Andrea Pisani dei PanPers: il 2021 sarà un anno comico o tragico?| Intervista di Caterina Civallero

0
1093
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

Ciao Andrea, benvenuto e grazie per aver accettato il mio invito. Se volessi presentarti ai nostri lettori cosa racconteresti di te quale artista? ci parli del tuo lavoro?

Provo a presentarmi partendo da zero. Andrea Pisani: creativo dal 1987, comico dal 2009, videomaker dal 2011, attore dal 2013. Mancherebbe “scrittore dal 2019” ma il mio pudore ha scelto di salvarmi la faccia.

Il mio lavoro è fare l’artista, creare un prodotto vendibile da un’idea che si genera in testa. Riconosco che la parola artista messa di fianco a me può risultare bizzarra da comprendere per i puristi, ma così è. E ne vado fiero. Non potrei considerarmi felice se non facessi questo lavoro per vivere.

Chi è invece Andrea Pisani nella sua quotidianità?

Io sono molto naturale nel mio lavoro e cerco di portare tantissimo di me stesso. Quindi direi che quello che traspare dai miei prodotti rappresenta al 100% quello che sono. Ovviamente manca tutto ciò che è il semplice quotidiano che non si può cogliere come la pigrizia, l’amore per i giochi da tavola (ne ho anche pubblicato uno) e l’attivismo nella salvaguardia di uno dei valori della vita che è l’amicizia. Sì, adoro passare il tempo con gli amici infatti la fidanzata si lamenta.

IPanpers Teatro Manzoni Milano 4_05_2019

Qual è la tua formazione? Ci sveli il percorso che ti ha portato a svolgere la professione di comico?

Purtroppo o per fortuna comici bisogna nascerci, puoi studiare quanto vuoi ma se non sei comico dentro e fuori non puoi farlo di lavoro. La comicità è l’unico mondo dell’arte dove non può esistere la raccomandazione. Se il pubblico non ride non ride.

A 19 anni ho iniziato a portare i primi pezzi scritti da me col mio socio Luca sui palchi di cabaret torinesi. Dopo due anni siamo stati visti da un autore di Zelig e uno di Colorado, dove entrambi hanno dimostrato interesse nei nostri confronti promettendoci l’approdo in TV. Siccome andare a Zelig significava confrontarsi prima con uno step in seconda serata (Zelig Off) che non avrebbe garantito il passaggio in prima serata, abbiamo scelto Colorado. È da settembre 2009 che non ci smuoviamo da Italia1. Successivamente poi abbiamo raggiunto tanti traguardi nel corso degli anni. Abbiamo girato una serie per ragazzi su Disney Channel, abbiamo fatto 5 film al cinema, scritto un libro e raggiunto milioni e milioni di persone con i nostri social. Non posso dire di aver avuto una formazione comica scolastica perché nessun “professore” ci ha insegnato niente: i nostri mentori sono stati l’esperienza, l’osservazione dei più bravi e l’autocritica.

Come nasce la tua passione per la comicità? Ci racconti come hai iniziato e quando hai capito che amavi recitare?

Io sono amante del “far ridere” da quando sono piccolo. Penso che qualunque amico che abbia avuto a che fare con me possa testimoniare che fin dall’infanzia ho sempre esternato la mia passione per le barzellette, le battute e tutto ciò che potesse darmi il titolo di “simpatico”.

Nella mia prima recita della mia vita, a 6 anni, io interpretavo il buffone del Re. Non credo nel destino ma sono romantico, quindi voglio pensare che qualche segnale la vita me l’abbia dato fin da subito.

Rispondendo alla domanda contenuta nel titolo cosa pensi di questo nuovo anno. Come percepisci sarà il 2021?

