Legalità e Psicologia: coadiuvanti a tutela e sostegno della coppia in fase di separazione | di Daniela Cavallini

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Intervista a due esperti Professionisti: l’Avv. Gian Ettore Gassani ed il Dott. Marco Salerno Psicologo e Psicoterapeuta

Daniela Cavallini, “Cuore in frantumi”, tecnica mista, 2020.

Amiche ed Amici carissimi, in seguito alla pubblicazione delle interviste rilasciatemi dall’Avv. Gian Ettore Gassani – Matrimonialista e Presidente AMI –,  relativamente a due dei successi letterari di cui è Autore –   intitolati con eloquente riferimento “La guerra dei Rossi” e “Vi dichiaro divorziati” – entrambi editi da Diarkos – (https://mobmagazine.it/blog/2020/12/06/gian-ettore-gassani-la-guerra-dei-rossi-racconti-di-famiglie-e-di-violenze-prima-e-durante-il-covid-19/ https://mobmagazine.it/blog/2021/01/13/dirsi-addio-con-affetto-e-dignita-gian-ettore-gassani-vi-dichiaro-divorziati-di-daniela-cavallini/) in molti mi avete scritto, confidandomi le vostre storie, sfogandone l’annesso dolore, esplodendo rabbia, recriminando e, soprattutto, chiedendo aiuto.

Richiesta che ho accolto  e condiviso con due esperti e noti Professionisti: l’Avv. Gian Ettore Gassani ed il Dott. Marco Salerno Psicologo e Psicoterapeuta

(https://mobmagazine.it/blog/2021/01/22/ti-amo-e-non-lo-sai-mi-ami-e-non-lo-so-la-condanna-di-non-saper-ricevere-amore-di-daniela-cavallini/).

Intervistati congiuntamente, entrambi offrono – nell’ambito della specifica competenza – elementi  di riflessione affinché possiate valutare la vostra situazione ed individuare una possibile – forse la più equilibrata – via d’uscita.

Curo da anni  rubriche dedicate all’amore, anzi per meglio dire, a comportamenti riscontrabili nelle relazioni d’amore, peraltro in antitesi con il sentimento stesso sino, non di rado, a decretarne la fine. Ne deriva uno scambio di opinioni con voi, dal quale emerge la fragilità umana nel dire addio persino a chi non amiamo più.

Incoerenza, resistenza al cambiamento, incertezza economica, paura della solitudine? Certamente… di tutto un po’, cui aggiungere una sorta di “bulimia da ragione” in sostituzione di una rassegnata consapevolezza. 

Incomprensione, ostinazione, arroganza, gelosia, egoismo, avidità, ripicche, violenza – fisica e/o verbale che sia -, seppur prescindendo dalla soggettiva intensità, costituiscono da sempre i (ri)sentimenti della maggior parte delle coppie in fase di separazione e si manifestano con comportamenti inevitabilmente meschini.

Purtroppo il confinamento a causa della pandemia, che ha imposto – ed in alcune zone tuttora impone – la convivenza forzata h24, ha esasperato la situazione. I dati aggiornati che ci fornirà l’Avv. Gassani, in proposito sono impressionanti!

Persone psicologicamente stremate, ricercano la possibilità di sfogare il loro devastante dolore persino senza discernere il ruolo professionale dell’interlocutore. Proprio a tale proposito l’Avv. Gassani definisce i suoi Assistiti “Pazienti” e non “Clienti”, assimilando lo Studio Legale di un Avvocato Matrimonialista  ad un pronto soccorso. Pertanto, come tale, a seguito di un primo intervento dell’Avvocato stesso, atto a quietare l’assistito sopperendo all’urgenza, necessita di potersi avvalere della collaborazione di esperti Psicologi, quale prezioso coadiuvante nel percorso “da coniuge a divorziato”.

