di Palermo, Sicilia, “Con la classica Abbanniata dei commercianti” e “Il lancio du’ miluni”, domenica 12 luglio 2020, ore 8:25.

5 minuti al mercato storico di Ballarò di Palermo, Sicilia, "Con la classica Abbanniata dei commercianti" e "Il lancio du' miluni", domenica 12 luglio 2020, ore 8:25.

5 minuti al mercato storico di Ballarò di Palermo, Sicilia, "Con la classica Abbanniata dei commercianti" e "Il lancio du' miluni", domenica 12 luglio 2020, ore 8:25.

Posted by Andrea Giostra FILM on Sunday, 12 July 2020

Trascorro all’incirca un’ora in auto e arrivo. Mi cruccio subito perché qui posteggiare  è davvero ardua impresa. Non demordo e così il mio piglio deciso viene premiato. Parcheggio trovato! Mi trovo in Corso Tukory e da qui m’immetto nel mercato. Da subito il mio volto si dipinge di allegria fra suoni, colori e profumi. Sono completamente immersa in un’atmosfera surreale e rapita da una splendida cornice.

Una sequela di bancarelle ove possibile trovare frutta, primizie, verdure, carne e pesce. A dire il vero è possibile acquistare anche  prodotti e articoli per la pulizia della casa. Ognuna di esse è coperta da larghi ombrelloni in modo tale che la merce venga mantenuta fresca. Pennellate di colore alla vista ed un effetto ottico strepitoso.

Ampio spazio pure per lo Street food, pietanze tipiche della gastronomia di strada palermitana: la frittola (à frittula) per esempio, ovvero frattaglie di vitello con strutto, olio, limone e alloro.

CUCINA DI SICILIA | FRITTULA PALERMITANA

Il carretto con lo sfincionello‘u spinciunieddu palermitano – e il venditore che urla alla gente: “chi beddu ciavuru chi fa”, che tradotto significa “che buon profumo che fa”! Una liccumaria senza eguali. Una goduriosa e diabolica tentazione. Chi non lo conosce lo chiama pizza, ma non lo è, sebbene l’aspetto “inganni” molto . È una focaccia, per intenderci, dall’impasto soffice e condita con sugo di pomodoro, acciughe, cipolla, formaggio caciocavallo e spolverata di muddica (pangrattato). Ogni turista che lo gusta mette la Sicilia sul palato!

CUCINA DI SICILIA | SFINCIUNEDDU PALERMITANO

Immancabile poi il carretto delle panelle, altra prelibatezza e simbolo per antonomasia dello street food di Palermo. Sono tortine, frittatine fatte con una pastella di farina di ceci e fritte in ogghiu (olio) abbondante. Notissimo u paninu cu i panelli sovente accompagnato da deliziose crocchette di patate (i cazzilli) e piccole fette di limone.

2 minuti “Ca’ Frittula” di Ballarò, mercato storico di Palermo, Sicilia, domenica 12 luglio 2020, ore 8:30.

2 minuti "Ca' Frittula" di Ballarò, mercato storico di Palermo, Sicilia, domenica 12 luglio 2020, ore 8:30.

2 minuti "Ca' Frittula" di Ballarò, mercato storico di Palermo, Sicilia, domenica 12 luglio 2020, ore 8:30.

Posted by Andrea Giostra FILM on Sunday, 12 July 2020

Da non dimenticare il negozio di Riccardo, un ragazzo, un picciottu che chiama ogni donna Signora Maria! Non saprei il perché. Questo ho evitato di chiederglielo dopo averlo stressato dalla tante domande che soddisfacessero non la mia fame, ma sete di curiosità! Davanti alla sua putìa (negozio) l’immancabile bancarella dove cucina “live” le stigghiola, altro street food made in Sicily : ovvero budella di agnello o capretto arrostite sulla griglia e avvolte lungo lo stelo della cipolla scalogno.

Tanto altro ancora: per tutti i gusti e palati.

CUCINA DI SICILIA | GRATTATELLA PALERMITANA

Son contenta, qui avverto il respiro della mia città. È come penetrare nelle sue viscere e sentirne palpitare il suo cuore. Qui si parla il palermitano doc, s’incontra la gente umile e verace. Si coglie tutta l’anima della sicilianità pura.