È un anno che, se fosse una persona, avrebbe senz’altro l’ansia da prestazione. Onestamente relegare le responsabilità a una convenzione temporale definita dall’uomo lo vedo tanto come un super-alibi per persone con deficit di personalità. La gente scrive sui social un sacco di insulti all’anno che è passato come se non fosse colpa loro che la vita non sta andando come desiderano. Certo si può essere più o meno fortunati ma la gran parte del nostro futuro è esclusivamente nelle nostre mani. Nonostante questo alone di negatività però vedo la gente motivata a iniziare l’anno alla grande, con tanti buoni propositi e voglia di fare. E sinceramente io mi unisco volentieri al gruppo. Dal fondo non si può che tornare su, e se il 2020 non si considera il fondo significa che il 2021 deve davvero fare gli straordinari per dimostrarsi peggiore ma non credo abbia il talento per farlo.

In attesa di sviluppare la nuova edizione di Colorado  ci parli del tuo ultimo web-live show e dei mezzi utilizzati per crearlo? So che sfruttando il lockdown ti sei orientato su Twitch, la Tv su internet, e nonostante sia una difficile missione da coordinare stai raccogliendo i primi risultati.

Abbiamo aperto un canale Twitch a inizio stagione perché vedevamo nel nuovo lockdown l’unica opportunità di poter gestire un canale di dirette. Essendo una TV sul web necessita continuamente di contenuti e soltanto la dedizione totale permette di poter coltivare bene una nuova community su questa piattaforma.

Adesso, dopo oltre tre mesi di elevato impegno, possiamo dire che stiamo costruendo qualcosa di cui andiamo fieri. Abbiamo già tre format settimanali consolidati che sono seguiti sempre di più (non si può fare il confronto con gli altri social perché è impossibile, sarebbe come paragonare un programma di successo su Sky a uno di Rai1 guardando lo share). Il format di punta è “Intermista” che di per sé è un’intervista a un personaggio noto, però non segue i canoni classici dell’intervista ma li mischia tutti insieme. Si chiama Intermista proprio perché è un mix di tutti i sapori che può offrire una chiacchiera con un artista. Domande serie, divertenti, giochini, domande dal pubblico, scherzi etc. Al momento abbiamo intervistato Angelo Pintus, Maccio Capatonda, I Pinguini Tattici Nucleari, Fabio De Luigi e Frank Matano. Il meglio di queste interviste si trova su YouTube.

Canale Twtich

Intermiste su YouTube

Con il nuovo anno abbiamo già in mente di lanciare altri format che poi compatibilmente con gli impegni televisivi, teatrali o cinematografici che speriamo tornino presto, confidiamo di riuscire a mantenere attivi.

Rumors ufficiosi ipotizzano la tua partecipazione a un nuovo film che verrà girato a maggio. Concentrandoci su notizie concrete ci parli del recente cortometraggio realizzato con Luca Peracino«Euphollia» sulla ricerca della felicità? Come nasce questo progetto non comico, autoprodotto in collaborazione con Gardaland che vi ha concesso gli spazi? Qual è il messaggio che vuoi che arrivi allo spettatore, quale la storia che racconta senza ovviamente fare spoiler?

È da tanto tempo che sognavamo di girare un corto non comico. L’amicizia con Gardaland ci ha permesso di avere una location da 10 per spaziare con la creatività. Abbiamo scelto di girare un corto che abbiamo definito “horror” anche se il genere in realtà è un mix alla Black Mirror fra satira, distopia e psicologia.

Il tema centrale è la ricerca della felicità perché crediamo fermamente che nella vita nulla sia gratis e che alcune strade che vengono percorse per raggiungerla spesso rilasciano delle scorie che sul lungo tempo vanno proprio a minare l’obiettivo finale di essere “felici”.

Nel particolare parliamo di Matteo, un dipendente di Gardaland che tramite un visore tecnologico riesce a controllare le emozioni della gente e vederne la percentuale. In realtà è un servizio che nel presente alternativo della storia permette a Gardaland di assicurarsi che tutti escano felici dal parco. Matteo però quasi accidentalmente scopre che vedere la percentuale di paura dei visitatori salire gli provoca una sorta di godimento. Questa è la scintilla che fa partire la storia. Cosa succede se per essere felici dobbiamo portare una persona al 100% di paura?

Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero guardare «Euphollia»? Prova a incuriosirli perché abbiano desiderio di cercare il video.

