Unicorni e misteri nella cronaca di ieri | di Flaviana Pier Elena Fusi

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UNICORNI E MISTERI

Unicorni e misteri sono favole che fino a ieri narravano di fantasia, di incanti e di magia. Invece, se guardi bene, un sapere vero questo animale contiene, non è solo effetto procurato, da un cavallo che ricorda quello alato, ma su quel corno dorato c’è qualcosa che va indagato. È retaggio di memoria che lì al centro trova la gloria, di qualcosa celebrato, il terzo occhio e anche il substrato. Inutile non vedere, che va oltre il semplice sapere, sono tanti gli unicorni in voga e non sono qui solo per moda ma per farci intravedere un’altra forma di potere.

Come non considerare quella bimba che la cronaca ha voluto mostrare? Andava al largo su una scia e nessuno le faceva compagnia. In quel mare ha navigato con un salvagente appropriato, a bordo dell’unicorno come fosse nave d’alto bordo. La sua forma è lì per ricordare, che non è solo un salvagente speciale, ma un archetipo sapiente che può aiutare tanta gente. Con Innocenza alla vita ci si deve approcciare, a Lei ti puoi affidare, ti saprà guidare e con tenerezza ti farà cullare, in un’esistenza che non è mitologia ma un prodotto della tua aura di energia. Ci vuole l’umiltà che è una forma di invincibilità insieme a purezza e dell’anima nobiltà. La bellezza di una diversità, che mostra il corno come nel caso qua, è destrezza e verità; questa è cosa da imparare e quanto di meglio si possa a fare.

Il notiziario della giornata, la giusta via ci ha indicata. Sollevare il velo sugli accadimenti è l’intento dei nostri atteggiamenti, che qui con voi vogliamo indagare perché tutti lo possano attuare. Buona navigazione!

 Flaviana Pier Elena FUSI

 

 

INDAGINE DI EDOARDO FLACCOMIO

 

L’esistere veleggia nelle emozioni più vere e profonde, è un navigare senza bussola, alla riscoperta della nostra isola interiore.

 

Tale mi appare la storia della bambina spinta al largo dalle correnti e salvata da una nave traghetto greca. La bimba si tiene apparentemente serena al suo salvagente richiamante l’Alicorno, nella fattispecie Pegaso, l’Unicorno con le ali.

Unicorno, detto anche liocorno o alicorno.

Cavallo bianco circondato da un alone luminoso, recante un corno al centro della fronte che ha il potere di rimandare alla capacità di penetrazione spirituale. Simbolo di virilità ascetica, della capacità dell’intelletto di introdursi nel mondo trascendente.

Il cavallo con le ali, emblema di immortalità, diviene costellazione, a suggello della longevità cosmica, ma anche del fatto che l’universo, con le stelle ed i pianeti, altro non è che il nostro cervello in grande, capace di farci ‘volare’ se lo sappiamo usare.

Il corno è stato assorbito dal Cristianesimo al trascorrere del tempo ed utilizzato come incarnazione del Verbo divino. La nostra corteccia cerebrale ne è l’immagine, se agganciato all’Ordine Universale.

L’Unicorno è definito animale solitario, tendenzialmente aggressivo  che accetta solo la compagnia di fanciulle vergini, simbolo di purezza. Quando ne incontra una l’aiuta poggiandole la testa sulle sue ginocchia, qui si addormenta. Sembra di assistere a questa favola guardando la scena della bambina alla deriva dietro il collo plastificato dell’animale mitologico.

Il corno, simbolo anche di virilità maschile, era ritenuto un talismano potentissimo, capace, se sbriciolato nel vino, di aumentare la potenza sessuale e fecondante: ci siamo, il nome del traghetto “salaminomachos”  si scinde chiaramente, non senza un pizzico di ilarità, in salaminomachos. Sapendo che in spagnolo “machos” significa  maschi virili e che la bambina viaggia alla deriva su un salvagente col simbolo dell’Unicorno, diviene chiara l’allusione della vita: rivelare il significato nascosto dietro l’archetipo Alicorno. Tale è il motivo per cui la fanciulla è stata salvata. Il suo primo ruolo nella vita è stato pienamente assolto. La bimba è lì, a richiamare proprio la purezza e la verginità che l’Unicorno, nella mitologia, desidera; le forze Creatrici, l’Ente Creatore, la Coscienza Cosmica  desiderano esattamente questo.

Tutto ha un senso.

Ali e Corno. La parola “Ali” è costituita dalle lettere ebraiche: Alef, lamed, iod il cui significato è Dio. Il vocabolo Corno: qof, reisc, noun, iod, significa cornista, colui che suona il corno. Questo strumento è particolare, perché nella sua forma tradizionale richiama proprio la spirale. L’equazione verbale, tradotta nella lingua celeste per eccellenza, asserisce senza indugi: l’Uno (Dio) crea attraverso la spirale ed i suoni. Ma la parola “corno”, richiama palesemente il nome “coron”, basta scambiare di posto le lettere “enne” ed “o”. Lo stesso fa la vita quando trasforma l’adenina in uracile per costruire la fibra che arrotolandosi si trasformerà in proteina, cioè in Vita.  Coron, proprio come il nome del  corona virus, alias covid 19, planato improvvisamente sulla terra per generare trasformazione, rinnovamento e non terrore. Corona, come quella che si poggia sulla testa per evidenziare il referente della coscienza Universale: la nostra corteccia parlante, unico esempio in natura di concretizzazione del Motivo di fondo agente nella Creazione.

