“Maria Carollo” la Donna de “Il tappeto persiano Gabbeh”… | Recensione di Mari Onorato

0
467
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

Nell’epoca edonistica in cui viviamo, spesso la passione viene scambiata per l’amore, e viceversa, ingenerando equivoci, avvitamenti e sofferenze a volte davvero profonde. L’amore riconosce la creatura, vuole il bene dell’altro, non si cura dell’immagine ma coglie qualcosa dell’anima invisibile agli occhi, verso la quale nutre profondo rispetto e simpatia. L’amore non oggettifica ma esalta la soggettività, non usa l’altro, non soffoca, non conosce sbalzi e altalene ossessive, una fonte inesauribile, un dono. Gioia nella gioia dell’altro. Se l’amore è accompagnato dalla passione, dando luogo ad un’unione in cui alla potenza accecante del desiderio si affiancano la compassione e la tenerezza, allora diventa sublime. Quando invece punta senza filtri su un essere umano gli effetti possono essere devastanti su entrambi i partner della vicenda passionale…

Sostanzialmente colui che desidera si specchia nel desiderato, vede in esso qualcosa della propria immagine ideale, in cui i confini tra soggetto e oggetto sono abbattuti. Chi è infatuato non vede l’altro per quello che è ma come uno schermo che riflette i suoi sogni, le sue aspettative, il suo immaginario, i suoi bisogni, i suoi ideali. Insomma, un oggetto di brama, come un brillante splendente. I problemi nascono quando dietro al brillante c’è una persona che non ha nulla da vedere con l’immagine che riflette, quindi con le suggestioni a cui dà luogo nella mente del desiderante. Chi brama raggiunge una soddisfazione tramite un oggetto. Una volta svanito il desiderio l’oggetto perde ogni attrattiva. L’oggetto del desiderio di sentire usato, la frustrazione di percepirsi come oggetto reclama segni di attenzione che spesso sfociano in un ossessivo rincorrersi. L’amore narcisistico sottende la trappola dell’aggressività e dell’odio ed è destinato a finire drammaticamente. Ed è proprio questo che succede a Fifiddu e Maria… Travolti da una impetuosa passione durata tre anni, iniziata dopo quel primo caffè preso insieme al bar dell’università; una passione priva di reciprocità, imperniata di egocentrismo, opportunismo come una sorta di narcisismo affettivo… Maria non riesce cancellare dalla mente una frase che Fifiddu le ripeteva durante la loro storia: «Non ho mai amato nessuna donna come amo te dal primo momento che ti ho vista.» Mai quelle parole si rivelano preziose ed illuminanti come nel momento in cui il dolore si impossessa atrocemente di lei, vittima di quell’abbandono crudele e, quando la sofferenza si acutizza ancor più, ella crede di non riuscire a venir fuori, ma pensa che quel dolore la annienti, la distrugga, uccidendo in lei quel concetto di Amore che ogni donna e ragazza possiede a livello ancestrale. In questa seconda fase, che all’inizio vede Maria sprofondare negli abissi di quella sofferenza tanto da non riuscire più a distinguere se la storia con Fifiddu sia stata vera o un sogno… E proprio durante questo oblio doloroso dove i confini tra sogno e realtà si sovrappongono, ella si rende conto che deve fermarsi… ed affrontare quel dolore, darsi del tempo per lasciarlo fluire spontaneamente e ritrovare la consapevolezza per poter emergere, riemergere. Infatti, si dà del tempo ed attende tutto il tempo necessario che la potrà salvare da codesta sofferenza. Pian piano incomincia risollevarsi si sente più forte, più sicura, finalmente libera! Solo allora si rende conto che quel dare e ricevere che si era sempre ripetuto per soddisfare i bisogni viscerali di entrambi, in realtà non era reciproco… e senza reciprocità non può esserci una relazione sana. La loro era una relazione insana in cui Fifiddu aveva scelto il successo professionale, quel ruolo in politica che aveva sempre sognato. Personificando quel concetto di dualismo presente nell’uomo: Da un lato il personaggio coerente, affidabile, stimato dai suoi amici e dai compaesani che lo ammirano non solo nel ruolo di assessore, ma per l’apparente personaggio coerente, affidabile, che recita e personifica l’impeccabile Uomo di famiglia con affianco una bella moglie, invidia delle altre donne, due figli modello, due suoceri potenti che gli hanno spianato la strada che porta al successo professionale, da lui tanto ambito; dall’alta parte emerge la personalità più debole, che ha bisogno di nutrirsi dell’altra metà per star bene. Proprio questo pensa Maria dopo la sua rinascita, ottenuta con fatica e consapevolezza in cui comprende i propri limiti, accettando sia ciò che è bene per lei, sia quella parte passionale e carnale che la rende felice. Gli Amori che durano in eterno sono solo quelli impossibili che lasciano solchi di dolore più profondi della passione vissuta e poi finita bruscamente… e solo attraverso il dolore si può rinascere e ricominciare. La nuova Maria ora non vuole rinunciare al suo talento, alla sua determinazione ed intelligenza che attraverso gli studi e l’esperienza è conscia di possedere. Perché rinunciare ai nostri talenti alla nostra sensibilità, intelligenza ad un futuro successo professionale per una delusione d’amore, seppur devastante? Non bisogna rinunciare alla vita, alla carriera!!! Solo ora Maria comprende i suoi errori ed è pronta a fare praticantato nello studio del padre, illustre avvocato, principe del foro di Palermo, che da anni le chiedeva di affiancarlo e prendere le sorti del suo studio legale .Ora, dopo anni, quello studio, grazie a Maria, è diventato il più prestigioso della città. E con questo nuovo stato d’animo, dodici anni dopo, che Maria al Teatro Massimo incontra casualmente Fifiddu.