Seguendo questo innovativo e condivisibile criterio e, soprattutto, nell’ottica di offrire un supporto atto a lenire le dolorose ferite procurate dalla malaugurata sorte sentimentale, oggi sono con noi l’Avv. Gian Ettore Gassani, promotore della collaborazione tra Legge e Psicologia ed il Dott. Marco Salerno – Psicologo e Psicoterapeuta.

Daniela Cavallini:

Ringrazio l’Avv. Gian Ettore Gassani ed il Dott. Marco Salerno per avermi offerto la loro disponibilità a divulgare e valorizzare l’integrazione di due professionalità – Avvocato e Psicologo – che, pur differenti, in gran  parte dei casi divengono complementari e sinergiche.

Prodigarsi per intervenire prontamente a lenire la sofferenza emotiva e gestire le eventuali reazioni di una persona in preda alla disperazione  (ricordiamoci che rivive, attraverso l’inevitabile racconto, il suo dramma) invocando – più che consultando –  l’Avvocato per porvi l’altrettanto dolorosa fine, può apparire – secondo un limitante pensiero – un eccesso di zelo, sconfinante nella perdita di tempo per l’avvocato stesso o, ancora peggio, nella psicologia dilettantesca.

Tuttavia, questo criterio obsoleto, non ritenibile scevro da ataviche gelosie professionali, era considerato un indifendibile “sconfinamento di ruoli”.

Avv. Gian Ettore Gassani:

Dritta al punto come piace a me, Daniela!

Bando ai preconcetti, come ho scritto anche nel mio ultimo libro “La guerra dei Rossi” (ed. Diarkos), lo Studio Legale Gassani collabora da molto tempo in sinergia con gli Psicologi, poiché è orientato ad offrire il massimo supporto possibile all’Assistito quando, infragilito dalla circostanza, necessita  contemporaneamente della  tutela legale e dell’aiuto psicologico atto al ripristino dell’equilibrio interiore.

Quando affermo che lo Studio di un Matrimonialista è paragonabile ad un Pronto Soccorso Ospedaliero, intendo che, pur se invisibile, la ferita sanguina e, pertanto, urge intervenire. Nessuna apologia al dilettantismo dell’Avvocato qualora egli attui un comportamento accogliente e comprensivo, anziché “impostato” assecondando vecchi schemi, esattamente come fasciare una lacerazione in attesa dell’ambulanza non equivale a sostituire il Medico. Reputo altresì volgare la definizione “perdita di tempo” se questa allude ad un gesto di umanità.

Daniela Cavallini:

Infatti, a sottolineare il distinguo tra le professionalità, è oltremodo lapalissiano che un dialogo adeguatamente accogliente ed un sorriso incoraggiante, non sdoganano il ruolo di “Avvocatologo”.

Chiedo pertanto al Dott. Marco Salerno – Psicologo e Psicoterapeuta – di presentarci, seppur in considerazione dell’eterogenia dei casi, risultante delle differenti realtà, necessità e reazioni individuali, come affronta il Paziente in fase di separazione/divorzio che, ad esempio, anziché rassegnarsi e raccogliere i propri cocci,  presenta un crollo psicologico, acutizzato da vittimismo e disfattismo.

Dott. Marco Salerno:

Crollo psicologico, vittimismo, disfattismo sono le parole chiave più indicate per descrivere i vissuti emotivi del paziente che si trova ad affrontare una separazione/divorzio. Solitamente chi vive una separazione si confronta con il senso di fallimento della propria vita matrimoniale e l’incredulità’ rispetto all’aver “scoperto” un partner completamente differente da quello che aveva conosciuto fino a quel momento. Spesso, questi pazienti sentono di aver sprecato la loro vita con una persona che non lo meritava e di non essere stati abbastanza vigili nel capire quello che il partner stava facendo loro sotto agli occhi. Il tradimento emotivo è la condizione che il paziente non riesce ad accettare in alcun modo. L’idea che il proprio marito o moglie abbia vissuto e condiviso emozioni e sentimenti con un’altra persona o che non voglia più stare insieme e’ una condizione inaccettabile dai contorni emotivi insostenibili. Inoltre un forte vissuto depressivo si impadronisce di chi vive una separazione poiché immagina che la sua vita affettiva non abbia più alcun futuro. Crede che non troverà un nuovo partner e che non riuscirà più a fidarsi di nessuno.

