Intervista a Mauro Valentini, scrittore e giornalista | di Aurora d’Errico

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«Io credo che dietro ogni storia drammatica ci siano soprattutto delle persone, famiglie che devono lottare per aver riconosciuto ascolto, vittime che non hanno voce e che non hanno mai avuto Giustizia. Ecco, forse la molla che mi ha spinto a raccontare questi cinque fatti è stata questa.» (Mauro Valentini)

 

Aurora d’Errico

Buongiorno, miei cari lettori e ben venuti anche oggi nella mia rubrica: “In salotto con Aurora” di Mobmagazine.it. Oggi sarà nostro ospite un nome illustre, un grande scrittore nonché giornalista romano che si occupa principalmente di cronaca nera, il Dott. Mauro Valentini, per parlarci del suo ultimo libro “Mio figlio Marco. La verità sul caso Vannini”, edito da Armando Editore e scritto assieme alla mamma di Marco, la signora Marina Conte, il cui ricavato delle vendite sarà devoluto interamente ad attività sociali, in memoria di Marco, nei Comuni di Cerveteri e Ladispoli.

Buongiorno, Dott. Valentini e grazie per aver accettato l’invito al mio salotto virtuale.

Grazie a te.

Come si vuol presentare ai nostri lettori?

Sono un narratore. Un giornalista prestato alla scrittura, un autore di libri inchiesta che cerca di raccontare non tanto e non soltanto gli atti giudiziari dei fatti ma anche e soprattutto quello che questi tragici fatti generano nelle vite di chi suo malgrado ne resta coinvolto. Racconti intimi di atti pubblici.

Come mai ha deciso di raccontare la storia di Marco Vannini, che nella tragica notte del 17 maggio 2015, perse la vita con un colpo di pistola nella casa della sua fidanzata, Martina Ciontoli?

Tutto nasce da un incontro, durante la serata finale di un concorso letterario dove io ero tra i premiati. I genitori di Marco erano presenti. Ne è nata una forte sintonia immediata e dopo pochi giorni abbiamo deciso che quella storia, la storia del loro povero figlio ucciso, meritasse un racconto dettagliato non solo di quello che era accaduto quella tragica notte, ma anche di chi era Marco, prima di quel giorno.

Marina Conte, Mauro Valentini, “Mio figlio Marco. La verità sul caso Vannini” Armando ed., Roma, 2020

Dalle dichiarazioni rese risulta che il capo famiglia, Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Marco, si sia accollato la responsabilità del fatto, e che “accidentalmente” sia partito un colpo dalla sua Calibro 9, mentre mostrava la pistola al ragazzo che era sotto la doccia di casa sua. Lei crede veramente che i fatti si siano svolti in questo modo?

Io credo che abbia sparato Antonio. Ma i motivi e la dinamica dei fatti la conosce lui soltanto e anche certamente i suoi familiari. Soltanto loro ci potrebbero spiegare il motivo per cui non solo quello sparo è avvenuto ma soprattutto perché non hanno chiamato i soccorsi se non con due telefonate in cui non raccontavano dello sparo, ma hanno parlato di attacco di panico, di scherzo e di ferita con un pettine a punta.

La Procura nel processo d’appello bis ha parlato di “omicidio volontario” a carico di Antonio Ciontoli e degli altri componenti la famiglia. Lei che ha seguito l’intera vicenda più di ogni altro, crede che sia più corretto parlare di “omicidio colposo” o, piuttosto, di “omicidio volontario?” E, in quest’ultimo caso, quale potrebbe essere stato il movente?

Io ritengo che quella condotta ha determinato la morte di Marco. E non lo dico io ma le perizie che ci hanno purtroppo spiegato che Marco si sarebbe potuto salvare con tre parole pronunciate al telefono al 118: “Colpo di pistola”. Bastava questo. E questo ha fatto decidere ai giudici della Corte di appello di Roma per la condanna. Il movente non è come detto ricostruibile. Loro soltanto potrebbero dire perché non si sono attivati con i soccorsi. Loro, i Ciontoli, hanno spiegato che non si erano resi conto della gravità del danno inferto al povero Marco da quella calibro 9, che ricordo è un’arma micidiale. Ma le loro spiegazioni non hanno evidentemente convinto la Corte.

