LIBER ABBACI, ABECEDARI E RICETTE: Eros, il richiamo della dolce Vita| Approfondimenti della puntata in onda sulle frequenze di Radio CRT |di Flaviana Pier Elena Fusi con Edoardo Flaccomio

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PRELUDIO

 

Un pandemico erotismo è la ricetta del nuovo equilibrismo

Buongiorno signori, qui siamo agli albori. Un nuovo mondo è al suo venire, ma di quello vecchio non c’è nulla da ricostruire. Un erotico istinto guarda dritto all’invinto, se non si guida la passione, non si arriva alla soluzione.

Un erotico momento, abbatte le barriere del tempo, può aiutare e avvicinare all’amore primordiale, quello che con un altro può procreare.

Fermiamoci qui un momento, questo solo è il completamento, quando l’attrazione porta alla fusione, si trova rapida un’altra destinazione, dove non sono solo io, non sei solo tu, è un altro che sorge da noi ed è solo virtù.

Nasce così anche il nuovo mondo, forgiato da uno splendido girotondo, non è il vecchio, non è il nuovo, ma il podio che arriva con un frastuono: là tutti possiamo arrivare se lasciamo perdere la ragione contrattuale.

Guardiamo bene cos’è l’amore, è la salvezza che porta splendore.

E non venitemi a dire che siete bravi, non sono le regole che fanno savi, è ora di rinnovare il modo di parlare: chiamiamo la verità con la sua beltà.

Se hai l’amore non c’è motivo di battagliare col cuore. Lasciamoci avvincere dalla passione e di sicuro troveremo la giusta direzione.

Flaviana Pier Elena Fusi

 

 

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ABECEDARI

Eroticamente parlando

Il soldato-sacerdote Cieza de León, un autorevole cronista dell’antico Perù, narra di un barbuto uomo bianco comparso sulle rive del lago Titicaca molto prima dell’impero Inca. Aveva una grande personalità e istruì la gente di allora ai costumi dell’universale. Comandò loro di amarsi, di rifuggire la violenza. Quell’uomo si chiamava Kon Tiki Illac Viracocha, figlio del sole, sceso dal cielo con un serpente tonante costruì la grande città di Tiahuanaco.

V’era una piramide, sulla cui sommità sorgeva una splendida costruzione dorata. Le aperture affacciavano sull’immenso lago montano, i cui lucori accecavano gli occhi della sacerdotessa Annek, discendente di Nina, dea dei vulcani. Amata da tutti, compariva sulla piramide seguita dal suo seducente uomo  dal nome impronunciabile.

Il popolo acclamava Annek per la sua saggezza e per l’erotica bellezza. Si racconta che quando faceva l’amore col suo uomo, i gridolini di godimento si espandevano nell’aria, generando erotismo nei corpi di chi li percepiva.

I mugolii d’amore della sacerdotessa, amplificavano il suo potere, volto a rendere il popolo degno di una vita all’insegna della felicità. Nulla era lasciato al caso, i numi le parlavano e la sua audacia e temerarietà,  la rendevano una guerriera impeccabile.

A sua volta figlia della passione e dell’eros, il suo unico scopo era mantenere l’ordine universale e dichiarare apertamente il significato della vita: generare bambini felici di esistere.

Edoardo Flaccomio

 

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 NON SOLO VERDE |di Anna Maria Esposito

responsabile della testata giornalistica di radio CRT e conduttrice del programma “BLATERANDO”

 

 

“Il rafano vale il suo peso in oro”, a tanto ammontava il valore dato al rafano dagli dei. La storia di questa pianta è intricata e misteriosa, ma con una sola certezza, il rafano è stato premiato per le sue qualità medicinali e gastronomiche per secoli. Secondo alcune teorie, la Russia e l’Ucraina sono la patria del rafano. Il suo nome, utilizzato in Germania e in Veneto è Creen, deriva da Kren- Kren-Kreson, il termine russo con cui si identifica questa pianta in riferimento alla forma fallica della radice, versione scurrile dell’organo genitale maschile.

