Un incubo chiamato Covid-19 e conseguenze psicologiche | di Aurora d’Errico

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Buongiorno, miei cari lettori e ben venuti anche oggi nella mia rubrica: “In salotto con Aurora”. Avrei voluto parlarvi di tante belle cose ma, la nuova ondata d’emergenza che stiamo vivendo in questi giorni, mi ha portato a fare alcune riflessioni proprio sul virus killer che sta mettendo in ginocchio l’intera umanità. L’aumento dei nuovi casi di Covid-19, registrato nelle ultime settimane, sta nuovamente mettendo a dura prova la nostra stabilità emotiva, già entrata precedentemente in crisi lo scorso marzo, quando la pandemia ha sconvolto le nostre vite sia individuali che collettive. Paura, panico, ansia, tensione, ipocondria, odio nei confronti dei presunti “untori”, sono solo alcune delle conseguenze dovute al diffondersi del Coronavirus. E ancora, aggressività, disturbi del sonno, affaticamento, sono le reazioni del tutto “normali”, di fronte al fenomeno di pericolo, innescato dalla paura di essere contagiati da un virus invisibile all’occhio umano, ma così potente e pericoloso da innescare nelle nostre menti paure così profondi, a volte talmente incontrollabili, capaci di distruggerci. Per non parlare poi della restrizione della nostra libertà d’azione, dell’impossibilità di mantenere la nostra libertà di movimento, il nostro stile di vita, avendo dovuto rinunciare ad un abbraccio, un bacio e ad ogni relazione sociale a cui eravamo abituati. Tutto questo ha determinato un vero e proprio  “collasso psicologico” di tante persone, a tal punto da generare veri e propri sintomi di tipo depressivo che hanno dato luogo ad una serie di “atteggiamenti strani”, come ad esempio, lo “shopping compulsivo”, in cui molti individui, spaventati dall’idea che le scorte finissero da un momento all’altro, hanno iniziato a fare delle proprie e vere “razzie”, acquistando ogni genere di prodotti alimentari, facendo scorte esagerate e, soprattutto, immotivate. Altra conseguenza psicologica è stata anche la scarsa fiducia nei confronti delle fonti ufficiali delle informazioni. Ma, resta il fatto che la parte più vulnerabile dell’intera popolazione maggiormente esposta alle conseguenze dell’epidemia da Covid, è rappresentata da quelle persone che già prima presentavano segnali di fobie, ansia, depressione e disturbi vari. L’isolamento forzato, in taluni soggetti, ha sicuramente peggiorato la loro condizione di salute psicologica, dando luogo ad una serie di effetti collaterali non solo per loro, ma anche per gli stessi familiari e conoscenti. Centinaia di italiani sarebbero alle prese con le conseguenze psicologiche a seguito di questa epidemia che continua a fare contagi e, soprattutto, della quarantena che ha costretto tutti noi a rimanere chiusi nelle nostre case per più di due mesi. Ma anche quella di perdere il proprio lavoro, la propria attività, l’incertezza del futuro, la paura della recessione economica. Quando ci fu la quarantena in alcune zone della Cina a seguito della SARS del 2003, che vide costretta l’intera popolazione in isolamento solo per dieci giorni, la conseguenza registrata è stata che la mente iniziò a cedere già dall’undicesimo giorno, dando sintomi di nervosismo, stress, ansia. Ed è stato accertato che anche un breve periodo di isolamento di appena dieci giorni, può dar luogo ad effetti negativi a livello psicologico fino a tre anni dopo. E questo, probabilmente, va ricercato nella natura dell’uomo che Aristotele definisce come “animale sociale”, incapace di vivere isolato dai suoi simili, perché l’assenza di relazioni sociali, non darebbe luogo allo sviluppo dell’identità personale. Dunque, per Aristotele, uno dei caratteri più evidenti proprio dell’essere umano, sarebbe la sua “politicià”, ovvero il suo bisogno di confrontarsi, rapportarsi con i suoi simili, senza il quale, sarebbe un comune animale solitario, “animale da gregge”. Del resto, la “socialità”, è altrettanto essenziale per il processo della conoscenza, in quanto non possiamo trovare il sapere in “noi”, ma dobbiamo fare “esperienza” di tutto ciò che ci circonda, degli oggetti, ma soprattutto, degli altri esseri umani. Il dialogare, lo scambiarsi esperienze, le opinioni, non fanno che aprirci a nuove idee e, quindi, a nuove conoscenze. Anche Hegel, molti secoli più tardi, riconoscerà l’importanza e la necessità dei rapporti sociali