Voci del cuore ospita Giusy Scattarelli

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Oggi la rubrica di Voci del cuore ospita Giusy Scattarelli, autrice del suo ultimo libro “Ti chiamerò Acquamarina” edizioni Florestano. Il nome del libro incuriosisce molto, proprio per questo abbiamo voluto intervistare Giusy. Partendo da lei per arrivare al cuore del suo lavoro e al pubblico che leggerà il suo libro.

Giusy, parlaci un pò di te e di come sei…

Ho fatto studi classici e mi sono laureata in Giurisprudenza, ho studiato pianoforte per qualche anno ed ho lavorato come impiegata, ma le vicissitudini della mia azienda mi hanno portato a riflettere e fare una scelta. Ora sono fondamentalmente una mamma ed una moglie tenera, dedico alla mia famiglia la maggior parte del mio tempo: è una mia scelta, ma nutro molteplici interessi. Le mie sfumature? Prendono tutti i colori dell’arcobaleno, variano a seconda dell’ambiente o della situazione in cui sono immersa e sono variate a seconda del tempo che si è sedimentato su di me. La passione per la scrittura ha radici antiche, mi piaceva scrivere fin da quando mi hanno messo una penna in mano, anche se ho cominciato a scrivere qualcosa per puro diletto sin dai tempi delle medie, incrementando questa mia tendenza nell’adolescenza. Ho scritto la mia prima poesia forse in terza media, poi ho cominciato a prendere il volo alla fine del quinto ginnasio. Grazie ai miei meravigliosi professori del liceo ho continuato a credere nelle mie capacità, ed ho continuato a scrivere, lasciando molti racconti a metà per incostanza giovanile, …ho scritto tante poesie, e poi ho cominciato a scrivere per puro diletto tante cronache dei miei viaggi, simpatici resoconti a “tiratura familiare”. Più di una decina d’anni fa ho cominciato a scrivere racconti, ma non ho mai avuto né l’occasione né la determinazione giusta per pubblicarli…sono rimasti nel cassetto, fino ad arrivare a questo mio libro.

L’idea a cui mi sono ispirata per scriverlo nasce casualmente, ma mi è sembrata valida, poi ho cominciato a costruirci intorno una storia di cui non potevo prevedere inizialmente gli sviluppi…è nata dentro di me, quasi vivesse di vita propria.

C’è un personaggio al quale ti senti più affezionata?

 

Il personaggio al quale sono sicuramente più affezionata è quello di Mara, la “sfigata” protagonista, perché è sicuramente il più vicino al mio modo di sentire, quello che più mi assomiglia, con la sua volontà di uscire dalla tana in cui spesso si rifugia ed uscire allo scoperto, difendendo allegramente e strenuamente le sue opinioni. Le persone schive spesso nascondono veri e propri tesori, e invece d’essere evitati andrebbero scoperti…Non disdegno neanche il personaggio di Marta, l’alter ego perfetto di Mara, il suo giusto completamento. Insieme sono perfette, possono fare grandi cose, come tutti i grandi amici che si coalizzano per fare qualunque cosa. Marta è meravigliosa: la sua generosità è infinita, trova anche il modo d’insegnarla agli altri.

 

Ti sei ispirata a qualcuno in particolare o dedichi il tuo libro a qualcuno in particolare?

 

Nello scrivere il libro mi sono ispirata molto liberamente a mia figlia, a cui ho principalmente dedicato il mio libro. Ovviamente è lei quella che mi mette in comunicazione con il complesso mondo giovanile e con il modo di pensare della parte più giovane di me, che altrimenti sarebbe dimenticato, sepolto sotto gli strati del tempo. Ho voluto scrivere per lei per ricordare quello che provavo alla sua stessa età e per entrare in empatia con quel periodo che tutti gli adulti definiscono come il più bello e felice della propria vita, ma che invece è il più tormentato e doloroso, proprio perché non si è formata ancora quella pelle dura che protegge dalle grandi delusioni e dai primi dolori.

Scrivere è la tua unica passione? Quanto ha influito l’amore per la scrittura nella tua vita fino ad ora?

 

Non amo soltanto scrivere, ma anche disegnare e dipingere acquerelli, ascoltare musica e talvolta anche suonarla. Mi piace molto fare tante altre piccole cose, come pasticciare con l’argilla, lavorare a maglia o assemblare orecchini o collane. Adoro il giardinaggio…Penso che quello delle abilità manuali e della creatività non siano doni casuali, e avendo ricevuto qualche “talento” da impiegare bisogna cercare di farli fruttare…Ma non sono le mie uniche passioni: adoro leggere libri, andare a cinema e a teatro, seguire spettacoli di musica e di balletto.

L’amore per la scrittura è stato una valvola di sfogo, un punto di forza nello studio e poi il mio grande passatempo da sempre: da quando scrivevo poesie, “diari segreti” e persino tante lettere agli amici lontani, cosa che ho fatto con una certa costanza finchè ha avuto senso e questo mezzo di comunicazione non è stato soppiantato da altri molto più celeri e tecnologici.

Poi all’improvviso ho cominciato a “concludere” le idee delle storie che mi venivano in mente, e ad elaborare i primi racconti, che ho tenuto ben conservati nel mio cassetto. Da sempre mi ha divertito scrivere le cronache dei miei viaggi, perché ho l’abitudine di prendere appunti durante le mie vacanze e poi di svilupparli, riuscendo a ricordare, anche a distanza di tempo, i minimi particolari di quei momenti felici: questo è un bellissimo esercizio di memoria e di scrittura che consiglio a tutti, perché serve a rendere mitici quei momenti preziosi di conoscenza che sono i nostri viaggi.

E poi…durante il lockdown è arrivata l’ispirazione per il mio libro, quasi vedessi nello scrivere la via di scampo al mio senso di claustrofobia. È stato divertente e meraviglioso…

 

Quanto conta la passione per te in quello che fai e cosa diresti a chi non conosce il significato di questa parola?

 

Non ho assolutamente un temperamento freddo e razionale, generalmente metto la passione in qualsiasi cosa mi diverta e mi faccia star bene. Quindi per me la passione è la vita stessa. Non posso ordinare a me stessa di fare cose che non mi piacciano con la stessa abnegazione, ovviamente. Ma quando sono immersa in una qualsiasi delle attività tanto confacenti al mio modo di essere, agisco senza risparmio di energie, gettandomi a capofitto nell’impresa.

A chi non conosce il significato della parola passione dico di cercare di curarsi! Scherzo, ma non è bene risparmiare le energie per qualcosa che forse non verrà mai, quindi è meglio cercare di godersi la vita con passione, senza temere d’apparire deboli ma assaporando pienamente ciò che ci offre, e ci può rendere sublimi.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a chi lo leggerà?

 

Se il mio libro è portatore di messaggi, certamente vorrei trasmettere ai miei lettori la potenza dei sentimenti umani, che tutto possono scuotere, cambiare, sgretolare e ricostruire. Vorrei trasmettere la grande energia dell’Amicizia, i suoi poteri taumaturgici…senza amicizia l’uomo è un animale solitario, fine a se stesso, senza possibilità d’evolvere, consolarsi, confidarsi, aiutarsi. È una macchina senza motore, non può muoversi, spostarsi. Lo stesso può dirsi per l’Amore, senza di esso siamo come un fuoco bagnato e spento. Anche se ci ferisce, ci atterra, ci tradisce, vale la pena d’essere vissuto, perché quegli attimi di cielo che riesce a donarci possono nutrire la nostra anima.

 

 

A chi si rivolge?

 

Il libro si rivolge a tutti quelli che vorranno divertirsi o commuoversi un po’, viaggiando a ritroso nel tempo, se sono più grandicelli. Mi piacerebbe molto che si rivolgesse, in primo luogo, ai giovani, invitandoli a lasciar perdere i loro rapporti virtuali e a riprendere il contatto con la realtà, a risolvere i loro problemi guardandosi in faccia, facendo vero esercizio di coraggio. Poi mi piacerebbe che si rivolgesse in assoluto a tutti quelli che hanno tradito, abbandonato, imbrogliato i loro amici o i loro partner, nella speranza che possano ripensarci e rimediare.

 

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