“La favola di Colorinto” | di Rossana De Santis

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Celestina era in salotto a giocare con le bambole…

Sua mamma dipingeva la sua stanza: indossava una vecchia tuta sporca di vernice…

Celestina amava quell’odore di tintura nella sua stanza perché le ricordava il nonno e il suo negozio di vernici… il nonno purtroppo scomparso da poco a causa del Covid.

Aveva splendidi e ancora freschi ricordi di lui…

Quando la bambina tempo prima andava a trovare nonno Gino nel negozio, lui le faceva usare un grande pennello per dipingere su dei vecchi scatoloni… la bambina voleva sempre la vernice gialla e ovunque disegnava il sole fatto con gli occhi e con il sorriso.

“Celestina! Prendimi il colore giallo giù in cantina.”

Le disse Rita, sua madre. La madre aveva imparato da nonno Gino l’arte della tinteggiatura…

“Vado mamma”, rispose prontamente la piccola.

Celestina scese in cantina e, nel prendere il barattolo contenente il giallo, le cadde addosso tutto lo scaffale di barattoli ereditati dal nonno…

Perse i sensi e si ritrovò in un bosco misterioso, silenzioso… con alberi secolari. I rami intorno erano trafitti dai raggi solari. Una luce piacevole le fece aprire gli occhi… era stesa su un letto di foglie.

Vide a pochi passi, incorniciato dagli alberi, un negozio di vernici che le ricordava tanto quello di suo nonno.

Decise di alzarsi e raggiungere quello splendido negozio… Spostò la pesante porta di cristalli colorati e si trovò davanti un anziano mercante che le ricordava molto il nonno: aveva gli occhi intelligenti e vivaci sotto le lenti spesse dei grossi occhiali. Calvo, minuto, con una cravatta a forma di farfalla variopinta.

L’omino sembrava la stesse aspettando….

“Celestina, benvenuta!”

Le disse sorridendo… aveva una voce calda e rassicurante.

Il mercante le chiese di scegliere un barattolo con il colore preferito tra i colori esposti su un grande scaffale. La bambina, senza chiedersi il perché, prese subito il barattolo con il giallo.

Il negoziante sollevò il coperchio del barattolo scelto e disse:

“Ora getta il colore intorno a te”.

Celestina ubbidiente seguì il consiglio senza esitare… per lei era tutto un gioco misterioso e divertente.

Dal colore giallo versato prese vita, in un vortice luminoso, una piccola stella cometa.

Una cometa piccola che somigliava, nelle sue movenze, ad un cavalluccio: trotterellava intorno al mercante e Celestina nitrendo con vigore.

“Sali in groppa alla coda della stellina e ti porterà a Colorinto”.

“Cos’è Colorinto?”

Chiese con curiosità Celestina.

“Colorito è un regno lontano, un tempo ricco d’amore e di colori che ora, purtroppo, è costretto a vivere senza colori e senza abbracci, da quando si è insediato in questo mondo un terribile demone incappucciato che, al posto del volto, ha un buco nero che inghiotte luce, colori e salute. Il regno è rimasto senza colori e senza contatti umani. Tutti gli abitanti di Colorinto sono costretti a coprirsi il volto e non possono più abbracciarsi… neppure sfiorarsi… altrimenti si ammalano e vengono risucchiati dal buco nero del mostro senza volto.

“E io cosa posso fare per Colorinto?”

Chiese curiosa Celestina.

“Desideria ti porterà a visitare questo mondo fantastico: tu potrai combattere il mostro senza volto con il tuo colore preferito: dovrai gettare nel suo buco nero quest’altro barattolo”.

Disse il mercante indicando un altro barattolo che aveva in mano.

“Dove vive questo mostro?”

La bambina chiese mentre afferrava il barattolo consegnato dal mercante.

“Vive su una torre altissima dove c’è solo una finestra, su una collina di Colorinto: è perennemente affacciato per osservare tutto e tutti… ora basta con le domande. Sali sulla groppa di Desideria.”

“Combatterò e vincerò!”

Disse convinta la bambina, con tono solenne.

Celestina si mise in groppa alla coda di Desideria e sfrecciò alla velocità della luce, attraversando tempeste cromatiche spettacolari, fino a raggiungere Colorinto.

Il mostro affacciato sulla torre la vide arrivare dall’alto: tentò di risucchiare la forza e i colori della sua gioventù… ma non ci riuscì: Celestina, con l’aiuto potente di Desideria, uscì dal vortice buio del buco nero e vi gettò al centro il colore del barattolo.

Il terribile incappucciato sparì magicamente nel nulla! Il regno di Colorinto era tornato al suo antico splendore variopinto.

Tutti gli abitanti poterono finalmente scoprire i volti sorridenti e abbracciarsi…

Celestina, dopo la strana avventura, si svegliò tra le braccia della mamma, preoccupatissima per lei.

Aveva un grosso bernoccolo ma era felice e ottimista per il futuro, grazie a Colorinto e al mercante di colori, grazie soprattutto a suo nonno che le aveva lasciato in eredità i colori della vita.

Rossana De Santis