Daniela Cavallini:

Un aspetto a dire poco inquietante è la violenza agita tra le pareti domestiche, resa ancor più feroce dall’esasperante convivenza h24, dovuta all’emergenza  pandemica…

Avv. Gian Ettore Gassani:

L’emergenza pandemica ha portato le famiglie ad esplodere. Le separazioni sono aumentate del 60%, rispetto ad un anno fa, a causa della forzata condivisione della quotidianità ed i Centri Antiviolenza purtroppo riferiscono l’angosciante incremento di violenze agite sulle donne.

Come le dissi alla fine di marzo 2020 (https://mobmagazine.it/blog/2020/03/31/lavv-gian-ettore-gassani-i-bambini-devono-mangiare-intervista/) le coppie in crisi, peraltro talune già in fase di separazione legale, si sono ritrovate in un contesto di esasperante convivenza h24. Dall’esasperazione alla violenza, i dati ci confermano quanto il passo sia breve. Io stesso, come molti miei colleghi, sono intervenuto personalmente per dirimere alcune situazioni devastanti, soccombendo agli schemi e  privilegiando l’efficacia.

Daniela Cavallini:

Dott. Salerno, agire violenza sulle donne è un comportamento oggettivamente deprecabile, legalmente punibile, tuttavia, questo non costituisce il deterrente. Ad “empirica” tutela per le donne, le chiedo: è possibile individuare aprioristicamente i segnali di probabili malesseri latenti, scatenanti tale nefandezza in soggetti “insospettabili”?

Dott. Marco Salerno:

Il miglior predittore del comportamento di un individuo sono le azioni del suo passato.

Se ogni donna tenesse presente questa massima, probabilmente individuerebbe i primi segnali e si riuscirebbero ad evitare molti atti di violenza il cui epilogo a volte è tragico. Quando un uomo schiaffeggia, strattona, prende a calci una donna, lo farà sicuramente anche una seconda e una terza volta. Parliamo di uomini che non hanno raggiunto la maturità emotiva e non hanno alcuna capacità di individuare, comprendere e contenere i propri impulsi. A questo si unisce anche il comportamento disfunzionale di molte donne che credono di poter cambiare i loro partner con il loro amore. Non e’ un caso che queste coppie sono costituite da donne crocerossine e uomini adolescenti violenti.

Scavando nel profondo, possiamo scoprire che dietro a questi uomini si annida l’impossibilita’ di contattare le proprie emozioni e dare loro un significato. Ci troviamo di fronte a persone che agiscono “di pancia” e non sono in grado di verbalizzare le emozioni ma che riescono solo ad agirle.

Daniela Cavallini:

Inoltre, pur non soccombendo alla denuncia e relativa tutela legale, ma subendone comunque l’inevitabile lunga tempistica,  come consiglia d’interagire con un individuo in imminente fase esplosiva? 

Dott. Marco Salerno:

L’unica difesa rispetto ad un uomo violento oltre alla denuncia è l’allontanamento. Nell’immediato non ha senso recriminare, ma bisogna cercare di placare gli animi lì dove è possibile. Quando la fase di acting out è terminata non bisogna fare l’errore di pensare che tutto sia terminato perché accadrà di nuovo. Provare a parlare dell’accaduto e cercare una spiegazione è inutile poiché, nella maggior parte dei casi, ci si trova di fronte a persone inconsapevoli delle ragioni del proprio comportamento e incapaci di trattenersi. Ogni tentativo di creare un canale di comunicazione si rivela fallimentare e non costituisce che un’altra occasione di violenza, a volte l’ultima, nonostante in alcune occasioni un uomo violento chieda scusa per quello che ha fatto.

