A 100 anni dalla nascita di Sciascia, l’onorevole siciliano Leonardo visto da Andrea Camilleri | di Andrea Giostra

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Da YouTube: “Intervista a Leonardo Sciascia”:

Leonardo Sciascia oggi avrebbe compiuto 100 anni. È morto 31 anni fa. Qual è la sua eredita culturale e intellettuale che i siciliani hanno mantenuto, conservato, ricordato. Io credo poca! Tutti ovviamente sanno in Sicilia chi è Sciascia, pochissimi hanno letto, capito e studiato i suoi scritti. La maggior parte dei siciliani lo ricorda quasi esclusivamente per due fatti: 1) Il bellissimo film di Damiano Damiani, che porta sul grande schermo il romanzo di Sciascia “Il giorno della civetta”; 2) per uno dei dialoghi più celebri dello stesso libro, nel quale, il padrino mafioso Mariano esprime il suo rispetto per il protagonista del romanzo, il capitano Bellodi, e dice: «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»

Per tutto i resto, il 99% dei siciliani non saprebbe dire altro!

E questo è un fatto insindacabile!

Da YouTube, il trailer de “Il Giorno della Civetta – Trailer Originale by Film&Clips”:

Il fatto è che la figura di Leonardo Sciascia, dai siciliani di ieri e di oggi, è ed è stata vista come un’icona innocua della grande cultura, della letteratura di altissimo profilo, del senso civico più nobile, della cultura del rispetto delle leggi, del popolo e della democrazie, da mostrare, qualora necessario, per pavoneggiare un’appartenenza identitaria siciliana della quale, la stragrande maggioranza di quei siciliani che a necessità la vogliono mostrare, sono lontani anni luce!

In fondo Sciascia è stato un intellettuale e uno scrittore semplice e complesso al contempo, capace di provocare dibattiti e scontri forieri di squarci di nuove prospettive, dove la ragione, più che il sentimento, sono stati i protagonisti, provocando consapevolmente una sorta di illuminismo post-moderno tanto interessante ai fini di una speculazione culturale quanto inefficace per modificare stereotipi e pregiudizi culturali e intellettuali.

Sulle leggi e sulla giustizia furono tanti i dibattiti e le polemiche che seppe innescare con i suoi interventi e con i suoi scritti, ed è a questo proposito che ho voluto recuperare un bellissimo saggio di un altro grande siciliano, Andrea Camilleri, che raccoglie e ripercorre gli interventi parlamentari di Leonardo Sciascia che sembrerebbero datati, ma leggendoli oggi, sono estremante attuali e contemporanei.

Perché è interessante oggi, a 100 anni dalla nascita di Leonardo Sciascia, leggere “Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia”? Perché è uno di quei libri che passa inosservato, che leggono in pochi, che non vengono pubblicizzati abbastanza dai distributori e dai mass media, che devono rimanere nell’oblio perché “pericolosi” per chi lo legge! Proprio così, è un libro “pericoloso”! E già per questo va letto.

In cosa consiste il pericolo? Se c’è un pericolo, come io sostengo! Non tutti saranno d’accordo. È ovvio! Ma la mia è una posizione condivisibile o non condivisibile, come tutte le idee d’altra parte.

Il libro di Camilleri, che narra dell’attività parlamentare di Sciascia, è un libro che dovrebbero leggere obbligatoriamente tutti coloro che vorrebbero fare politica, si apprestano a fare politica, o fanno già politica.

Dovrebbero leggerlo tutti i siciliani che politica non ne vogliono fare, ma vogliono capirne qualcosa. Oggi capire dove stiamo andando e da dove veniamo è importante più che mai! E Camilleri, con la complicità inconsapevole di Sciascia, certamente ci aiuta a capire tantissime cose di questo procedere siciliano e, se vogliamo, italiano.

Da YouTube: “Camilleri racconta Sciascia”:

“Un onorevole siciliano” raccoglie le interrogazioni parlamentari di Leonardo Sciascia in Senato tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. Sembra che lo scrittore di Racalmuto stia parlando di cose attuali, di oggi, dei nostri giorni. Sciascia è stato grande anche per questo, per vedere dove gli altri non vedevano, per capire dove gli altri non capivano. E dietro le facce belle e sbarbate degli onorevoli di allora, sotto i vestiti eleganti e raffinati cuciti a mano dai migliori sarti romani, oltre gli sguardi sicuri e altezzosi delle passeggiate parlamentari che tra una seduta e l’altra affollavano l’elegante Transatlantico di Palazzo Montecitorio, Sciascia riusciva a vedere senza impressionarsi – come il conturbante visionario e grande pittore fiammingo Hieronymus Bosch fece nello splendido dipinto “Salita al Calvario” del 1535 la vera natura e le vere anime dei potenti di allora.

Dopo oltre trent’anni, tutto è rimasto tale e quale, nulla è cambiato, nulla!

I discorsi e le interrogazioni in Parlamento sembrano scritti ieri… ma che dico! … sembrano scritti proprio oggi… sono attuali e contemporanei da far venire i brividi.

E allora, come Andrea Camilleri fa con questo suo saggio che recupera brillantemente un grandissimo Sciascia “politico”, il consiglio che do è quello di leggere le parole delle sue interrogazioni parlamentari, se non altro per comprendere che in quel luogo romano del potere nulla cambierà mai. Per capire come in questo Paese la storia non insegna nulla. Per capire come in questo Paese la memoria è sempre stata mortificata, e si riconosce perché assai labile e “a breve termine”.

Camilleri, che nei suoi scritti non s’è mai avventurato in faccende di politica o di mafia (almeno in maniera diretta), come invece fece scrupolosamente Sciascia in tutti i suoi scritti, ci scrive con arguzia, con ironia, con un po’ di sano sarcasmo ch’è indirizzato, come l’impietosa freccia di Paride, ai politicanti di oggi e di allora, dei nostri giorni e della storia passata.

Da questo punto di vista i “consigli” e le “raccomandazioni” dirette e implicite di un grandissimo intellettuale e scrittore siciliano, come lo è senza dubbio alcuno lo scrittore di Porto Empedocle, non possono che essere ascoltati.

Farli propri o seguirli pedissequamente sono altra cosa ovviamente, ma questo noi siciliani lo sappiamo bene!

Questo è oggi, a 100 anni dalla nascita di Leonardo Sciascia, il mio piccolissimo omaggio ad uno dei più grandi scrittori di sempre della Sicilia, la mia terra!

Andrea Giostra


Leonardo Sciascia visto da Treccani:

https://www.treccani.it/enciclopedia/leonardo-sciascia

Andrea Camilleri, “Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia”, Ed. Bompiani, Milano, 2009.

https://www.bompiani.it/catalogo/un-onorevole-siciliano-le-interpellanze-parlamentari-di-leonardo-sciascia-9788845267307