Questa radice cresce spontaneamente in luoghi freschi e ricchi di acqua, contiene proteine, fibre e un’alta concentrazione di vitamina C e come tutte le Crucifere, famiglia di appartenenza, giova alla salute del cuore combattendo due fattori di rischio delle malattie cardio vascolari: colesterolo e trigliceridi. La radice aromatica possiede proprietà antibatteriche e antibiotiche, rivelandosi molto efficace contro le infezioni gastro intestinali, prodotte da cibo contaminato, infezioni dell’apparato urinario, faringiti e infezioni del tratto respiratorio. È in grado di accelerare il metabolismo, bruciando i grassi in eccesso.

Nella cosmesi naturale il rafano è impiegato contro le macchie della pelle, dermatiti, herpes e alopecia.

 

Maschera antiforfora al rafano

Ingredienti:

100 gr. di rafano grattugiato

400 ml di aceto

Preparazione:

lasciare in infusione per dodici giorni in aceto il rafano grattugiato. Filtrare, immergere un tampone di cotone nell’infuso e distribuirlo sul cuoio cappelluto lasciando agire per venti minuti. Risciacquare con acqua.

P.S.

Il rafano è un eccellente rimedio per la crescita dei capelli, ma il suo odore forte consiglia di eseguire il trattamento nei giorni in cui non si ha bisogno di uscire di casa.

 

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DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST| di Chefdomenico

 

Ricetta: crema erotica al rafano

Ingredienti:

250 gr. di radice di rafano (cren)

100 gr. di mollica di pane

75 gr. di aceto bianco

30 gr. di olio

15 gr. di zucchero

Sale e pepe q.b.

Preparazione:

pulire accuratamente la radice di rafano e grattugiarla finemente. Unire la mollica di pane sbriciolata e versare poco alla volta l’aceto, amalgamare con dell’olio d’oliva e infine unire zucchero, sale e pepe. Questa salsa è ideale per accompagnare i bolliti o come completamento per delle insalate miste.

 

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BOLLETTINO RADIOMETEO

Eros e non c’è più ragione

Che resta muta quando avvampa quell’attrazione

Si scatena, ti incatena

Nulla più vale la pena

Solo a lui vuoi arrivare

È facile lasciarsi soggiogare

Dal piacere a cui vuoi appartenere

Perché l’istinto vuole sapere

Quanto amore potrai dare

E quanto ti vorrà ricambiare

Condividi quello sguardo

Lanciato come un dardo

Un’arma perfetta

Che difficilmente lascia andare la stretta

Quando Eros è a guidare

La vita si avvicina al mistero celestiale

Ti porta esattamente dove devi stare.

 

Consiglio radiometeo: lasciamoci prendere da un erotico amore, si arriva così più in fretta al cuore.

Flaviana Pier Elena Fusi

 

 

 

