“Gli uomini sono davvero refrattari al dialogo?” | di Daniela Cavallini

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“Un uomo rispetterà una donna e la ascolterà con interesse se lei saprà farsi ascoltare”. John Gray

Amiche ed Amici carissimi, lo stereotipo descrive l’uomo refrattario al dialogo con la donna. Ma… è davvero così?

Credo che ogni forma di generalizzazione costituisca una fucina di affermazioni approssimative, tratte dalle personali interpretazioni – nel contesto, femminili – e, nel caso specifico, intrise di  risentimento, dunque, prive di obiettività e, soprattutto, proiettate alla piena autoassoluzione contrapposta all’inappellabile sentenza che condanna l’atteggiamento maschile, ritenuto insensibile e slealmente volto alla propria difesa.

Pur considerando la sostanziale differenza che contraddistingue  donne ed uomini in fatto di desideri, sensazioni, atteggiamenti e comportamenti, resta imprescindibile una riflessione: ognuno ha le proprie ragioni, ergo, sarebbe importante – oltreché civile – confrontarsi attraverso un dialogo scevro da accuse, quantomeno finalizzato alla comprensione del pensiero e delle motivazioni dell’altro. Salvo eccezioni, chiunque – anche facente parte del gentil sesso – se “attaccato” si difende contrattaccando, pertanto non stupisce che si avvii così una discussione sterile, il cui prodotto non può essere altro che lo sconcerto.

Chiacchierando con un’amica “sul piede di guerra” con il fidanzato  (a suo dire eccessivamente dedito alla carriera) a causa della scarsità di tempo trascorso insieme – da lei interpretata come grave segnale di mancanza d’interesse nei suoi confronti – le suggerii di affrontare l’argomento con amorevolezza anziché con aggressività.

Mi guardò ed esplose: “Daniela ti sei bevuta il cervello? Per lui esiste solo il suo lavoro, stasera torna da Londra dopo una settimana – staaancooo per aver gestito una trattativa di lavoro importante, oh poverinoooo! – e mi ha chiesto d’incontrarci direttamente nel nostro solito albergo perché, appunto, è tanto stanco. Ma io lo ribalto, intanto ho iniziato a dirgli che dobbiamo parlare, mica sono una donna sottomessa ai suoi comodi”.

Il presupposto peggiore!

L’invitai a riflettere: “sei una donna dotata di forte personalità e lui lo sa, quello che non sa è che puoi sorprenderlo, dimostrandogli che pur contrariata sei una persona gentile ed elegante che affronta con grazia il problema. Ricorda che di donnette lamentose pronte ad aggredirlo, non avrebbe che l’imbarazzo della scelta. Tu, puoi fare la differenza!

Già il tono contrariato insito nell’espressione “dobbiamo parlare”, non fa presagire nulla di buono

Proseguii. “Lui arriva stressato da un’intensa settimana lavorativa ed il primo messaggio – che non cogli – è eloquente:  desidera stare con te. (In caso contrario, tornerebbe a casa sua). Chiediti se rientrassi tu e lui ti aggredisse come hai in mente di fare, se ti sentiresti ben predisposta ad ascoltarlo”.

Il tuo obiettivo è far sì che lui trascorra più tempo con te, pertanto vedi di non fargli rimpiangere la tua lontananza.

Sia chiaro, io non ho la presunzione di insegnarti nulla, tuttavia, non essendo coinvolta, è ovvio che sia più lucida.

“Allora devo fare finta di niente e sopportare?”, mi chiede indispettita. “Certo che no, ma lasciami illustrare il mio piano e scegli tu, quello che posso dirti è che con me ha funzionato meglio di un filtro magico”.

“Giungi in albergo prima di lui, scegli una suite – anziché la solita camera – ordina una cena deliziosa, riempi la vasca con il suo bagno schiuma preferito, porta con te dell’olio profumato, accendi alcune candele. Indossa una mise da notte, lasciva e sensuale, ma non aggressiva.

Quando bussa alla porta, accoglilo con un grande sorriso… abbraccialo sussurrandogli quanto ti è mancato… già questo lo confonderà… si aspettava di trovarti arrabbiata, pronta a propinargli le tue rimostranze e relative contumelie!

Ti chiederà se non vuoi uscire a cena e tu gli risponderai che no, vuoi che sia una serata speciale solo per voi e che la cena sarà servita  in camera dopo il suo rilassante bagno, cui seguirà il tuo massaggio su tutto il suo corpo. Sembrerà capire sempre meno, potrebbe non resistere e chiederti di cosa volevi parlargli… aspetta… fagli apprezzare il piacere di stare con te.

Fai servire la cena, e discorri tranquillamente con lui, chiedigli come sta, se è soddisfatto del lavoro appena concluso, se è riuscito a fare un giro per le vie di Londra, ecc. Solo dopo il caffè, prendi la sua mano, rinnovagli il tuo amore ed esprimigli il piacere di stare con lui. Credo che ricambierà ed ecco giunto il momento di porgli la fatidica domanda “cosa pensi di fare per dedicarci più serate come questa?”.

Non aspettarti un “piano serate” immediato, ma credo che ti sarà molto grato ed apprezzerà il garbo e classe dimostrati.

L’epilogo è quello sperato, lui l’ha abbracciata e le ha detto “non avrei mai immaginato di poter stare così bene con una donna”.

Come afferma J. Grey “Per molto uomini è una sorpresa scoprire che l’intimità mentale ed emotiva può essere appagante quanto quella fisica” e ci ricorda che “apprezzare le azioni del partner è come bere la pozione segreta dell’eterno amore!”.

Un abbraccio

Daniela Cavallini