LIBER ABBACI, ABECEDARI E RICETTE: L’erotismo questo sconosciuto| di Flaviana Pier Elena Fusi con Edoardo Flaccomio. Approfondimenti della puntata in onda sulle frequenze di Radio CRT

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PRELUDIO| di Flaviana Pier Elena Fusi
Erotismo? Lussurioso edonismo.
L’erotismo è lussurioso edonismo, è erotico un sorriso, quando all’unisono appare sul viso. Quando lo sguardo cade e una visione ti invade. Suggerisce un orientamento, che intuisci ti farà contento. Un velo oltrepassa la ragione e trova ben altra condizione: un istinto impetuoso che nasce spontaneo e tenebroso. Senza sforzo alcuno, ma con l’aiuto di qualcuno. Un particolare che il pensiero sa imprigionare e ti induce ad osare. Un ammiccamento che avvia un nuovo andamento, subito ne vuoi godere, perché arriva un potere e capisci che di entrambi è il volere. Guardare, annusare, respirare è il preludio per avanzare. Toccare, accarezzare, leccare per gustare. Ogni senso qui vale ed è al suo massimo potenziale: è la vita che ti parla, ora puoi usarla, per condividerla e procrearla. Così la Kundalini ci attiva per fare i bambini e diviene erotica posizione anche se non sei nella migliore situazione. Il piacere del godere è ciò che più di tutto siamo qui per avere, in quel momento a lui vuoi appartenere. A ciascuno la vita può offrire, questo momento in divenire, un erotico contatto che non lascia nessuno distratto, ma concentrato in quell’anfratto, dove insieme si conviene, che è naturale stare bene. Abbracciati, ammaliati, desiderati e amati. La parola seduce, un bel gesto induce, in quel luogo conduce: fra le braccia del destino, dove un corpo ti è vicino.
L’erotismo è essenziale, oltre che arte amatoriale, è bravura e mistura, di magia e di alchimia. Sono i tempi sincronizzati, dove gli istanti son ben dosati, non si anticipa il finale, si da spazio per immaginare. Un erotico indugiare, più in là ti potrà appagare: è lo scopo della sorte, soverchiare tempo e morte.
L’amore è il potere che trasforma la vita in un magico volere.

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ABECEDARI: di Edoardo Flaccomio

Erotico dal greco ερωτιϰως, amoroso. Termine legato alla radice eros ερως.
Eros, nome che può intendersi così: EROSH. Come restare indifferenti di fronte al fatto che ROSH è all’interno della prima parola emessa al momento delle Creazione, secondo la Bibbia ebraica?
Tale parola è BERESHIT B–resh-it, dove resh si riferisce a Rosh, la Testa Parlante Universale.
In ebraico la parola eros richiama la perla. Incredibile coincidenza, se si pensa che la perla è sferica ed è utilizzata come simbolo della testa umana. Referente del cranio umano, in talune tradizioni, è la noce moscata.
Non posso a fare a meno, altresì, di pensare alla sacerdotessa d’Artemide, Ero, dal greco Hero, protagonista con leandro di una splendida storia d’amore.
Ed ancora voglio soffermarmi sulla parola eroe, dal greco heros ήρως, tanto simile alla radice eros.
L’eroe è un personaggio particolare, frutto dell’amplesso tra un mortale ed una divinità, un semidio.
E veniamo ai giorni nostri, dove per eros s’intende il complesso dei desideri e delle tendenze sessuali.
L’erotismo è visto come l’esasperazione delle brame sessuali, il massimo compiacimento ottenibile attraverso gli organi genitali. Talvolta descritto in maniera gentile, alle volte in maniera scanzonata e spregiudicata l’erotismo ha interessato moltissimi scrittori.

Una parola tira l’altra; ‘genitale’ mi ricorda il termine a-gentile apertura gentile. Un chiaro riferimento alla funzione fisiologica degli sfinteri erotici. ‘A’ è la vocale legata all’apertura, come si evince semplicemente pronunciandola. La gentilezza quindi è legata alla procreazione.
L’erotismo, insomma, è una forza divina che domina irresistibilmente gli esseri umani, è il fine ultimo della creazione: donare il massimo piacere nel conferire la vita.
Da non confondere l’erotismo con la volgarità e la pornografia che, per inversione, non sono gentili, per cui violano le regole universali.