Quello che accade a questo punto  è da scoprire… per chi leggerà questo romanzo quando sarà pubblicato… Quello che posso scrivere adesso è che la Passione prende sempre il sopravvento, come sempre nella vita… qui i due protagonisti certamente hanno preso in mano le loro vite…

Mari Onorato


Il racconto “Il tappeto persiano Gabbeh” si può ascoltare da YouTube oppure da Watch Facebook. Ecco i link a seguire:

da YouTube:

“Il tappeto persiano Gabbeh” | Legge Milena Gori | Attrice | Racconto tratto dal romanzo inedito “La banda”

da Facebook:

“Il tappeto persiano Gabbeh” | Legge Milena Gori | Attrice | Racconto tratto dal romanzo inedito “La banda”

Omaggio alla Donna che rinasce dall’abbandono: “Il tappeto persiano Gabbeh”, interpretazione e recita dell’attrice romana Milena Gori

La storia narrata, ambientata nella Sicilia di fine Novecento, ma che potrebbe essere anche la Sicilia attuale e contemporanea, è quella di una giovane donna, Maria, che vive una lunga storia d’amore e di passione con il suo giovane amante e collega universitario, Fifiddu. Una storia intensa e viscerale che avrà dei risvolti drammatici da un lato, ma al contempo vitali e di rinascita vivida e consapevole per una donna che finalmente prende consapevolezza delle sue debolezze, ma soprattutto delle sue qualità e delle sue grandi risorse per rinascere con più forza e determinazione sapendo così affrontare la vita con limpida contezza per quella che è e per le tante insidie che occorre sconfiggere nella quotidianità sentimentale e amorosa, ma anche nella normale vita di tutti i giorni.


“Il tappeto persiano Gabbeh” | Legge Milena Gori | Attrice:

da YouTube: https://youtu.be/9imtBOKPkKg

da Facebook: https://business.facebook.com/andreagiostrafilm/videos/431877067808325/

da Google Blogspot: https://andreagiostrafilm.blogspot.com/2020/11/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html

Durata video-clip: 40:00 minuti

Voce e interpretazione di Milena Gori

https://www.facebook.com/profile.php?id=100012826991796

Milena Gori

Autore Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/