“Quando lei bella-ricca-potente subisce il rifiuto di un uomo modesto” | di Daniela Cavallini

0
551
Daniela Cavallini
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 

Amiche ed Amici carissimi, se è socialmente accettato lo schema associante un lui facoltoso e potente ad una lei  bella e non abbiente, tuttora desta perplessità la coppia opposta.

Quando è la donna bella, ricca e potente ad innamorarsi di un uomo modesto economicamente e culturalmente, per quanto lei possa essere animata dalle migliori intenzioni, l’orgoglio maschile – costantemente sottoposto ad imbarazzo costrittivo – non credo impiegherebbe molto nel manifestarsi,   rigettando così, la situazione, dunque lei,  ed i probabili prestigiosi cadeaux donatigli pur con generosità.

Si crea così uno stato di frustrazione per entrambi: lei, nella sua buona fede e signorilità, si chiede dove ha sbagliato – “non sapevo più cosa fare per lui, per dimostrargli il mio amore, l’ho riempito di attenzioni, regali costosi, quando uscivamo pagavo tutto io per non metterlo in difficoltà… a letto facevamo faville, ma visto che mi ha lasciata senza un motivo valido, evidentemente non riesco ad interessare neppure uno così, sono un fallimento, ecc.”. In realtà, lui, il motivo valido ce l’ha, per quanto apparentemente paradossale, è insito nell’eccessivo prodigarsi di lei che lo fa sentire inadeguato data l’impossibilità di ricambiarla.

Se i tempi moderni hanno (quasi) sdoganato ataviche riserve correlate al dislivello socioeconomico, altrettanto non è avvenuto nell’uomo che, per l’ istintiva, intrinseca, tendenza al soddisfacimento dei desideri della sua donna, ne percepisce costantemente  mortificata l’autostima, a causa dei palesi limiti.

È evidente che il problema si delinei ben più ricco di sfaccettature rispetto a quanto possa apparire; tuttavia, se è vero che “al cuor non si comanda”, credo nell’offrirsi una possibilità – non fosse altro che per non avere rimpianti – ma consapevoli delle dinamiche che interagiscono e preparati nel riconoscerle e, per quanto possibile, ovviarle.

La fase della reciproca conoscenza richiede soprattutto estrema delicatezza da parte di lei, ad esempio evitando un look sontuoso, astenendosi dal proporre l’utilizzo della propria  opulente auto, bensì accomodandosi  con naturalezza sull’utilitaria di lui e, ancora,   lasciando  a lui la scelta del ristorante e/o dell’albergo, suggerendo celatamente le sue abitudini/desideri. Se l’uomo è attento a lei, farà in modo di non deluderla, sopperendo con fascino e fantasia all’oggettiva mancanza.

Escludibili imposizioni pretenziose, così come richieste misere: entrambe lo umilierebbero. Lei può esternare il desiderio di consumare la colazione a letto, senza imporre il numero delle stelle dell’albergo… Idem per quanto concerne il ristorante: preferisco la carne al  pesce, ad esempio, non implica il livello del ristorante, bensì solo la tipologia della cucina.

Infine, è altamente consigliabile per lei resistere al desiderio di offrire “di meglio”: lui si percepirebbe inadeguato, avvilito…

Nel caso si decida di trascorrere un fine settimana insieme, galateo e condizioni economiche di lui a parte, ritengo sia sempre e comunque apprezzabile agli occhi di un uomo che talvolta al ristorante,  lei, in un momento non sospetto, con la più femminile delle scuse, leggi incipriarsi il naso, si rechi alla cassa e lasci la propria carta di credito. Al momento in cui lui chiederà il conto, sarà l’ eloquente sorriso di lei…  ad essere impagabile. Certamente, nel citato caso di sperequazione economica, si guardi bene lei dall’ offrire una cena per lui troppo costosa, tanto da non poterla a sua volta ricambiare. Molto probabilmente ne percepirebbe un messaggio del genere “possiamo permetterci questo lusso solo se pago io”… altro schiaffo alla sua autostima.

Alla luce delle considerazioni esposte, l’esperienza si presenta ardua per entrambi, tuttavia, modificabile nel prosieguo, a condizione che si instauri un crescendo d’intimità orientata a dissipare lentamente i reciproci disagi affinché prevalga il sentimento.

In caso contrario, tra una donna limitata nell’espressione della propria spontaneità/personalità oltreché nel suo tenore di vita ed un uomo facilmente soggetto a frustrazione, mi pare impossibile sognare l’happy end…

Un abbraccio

Daniela Cavallini