“La Ciociara” | Legge Isabella Delcarmine | Narratrice e docente di lettere | Stralcio del romanzo di Alberto Moravia

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Voce e interpretazione di Isabella Delcarmine:

https://www.facebook.com/profile.php?id=100009472485333

Durata video-clip: 09:18 minuti

ALBERTO MORAVIA – La ciociara (1957)

Capitolo primo

Ah, i bei tempi di quando andai sposa e lasciai il mio paese per venire a Roma. La sapete la canzone:

Quando la ciociara si marita a chi tocca lo spago e a chi la ciocia.

Ma io diedi tutto a mio marito, spago e ciocia, perché era mio marito e anche perché mi portava a Roma ed ero contenta di andarci e non sapevo che proprio a Roma mi aspettava la disgrazia. Avevo la faccia tonda, gli occhi neri, grandi e fissi, i capelli neri che mi crescevano fin quasi sugli occhi, stretti in due trecce fitte fitte simili a corde. Avevo la bocca rossa come il corallo e quando ridevo mostravo due file di denti bianchi, regolari e stretti. Ero forte allora e sul cercine, in bilico sulla testa, ero capace di portare fino a mezzo quintale. Mio padre e mia madre erano contadini, si sa, però mi avevano fatto un corredo come ad una signora, trenta di tutto: trenta lenzuola, trenta federe, trenta fazzoletti, trenta camicie, trenta mutande. Tutta roba fine, di lino pesante filato e tessuto a mano, dalla mamma stessa, al suo telaio, e alcune lenzuola ci avevano anche la parte che si vede tutta ricamata con molti ricami tanto belli. Avevo anche i coralli, di quelli che valgono di più, rosso scuro, la collana di coralli, le buccole d’oro e di coralli, un anello d’oro con un corallo, e persino una bella spilla anch’essa d’oro e di coralli. Oltre i coralli ci avevo alcuni oggetti d’oro, di famiglia, e avevo un medaglione da portare sul petto, con un cammeo tanto bello, nel quale si vedeva un pastorello con le sue pecore.

Mio marito aveva un negozietto di alimentari, in Trastevere, al vicolo del Cinque; e affittò un quartierino proprio sopra il negozio, tanto che sporgendomi dalla finestra della camera da letto potevo toccare con le dita l’insegna color sangue di bue su cui c’era scritto “pane e pasta”. Il quartierino aveva due finestre sul cortile e due sulla strada, erano quattro stanzette in tutto, piccoline e basse, ma io le ammobiliai bene, un po’ di mobili li comprammo a Campo di Fiori e un po’ li avevamo, di famiglia. La camera da letto era tutta nuova, col letto matrimoniale di metallo dipinto che imitava il legno e le testiere ornate di mazzolini e ghirlande; nel salotto ci misi un bel sofà coi riccioloni di legno e la stoffa a fiorami, due poltroncine con la stessa stoffa e gli stessi riccioloni, un tavolo tondo per mangiare, e una credenza per tenerci i piatti, tutti di porcellana fina quest’ultimi, col bordo d’oro e un disegno di frutta e fiori nel fondo.

INFO E CREDIT:

Immagini tratte:

LA CIOCIARA Film Completo con SOPHIA LOREN E JEAN PAUL BELMONDO

https://www.youtube.com/watch?v=u25mIvz-Uko&feature=youtu.be

Musica di:

Massimo Agostinelli plays Maria Linnemann: Jasmine

https://youtu.be/mYRvltdUNDk

Hashtag:

#laciociaria #Isabelladelcarmine #albertomoravia #roma #secondaguerramondiale