“Un incontro sorprendente” | di Meri Lolini

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Viviamo il pericolo del contagio del Covid19 e proprio in questi giorni è stata decretata la chiusura delle discoteche e delle sale ballo. Dobbiamo avere sempre in attenzione il rischio del contagio ed è necessario adottare un comportamento nel rispetto della salute nostra e dei nostri simili. Applichiamo la regola :Distanza Mascherina Lavaggio delle mani .  Questa pandemia si è manifestata in tutto il mondo e quindi ogni cittadino del mondo condivide sia questo rischio che questa paura tremenda di contagiarsi. Questa è l’occasione per comprendere che siamo cittadini del mondo e siamo tutti uguali anche se di etnie diverse e di credenze diverse. Per questo ho pensato di raccontare questa storia intitolata :

“ Un incontro sorprendente”:

Il sole faceva capolino dietro le tende. Quella mattina decisi di andare a fare una passeggiata tra le bancarelle del mercato settimanale. Passai dalla pasticceria e dopo essermi gustata una deliziosa pasta alla crema sorseggiai con calma un buon caffè e sfogliai le pagine del quotidiano, che faceva bella mostra di sé sul bancone insieme alle bustine di zucchero. Arrivai nella piazza ed i profumi delle varie pietanze in vendita si elevavano dai vari camioncini. Lì era in vendita della porchetta e subito accanto c’era una friggitoria ambulante, che sfornava i bomboloni. I banchi della frutta e verdura erano multicolori e la gente si fermava, sia a comprare che a chiacchierare. Mi è sempre piaciuto l’ambiente del mercato. Più avanti c’era una bancarella, che esponeva alcune borse e così mi avvicinai. La mia attenzione fu colpita da uno zainetto in pelle nera, che aveva molte tasche e tante varie cerniere. Era proprio quello che volevo, per accogliere tutte le mie cosette, che mi accompagnano nelle mie lunghe giornate trascorse tra il lavoro ed il tempo libero. Mi avvicinai e subito mi venne incontro il proprietario, che salutandomi, mi chiese se poteva essermi di aiuto. Il suo sguardo era sfuggente e realizzai subito che non era italiano, ma sicuramente era un nordafricano. Gli chiesi, se potevo vedere meglio quello zaino e lui sempre mantenendo lo sguardo basso, lo prese dal banco ed aprendo le varie tasche e cerniere mi disse, che costava venti euro. Fu allora che gli chiesi da dove venisse e lui ripose quasi infastidito. Guardando sua moglie, disse che venivano dal Marocco. Risposi:” Viene da un bellissimo posto. Ho visitato alcune città marocchine.” Dopo aver scambiato uno sguardo con la donna, si voltò verso di me e sorrise. Eravamo entrati in sintonia. Così gli raccontai, che avevo vistato Marrakech e che la piazza jemaa el fna era davvero magica con quel mercato gigantesco. Ecco che lui guardando sempre sua moglie, mi chiese se avessi visto anche altre città e così le parlai delle altre città imperiali e delle medine, che mi avevano veramente entusiasmato .Quando lui si sentì accolto e condiviso, anche la moglie accennò un sorriso e si interessò al mio viaggio. Così parlammo delle medine e della varietà delle città marocchine con la loro storia e la loro modernità, che è più accentuata a Rabat e Casablanca. Per superare le barriere della testa e del cuore, è necessario sentirsi cittadini del mondo e questo modo di vivere e di relazionarsi garantisce un confronto alla pari.Gli dissi che quello zaino mi piaceva e così lui lo mise in una busta ed io lo pagai. La moglie che indossava la gellaba ed il velo, mi accennò un sorriso e lui mi salutò stringendomi la mano ed il suo sguardo non era più basso, ma era diretto verso i miei occhi. Mi ringraziò di aver parlato della sua terra e questo mi riempì di gioia. Tenne a precisare, che lui era lì tutti i giovedì con la sua bancarella e gli risposi che lo prendevo come un invito, per scambiare quattro chiacchiere. Quante volte i nostri connazionali emigranti avevano provato quella sensazione tremenda di essere in una terra straniera, con persone che li consideravano inferiori e da allora quanti decenni sono  trascorsi ed oggi nel terzo  millennio ci sono ancora questi atteggiamenti, che generano tanto dolore. Penso sempre, che il mare unisce le terre che separa e quindi anche la gente che vive su quelle terre. Solo confrontando le tante culture e religioni, possiamo generare un arricchimento ed un progresso per la nostra umanità,  affinchè sia un’eredità dignitosa per le generazioni future .Quell’incontro mi aveva regalato un po’ di serenità e rividi lo sguardo di quell’uomo prima del nostro dialogo e lo confrontai con quello dopo quello scambio di parole, che era avvenuto tra noi e confrontandoli compresi quanto bene possiamo farci reciprocamente, nell’accogliere culture diverse rappresentate da persone diverse, ma appartenenti a quell’insieme chiamato umanità. Come giornalista avevo il dovere, di dare un seguito a quell’incontro, quindi decisi di narrarlo in un mio articolo sul quotidiano del giorno seguente. Dovevo sentire la redattrice e subito decisi di chiamarla. Eleonora mi rispose subito e così le raccontai l’episodio. Lei era d’accordo nel pubblicare il pezzo e mentre concludeva la nostra telefonata, mi fece notare che per un cenno positivo che capita, purtroppo   ce ne sono tanti altri negativi .Questo ci rende un’istantanea della nostra umanità non sicuramente a colori ,ma con tante ombre dovute a quell’atteggiamento forse diffidente e poco rassicurante nei rapporti tra cittadini delle varie zone del mondo. Sapevo che aveva adottato una bambina keniana, che ora frequentava la quinta elementare. Ebbe un colpo di tosse e con un tono di voce, che tradiva la sua emozione, mi raccontò che durante le prove per una recita a scuola, a sua figlia le era stato fatto notare, che non poteva recitare la parte di Cenerentola perché era di colore. La piccola aveva pianto per questo e lei dopo averla abbracciata e consolata le aveva fatto notare, che la storia di Cenerentola era una favola e poteva essere ambientata e raccontata in ogni parte del mondo .Quindi c’era la Cenerentola africana e la Cenerentola europea. Era riuscita a tranquillizzarla e la mattina seguente parlò con l’insegnante, che subito aveva realizzato le due versioni della recita. Terminò dicendo: “Carissima sono felice per mia figlia perché sarà anche lei protagonista e per quello che mi hai raccontato e sono sicura, che insieme manderemo un messaggio universale. Grazie a domani.” La salutai .Mi misi subito a scrivere l’articolo e mi venne in mente il pensiero di Martin Luther King:” Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli.”

