“Sono rimasta affascinata dallo stile narrativo delle Novelle brevi di Sicilia” | di Linda Tumbarello

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Recensione del 22-10-2020 alla IV edizione delle “Novelle brevi di Sicilia” | di Linda Tumbarello

Lette e rilette ancora le “Novelle brevi di Sicilia” di Andrea Giostra. Le 4 nuove Novelle inedite riflettono quelle che già conoscevo e che mi avevano piacevolmente colpita… meritavano di essere nuovamente “gustate”, non “divorate” come nella mia prima lettura.

E gustando continuavo ad assaporare gli odori e i sapori di Sicilia. Non c’è descrizione o scena in cui non predomina l’occhiata attenta dell’autore e poi la pennellata. Immagino il Giostra come un Monet, o meglio, ancora un Van Gogh mentre osserva un paesaggio, oppure, dei personaggi e li fa vivere sulla tela, con quei colori accesi, forti e penetranti che colpiscono gli occhi fino ad arrivare al cuore! Un pittore! Andrea Giostra è un pittore che dipinge su carta i suoi personaggi, le strade, il mare, le montagne monteleprine e tutto ciò da cui è attratto, per farlo vivere facendoci anche riflettere. Leggo e credo di esserci anch’io in mezzo a quelle belle teste, ben pettinate della Novella “La conferenze”… di far parte di quelle presenze che altro non aspettano che la fine della relazione della direttrice per scappare in strada, nei bar e nei negozi. Che ascolta, insomma, tanto per far presenza perché le pubbliche relazioni aiutano a far carriera e pazienza se non ti piace o non capisci i contenuti e ti annoi. È così! Quanti di noi possono affermare il contrario?

Lo stesso per “L’onorevole”, dove il protagonista fra mille cose da fare è costretto a presenziare perché così vuole la prassi. Bellissima, qua, la pennellata di quello sguardo che incontra, per caso, due occhi profondi e neri che lo fulmineranno; gli squarceranno il cuore per sempre! Cupido ha scagliato una freccia, frettolosamente e poi è volato via. Eppure quella freccia resterà per sempre parte di sé e lui non potrà più toglierla da solo.

De “Il senatore” mi colpisce la minuziosa immaginata scena del delitto riportato dalla cronaca del Giornale di Sicilia e poi quel buttare fra stracci e porcherie varie lo stesso giornale, come a voler disintegrare le brutture per poter godere la meritata vacanza in pace, mandando tutti a quel paese: proprio con quel gesto. Sicilianità pura, autentica!

Non meno interessante è “L’innamorato” con le sue dispute interiori del fare o non fare; l’eterna lotta fra il vincere o l’essere sconfitto e tanti dilemmi da risolvere. E poi, alla fine, la constatazione che sarà meglio che vinca la parte migliore di sé! Riflessioni di non poco conto, che ho fatto anch’io, leggendo.

Molto bella la Novella “Al telefono”. Qui ci può essere davvero uno di noi lettori. Chi, per una volta nella vita, non ha sentito il bisogno di sfogarsi al telefono con un amico o parente per poi, a metà discorso, essere scaricato con una banale scusa. Io l’ho provato e posso affermare che si resta male e con un vuoto dentro assieme alla sensazione di essere stata inopportuna.

“La doccia” ha la sensualità dannunziana che eccita e piace pur restando nei canoni della moderazione. Mai, infatti, l’autore risulta volgare nelle scene intime anche quando sottolinea le voluttuose forme de “La bigliettaia”. C’è nel desiderio di voler afferrare e stringere i seni sodi e il sedere tondo e muscoloso di palestra, una sensualità che voglio definire ancora una volta dannunziana perché me lo evoca e mi esalta. Non c’è volgarità. Sono donne descritte in tutta la loro bellezza. Giovani, procaci, voluttuose. Donne da amare!

Magnifica la descrizione di “Agosto a Palermo”, dove oltre al centro storico pieno di turisti e di negozi aperti con souvenir e tante cose inutili da vendere, non c’è nient’ altro che silenzio. Silenzio fra le vie e le stradine. Saracinesche di negozi chiusi e fa paura. Forse anche squallore in una città che pulsa tutto l’anno. C’è il silenzio del passaggio del morto e qui il maestro Andrea evoca i detti ripetuti e sempre uguali dei più, in attesa che passi il corto del morto per riprendere le proprie attività!

E poi c’è la frenesia di “Una giornata ordinaria”, fatta di stress quotidiano, di un caffè tracannato di corsa e col rischio di affogarsi! Il quadro tipico della giornata di qualche lettore per cui il tempo è oro. Poi la sera: la pace. Finalmente!