Faccio qualche video e scatto previo consenso di qualche venditore ambulante che come attore consumato si mette subito in posa gongolando per qualche minuto di notorietà. Saluto e ringrazio e “rubo” dalle cassette qualche piccolo pomodorino. Sempre “assisitita” dallo sguardo divertito degli amici venditori.

Proseguo la passeggiata quando vengo distratta da una meravigliosa abbanniata, vera espressione folcloristica del mercato con la quale ogni venditore, attraverso una sequela di parole cantilenate sì da conferire loro una eccezionale musicalità, invita e “seduce” l’acquirente a comprare la propria merce esaltandone dunque la qualità od anche il prezzo.

Una sorta di show, una vera performance fra arte e poesia che merita di essere decantata con video.

Saluto e ringrazio il venditore-artista e mi fermo poco più avanti in un delizioso baretto dove mi delizio di una ottima granita al caffè per poi proseguire.

Il sole picchia cocente sulla mia testa e poiché ho girato il mercato in lungo ed in largo decido di fare ritorno e raggiungere la mia auto. Vado stavolta con passo più spedito poiché la mia fronte gronda di sudore che regala al mio volto un effetto paillettes.

Lungo la via, non di Damasco, ma di Ballarò, impossibile non essere attratti da varie curiosità. Rallento il passo poiché distratta da una signora che dal primo piano di un’antica palazzina urla a squarciagola “zu Iachinu, zu Iachinu” tenendo fra le mani ‘u panaru sicilianu: un piccolo cesto realizzato con fili di canna intrecciati a mano e legato ad una piccola corda utilizzato per prendere la spesa dal balcone : calari ‘u panaru, si dice infatti! Usanza che resta ancora nei paesi o nei quartieri più popolari.

Tornando alla signora intuisco che chiama il venditore, di nome Gioacchino, perché gli metta nel paniere 2 kg di pomodoro per salsa. Un altro spettacolo di folclore cui stamani ho assistito. Un’altra scena popolare, un altro scatto da immortalare.

Questa è la Palermo che pulsa di vita!

Questo è folclore, tradizione, storia e cultura. Questo è Ballarò.

Ancora caldo pazzesco. Finalmente giungo alla macchina felice di essere stata una turista a Ballarò!

Rossana Lo Giudice

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Rossana Lo Giudice
Tenterò di raccontarmi in poche righe! Non so se ce la farò essendo prolissa, senz’altro eviterò di tediarvi riportando per intero il mio Curriculum Vitae! Ho un percorso di studi universitario in campo pedagogico. Sono un’artista eclettica: poeta, scrittrice e musicista. Diplomata in pianoforte al Conservatorio, coltivo altre passioni quali la recitazione, il disegno e la fotografia. Amo l’arte nella sua ineffabile bellezza e poliedricità delle sue espressioni. Scrivo sin da quando ero piccina. Sono una famelica di scrittura: quando la penna guizza sulla carta mentre dita ballerine ne accompagnano il movimento come fosse danza di farfalle, ne sono ben felice. Sempre pronta a catturare emozioni per destarne altrettante a chi mi legge. Cammino sovente con un taccuino in borsa per annotare ciò che scalfisce la mia attenzione, che solletichi la mia ispirazione; “fotografando” squarci di quotidianità. Emozionarmi per emozionare è il mio “modus operandi”. Amante della mia Sicilia e studiosa delle sue tradizioni popolari da alcuni anni mi sono pure cimentata nella scrittura dialettale: fra canti, cunti, novelle e pujsie! Sovente collaboro artisticamente con attori prestigiosi i quali si prestano alla lettura dei miei testi. Amo definirmi un “cantastorie”, un menestrello che intrattiene a corte. Un giocoliere di parole. C’è poi un aspetto di me più intimo e profondo che esprimo attraverso quelli che chiamo “sospiri dell’anima”. Qui racconto il mio microcosmo interiore: le gioie, le lacrime ,le inquietudini e i malumori dello spirito. La mia ineluttabile voglia di scrivere qui diviene un vero canto dell’anima!