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NON SOLO VERDE |di Anna Maria Esposito
responsabile della testata giornalistica di radio CRT e conduttrice del programma “BLATERANDO”

Nel mondo greco e romano, la rosa era associata al mito di Adone e Afrodite. La dea innamorata del giovane cacciatore, nulla può fare per salvarlo dalla morte provocata dall’attacco del cinghiale, aizzato contro di lui dal geloso Apollo. Nel soccorrere l’amato, la dea Afrodite si ferisce con dei rovi e il suo sangue fa sbocciare delle rose rosse: testimonianza di trasformazione e sublimazione dell’amore tra i due. Adone, dalla bellezza incredibile, aveva fatto innamorare di sé numerose divinità. Rappresentava l’amore erotico, carnale e passionale.
Nella tradizione Cristiana, la rosa è associata al Graal, la coppa che, secondo la leggenda, raccolse il sangue di Cristo.
Nella tradizione alchemica, la rosa assume importanza cruciale: rappresenta il percorso dell’alchimista verso la Conoscenza.

La rosa è un potente idratante per la pelle, per la sua dote di gelificare trattenendo l’umidità. Molte donne in gravidanza, massaggiano l’addome con creme a base di olio essenziale di rose, perché rende la pelle elastica. La rosa ha inoltre proprietà lenitive e combatte la cuperose.
In ambito culinario, pregiatissime sono le confetture, gelatine e liquori. Oggi ho rispolverato per voi il ricettario di bellezza della nonna, trovando una preziosissima ricetta per un ottimo tonico per il viso: lenitivo, rinfrescante, adatto a tutti i tipi di pelle.

Ricetta erboristica: Acqua di rosa
Ingredienti:
una tazza di petali di rosa
500 ml di acqua distillata
Una ciotola di vetro con coperchio resistente al calore
Una garza di cotone o di lino
Un barattolo di vetro scuro con coperchio ermetico

Preparazione: lavate i petali accuratamente eliminando ogni impurità e poneteli in una ciotola di vetro, versatevi sopra l’acqua distillata bollente e coprite per trenta minuti. Lasciate raffreddare, poi filtrate con garza fine e raccogliete in un barattolo di vetro scuro. Con questo procedimento l’acqua di rosa dura circa dieci giorni, per conservarla più a lungo aggiungete un cucchiaio di alcool alimentare a 95 gradi.
Per pelli secche, disidratate e sensibili, è utile eliminare l’alcool e congelare l’acqua di rose in bottigliette di vetro scuro monouso. Per accentuare le proprietà medicinali della rosa o esaltarne il profumo, si possono aggiungere 5 gocce di olio essenziale di rosa per 100 ml di liquido.
Vorrei congedarmi da voi, cari lettori tutti, con un aforisma di Albert Samain “quando siete in preda al pessimismo, guardate una rosa”.

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DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST| di Chefdomenico

Ricetta:riso erotico ai petali di rosa
Ingredienti per due persone:
200gr di riso arborio
1 zucchina
1 pomodoro
1 carota
1 porro
1 gambo di sedano a coste
2 cucchiai di piselli
1 bicchiere di vino bianco
Brodo vegetale
Petali di rosa
Olio, burro, sale e pepe q.b.

Procedimento:
tritare le verdure e soffriggerle in un po’ d’olio, aggiungere il riso,tostare e sfumare con vino bianco, aggiustare con sale e pepe, procedere con la cottura classica del risotto aggiungendo poco alla volta il brodo vegetale. A metà cottura versare i piselli e portare a termine la cottura. Poco prima di servire, aggiungere i petali di rosa e mantecare con burro fresco.

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BOLLETTINO RADIOMETEO| di Flaviana Pier Elena Fusi
Sarà il profumo di quella pelle
A farmi vedere le stelle
Sarà il suo lento respirare
Che mi induce a volerlo riascoltare
Sarà quell’aroma di buone cose
Che fa pensare subito alle rose.

Una notte all’imbrunire
Tu mi vorrai sentire
Ancora vicino, ancora per mano
Con la mia guancia ti porterò lontano
Si farà certezza la malia e spezzerà la malinconia.
Ti sarò vicino, non ti lascerò andare
Ancora con te una notte voglio restare.
Consiglio radiometeo: le meraviglie restano infinite briglie