anzi, più precisamente, nel percorso di formazione dello Spirito che egli tratteggia nella sua “Fenomenologia”, in cui “l’Altro”, lo considera una tappa obbligatoria. E questo perché senza i rapporti con i nostri simili e, quindi, senza la “socialità”, saremmo condannati a rimanere “vuoti” e, quindi, “chiusi” in un mondo illusorio, incapaci di vedere quello che realmente ci circonda. Di conseguenza, il confronto con gli altri, rappresenta per noi umani, un vero e proprio bisogno al pari del bere, del mangiare e del dormire, perché il singolo, forma una propria “identità sociale”, che va a completare e quindi, compenetrare l’identità personale. Ecco perché è così difficile rimanere soli con noi stessi e stare in quarantena, non potendosi toccare, vedere, baciare, darsi la mano, insomma, “viversi”. Una delle principali conseguenze dell’epidemia è proprio quella di aver sconvolto la nostra “socialità”, cioè la nostra quotidianità, fatta di abitudini, scambiarsi effusioni, partecipare a cene, cerimonie e, soprattutto, di stare assieme agli altri, e questa assenza, ha fatto comprendere come la “socialità” sia un aspetto fondamentale della nostra vita perché essa  è ciò che ci fa sentire di “appartenere” ad un gruppo. Altra conseguenza dovuta all’isolamento prolungato, riguarda l’alterazione dei ritmi del sonno, le abitudini alimentari e il deterioramento delle relazioni di coppia. Infatti, se da una parte l’isolamento dagli altri è stato devastante per la propria socialità, dall’altra, la “convivenza forzata” tra alcuni coniugi, ha fatto registrare il record di richiesta dei divorzi. Solo per pochi romantici e veri innamorati, la convivenza forzata ha avuto effetti del tutto positivi, mentre per la maggior parte delle coppie, ha rappresentato un vero e proprio incubo. Tutti sono rimasti a casa: i genitori, i figli, i nonni e la condivisione forzata 24 ore su 24, di spazi più o meno piccoli, con il proprio partner e i figli, ha messo a dura prova l’intera situazione di sopportabilità. Nietzsche asseriva che se “i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti”. Infatti, il Global Times, ha rivelato come durante il lockdown (chiusura), ci sia stato un aumento della richiesta di divorzi. Così come un altro dato emergente è stato un incremento considerevole delle denunce di violenza domestica, in cui molte donne che erano già vittime di maltrattamenti prima della “chiusura”, si sono ritrovate così, senza più vie di fuga. L’aspetto più grave dell’emergenza virus dal punto di vista psicologico è stato il fatto di essersi trovati all’improvviso dinanzi a qualcosa di sconosciuto e inaspettato, oltre che imprevedibile e alla presa di coscienza che non siamo nessuno se non ci relazioniamo con i nostri simili. Abbiamo cioè innescato in noi stessi, un processo di “accettazione della nostra vulnerabilità”. Allora, come affrontare tutta questa situazione che stiamo vivendo? Cosa possiamo fare? Forse, in questi casi, come non mai, possiamo ricorrere alla cd. “resilienza” che in psicologia, non è altro che la capacità di un individuo di resistere agli urti della vita senza appunto, spezzarsi, mantenendo e potenziando le proprie risorse sia sul piano personale che sociale. Credo che tutti noi dobbiamo imparare a convivere con lo stato di incertezza che stiamo vivendo da quando è iniziata a diffondersi la pandemia. So perfettamente che è davvero difficile mantenere la calma dinanzi a un fenomeno così grave e pericoloso che ha coinvolto il nostro pianeta ma forse, è l’unica arma che abbiamo per sopravvivere e non impazzire. Continuare a pianificare le nostre vite, occuparci delle nostre attività, degli studi, interessi, leggere, fare sport, mantenendo sempre e comunque alta la guardia con tutte le cautele necessarie, indossando sempre le mascherine, disinfettandoci continuamente le mani e mantenendo le distanze sociali, in attesa che venga scoperto un farmaco in grado di annientare il killer virus. Purtroppo, non possiamo fare altro e, nel caso in cui non riuscissimo da soli a superare questo bruttissimo periodo, il mio consiglio è di non vergognarsi nel chiedere aiuto ai vari professionisti, come psicologi e medici, che saranno sicuramente in grado di darci una mano. Cari miei lettori, tutto passerà prima o poi e, nel frattempo, vi esorto a non perdere la fiducia e la speranza, perché ricordate che dopo la notte tornerà sempre il sorgere del sole!