Sempre dalle notizie riportate dalle varie testate giornalistiche, è emerso che il sig. Antonio Ciontoli facesse parte dei servizi segreti o, quantomeno, avesse lavorato in passato, per i servizi segreti. Lei pensa che questo particolare possa aver avuto qualche “connessione” con l’omicidio di Marco e perché?

Non è chiaro questo. Non posso che ipotizzare da parte sua una gestione degli eventi in funzione del suo lavoro. Ma quanto e come questo abbia influito non è chiaro né tantomeno determinante, perché i fatti ci dicono che per 110 minuti ha lasciato agonizzare Marco a casa sua. Su questo è stato giudicato. Il resto davvero conta poco secondo me.

Mauro Valentini, Marina Conte e Antonio Vannini

Abbiamo visto dopo la sentenza del secondo processo d’ appello che ha condannato Antonio e la sua famiglia, Marina e Valerio finalmente sorridenti e soddisfatti. Vi sentite, parlo al plurale, considerandola ormai di famiglia, di aver avuto Giustizia?

Io credo che Marina e Valerio si siano sentiti finalmente ascoltati. E accolti dalla Magistratura come vittime e non come scriviamo nel libro: “Ospiti indesiderati di un processo”. In questo senso sono, siamo soddisfatti. Chi ha giudicato ha letto con molta attenzione le carte e ha determinato quella sentenza, non tanto importante nell’erogazione degli anni di pena, quanto nel principio sancito di omicidio Volontario. Perché Marco è morto per colpa del loro comportamento post sparo, non per un incidente.

Con il suo libro, crede di aver contribuito a dare tutte le risposte a questo caso avvolto ancora nel mistero?

Io e Marina,la mamma di Marco e coautrice con me dell’opera, riteniamo di aver raccontato tutta la verità sul caso. Una verità che abbiamo espresso nelle tante domande che non avevano avuto risposta riguardo agli eventi anche successivi allo sparo e che poi abbiamo visto far proprie dalla Corte di Appello nella sentenza di settembre 2020. Però, vede, non è solo un libro sulla verità giudiziaria, ma anche un racconto di una famiglia perbene, piena di sogni e di speranze, purtroppo spezzate da quel terribile colpo di pistola. È, e ci tengo a dirlo, una storia d’amore e una testimonianza di forza e coraggio, quello di Marina e Valerio, che hanno lottato contro ogni avversità per aver almeno una parvenza di Giustizia.

Oltre a questo libro, ne ha scritti anche altri, come “Mirella Gregori: cronaca di una scomparsa”; “Marta Russo: Il mistero della Sapienza”; “Cianuro a San Lorenzo: la storia di Francesca Moretti”; “40 passi: L’omicidio di Antonella Di Veroli”. Come nasce la sua passione nel descrivere i misteri insoluti di alcuni crimini che hanno più sconvolto negli ultimi tempi l’ opinione pubblica?

Io credo davvero che dietro ogni storia drammatica ci siano soprattutto delle persone, famiglie che devono lottare per aver riconosciuto ascolto, vittime che non hanno voce e che non hanno mai avuto Giustizia. Ecco, forse la molla che mi ha spinto a raccontare questi cinque fatti è stata questa.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Tra pochi mesi uscirò con il mio primo romanzo. Un noir metropolitano ambientato a Roma, nella zona dell’Eur, coacervo di contraddizioni e di tensioni spesso nascoste e ovattate dalla maestosità urbanistica e dalle facciate di lustro delle case signorili contrapposte a angoli di quartiere pieni di disperazione. Sarà una storia piena di suspense dove troverà posto anche l’amore.

Secondo lei, un libro per essere considerato un “buon libro”, cosa dovrebbe trasmettere ai suoi lettori?

Cito un maestro, Stephen King, che scrive che lo scrittore deve far venire voglia al lettore di girare pagina, suscitare curiosità su cosa succederà. Non basta scrivere bene, occorre aver una buona storia da raccontare.

Cosa le piacerebbe augurare ai nostri lettori?

