“Giurisprudenza e Storia: Diritti Civili nella Germania Nazista” ǀ Intervista a Paolo Arigotti, Autore ǀ di Maria Teresa De Donato

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Oggi sono molto felice di presentarvi un amico e collega-autore, Paolo Arigotti, di cui ho avuto il piacere e l’onore di leggere e recensire il suo bellissimo romanzo Sorelle molto speciali. Oltre al suo lavoro secolare, ai suoi studi accademici e alle sue pubblicazioni Paolo si mantiene molto attivo nella comunità degli scrittori attraverso le sue numerose video-interviste sul suo Canale Youtube Il salotto letterario di Paolo Arigotti.

Tanti sono gli argomenti che potremmo considerare con lui. Oggi tuttavia, ci focalizzeremo sui suoi romanzi e sulla questione ‘Diritti Civili’.

 

MTDD: Ciao Paolo e benvenuto nel mio Blog e Salotto Culturale Virtuale. È un grande onore averti quale mio ospite.

PA: Ciao Maria Teresa, onore e piacere mio e grazie per l’invito 😊

 

MTDD: Paolo, ho iniziato con una brevissima introduzione, ma mi farebbe piacere se ti presentassi tu personalmente ai nostri lettori, raccontandoci un po’ di te e condividendo tutte le informazioni che riterrai opportune con il nostro pubblico.

PA: Vivo e lavoro a Cagliari, dove sono impiegato nella pubblica amministrazione, ma coltivo molte passioni, tra le quali sicuramente i viaggi, la Storia (ho conseguito la laurea specialistica lo scorso 21 luglio), i libri e la scrittura.

 

MTDD: Perché hai optato per gli studi giuridici e, successivamente, per quelli storici e cosa ti ha maggiormente attratto di entrambi?

PA: Gli studi giuridici, completati nel 1998, sono stati una scelta direi razionale: conoscere le leggi è un qualcosa che ti apre molte strade e ti permette di avere maggiore consapevolezza del tuoi diritti, ma, pur senza rinnegare nulla, la Storia contemporanea resta la mia grande passione.

 

MTDD: Come e quando nasce la tua passione per la scrittura e come arrivi alla stesura e conseguente pubblicazione dei tuoi due romanzi?

PA: Ho pubblicato lo scorso marzo il terzo, ma di quello parleremo la prossima volta. La passione per la scrittura e il desiderio di pubblicare un mio libro l’avevo da sempre e nel 2015 è diventata realtà con Un triangolo rosa, passione confermata nel 2018 con l’uscita di Sorelle molto speciali, al quale hai dedicato un tuo pezzo 😊

 

MTDD: Dai tuoi romanzi, in cui sono evidenti le tue competenze e conoscenze giuridiche e storiche, emerge quello che io definirei ‘il denominatore comune’, ossia la tua passione per i diritti civili. In Sorelle molto speciali le leggi razziali promulgate dalla Germania nazista negli anni Trenta ti offrono lo spunto per soffermarti sul discorso ‘disabilità’ e, infatti, il tema emergente attraverso la ‘diversità’ di Sara, nata con Sindrome Down, è la veduta spietata, cinica ed aberrante diffusasi durante il Terzo Reich con cui ‘qualcuno’ si arrogò il diritto di stabilire chi fosse ‘normale’, ‘anormale’ e chi avesse o meno il diritto alla vita.

Parlaci di quelle leggi e di come ti hanno ispirato a scrivere questo tuo romanzo.

PA: Purtroppo non fu solo la Germania nazista a varare normative sull’eugenetica (disciplina che vorrebbe contribuire al “miglioramento della razza”), pure altre nazioni, magari inaspettate, approvarono leggi di questo tipo, per quanto la differenza importante è che nel Terzo Reich si decise l’eliminazione del “diverso”, con procedure cinicamente burocratiche e criminali.