Edoardo FLACCOMIO

 

 

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Flaviana Pier Elena Fusi
Vivo, prego, amo: Bio…Grafia. Nord Italia, Lombardia. Brescia è precisamente la città che mi diede i natali. Il nome Berescit qui è inserito; la Testa Parlante, la Coscienza Universale che guida la Totalità, guida anche la mia esistenza. Trascorro i primi ventitré anni studiando. Magistrale, maturità, la consuetudine vuole che si dica maturità Magistrale a cui segue un quinto anno ad indirizzo giuridico per acquietare la mia sete di giustizia. Logica conseguenza è l’università statale di Milano, l’indirizzo è giustappunto Giurisprudenza. Pochi esami mi bastano per capire, benché il primo di Diritto privato lo ricordi ancora con la stessa emozione, mi accorgo che non è la giustizia di questo mondo quella a cui anelo. Rincorro altro. È tensione che vuole la mia anima libera da condizionamenti, da vincoli, da dogmi impartiti e da quelle regole ferree che non calzerebbero neppure al ferro. Mi piace spaziare in ogni direzione, me stessa è il verso che prediligo. Mi scruto per sanare antiche ferite. Guardo bene dentro, prima di mostrarmi fuori. Non sono pronta! Psicomotricità aiuta ad armonizzare il movimento con lo spirito. Un triennio, come laurea breve e sono in regola: abilitata ad una professione. Scelgo di aprire una palestra, poi due e alla fine saranno quasi tre se considero il mio studio privato, spalmati tra Brescia, Verona, laghi e valli. È vera scuola, la palestra di una vita. Gli atleti, amici e quasi figli. Le amiche, colleghe e quasi sorelle. Gli allenamenti sprigionano energia che tempra e i risultati arrivano anche se non li vado cercando. Accumulo una serie di brevetti che nemmeno ricordo, ma posso considerarmi istruttrice di svariate discipline. Cominciai con l’aerobica, che impazzava in quegli anni, per passare al body-sculpturing, step e via così fino a collezionare tutti quelli dettati dalle mode del momento. Ginnastica dolce, ginnastica isometrica, ginnastica in salsa. Impartisco personalmente corsi di training autogeno: una corsa a tutto. Lezioni sparate di fila che mantengono il mio corpo scattante e la mia mente pronta. Mi ritempro e quando abbasso la saracinesca della palestra sono preparata per altra attività: la ristorazione. Una passione che contiene più di una virtù: l’ospitalità, il ricevere, la disponibilità ad accogliere mi aiutano a diventare donna. Il primo ristorante a venticinque anni, il secondo a quaranta e il terzo? Beh il terzo scelgo di farlo all’estero. Ho maturato una certa esperienza nel campo dell’imprenditoria. So cosa funziona e cosa no. Sull’onda dell’espansione diversifico gli interessi economici. Mi tuffo nel mondo della bellezza… dell’anima. Lo spirito mi guida come vento sottile ad aprire il ‘Centro Benessere ‘Siddaharta’. Sulle rive del lago di Garda apre i battenti un atelier, dove l’estetica si unisce alle profondità dello spirito. Come dentro così fuori. Ispirato al principe Siddharta, questo negozio contiene in sé incanti reconditi, che solo ora si palesano nella loro sincronicità cosmica. Avevo trentacinque anni quando inaugurai quel centro, esattamente la stessa età che il Principe aveva quando ricevette la Buddità. Siddharta si trasforma in Buddha. Il nome significa esattamente: il risvegliato, l’illuminato, colui che detiene la Conoscenza, che intende perfettamente come parla la Vita. Da quell’esperienza nasce la mia trasformazione. Quell’anno 2000 segna il mio Vesak, è questo il nome dato dalla dottrina buddista al compleanno di Budda. Viene celebrato ogni anno nel plenilunio di maggio, casualmente anche il mio mese di nascita. È in quell’anno che inizia la mia attività scrittoria pubblica, mi propongono di curare una rubrica sul benessere per una rivista locale: ‘La Bolina’. Sono imprenditrice di me stessa, ma tendo ad un altro tipo di creazione, diventare madre è l’anelito che mi spinge a lasciare questa impresa; il momento arriverà qualche anno più tardi. Nel frattempo rischio e ricomincio. Seguo stage e aggiornamenti e non tralascio l’attività politica. Sono propositiva, credo nella globalizzazione ed è qui che riesco a ‘portare a casa’ qualche risultato cimentandomi nella collaborazione diplomatica, per così dire, che favorisce il gemellaggio tra comuni di diversi stati. Parlo tre lingue e scrivo, scrivo, scrivo. La scrittura mi catapulta in un mondo nuovo fatto di comunicazione. Il mio primo romanzo autobiografico “ Le Rivelazioni della Stella Bianca” è dedicato a mia figlia. Bianca: il sogno realizzato. È per merito di questo libro che approdo in radio; una emittente storica, la più importante della regione Calabria, mi offre un appuntamento fisso. Sono ospite tutti i lunedì, nel programma Blaterando, ideato e condotto da Anna Maria Esposito responsabile della testata giornalistica. Una scuola di voce, di toni e di parole scelte con cura. Contenuti lavorati e rielaborati per essere trasmessi con spontaneità nuova. Il pubblico non lo vedo, ma lo percepisco vivace e attento. Mi galvanizza l’incontro ‘in onda’ e sono fiera di far parte in certo modo di uno staff radio. L’emozione prende forma da una canzone che dà il ‘LA’ e … ‘SI FA’ il programma. Risuona armonia fuori da me e riporta nuova linfa in me, quella che poi a casa utilizzo per scrivere ancora. Il secondo e il terzo libro si sono creati magicamente e quasi contemporaneamente. La fase del riscaldamento motori è iniziata; è il tuffo nella mia vita ciò che ora mi interessa!