Alla libreria “Paoline” di Palermo “In trincea per amore: Storie di famiglie nell’inferno delle droghe” di Angela Iantosca

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Mercoledì 30 settembre alle ore 18:00 presso la Libreria Paoline di Palermo, Sala Alberione, via Vittorio Emanuele 456, è in programma la presentazione del libro “IN TRINCEA PER AMORE: Storie di famiglie nell’inferno delle droghe” (Edizioni Paoline) di Angela Iantosca.

Intervengono

Rita Barbera

già direttrice della Casa di Reclusione di Palermo Ucciardone

Michelangelo Capitano

già direttore dell’Istituto penale minorile di Palermo Malaspina

Valentina Chinnici

Insegnante – Consigliere Comunale di Palermo

 È presente l’autrice

Angela Iantosca

Giornalista

Introduce e coordinato Fernanda DI MONTE

Responsabile Eventi Librerie Paoline di Palermo

Mercoledì 30 settembre – ore 18 – Libreria Paoline  – Sala Alberione  – Via Vittorio Emanuele, 456 – Palermo

Mercoledì 30 settembre, alle ore 18, in programma la presentazione del libro “IN TRINCEA PER AMORE – Storie di famiglie nell’inferno delle droghe” (Paoline) presso la libreria Paoline – Sala Alberione (via Vittorio Emanuele, 456, Palermo).

Intervengono: Rita Barbera, già direttrice della Casa di Reclusione di Palermo Ucciardone, Michelangelo Capitano, già direttore dell’Istituto penale minorile di Palermo Malaspina, Valentina Chinnici, insegnante, Consigliere comunale di Palermo. Introduce e coordina Fernanda DI MONTE, Responsabile Eventi Librerie Paoline di Palermo.

È presente l’autrice.

“IN TRINCEA PER AMORE – Storie di famiglie nell’inferno della tossicodipendenza” (Paoline) nasce dall’attento studio del fenomeno, dalla frequentazione dei luoghi dello spaccio e, soprattutto, delle comunità di recupero, in primis San Patrignano, e delle associazioni (tante) sparse nel territorio che, come dice la Iantosca, sono “una zattera in mezzo alla disperazione”, un appiglio, un luogo in cui non sentirsi soli, in cui comprendere quali errori sono stati commessi e, soprattutto, come provare a salvare un figlio, un marito, un genitore che di quelle sostanze non riesce a fare a meno e che in nome di queste sostanze sta distruggendo tutto.

Il libro è una raccolta di storie che attraversano l’Italia, di mamme, di fratelli e sorelle, di papà, di figli, di nonni, zii, di famiglie, appunto, che un giorno hanno scoperto di dover fare i conti con qualcosa che mai avrebbero immaginato e che non hanno potuto ridimensionare l’uso ad una fase adolescenziale o di passaggio.

“In questo nuovo cammino – spiega la Iantosca – ho incontrato storie di sconfitta, di paura, di errori, di incomprensioni, di silenzi, ma anche di liberazione e di padri e madri che quella ferita inferta loro dai figli hanno avuto la forza di trasformarla in un giardino nel quale far crescere speranza. Ho incontrato gli esperti, gli psicoterapeuti, gli psichiatri, i referenti nazionali e locali, gente che da anni lavora nel campo, attraverso le cui testimonianze sono riuscita a entrare ancora più in profondità in questo mondo che è necessario far conoscere affinché chi si imbatte in questo problema possa sapere a chi rivolgersi.

«Noi qui, in associazione, ci siamo salvati la vita», mi ha detto un papà un giorno. Parole le sue che potrebbero essere quelle di tutte le migliaia di famiglie che quotidianamente combattono questo nemico chiamato droga e che si sono date la possibilità di trasformare questa difficoltà in una opportunità per ritrovarsi, per crescere, per togliersi la maschera e tornare davvero a vivere. Perché dalla dipendenza si può uscire, se ci si mette in discussione, se ci si rimbocca le maniche, se si usano le strategie giuste, se non ci si isola, capendo quanto sia importante chiedere aiuto e fare rete”.

Angela Iantosca, giornalista e scrittrice, finalista del Mattarella 2016, Ambasciatrice del Telefono Rosa, già inviata de La Vita in Diretta, ha pubblicato : “Onora la madre – storie di ‘ndrangheta al femminile” (Rubbettino 2013), “Bambini a metà – I figli della ‘ndrangheta” (Perrone 2015), “La Vittoria che nessuno sa” (Sperling&Kupfer 2017), “Voce del verbo corrompere” (Maria Margherita Bulgarini 2017), “Una sottile linea bianca – dalle piazze di spaccio alla comunità di San Patrignano” (Perrone 2018). Direttore Artistico del Festival InDipendenze, realizza progetti nelle scuole di prevenzione alle tossicodipendenze. Dal 2018 è stata inserita nel progetto di prevenzione della comunità di San Patrignano, il We Free, con le letture teatrali di “Una sottile linea bianca”.