Introspettiva e con una certa logica personale: “L’amore secondo Alessandro” in cui lo stesso si convince che non ha senso innamorarsi davvero perché tutti gli amori sono destinati a finire. Certamente ha una sua logicità, se vogliamo. Ma pure qui c’è uno spunto di riflessione.

Ne “I dissuasori” vedo una fra le più caratteristiche scene palermitane. La pennellata magica sta tutta in quel vernacolo fra l’intimidatorio degli operai Gesip, ex di tutto e assunti dal Sinnacollando, e lo sfottò provocatorio dei ragazzi. Diventa spettacolo puro. Avere la fortuna di assistere ad una di queste scene è momento impagabile. Ci vedi Palermo in tutte le sue sfaccettature e viene voglia di filmarlo quel momento per farne partecipe un parente lontano… che so, anche un amico che possa ridere guardandolo, e sentirsi più vicino alla sua città! Ovunque e con tutti i suoi colori, insomma! Cos’è che un siciliano potrebbe desiderare di più?

Poi continuo con la lettura di “Leandra e Oleg”, ovvero l’amore al tempo del Covid. Ho avuto un senso di disperazione, leggendo. Non esagero. Mi sono immaginata al posto dell’amica di Andrea, al telefono, ed ero smarrita, persa al pensiero di quella cruda realtà. La pandemia ci aveva divisi. Aveva creato delle barriere che ci mettevano alla prova e ci facevano soffrire. Il Covid aveva leso e disilluso cuori e desideri. Mi veniva da piangere. Io, lettrice, resto devastata da una realtà talmente scomoda da non volerla confessare neppure a me stessa. Andrea mi e ci ha costretto a confrontarci; a gridare al mondo che: non poter fare l’amore durante il Covid ci ha segnati perché le nostre vite dipendevano da una maledetta, micidiale proteina che ci teneva in ostaggio. Una Novella questa che offre davvero innumerevoli spunti relazionali.

E poi c’è Angela. “Angela l’avvocato”! Incastonata come perla, fra lunghe ma interessanti descrizioni della sala gialla e delle magnificenze nobiliari palermitane, ecco lei Angela. Bellissima e con lo sguardo magnetico che colpisce Giovanni. Occasionale conoscenza che subito, dopo pochi convenevoli, si trasforma in storia di passione più che d’amore. Angela è la donna di oggi: forte, volitiva, audace. Lei donna, eternamente in carriera, si prende ciò che vuole senza preconcetti o pregiudizi. È attratta da Giovanni e sa benissimo che Giovanni è ancor più preso di lei e dunque: che vada avanti la storia! Ma Angela è anche e soprattutto donna, perciò, incoraggia l’uomo quando ce n’è bisogno come nella scena del mancato amplesso dove lo invita alla calma per poi ripetere finalmente con successo quell’atto che li avrebbe legati per qualche giorno. Giovanni che telefona ad Andrea rivelando i più reconditi segreti senza pudore, viene fraternamente ascoltato dall’amico fino alla fine quando rivela la sua fragilità. Avrebbe dovuto convivere con Angela ma non aveva il coraggio di lasciare la compagna Luisa. Confessa di essere stato minacciato da lei. Che lei si sarebbe uccisa. Non credo l’avrebbe fatto! Né credo che lui desiderava veramente vivere con Angela perché noto in Giovanni l’assuefazione al quieto vivere: d’altronde aveva già preso ciò che aveva desiderato perciò perché dover scompigliare il suo modus vivendi? Accantona scuse. Banali. Sciocche. Le solite scuse di chi non ha il coraggio di dire la verità! Angela però non è sciocca. Angela è figlia di una generazione forte, andata avanti fra lotte e manifestazioni che hanno reso le donne forti, audaci e indipendenti. Se ne va in punta di piedi e senza rimorsi, secondo me. Di uomini come Giovanni a una botta e via ne troverà altri perché logorarsi l’animo per lui? Ho riflettuto queste cose nel leggerla e l’ho trovata davvero attuale e interessante. Le solite consuete descrizioni, accurate e precise ne fanno una novella unica.

