Germania e l’Europa occidentale: la lotta e la convivenza con il virus

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Un nuovo record è stato stabilito nella seconda ondata della pandemia covid in Germania.

Il 22 ottobre, il numero dei nuovi contagi ha superato gli 11.000, uno dei nuovi pazienti è pure il ministro della Salute, Jens Spahn.

Tuttavia, il Robert Koch Institut non intende modificare la strategia adottata in precedenza. Il messaggio della conferenza stampa è stato breve e puntuale: “abbiamo ancora la possibilità di rallentare la diffusione del virus”. Le regole di igiene devono essere osservate.

Attualmente solo in alcune zone della Baviera si applica un blocco parziale, in quanto è questo il provvedimento indicato dal Presidente del Land, Markus Söder (CSU), l’unico che ha introdotto una serie di restrizioni simili a quelle dell’Italia durante la prima ondata.

Tuttavia, il resto della Germania non è d’accordo con la reintroduzione delle restrizioni: persino divieti di sistemazione in hotel per le persone provenienti da regioni “a rischio” o la vendita di alcolici da parte dei locali (tra le 23:00 e le 6:00) in alcune città  sono stati ribaltati dai tribunali locali.

A livello europeo, invece, la situazione sembra diversa: la Francia ha ripristinato lo stato di emergenza dal 17 ottobre (traffico vietato tra le 21: 00-6: 00, a Parigi e in altre 8 città), in Irlanda ha dichiarato il coprifuoco, e la Catalogna ha già deciso di chiudere tutti i locali per 2 settimane, con la Spagna che registra nuovamente un gran numero di contagi: 17.000 al giorno, per un totale di 1 milione di casi.

L’Italia sta facendo del suo meglio per evitare un blocco nazionale, ma se la diffusione del virus continua allo stesso ritmo (15.000 casi al giorno), il governo agirà di conseguenza: si sta valutando la possibilità di un lockdown durante le vacanze di Natale. Fino ad allora, però, è stato reintrodotto il foglio di autocertificazione per giustificare i viaggi interregionali nelle ore notturne e le regioni Lombardia, Liguria, Campania e Roma hanno adottato delle ordinanze restrittive.

Anche il cancelliere Merkel ha espresso preoccupazione per l’allarmante evoluzione della situazione covid, esortando i cittadini a evitare viaggi e uscite inutili. Si conta sullo spirito civico della popolazione, perché si sente già una certa resistenza alle restrizioni in vigore. Le maschere protettive sono obbligatorie nei mezzi di trasporto, negli spazi chiusi e, più recentemente, nelle zone affollate dove non è possibile rispettare la distanza di sicurezza di 1,5 m: la disposizione è valida anche a Berlino, in 10 aree pedonali.

Tuttavia, le autorità vogliono combattere ogni tipo di allarmismo non necessario. Sì, servono le maschere protettive, molte scuole hanno reimpostato questo provvedimento, ma non chiuderanno. È per questo motivo che i locali, i teatri e le sale cinematografiche rimarranno aperti: le misure imposte verranno rispettate, ma la vita quotidiana dovrà seguire il suo corso.

Per quanto riguarda i viaggi, le persone che rientrano da paesi considerati a rischio dall’Istituto Robert Koch sono costrette a trascorrere 14 giorni in autoisolamento o a fare un test (a pagamento). Le famose mercatini di Natale sono già stati cancellati in varie città.

Fino all’approvazione di un vaccino, convivere con il virus è inevitabile… proprio per questo la Germania sta lavorando molto sul antidoto così atteso: 3 aziende sono rimaste in gara (BioNTech-Pfizer, CureVac, IDT Biologika), e il governo tedesco le sostiene con 375 milioni di euro.