 

 

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Meri Lolini
SHORT-BIO MERI LOLINI Sono nata a Massa Marittima (GR) e vivo dal 1977 a Firenze. Qui arrivai appena diplomata Perito Chimico ed iniziai la mia esperienza di analista chimico prima in laboratorio privato e poi per trent’anni in un laboratorio pubblico. Mi sono occupata del dosaggio dei microinquinanti organici sia in matrici alimentari che ambientali. Successivamente ho conseguito la laurea in Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Le passioni che mi hanno sempre accompagnata sono la chimica e la lettura. Dal 2019 sono pensionata. Nel 2014 ho iniziato a scrivere libri che ad oggi sono otto ed una commedia. Questi sono i testi pubblicati: Una goccia nel mare dalla casa-famiglia alla famiglia, ed. Harmakis (gennaio 2014); La passione colora la vita - per non smarrirsi nelle strade buie della depressione, ed. Harmakis (gennaio 2015); Non ci sono più le rondini? Una donna, una storia, ed. Aracne (dicembre 2015); Scegliamo consapevolmente - i tanti aspetti del cibo, ed. Aracne (ottobre2016); Sognando la pace, ed. Aracne (marzo 2017); Parliamo di rifiuti Tipologie Classificazione e Trattamenti, ed. Aracne (ottobre 2017); Il mostro vorace, ed. Aracne (gennaio 2018). Ho conseguito anche dei premi letterari: Attestato al Premio letterario “Caffè tra le nuvole”. Finalista al Premio Letterario IX edizione Casa Sanremo Writers. Una vipera in corpo, ed. Aracne (agosto 2019). Alla luce, commedia teatrale, in collaborazione con Giulia Romolini per la trasposizione teatrale del racconto. Terzo Premio al Premio Letterario Rive Gauche di Firenze 19 ottobre 2019. L'ultimo libro è " L'indimenticabile Quarantena " edito da CTL Libeccio Edizioni Pubblicato a luglio 2020 Finalista al Premio Letterario Rive Gauche di Firenze 2020 con menzione speciale della giuria con la seguente motivazione:" Miglior testo di informazione giornalistica sulla pandemia". Dal 2016 scrivo articoli su Class24 che è una rivista online di Orbassano (TO). Di recente ho redatto alcune recensioni a libri pubblicati da altri scrittori italiani. Meri Lolini https://www.facebook.com/meri.lolini http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=375428