Io penso che il 99% delle persone che dichiara di essere felice se si interrogasse intimamente scoprirebbe di mentire. L’uomo è un animale che tende a dare per scontato quello che ha e a non essere mai contento. La felicità certa è una conquista che ancora ci manca e un racconto che può stimolare la riflessione sul tema deve senz’altro incuriosire alla visione. Ed è quello che speriamo.

I social imperversano di video in cui ti destreggi fra trash e filosofia; è corretto affermare che la tua notorietà deve il suo riconoscimento soprattutto al Canale PanPersTube © – YouTube Chi erano i destinatari che hai immaginato quando lo hai creato?

Non è corretto ma neanche scorretto. Noi ci siamo fatti conoscere al grande pubblico con Colorado, soltanto un paio d’anni dopo abbiamo iniziato a produrre video per i social. Certo è che c’è una fetta di popolazione che ci conosce esclusivamente per YouTube e altri solo per la TV.

Un canale si apre inizialmente per potersi esprimere. Per poter dare la luce a tutti quei piccoli figli che sono le tue idee senza che qualcuno debba giudicarle prima. È libertà. Quando poi il canale inizia a crescere senti anche aumentare la responsabilità di quello che condividi. Se devo essere sincero però quando pubblichiamo un video non pensiamo mai a chi può vederlo, ma semplicemente cerchiamo di realizzare qualcosa che possa piacere a più persone possibili. D’altra parte arriviamo dalla tv generalista.

Il successo: quali sono gli esercizi per allenarlo?

Il saggio dice che il successo non cambia le persone ma semplicemente le smaschera. È così. Nessuno ti insegna a gestire il fan che ti chiede la foto o a superare i  momenti in cui non ti caga nessuno. Sembra retorica ma è la vita che insegna e tu devi solo essere recettivo ai suoi insegnamenti. Il mondo è pieno di VIP che si credono alieni e poi vanno a dormire tristi e di gente che riempie gli stadi e poi torna a casa in metro. Il mio parere è che siano più felici i secondi, perciò prendo quello stile come esempio.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questa opera? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Di inconsapevoli da ringraziare ce ne sarebbero tanti perché andrei a coinvolgere tutti quelli che anche solo per un secondo sono stati benzina per la mia ispirazione, perciò non mi addentrerò in un elenco così lungo.

Di persone che invece meritano la mia riconoscenza invece posso fare i nomi. Sicuramente la mia famiglia che in casa ha sempre tenuto un senso dell’umorismo elevato, le mura di casa sono quelle che contribuiscono di più alla formazione dei propri talenti. Ringrazio Maurizio Totti della Colorado per credere costantemente nelle mie potenzialità di attore e comico. Paolo Ruffini per avermi dato la possibilità di esprimermi al 100% nel primo film “Fuga di Cervelli” che ha dato il via ad una carriera cinematografica che mai avrei cercato. Guido Chiesa che mi cerca per tutti i suoi film e mi fa sempre sentire un valore aggiunto. Diego Abatantuono e Fabio De Luigi per le parole ispiranti che mi hanno riservato nelle esperienze lavorative condivise, dette da loro hanno un valore inestimabile. Cristiano Fantechi per essere venuto al cabaret quella sera del 2009.

Ho deciso di ringraziare pubblicamente queste persone perché saper essere riconoscenti è fondamentale per avere una visione lucida della propria posizione. E poi perché me l’hai chiesto.

IPanpers Teatro Manzoni Milano 4_05_2019

«È dall’ironia che comincia la libertà»  dichiarava Victor Hugo e, continuando con le citazioni di personaggi famosi, Roberto Benigni afferma: «Un bravo comico deve sempre difendere il suo paese da chi lo governa.» Ha ragione Benigni a elargire questi consigli ai comici contemporanei? Cosa ne pensi in merito?