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Flaviana Pier Elena Fusi
Vivo, prego, amo: Bio…Grafia. Nord Italia, Lombardia. Brescia è precisamente la città che mi diede i natali. Il nome Berescit qui è inserito; la Testa Parlante, la Coscienza Universale che guida la Totalità, guida anche la mia esistenza. Trascorro i primi ventitré anni studiando. Magistrale, maturità, la consuetudine vuole che si dica maturità Magistrale a cui segue un quinto anno ad indirizzo giuridico per acquietare la mia sete di giustizia. Logica conseguenza è l’università statale di Milano, l’indirizzo è giustappunto Giurisprudenza. Pochi esami mi bastano per capire, benché il primo di Diritto privato lo ricordi ancora con la stessa emozione, mi accorgo che non è la giustizia di questo mondo quella a cui anelo. Rincorro altro. È tensione che vuole la mia anima libera da condizionamenti, da vincoli, da dogmi impartiti e da quelle regole ferree che non calzerebbero neppure al ferro. Mi piace spaziare in ogni direzione, me stessa è il verso che prediligo. Mi scruto per sanare antiche ferite. Guardo bene dentro, prima di mostrarmi fuori. Non sono pronta! Psicomotricità aiuta ad armonizzare il movimento con lo spirito. Un triennio, come laurea breve e sono in regola: abilitata ad una professione. Scelgo di aprire una palestra, poi due e alla fine saranno quasi tre se considero il mio studio privato, spalmati tra Brescia, Verona, laghi e valli. È vera scuola, la palestra di una vita. Gli atleti, amici e quasi figli. Le amiche, colleghe e quasi sorelle. Gli allenamenti sprigionano energia che tempra e i risultati arrivano anche se non li vado cercando. Accumulo una serie di brevetti che nemmeno ricordo, ma posso considerarmi istruttrice di svariate discipline. Cominciai con l’aerobica, che impazzava in quegli anni, per passare al body-sculpturing, step e via così fino a collezionare tutti quelli dettati dalle mode del momento. Ginnastica dolce, ginnastica isometrica, ginnastica in salsa. Impartisco personalmente corsi di training autogeno: una corsa a tutto. Lezioni sparate di fila che mantengono il mio corpo scattante e la mia mente pronta. Mi ritempro e quando abbasso la saracinesca della palestra sono preparata per altra attività: la ristorazione. Una passione che contiene più di una virtù: l’ospitalità, il ricevere, la disponibilità ad accogliere mi aiutano a diventare donna. Il primo ristorante a venticinque anni, il secondo a quaranta e il terzo? Beh il terzo scelgo di farlo all’estero. Ho maturato una certa esperienza nel campo dell’imprenditoria. So cosa funziona e cosa no. Sull’onda dell’espansione diversifico gli interessi economici. Mi tuffo nel mondo della bellezza… dell’anima. Lo spirito mi guida come vento sottile ad aprire il ‘Centro Benessere ‘Siddaharta’. Sulle rive del lago di Garda apre i battenti un atelier, dove l’estetica si unisce alle profondità dello spirito. Come dentro così fuori. Ispirato al principe Siddharta, questo negozio contiene in sé incanti reconditi, che solo ora si palesano nella loro sincronicità cosmica. Avevo trentacinque anni quando inaugurai quel centro, esattamente la stessa età che il Principe aveva quando ricevette la Buddità. Siddharta si trasforma in Buddha. Il nome significa esattamente: il risvegliato, l’illuminato, colui che detiene la Conoscenza, che intende perfettamente come parla la Vita. Da quell’esperienza nasce la mia trasformazione. Quell’anno 2000 segna il mio Vesak, è questo il nome dato dalla dottrina buddista al compleanno di Budda. Viene celebrato ogni anno nel plenilunio di maggio, casualmente anche il mio mese di nascita. È in quell’anno che inizia la mia attività scrittoria pubblica, mi propongono di curare una rubrica sul benessere per una rivista locale: ‘La Bolina’. Sono imprenditrice di me stessa, ma tendo ad un altro tipo di creazione, diventare madre è l’anelito che mi spinge a lasciare questa impresa; il momento arriverà qualche anno più tardi. Nel frattempo rischio e ricomincio. Seguo stage e aggiornamenti e non tralascio l’attività politica. Sono propositiva, credo nella globalizzazione ed è qui che riesco a ‘portare a casa’ qualche risultato cimentandomi nella collaborazione diplomatica, per così dire, che favorisce il gemellaggio tra comuni di diversi stati. Parlo tre lingue e scrivo, scrivo, scrivo. La scrittura mi catapulta in un mondo nuovo fatto di comunicazione. Il mio primo romanzo autobiografico “ Le Rivelazioni della Stella Bianca” è dedicato a mia figlia. Bianca: il sogno realizzato. È per merito di questo libro che approdo in radio; una emittente storica, la più importante della regione Calabria, mi offre un appuntamento fisso. Sono ospite tutti i lunedì, nel programma Blaterando, ideato e condotto da Anna Maria Esposito responsabile della testata giornalistica. Una scuola di voce, di toni e di parole scelte con cura. Contenuti lavorati e rielaborati per essere trasmessi con spontaneità nuova. Il pubblico non lo vedo, ma lo percepisco vivace e attento. Mi galvanizza l’incontro ‘in onda’ e sono fiera di far parte in certo modo di uno staff radio. L’emozione prende forma da una canzone che dà il ‘LA’ e … ‘SI FA’ il programma. Risuona armonia fuori da me e riporta nuova linfa in me, quella che poi a casa utilizzo per scrivere ancora. Il secondo e il terzo libro si sono creati magicamente e quasi contemporaneamente. La fase del riscaldamento motori è iniziata; è il tuffo nella mia vita ciò che ora mi interessa!