“L’orchestra vitale” | di Meri Lolini

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Il sorriso di un bambino che con il suo sguardo coinvolgente ti regala la speranza di vivere e la consapevolezza del miracolo della vita. E’la nostra esistenza che deve essere onorata, con comportamenti che rispettino in ogni momento il nostro prossimo e ci rendano degni di sentirsi parte di questo insieme, chiamato umanità.I nostri figli ed i nostri nipoti sono i miracoli della nostra famiglia. Padroni di questa convinzione abbiamo il dovere di indirizzare il nostro sguardo verso i nostri simili e mai ignorare le sofferenze altrui. Ricordiamoci della parabola del buon samaritano, questa ci ricorda quanto aiuto possiamo dare ai nostri simili con la misericordia e la compassione, condividendo le varie realtà che possono accadere ad ognuno di noi. I miracoli sono sull’uscio di casa e sta a noi saperli accogliere come fiori sbocciati in un deserto di sabbia. Sono fatti di amore, chiarezza e speranza..Proprio per questo credo che sia doveroso dare sollievo a chi soffre, a chi è vittima di guerre , a chi fugge da persecuzioni e condizioni di vita disumane.La vita su questo pianeta deve essere accordata affinchè gli strumenti di tutti i popoli possano suonare insieme, per poter cantare una canzone per tutti, questo è l’obiettivo che è necessario raggiungere.Così dobbiamo pensare che i popoli si accordino, affinchè il direttore d’orchestra possa dirigere questa opera necessaria per l’umanità,che potremmo intitolare :” Il concerto mondiale”. Questo deve essere esibito, considerando che la musica debba essere in accordo con la vita dei popoli e quindi deve essere composta con orecchio ed in sintonia con il sentimento e l’istinto dell’artista, non dimenticando le regole. L’istinto della compassione e della condivisione ci deve guidare per scrivere lo spartito di questa canzone, che ha come tema il miracolo dell’umanità. E’ in questo mese che Papa Francesco ha redatto l’Enciclica “Fratelli tutti”che affronta il tema della fraternità e dell’amicizia sociale prendendo spunto dalla vita di San Francesco.Questa lettera è articolata in otto capitoli, che contengono concetti importanti per la nostra vita di uomini e donne.Nessuno di noi si deve accontentare di ciò che abbiamo ottenuto in passato e godere della nostra condizione ignorando che molti altre persone soffrono per ingiustizie che non dobbiamo ignorare.Ci esorta a prenderci cura del nostro mondo considerandolo la casa comune di tutti.Fa riferimento a tutte le pandemie ed anche al Covid19 così anche ai flagelli dell’umanità dicendo che questi momenti dolorosi sono tempeste che smascherano la nostra vulnerabilità , facendo emergere le false e superflue sicurezze, che abbiamo costruito con i nostri progetti ed abitudini che hanno avuto la priorità nella nostra vita di tutti i giorni. La paura dell’altro ci priva del desiderio e della capacità di incontrarci. In questo documento il Santo Padre ci invita a prendersi le nostre responsabilità ed a non girare la testa da un’altra parte quando siamo testimoni di atti di violenza di qualche incidente automobilistico dove l’investitore fugge. Nel terzo capitolo troviamo che la valorizzazione delle nostre virtu’ morali, arriva nella sua massima espressione se è manifestata verso tutti e senza confini geografici o esistenziali porgendo l’aiuto alle persone che stanno affrontando grandi e diverse difficoltà e ricorda anche le persone disabili. L’importanza di creare condizioni di vita accettabili nei Paesi dai quali le persone fuggono dalla guerra e dalla fame e tanti soprusi inflitti loro e credo che queste parole siano chiare:” A tale scopo la strada è creare nei Paesi di origine la possibilità concreta di vivere e di crescere con dignità, così che si possano trovare lì le condizioni per il proprio sviluppo integrale.” E’ nel capitolo quinto che viene ribadita l’importanza di una migliore politica che combatta le idee populiste e si indirizzi verso una idea Popolare che comprenda e risolva le difficoltà con la possibilità di creare il lavoro per uscire dalle povertà più tremende, donando così la dignità di vivere.L’importanza del dialogo è ribadita nel sesto capitolo ed è con queste parole che il Pontefice inizia la sua eloquente esposizione:” .Non c’è bisogno di dire a che serve il dialogo. Mi basta pensare che cosa sarebbe il mondo senza il dialogo paziente di tante persone generose che hanno tenuto unite famiglie e comunità. Il dialogo perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto.”Prosegue mettendo in relazione il dialogo nelle varie forme che abbia l’interesse supremo dello sviluppo dell’umanità e questo non deve essere mai un monologo. E’ attraverso il confronto nelle varie discipline che c’è la crescita ed è possibile utilizzare tutte le varie forme di incontro anche attraverso la rete. Nel settimo capitolo si ricercano gli artigiani della pace che sappiano trovare le condizioni per riconciliare i cittadini del mondo, ricominciando dalla verità. È un lavoro paziente di ricerca della verità e della giustizia, che onora la memoria delle vittime e che apre, passo dopo passo, a una speranza comune, più forte della vendetta.Viene ribadita l’importanza di conoscere la storia e viene descritto il possibile e complicato percorso per arrivare al perdono. Ribadendo che spesso gli ultimi della società sono stati offesi con generalizzazioni ingiuste. Se talvolta i più poveri e gli scartati reagiscono con atteggiamenti che sembrano antisociali, è importante capire che in molti casi tali reazioni dipendono da una storia di disprezzo e di mancata inclusione sociale.Non si deve proporre il perdono rinunciando ai propri diritti davanti a un potente corrotto, a un criminale o a qualcuno che degrada la nostra dignità. Siamo chiamati ad amare tutti, senza eccezioni, però amare un oppressore non significa consentire che continui ad essere tale; e neppure fargli pensare che ciò che fa è accettabile. Il capitolo finale è l’ottavo e qui è trattata l’importanza del dialogo tra le diverse religioni che ha come obiettivo quello di stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e amore.Esprimo il mio desiderio che l’orchestra del mondo suoni per tutti i popoli e per tutti i suoi cittadini una musica armonica per facilitare l’incontro e la comprensione dell’altro.