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Flaviana Pier Elena Fusi
Vivo, prego, amo: Bio…Grafia. Nord Italia, Lombardia. Brescia è precisamente la città che mi diede i natali. Il nome Berescit qui è inserito; la Testa Parlante, la Coscienza Universale che guida la Totalità, guida anche la mia esistenza. Trascorro i primi ventitré anni studiando. Magistrale, maturità, la consuetudine vuole che si dica maturità Magistrale a cui segue un quinto anno ad indirizzo giuridico per acquietare la mia sete di giustizia. Logica conseguenza è l’università statale di Milano, l’indirizzo è giustappunto Giurisprudenza. Pochi esami mi bastano per capire, benché il primo di Diritto privato lo ricordi ancora con la stessa emozione, mi accorgo che non è la giustizia di questo mondo quella a cui anelo. Rincorro altro. È tensione che vuole la mia anima libera da condizionamenti, da vincoli, da dogmi impartiti e da quelle regole ferree che non calzerebbero neppure al ferro. Mi piace spaziare in ogni direzione, me stessa è il verso che prediligo. Mi scruto per sanare antiche ferite. Guardo bene dentro, prima di mostrarmi fuori. Non sono pronta! Psicomotricità aiuta ad armonizzare il movimento con lo spirito. Un triennio, come laurea breve e sono in regola: abilitata ad una professione. Scelgo di aprire una palestra, poi due e alla fine saranno quasi tre se considero il mio studio privato, spalmati tra Brescia, Verona, laghi e valli. È vera scuola, la palestra di una vita. Gli atleti, amici e quasi figli. Le amiche, colleghe e quasi sorelle. Gli allenamenti sprigionano energia che tempra e i risultati arrivano anche se non li vado cercando. Accumulo una serie di brevetti che nemmeno ricordo, ma posso considerarmi istruttrice di svariate discipline. Cominciai con l’aerobica, che impazzava in quegli anni, per passare al body-sculpturing, step e via così fino a collezionare tutti quelli dettati dalle mode del momento. Ginnastica dolce, ginnastica isometrica, ginnastica in salsa. Impartisco personalmente corsi di training autogeno: una corsa a tutto. Lezioni sparate di fila che mantengono il mio corpo scattante e la mia mente pronta. Mi ritempro e quando abbasso la saracinesca della palestra sono preparata per altra attività: la ristorazione. Una passione che contiene più di una virtù: l’ospitalità, il ricevere, la disponibilità ad accogliere mi aiutano a diventare donna. Il primo ristorante a venticinque anni, il secondo a quaranta e il terzo? Beh il terzo scelgo di farlo all’estero. Ho maturato una certa esperienza nel campo dell’imprenditoria. So cosa funziona e cosa no. Sull’onda dell’espansione diversifico gli interessi economici. Mi tuffo nel mondo della bellezza… dell’anima. Lo spirito mi guida come vento sottile ad aprire il ‘Centro Benessere ‘Siddaharta’. Sulle rive del lago di Garda apre i battenti un atelier, dove l’estetica si unisce alle profondità dello spirito. Come dentro così fuori. Ispirato al principe Siddharta, questo negozio contiene in sé incanti reconditi, che solo ora si palesano nella loro sincronicità cosmica. Avevo trentacinque anni quando inaugurai quel centro, esattamente la stessa età che il Principe aveva quando ricevette la Buddità. Siddharta si trasforma in Buddha. Il nome significa esattamente: il risvegliato, l’illuminato, colui che detiene la Conoscenza, che intende perfettamente come parla la Vita. Da quell’esperienza nasce la mia trasformazione. Quell’anno 2000 segna il mio Vesak, è questo il nome dato dalla dottrina buddista al compleanno di Budda. Viene celebrato ogni anno nel plenilunio di maggio, casualmente anche il mio mese di nascita. È in quell’anno che inizia la mia attività scrittoria pubblica, mi propongono di curare una rubrica sul benessere per una rivista locale: ‘La Bolina’. Sono imprenditrice di me stessa, ma tendo ad un altro tipo di creazione, diventare madre è l’anelito che mi spinge a lasciare questa impresa; il momento arriverà qualche anno più tardi. Nel frattempo rischio e ricomincio. Seguo stage e aggiornamenti e non tralascio l’attività politica. Sono propositiva, credo nella globalizzazione ed è qui che riesco a ‘portare a casa’ qualche risultato cimentandomi nella collaborazione diplomatica, per così dire, che favorisce il gemellaggio tra comuni di diversi stati. Parlo tre lingue e scrivo, scrivo, scrivo. La scrittura mi catapulta in un mondo nuovo fatto di comunicazione. Il mio primo romanzo autobiografico “ Le Rivelazioni della Stella Bianca” è dedicato a mia figlia. Bianca: il sogno realizzato. È per merito di questo libro che approdo in radio; una emittente storica, la più importante della regione Calabria, mi offre un appuntamento fisso. Sono ospite tutti i lunedì, nel programma Blaterando, ideato e condotto da Anna Maria Esposito responsabile della testata giornalistica. Una scuola di voce, di toni e di parole scelte con cura. Contenuti lavorati e rielaborati per essere trasmessi con spontaneità nuova. Il pubblico non lo vedo, ma lo percepisco vivace e attento. Mi galvanizza l’incontro ‘in onda’ e sono fiera di far parte in certo modo di uno staff radio. L’emozione prende forma da una canzone che dà il ‘LA’ e … ‘SI FA’ il programma. Risuona armonia fuori da me e riporta nuova linfa in me, quella che poi a casa utilizzo per scrivere ancora. Il secondo e il terzo libro si sono creati magicamente e quasi contemporaneamente. La fase del riscaldamento motori è iniziata; è il tuffo nella mia vita ciò che ora mi interessa!