 

MTDD: Ebrei, individui affetti da disabilità fisica e/o mentale, omosessuali, Testimoni di Geova, Rom ed altri furono tra i milioni di persone che persero la vita durante il Terzo Reich proprio a causa di quelle leggi. Nei Lager ogni categoria di individui aveva un simbolo di un certo colore cucito sulla divisa all’altezza del petto. Nel caso degli omosessuali questo simbolo era rappresentato da Un triangolo rosa che è, per l’appunto, il titolo del tuo primo romanzo.

Cosa puoi dirci di questo romanzo e dei suoi personaggi?

PA: Essendo il primo libro naturalmente sono e resto molto legato a quella pubblicazione (che riuscirà nei prossimi mesi, con un nuovo editore). Si tratta di una storia d’amore con la A maiuscola (così fu detto dal mio primo editor), che attraversa molti fatti storici importanti, attraverso le vicende dei protagonisti: tre giovani ragazzi gay dell’epoca (gli anni Trenta del ‘900).

 

MTDD: A livello legislativo, ma anche e soprattutto di cultura, di percezione da parte del pubblico in generale di tale realtà, trovi che nel caso della ‘diversità’, in qualunque sua forma, siano stati fatti dei progressi notevoli o che sia vista ancora come una sorta di tabù, di argomento scottante di cui parlare e con cui confrontarsi? E se sì, perché?

PA: La diversità si accompagna al pregiudizio, verso quel che non si conosce, ecco perché la diffusione della cultura e della conoscenza sono il miglior antidoto contro simili aberrazioni.

 

MTDD: La mia personale esperienza, non diretta, ma piuttosto come osservatrice e quindi testimone oculare delle esperienze altrui, soprattutto per quanto riguarda l’omosessualità mi ha fatto considerare due aspetti fondamentali. Il primo riguarda il dover ammettere francamente che noi eterosessuali non siamo in grado di comprendere realmente l’omosessualità, ossia la capiamo a livello celebrale, linguistico, ma non riusciamo ad andare oltre, non ne afferriamo la  piena portata e le profonde implicazioni genetiche, mentali e psicologiche. Un secondo aspetto riguarda la difficoltà che una grande maggioranza di persone ha ancora oggi a rapportarsi con essa, iniziando proprio dai familiari e dagli stessi genitori. Ciò che ho notato negli anni è che le situazioni più felici, o almeno più serene, da ambo le parti – omosessuale e familiari – sono quelle in cui esiste tanto amore e la conseguente possibilità di rivelarsi, di comunicare il proprio orientamento sessuale apertamente, o, per usare le espressioni inglesi di fare ‘outing’ o ‘coming out’.

Qual è il tuo pensiero in tal senso? 

PA: Non sono genitore, ma comprendo umanamente paure e timori di un padre o una madre. Non è sicuramente una condizione facile da vivere, specialmente in determinate realtà, ma quel che non accetto è subordinare la propria visuale al famoso detto “cosa dirà la gente!”.

 

MTDD: Ci sono altri aspetti dei tuoi romanzi che non abbiamo ancora considerato e di cui vorresti parlarci?

PA: Mi piace dire che i miei personaggi vanno sempre controcorrente, credo che ci vogliano queste persone per dare una salutare svolta agli eventi e consentire alla società di crescere e cambiare.

 

MTDD: Hai qualche progetto che ‘bolle in pentola’ e di cui vuoi anticiparci qualcosa?

PA: Mi dedicherò alla ricerca storica, anche come outsider e scriverò e viaggerò (spero quanto prima) ancora a lungo.

 

MTDD: Grazie, Paolo, per aver partecipato a questa nostra interessante intervista. Spero di averti ancora come mio ospite perché sono certa che tanti sono gli argomenti che possiamo trattare insieme.

Coloro che desiderassero contattarti o acquistare le tue pubblicazioni, come potranno farlo?

PA: Mi trovate sui vari social, tramite il mio nome e cognome: Facebook (compresa la mia pagina dedicata), Instagram, Linkedin, Twitter, Youtube e aspetto tanti autori ed autrici nel mio salotto letterario virtuale. Grazie Maria Teresa 😊