 

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Meri Lolini
SHORT-BIO MERI LOLINI Sono nata a Massa Marittima (GR) e vivo dal 1977 a Firenze. Qui arrivai appena diplomata Perito Chimico ed iniziai la mia esperienza di analista chimico prima in laboratorio privato e poi per trent’anni in un laboratorio pubblico. Mi sono occupata del dosaggio dei microinquinanti organici sia in matrici alimentari che ambientali. Successivamente ho conseguito la laurea in Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Le passioni che mi hanno sempre accompagnata sono la chimica e la lettura. Dal 2019 sono pensionata. Nel 2014 ho iniziato a scrivere libri che ad oggi sono otto ed una commedia. Questi sono i testi pubblicati: Una goccia nel mare dalla casa-famiglia alla famiglia, ed. Harmakis (gennaio 2014); La passione colora la vita - per non smarrirsi nelle strade buie della depressione, ed. Harmakis (gennaio 2015); Non ci sono più le rondini? Una donna, una storia, ed. Aracne (dicembre 2015); Scegliamo consapevolmente - i tanti aspetti del cibo, ed. Aracne (ottobre2016); Sognando la pace, ed. Aracne (marzo 2017); Parliamo di rifiuti Tipologie Classificazione e Trattamenti, ed. Aracne (ottobre 2017); Il mostro vorace, ed. Aracne (gennaio 2018). Ho conseguito anche dei premi letterari: Attestato al Premio letterario “Caffè tra le nuvole”. Finalista al Premio Letterario IX edizione Casa Sanremo Writers. Una vipera in corpo, ed. Aracne (agosto 2019). Alla luce, commedia teatrale, in collaborazione con Giulia Romolini per la trasposizione teatrale del racconto. Terzo Premio al Premio Letterario Rive Gauche di Firenze 19 ottobre 2019. L'ultimo libro è " L'indimenticabile Quarantena " edito da CTL Libeccio Edizioni Pubblicato a luglio 2020 Finalista al Premio Letterario Rive Gauche di Firenze 2020 con menzione speciale della giuria con la seguente motivazione:" Miglior testo di informazione giornalistica sulla pandemia". Dal 2016 scrivo articoli su Class24 che è una rivista online di Orbassano (TO). Di recente ho redatto alcune recensioni a libri pubblicati da altri scrittori italiani. Meri Lolini https://www.facebook.com/meri.lolini http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=375428