Personalmente alle mie pazienti suggerisco di attenersi ai fatti e non a quello che immaginano ed i fatti di solito sono solo violenze psicologiche e fisiche.

Daniela Cavallini:

Un altro aspetto penoso nell’ambito delle separazioni riguarda l’affidamento dei figli minori.

Avv. Gassani, in “Vi dichiaro divorziati”, lei ha dedicato all’argomento un intero capitolo – intitolato “Il bottino di guerra” – riportando lo svolgimento di un incontro presso il suo Studio. Un racconto che è una vera e propria presa di coscienza a quei genitori – soprattutto alle madri –  che, nel privilegiare la loro battaglia, pospongono il benessere e l’equilibrio dei figli.

Avv. Gian Ettore Gassani:

Ne “Il bottino di guerra”, caso che premetto rifiutai, esprimo la mia contrarietà a quello che ritengo un concetto erroneo, svilente, negante il ruolo paterno, ma purtroppo  ancora molto diffuso: “i figli sono della madre e solo la madre sa cosa è meglio per loro”.

L’esperienza della maternità è un miracolo, ma non conferisce il diritto di padronanza dei figli e non disconosce l’importanza del padre, assecondando la consacrazione di una teoria perversamente matriarcale, secondo la quale il padre ha ragione di esistere solo se vive in coppia. Dopo di che, finito il matrimonio, il padre, dovrebbe rivestire unicamente il ruolo di bancomat per il mantenimento dei figli e, tutt’al più, come premio, l’inutile ed umiliante funzione di genitore del weekend o del luna park.

Daniela Cavallini:

Dott. Salerno, quale comportamento ritiene opportuno consigliare ai genitori separandi per alleviare il disorientamento ed il dispiacere dei figli?

Dott. Marco Salerno:

Alle coppie che si accingono ad affrontare una separazione consiglio di tenere presente che anche quando saranno separati, non smetteranno mai di essere genitori.  Da questa considerazione ne consegue che i figli non devono mai diventare la merce di scambio per esprimere la conflittualità della coppia.

Una delle conseguenze più frequenti su figli di coppie che vivono una separazione altamente conflittuale e’ la sindrome di alienazione parentale con cui si indica una dinamica psicologica disfunzionale che si attiva sui figli minori coinvolti in processi di separazioni e divorzi conflittuali, e in base alla quale uno dei genitori, definito alienante, avvia nei riguardi dell’altro coniuge, definito alienato, una campagna di denigrazione finalizzata a descrivere come nociva e pericolosa la frequentazione del figlio da parte dell’ex coniuge e della famiglia di quest’ultimo. Il figlio si fa condizionare completamente dal genitore alienante e fa proprio il punto di vista di quest’ultimo fino a disprezzare ed evitare il genitore alienato.

Il comportamento ottimale che una coppia in fase di separazione dovrebbe adottare per sostenere i figli è quello di trasmettere loro il messaggio che saranno sempre amati e sostenuti dai loro genitori.

Al fine di traghettarli nella condizione di figli separati e’ indispensabile spiegare loro con chiarezza cosa cambierà in termini di frequentazione  e di abitazione. Vanno concordate tra i genitori separati le regole che caratterizzano il nuovo assetto familiare  e successivamente condivise con i figli, dando loro il tempo di metabolizzarle, accompagnandoli in questo difficile passaggio. Quando questo non è possibile, e’ opportuno chiedere aiuto ad una figura professionale che possa aiutare la coppia nel processo di mediazione familiare al fine di raggiungere il nuovo assetto.

Daniela Cavallini:

Ringrazio l’Avv. Gassani ed il Dott. Salerno, per la consulenza offerta ed in qualità di figlia – a suo tempo “strumentalizzata”-, esorto i genitori a fare tesoro dei preziosi consigli erogati.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini