“Donna Vita e donna Rosa : nonne sicule a confronto” | di Rossana Lo Giudice

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Rossana Lo Giudice
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Ho sempre pensato che pregiarsi dell’amore, della compagnia e della saggezza di un anziano fosse importante nella mia vita. I vecchi, del resto, rappresentano la nostra memoria e sono fonte d’inesauribile sapere e conoscenza. Pozzi da cui attingere ricchezza, le fondamenta su cui si erge la storia di ogni famiglia: le radici di ognuno di noi.

Così è stato per me che ho avuto la fortuna di godere dell’amore dei nonni materni fino a grande. Un amore puro, totale, viscerale; assoluto, che va oltre il fisico ed il tempo. I nonni non ci sono più!

I miei adorati nonni: la mia pietra miliare. Affetti che hanno contribuito non poco a farmi diventare la donna di oggi: non male, tutto sommato, in merito a valori ed educazione.

Prescindendo dai nonni il mio personale atteggiamento nei confronti delle persone anziane è di assoluto rispetto. Ossequioso e di riverenza.

Ho scritto abbondantemente sui vecchi perfino nei miei racconti di Sicilia. Raccontando di una tal nonna Rosa “à fraulara” (così chiamata per il suo incarnato roseo), personaggio di fantasia e protagonista indiscusso degli stessi. Paragonandola ad un’altra vecchietta deliziosa: donna Vita. Realmente esistita e personaggio della raccolta inedita “Mastr’Antria e altri racconti” dello scrittore Andrea Giostra, mio Maestro di vita e di arte.

Cosa hanno in comune entrambe le nonne?

In primis l’amore per la famiglia, i nipoti, il lavoro e la loro meravigliosa Sicilia. Due vere femmine sicule per antonomasia, dalla tempra forte e dalla personalità coriacea.

Un vissuto ed un bagaglio esperienziale diverso ma che paradossalmente le accomuna. Vita e Rosa sono nonne veraci, genuine, umili. Che profumano di sapore e sapere. Amano oltremodo il focolare domestico e sono dedite alla cura dei propri cari, specialmente dei loro nipoti, Andrea e Nenè, perfino col cibo. Cucinare per la famiglia diventa per entrambe un vero atto sacro e d’amore: un modo per dimostrare loro affetto. Con il cibo nutricano e saziano d’amore i nipotini, preparando liccumarie a tinchitè: vere prelibatezze del cuore. Che sanno d’intimità, di sole e terra di Sicilia. Di agrumi e azzurro mare .

Il modus facendi delle due anziane donne è completamente avulso dal contesto di una società moderna e sofisticata, nonché fruitrice delle moderne tecnologie per la cucina.

La loro cucina è vera ars ; arte povera che racconta semplicità dell’anima. Frutto di mani d’oro e laboriose.

Strepitosa Nonna Vita che si prende cura del nipote Andrea regalandogli consigli, anzi, perle di saggezza.

Nel libro “Mastr’Antria” di Giostra la vediamo dimenarsi tra i fornelli della cucina, intenta a preparare al nipote le caramelle alla carruba per deliziarne il suo palato. Coccolarlo ed ammantarlo di tanto amore. ‘U picciottu ne resta inebriato e sedotto prima ancora di assaporarle. Per poi scioglierle lentamente sotto il palato. Una vera magia.

“Le caramelle alla carrubba” | voce e interpretazione di Rossana Lo Giudice | narratrice e poeta | Racconto tratto dalla raccolta inedita “Mastr’Antria e altri racconti” 

Nonna Vita è più saggia rispetto a Nonna Rosa. In alcuni passi delle Novelle Brevi di Sicilia perfino moderna pare essere. Come quando nel racconto intitolato “Gli auguri di mia nonna ottantenne” elargisce una sequela di simpatici consigli ad Andrea. In occasione del suo diciottesimo compleanno così dice: «caro nipotino mio, adesso che hai fatto diciotto anni e sei diventato grande, fa il bravo ragazzo, sii responsabile e maturo, rifletti bene prima di fare qualcosa e non ti avventurare mai prima di aver riflettuto sui rischi e sulle conseguenze di quello che dovrai fare… Punta al successo ed ai grandi traguardi…»

Quanta bellezza di parole! Quanta saggezza!

Nonna Vita così prosegue. Con un linguaggio free ,disinvolto e per certi versi moderno: «…basta con tutte queste minchiate! Quello che ti dico è invece questo: goditi la vita finché puoi, scopati tutte le ragazze che ti piacciono picchì sì un bieddu picciottu e ‘u puoi fari …».

“Gli auguri di mia nonna ottantenne” | Legge Rossana Lo Giudice | Scrittore e poeta | da “Novelle brevi di Sicilia”

Nonna Rosa, nonna di Nenè, è sì saggia, ma soprattutto curtigghiara: una vera “pigghia e potta”, come si suol dire! Una pettegola e sparrittiera senza eguali .

Una donna che ha lavorato duramente la terra dei campi e, soltanto dopo essersi maritata a Sciabè (Saverio ) “‘u baruneddu”, vissuto nell’agiatezza. Dedicando in assoluto il suo tempo a marito e figli. Prendendo su di sé la responsabilità della famiglia dopo essere rimasta vedova.

Una madre alquanto rigida e parsimoniosa nelle manifestazioni affettive. Per contro una nonna tenerosa e dolce con la nipote Nenè.

Omertosa e di picca parràri in gioventù e dotata di un notevole scilinguagnolo nella vecchiaia.

Donna che di certo ha avuto una sorta di riscatto con la maturità degli anni, subendo una metamorfosi interiore. Diventando perfino una nonna ilare, giocosa, divertente. Birichina. Sui generis e atipica. Piena di verve e di un’energia vitale da non reggere alcun confronto con i giovani picciotti .

Vita e Rosa: due femmine di Sicilia che hanno diversità e similitudini.

Due nonne strepitose che hanno deliziato i loro nipoti con piacevoli cunti, racconti.

Raccontando di sé, della loro e altrui famiglia; di fatti, personaggi e vicissitudini. Cantando e decantando la loro terra di Sicilia.

Femmine che profumano di bellezza e poesia regalando pennellate di vita e fantasia. Colore e folclore.

Per chiosare con un’espressione di Andrea Giostra : “giganti impareggiabili che con l’esempio insegnarono la vita”!

Rossana Lo Giudice

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