Essendo completamente avulso da tutto ciò che ha un contenuto politico non sono in grado di espormi di fronte a questa affermazione. La comicità può essere politica o no, io ho sempre sposato la leggerezza. Sicuramente penso che il comico abbia una grandissima potenzialità di comunicazione. Attraverso una battuta si può rendere leggero un argomento pesante e si può andare a colpire a fondo senza per forza doversi schierare. Se i comici aiutino a cambiare davvero le cose non lo so, ma certamente ne aiutano il superamento.

Chi sono i tuoi modelli, i tuoi autori preferiti, gli attori che hai seguito e che ami ancora oggi?

La passione per la comicità come già detto è innata, quella per il cabaret invece nasce grazie a Zelig, in particolare ad Ale & Franz, Ficarra & Picone e Dado. Poi la vita mi ha fatto spesso il regalo di farmi conoscere tante persone talentuose da cui prendere in prestito una quantità enorme di segreti, che non sono traducibili in parole ma sono perlopiù sensazioni di come si affronta questo lavoro.

Altri comici che amo sono Beppe Grillo, Benigni, Aldo Giovanni e Giacomo.

I film comici che secondo te andrebbero guardati assolutamente quali sono? Consigliane almeno tre ai nostri lettori spiegandoci il motivo del tuo consiglio.

“Chiedimi se sono felice”− Aldo Giovanni e Giacomo

“Non ci resta che piangere” − Benigni e Troisi

“Amici Miei” − Mario Monicelli

“Febbre da Cavallo” – Steno

Ho scelto tutti capolavori italiani che incarnano perfettamente quello che vorrei io per un mio film. Mix devastante di storia, amicizia, improvvisazione e talento comico.

E tre spettacoli da vedere assolutamente nella vita? Perché proprio questi?

“A me gli occhi, please” (1976) di Gigi Proietti. Se volete fare gli attori guardatelo assolutamente,  così da essere investiti  dalla consapevolezza che non sarete mai il miglior attore italiano di sempre.

Qualsiasi spettacolo di Pucci. Semplicemente devastante.

“Tutto Benigni” (1995).  Non ve lo faccio certo scoprire io.

Per dare anche un titolo non comico “Il Re Leone” Musical di Broadway. Non ho mai pianto a teatro, tranne che nella prima scena di questo capolavoro Disney riadattato per il musical.

Ho scelto titoli impegnati e non, perché la varietà di gusti e di visioni sono molto importanti per poter sviluppare una critica eterogena, penso la stessa cosa riguardo la musica.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e appuntamenti che vuoi condividere con i nostri lettori?

Con grande gioia condivideremo, seppur per una particina, un progetto con Angelo Pintus che vedrà la luce su Amazon prossimamente. Io e Luca portiamo avanti tutti i nostri progetti social con costanza e tenacia. Si lavora alla prossima edizione di Colorado che si spera non abbia gli stessi intoppi che ha avuto nel 2020 e aspettiamo che ricominci la tournée teatrale per gli stessi motivi interrotta lo scorso Marzo.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire ai nostri lettori?

Ti ringrazio per l’intervista, spero di non essermi dilungato troppo e in tal caso ringrazio ancora di più chi ha avuto la forza di arrivare fino in fondo.

Auguro a tutti i lettori un anno ricco di positività con il promemoria di non incolpare le date che non serve a niente, anche perché non possono ribattere.

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCgNMoAbuVFn22XABkqrIVmA

Facebook: https://www.facebook.com/iPanPers/

Instagram: @ipanpers

Twitch: https://www.twitch.tv/panpers

TikTok: https://www.tiktok.com/@ipanpers?lang=it-IT

Caterina Civallero

I miei libri

https://www.facebook.com/caterina.civallero.5

https://caterinacivallero.com

https://caterinacivallerofeaturingmarialuisarossi.com

https://www.facebook.com/c.civallero/

https://www.facebook.com/amapola.caterinacivallero/

https://www.facebook.com/psicobiogenealogia/

https://www.facebook.com/civallero.caterina/

https://www.facebook.com/ilmiogemellomainato/

Pagina Instagram: @Caterina_Civallero

http://linkedin.com/in/caterina-civallero-8556b8186

Twitter @CATERINACIVALL1