Aurora d’Errico

Aurora d’Errico
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Aurora d'Errico
Affascinata del sapere fin da piccola, tanto che all’età di quattro anni e mezzo sapeva già leggere e scrivere, grazie alla vasta biblioteca paterna, si è sempre “cibata” di numerosi libri di ogni genere per cercare di soddisfare quella sete di conoscenza che ha rappresentato per lei il motore dominante di tutta la sua vita. Laureata in Giurisprudenza, Avvocato e Scrittrice, Master in criminologia e criminalistica, Master in diritto di famiglia, Giurista d’Europa, relatrice in numerosi convegni per la lotta alla violenza sessuale, al bullismo, allo stalking ed altri argomenti attuali, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive oltre ad essere citata su alcune riviste e testate giornalistiche nazionali ed internazionali. E’ stata ideatrice e Presidente di “AZZURRO DONNA”, un’associazione culturale che l’ha vista in prima linea per la diffusione dei diritti civili, soprattutto nel campo femminile e la promulgazione della pace nel mondo, tanto da ottenere nel 2019 il “CERTIFICATE OF APPRECIATION”, un importante riconoscimento ufficiale per il lavoro umanitario a favore dei “diritti umani”, da parte della Presidente dell’N.O.P.H, Ambasciatrice della Pace dello Stato della Tunisia. Sempre nel 2019, riceve un altro importante premio, “PREMIO ALLA CULTURA”, come “SCRITTRICE”, per il Premio alla Buona Volontà nella città di Cuneo. Nel 2020, viene nominata Responsabile per la Regione Abruzzo dei volontari A.I.SO.S (Associazione Italiana Studio Osteosarcoma). Nel 2016 pubblica il suo primo libro dal titolo “AMORE, ADULTERIO E SEPARAZIONE”, una sorta di saggio sull’amore e sui motivi che spingono all’adulterio. Nel 2017, è la volta di “OBSESSION DEVIL”, il suo primo romanzo rosa/thriller che si svolge in Bretagna. Sempre nel 2017, “MIELE, ZENZERO E POESIA”, la sua prima raccolta di poesie, quasi tutte dedicate all’amore. Nel 2018, “SENTIERI VIRTUALI”, un altro romanzo rosa. Nel 2019 pubblica la sua prima favola “IL CASTELLO DELLE ROSE”, in cui parte del ricavato andrà in favore dell’A.I.SO.S.. Da qualche mese ha terminato il suo ultimo romanzo, la cui pubblicazione è prevista per fine estate e ha già iniziato il suo settimo romanzo, oltre ad una serie di nuove poesie e aforismi. Con la sua nomina come uno dei REDATTORI della Piattaforma di Mobmagazine.it, grazie al suo promotore, lo scrittore Andrea Giostra, avrà una RUBRICA tutta sua dal titolo: “IN SALOTTO CON AURORA”, in cui verranno trattati argomenti di arte, cultura e spettacolo, dove i lettori potranno interagire direttamente attraverso i loro preziosi commenti.