Deliziata dalla novella “Il dipinto”. Antonio riceve al rientro del suo viaggio di lavoro un Messenger da Luisa, la sua donna. È un lungo messaggio d’amore in cui scopre la sua anima all’amante e il bisogno di lui. Non può più farne a meno e come l’ubriaco che finito il vino ne vuole tracannare ancora e ancora fino a scoppiare. Luisa ha finalmente finito il suo dipinto. Ha finito quella stessa notte ed è logorata dal sonno , dalla stanchezza e dal bisogno spasmodico dell’altro. Bisogno che non riesce a contenere e allora come se non bastasse già il fatto di averlo dichiarato espressamente, lo suggella in pennellate forti e accese. Decise e rivelatrici di un tormento nel corpo e nell’anima che non trova pace. Gli chiede di non venderlo quel quadro. Non vuole perché è testimone dell’amore che ha per lui e vuole tenerlo per sé per ricordarsi, perennemente finché vive, di quei sentimenti. È incantevole il messaggio e penetra dentro. Colpisce l’animo del lettore e lo appassiona. In quel “mio amor”, anzi di amor mio, vedo la differenza aulica che solo in un artista vero si può riconoscere ed apprezzare.

Caro autore, hai scritto che un semplice sguardo può squarciare il cuore per sempre. Tu con le tue Novelle brevi di Sicilia, hai squarciato di tenerezza il mio. Bravissimo.


Recensione del 16-10-2020 alla III edizione delle Novelle brevi di Sicilia | di Linda Tumbarello

Ho finito ora di “divorare” le tue precise pennellate di vita nostrana delle “Novelle brevi di Sicilia”. Che dire… se non che sono rimasta affascinata dal tuo stile narrativo? In ogni descrizione mi ci vedo “catapultata” dentro a viverla pure io quella tua novella ed è bello leggerti e rileggerti. Davvero! Fantastiche le minuziose descrizioni paesaggistiche e dei personaggi. Mi piace molto il tuo stile. Adoro questo stile semplice ed elegante di tutte le Novelle brevi di Sicilia, e sopra ogni cosa adoro la sicilianità che le rende uniche nel suo genere. Tutte le Novelle sembrano un quadro; un palcoscenico in cui recitano personaggi che ti pare di avere conosciuto da sempre. Forse perché fanno parte della nostra quotidianità siciliana.

Alcuni dei racconti e le mie impressioni:

“Auguri da Palermo”. L’avevo già sentita interpretata e letta da una attrice su YouTube, ma è stato, lo stesso, un grande piacere risentirla. Ogni volta nelle tue Novelle colgo qualcosa di nuovo: una nota o un particolare che mi fa sentire “quasi” collocata fra quelle vie, quei palazzi o semplicemente persona fra la gente per strada fino a vederlo “realmente” quel posteggiatore abusivo mentre gli chiedo qualcosa. Hai il tocco degli espressionisti che catturano l’attimo per renderlo immortale nelle tele. Tu lo fai nelle tue pagine che, per me, sono autentica poesia.

“Gli auguri di mia nonna ottantenne”. L’ho letta ieri. Bellissima e aiuta a riflettere molto. Sono d’accordo con questa nonna. Come già ti ho detto, è sempre piacevole leggerti.

“I dissuasori”. Altra scena di quotidianità palermitana questa descritta, che rispecchia magistralmente quanto succede sempre e ad ogni ora nella nostra stupenda città. Bisogna amarla davvero così come è con quei paesaggi fuori dal comune, con quelle scene di vita che mancano quando vivi al Nord o comunque lontano. Magari aiutarla la città un po’ a non esagerare, almeno laddove c’è esasperazione. È un racconto magico ed è stato piacevole ascoltarlo recitato e leggerlo. Grazie mille, Andrea e grazie a Chiara Bentivegna che lo ha letto.

Ho finito ora di ascoltare “Il senatore”, “La bigliettaia”, “L’amore secondo Alessandro”, “La doccia”. Leggerti è piacevole e ascoltare le interpretazioni delle attrici e degli attori che leggono le Novelle stimola a immaginare e ciò che racconti è come viverlo. Saper scrivere per catapultare chi legge nelle vicende e nelle scene che descrivi così minuziosamente, è magistrale e non è cosa da niente. Tu catturi anche le fantasie di chi sa ascoltare la voce narrante. E poi mai racconti con volgarità certe scene intime, anzi scopro lì anche delicatezza espressiva. È stato catartico pure per me: fermarmi un attimo e conoscerti attraverso la tua penna.

“L’onorevole” è semplicemente sublime. Bella la narrazione, fantastiche le immagini e.… i versi: rime di autentica poesia! Mi hai commosso amico mio. Davvero!

Linda Tumbarello, medico, scrittrice e lettrice.

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L’autore Andrea Giostra

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Per leggere gratuitamente online le “Novelle brevi di Sicilia”, clicca qui:

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Link della pagina ufficiale Facebook delle “Novelle brevi di Sicilia”

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Pagina Facebook ufficiale della raccolta inedita “Mastr’Antria e altri racconti”:

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo