La chiesa di San Nicolò a Mezzomonreale | di Giusy Pellegrino

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Lungo la strada che da Palermo conduce a Monreale vi quello che rimane della chiesa di San Nicolò di Bari: secondo Antonio Mongitore «nel luogo del Canonico e Decano della Cattedrale di Palermo Don Massimiliano Cozzo cominciò una chiesa dedicata a San Niccolò il 5 novembre 1727 a spese di Don Conte Vallis Generale dell’armi, benedisse la prima pietra detto Decano ed entrambi gittarono la prima pietra con alcune monete correnti. È lunga palmi 52, cioè palmi 24 sino al cappellonetto e palmi 8 è il cappello netto, largo palmi 22» mentre per Francesco Lo Piccolo il fondatore fu Don Giovanni Costa, Giudice della Gran Corte, devoto al santo pugliese che la fece erigere vicino alla sua casina sita lungo lo Stradone di Mezzomorreale.

Nel 1728 la chiesa godette del lauto beneficio di 8 onze annuali per il suo mantenimento con annesse celebrazioni di messe nei giorni festivi e la solennizzazione della festa del Santo titolare.

Nel 1735 venne fondata la Congregazione dei giardinieri con il titolo di “Madonna del Lume” voluta dai Padri Pii Operai ed eressero all’interno della chiesa, un altare cui culto, durò fino al 1800. Nello stesso anno Donna Nicoletta Mazza e Bisso fondò un privilegio di 4 onze l’anno che prevedeva l’obbligo per il figlio, Don Salvatore Bisso di farvi celebrare 36 messe l’anno. Tra il 1778 e il 1780 l’arcivescovo Raffaele Mormile la elevò a cappellania “curata e filiale” della Cattedrale di Palermo lasciando pieno patronato prima alla famiglia Costa e poi ai baroni di Valdaura, eredi del fondatore.

Nel 1801 la Regina Maria Carolina, in occasione di una sua visita a Palermo (ospitata nella villa dai marchesi di Santa Croce, oggi Ospedale Militare) la fece elevare a parrocchia tramite un rescritto regio datato 12 luglio. Su proposta del Cardinale Gravina del 16 febbraio 1807 e attuata tramite disposizione regia nello stesso anno, fu ordinato al Senato palermitano di ampliarne ulteriormente i benefici.

Nel 1810 i baroni di Valdaura cedettero il loro Patronato al Senato palermitano venendo nominata Parrocchia urbana con una delibera dello stesso anno.

Nel 1890 vi fu il primo restauro voluto dal parroco Riela che fece apporre, sulla particolarissima facciata decorata con una lunetta trilobata, un orologio, oggi intonacato.

Con l’accresciuto numero della popolazione della borgata venne eretta in contrada Camastra di proprietà del cav. Alessandro Mastrogiovanni Tasca di Bordonaro, la parrocchia di Sant’Oliva (1939-40) lasciando la esistente come parrocchia succursale fino al 1980, anno del suo definitivo abbandono. I danni provocati dall’incuria e dal tempo hanno provocato i primi cedimenti strutturali, come il crollo del tetto, mentre permane ancora visibile la facciata tardottocentesca.

Nel 2001, in seguito al sequestro da parte del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico della Polizia Municipale, l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali presentò un progetto di restauro conservativo di somma urgenza ma, i lavori furono interrotti e mai più ripresi.

Palermo ha un immenso patrimonio artistico in stato di abbandono che chiede a gran voce di ritornare in vita.

Giusy Pellegrino

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Giusy Pellegrino
Laureata triennale in scienze storiche, nel 2017 si specializza col massimo dei voti in studi storici, antropologici e geografici con una tesi di storia medievale locale dal titolo "la spiritualità femminile nel XV secolo: l'esempio di Eustochia Calafato e il Monastero di Montevergini di Messina". Allieva dei docenti più illustri della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo tra cui possiamo annoverare Salvatore Fodale, Pietro Corrao, Patrizia Sardina, Maria Concetta di Natale e Daniela Santoro relatrice ed esempio importante per la sua formazione storica. Nel 2012 inizia il suo percorso in ambito turistico con l'acquisizione della qualifica di organizzatore di itinerari storico, artistici e culturali che la porta a svolgere un periodo di stage presso l'ex ufficio turistico della Provincia di Palermo e, nel 2019, acquisisce la qualifica di tecnico dell'accoglienza turistica. Nel 2018 inizia la sua collaborazione con l'ente di formazione Palermo Corsi dove insegna Storia e tradizioni di Palermo e, nello stesso anno, prende avvio la sua esperienza attiva in campo turistico con l' ASSOCIAZIONE TURISTICO-CULTURALE ITINER'ARS che da anni, attraverso importanti e proficui progetti, fa amare e conoscere le bellezze della nostra città, con particolare riguardo al Complesso del Gesù meglio noto come "Casa Professa", massimo esempio del barocco palermitano, e della Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta la "Gancia". Attualmente è impegnata nella stesura di un saggio che verrà pubblicato in un libro scritto in collaborazione con i più importanti teologi gesuiti, progetto realizzato dal rettore di Casa Professa padre Walter Bottaccio Sj. Il suo motto è "la storia non va semplicemente scritta o letta ma vissuta".