Di tornare a incontrarci nelle librerie e ad eventi letterari tutti insieme e in tanti. Senza distanziamento e senza la paura del contagio. Perché la letteratura è un fatto sociale e non individuale.

La ringrazio di cuore per essere stato ospite nella mia rubrica virtuale e mi auguro, appena tutta questa emergenza Covid sarà finita, di poterla intervistare di persona per continuare a parlare delle altre sue “creature letterarie”. Grazie, ancora e buona giornata!

Grazie a te e a presto. Lo spero tanto.

Mauro Valentini

Mauro Valentini

https://www.facebook.com/mauro.valentini

https://www.armandoeditore.it/catalogo/autore/mauro-valentini/

Marina Conte, Mauro Valentini, “Mio figlio Marco. La verità sul caso Vannini” Armando ed., Roma, 2020

https://www.armandoeditore.it/catalogo/mio-figlio-marco-la-verita-sul-caso-vannini/

da YouTube: MAURO VALENTINI – MIO FIGLIO MARCO. LA VERITA’ SUL CASO VANNINI

https://youtu.be/Ldlo0HEkEWY

Aurora d’Errico

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Affascinata del sapere fin da piccola, tanto che all’età di quattro anni e mezzo sapeva già leggere e scrivere, grazie alla vasta biblioteca paterna, si è sempre “cibata” di numerosi libri di ogni genere per cercare di soddisfare quella sete di conoscenza che ha rappresentato per lei il motore dominante di tutta la sua vita. Laureata in Giurisprudenza, Avvocato e Scrittrice, Master in criminologia e criminalistica, Master in diritto di famiglia, Giurista d’Europa, relatrice in numerosi convegni per la lotta alla violenza sessuale, al bullismo, allo stalking ed altri argomenti attuali, è stata ospite in diverse trasmissioni televisive oltre ad essere citata su alcune riviste e testate giornalistiche nazionali ed internazionali. E’ stata ideatrice e Presidente di “AZZURRO DONNA”, un’associazione culturale che l’ha vista in prima linea per la diffusione dei diritti civili, soprattutto nel campo femminile e la promulgazione della pace nel mondo, tanto da ottenere nel 2019 il “CERTIFICATE OF APPRECIATION”, un importante riconoscimento ufficiale per il lavoro umanitario a favore dei “diritti umani”, da parte della Presidente dell’N.O.P.H, Ambasciatrice della Pace dello Stato della Tunisia. Sempre nel 2019, riceve un altro importante premio, “PREMIO ALLA CULTURA”, come “SCRITTRICE”, per il Premio alla Buona Volontà nella città di Cuneo. Nel 2020, viene nominata Responsabile per la Regione Abruzzo dei volontari A.I.SO.S (Associazione Italiana Studio Osteosarcoma). Nel 2016 pubblica il suo primo libro dal titolo “AMORE, ADULTERIO E SEPARAZIONE”, una sorta di saggio sull’amore e sui motivi che spingono all’adulterio. Nel 2017, è la volta di “OBSESSION DEVIL”, il suo primo romanzo rosa/thriller che si svolge in Bretagna. Sempre nel 2017, “MIELE, ZENZERO E POESIA”, la sua prima raccolta di poesie, quasi tutte dedicate all’amore. Nel 2018, “SENTIERI VIRTUALI”, un altro romanzo rosa. Nel 2019 pubblica la sua prima favola “IL CASTELLO DELLE ROSE”, in cui parte del ricavato andrà in favore dell’A.I.SO.S.. Da qualche mese ha terminato il suo ultimo romanzo, la cui pubblicazione è prevista per fine estate e ha già iniziato il suo settimo romanzo, oltre ad una serie di nuove poesie e aforismi. Con la sua nomina come uno dei REDATTORI della Piattaforma di Mobmagazine.it, grazie al suo promotore, lo scrittore Andrea Giostra, avrà una RUBRICA tutta sua dal titolo: “IN SALOTTO CON AURORA”, in cui verranno trattati argomenti di arte, cultura e spettacolo, dove i lettori potranno interagire direttamente attraverso i loro preziosi commenti.