Uccia Paone, scrittrice, presenta il suo romanzo “Fu al suono di un’arpa eolica” | INTERVISTA

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«Il mio “romanzo” nasce dal ricordo del grande giardino della mia infanzia. Lì mi cimento con “l’insostenibile chiarezza della bellezza”»

di Andrea Giostra

Benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori? Chi è Uccia Paone scrittrice?

Uccia Paone è una vecchia signora che scrivendo dialoga con persone immaginate davanti a un panorama sempre mutevole.

Qual è la tua formazione professionale e letteraria?

Vengo dal vecchio Istituto Magistrale coi suoi studi umanistici e vengo dal latino apprezzato sempre più a quadriennio concluso.

Come nasce la tua passione per la scrittura? Ci racconti come hai iniziato e quando hai capito che amavi scrivere?

La mia passione per la scrittura l’accese la mia professoressa di italiano quando alla scuola media mi insegnò l’importanza dell’analisi del periodo e della punteggiatura.

Ci parli del tuo romanzo, “Fu al suono di un’arpa eolica”,pubblicato da Rupe Mutevole?Come nasce, qual è il messaggio che vuoi che arrivi al lettore?

Il mio “romanzo” che amo definire “lungo racconto” nasce dal nostalgico ricordo del grande giardino della mia infanzia. Scrivendone, mi cimento con “l’insostenibile chiarezza della bellezza” che lascio immaginare al lettore sperando di catturarlo con un vero artifizio letterario, di cui qui non voglio dire oltre.I messaggi bisognerebbe cercarli in ogni romanzo; quando si scoprono saranno probabilmente diversi da un lettore all’altro.

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Quando scrivo immagino destinatari che apprezzino, nel linguaggio semplice e privo di anglicismi, quel che vado raccontando.

Perché i nostri lettori dovrebbero comprare“Fu al suono di un’arpa eolica”?Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portalionlineper acquistarlo.

Il libro “Fu al suono di un’arpa eolica” dovrebbero comprarlo perché l’Editore, che ne è entusiasta, ha svolto bene il suo lavoroaprendo le porte migliori per farlo acquistare.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questa opera letteraria? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

C’è una sola persona che ho ringraziato prima a voce e poi nella prima pagina del libro. L’opera letteraria è solitario lavoro mio.

Nella tua attività letteraria hai pubblicato altri libri e romanzi. Ci racconti quali sono, di cosa trattano e quale l’ispirazione che li ha generati?

“Cocci e brillanti”, “Gocce di schiuma”, “Ricordi di una conchiglia”, “Questa quella e quell’altra. Parole all’amo”. Quest’ultimo sta andando online.

«Quando la lettura è per noi l’iniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione nella nostra vita è salutare. Ma diventa pericolosa quando, invece di risvegliarci alla vita individuale dello spirito, la lettura tende a sostituirsi ad essa, così che la verità non ci appare più come un ideale che possiamo realizzare solo con il progresso interiore del nostro pensiero e con lo sforzo del nostro cuore, ma come qualcosa di materiale, raccolto infra le pagine dei libri come un miele già preparato dagli altri e che noi non dobbiamo fare altro che attingere e degustare poi passivamente, in un perfetto riposo del corpo e dello spirito.»(Marcel Proust, in“Sur la lecture”, pubblicato su“La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905). Qual è la riflessione che ti porta a fare questa frase di Marcel Proust sul mondo della lettura e sull’arte dello scrivere?

Vuol dire che la lettura migliora noi stessi se accende una personale riflessione e conseguenti personali idee, mentre è dannosa perchéprenderemmo quanto è scritto come verità quasi assiomatica.

 «Nei tempi andati la vita degli scrittori era più interessante di quello che scrivevano. Al giorno d’oggi né le loro vite né quello che scrivono è interessante.»(Charles Bukowski, “Pulp. Una storia del XX secolo”, Giangiacomo Feltrinelli Ed., 1995, Milano, p. 52). Ha ragione Bukowski a scrivere queste cose a proposito degli scrittori contemporanei? Cosa ne pensi in merito?

In passato gli scrittori, i musicisti, i poeti erano conosciuti per le loro opere, non c’era bisogno di entrare nella loro vita privata per farli degni del loro titolo. Oggi chiunque scriva qualcosa se non va in TV a raccontare di sé fino alla sua intimità familiare non spinge nessuno a comprare il suo libro. Una volta si sapeva scrivere, lo scrittore attirava con la parola e catturava il cuore del lettore, ma oggi molti autori non sanno scrivere, il che mi porta a pensare che oggi non si sa più neppure leggere.

Uccia Paone,“Fu al suono di un’arpa eolica”, Rupe Mutevole ed., Bedonia (Parma), 2020.

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B393845

Sinossi:

«Una storia ammaliante. I margini di ogni pagina saranno mistero, come fragranze magiche. L’autrice rimescola le regole e la narrazione diventa un gioco di verità silenziose.Sono mito e storia, fiaba e dramma, oscurità e bagliore.E sul palcoscenico di questa esistenza, nelle notti più buie e silenziose, si alza forte il verso di un uccello che interpreta, sempre uguale, l’annuncio di sventure.Gli elementi si dispongono sulla scacchiera della vita e ogni pedina recita bene i suoi passi. Una solitudine muta non dimentica inganni e le chiusure antiche non sanno illuminarsi, mentre occhi nascosti tramano imbrogli.A infondere speranza è la storia d’amore dei due protagonisti, che subito riconoscono la loro completezza e risplendono di bellezza come il giardino del Palazzo che si apre alla nostra fantasia.Ogni bisbiglio si fa incanto fino alla fine, quando l’attimo si dilata… come se le giornate corressero troppo, come se il tempo scivolasse fra le mani. Ma sarà proprio quell’attimo a sapersi fermare per rendere omaggio all’eternità di due anime perfette.» (Nota dell’editore)

Rupe Mutevole edizioni:

https://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

Andrea Giostra

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo