Montevago, Optimum Civitatem ed i “Percorsi Visivi” | di Betty Scaglione

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Montevago, (Monte Vaghis) è un piccolo e grazioso centro all’estrema periferia della provincia di Agrigento, sorge su di un pianoro, domina gran parte della valle del Belice e segna il confine tra la Sicilia occidentale e quella orientale. La cittadina, conosciuta per le sue acque termali, divenne nota al mondo intero dopo la notte del 15 gennaio, quando un violento sisma la distrusse e con lei rase al suolo molti altri paesi della valle del Belice. Non voglio ricordare quei tristi giorni, ma, desidero raccontarvi quello che è stato realizzato in questo paesino con meno di tremila anime, circondato da distese di ficodindia, da vigneti, uliveti ed avvolto dal profumo degli agrumeti. Quante volte, abbiamo detto e ci siamo sentiti dire “dalle macerie si rinasce” Mai espressione fu così appropriata per Montevago.

I giovani dell’Associazione Culturale “La Smania Addosso” con un loro progetto hanno dato vita, ad un museo a cielo aperto, creando un luogo emotivamente magico.
L’idea di “Percorsi Visivi” è stata realizzata con il comune di Montevago, la Presidenza dell’ARS e con gli assessorati del Turismo e dello Spettacolo. Un museo sotto il cielo del Belice è il sogno di chi ama la propria terra, che ha deciso di rimanere e che soprattutto guarda oltre l’orizzonte della valle. Percorriamo le vie del vecchio centro ben ripulito, poi corso Umberto I, fino ad arrivare nella storica piazza Belvedere. Come per incanto eccoci immersi in un luogo suggestivo, dove i ricordi e i sogni si sono infranti in pochi minuti, ma, dove nessuno ha perso tradizioni e identità.
Ogni casetta custodisce segreti, passioni, gioie e dolori, ma questo è il passato, ora, tutto ha una luce nuova, la luce della speranza. Pavimenti, ritornati dopo decenni, al loro splendore, pareti e tetti che con i loro eleganti decori raccontano di un sano e familiare benessere. Ogni angolo delle casette narra un lontano ieri; oggi, gli artisti, i pittori raccontano il presente. Gli occhi sorridenti di un bimbo e quelli nostalgici di una donna affascinano il visitatore che cerca di scoprire il passato, ma, quello è il privato di chi vi abitò. Gli occhi scrutano l’interno delle casette, la mente tenta di ricostruire un vissuto lontano e sconosciuto. Curiosità mista ad ammirazione per un ieri ed un presente che le abili mani degli artisti e la sensibile intelligenza lungimirante di un gruppo di giovani ispirati sta ridando nuova linfa a Montevago. Un museo all’aperto dedicato al passato, a chi non c’è più, ma soprattutto alle future generazioni. Lascio “Percorsi Visivi” con la consapevolezza che Montevago è risorta dalla memoria del passato, sta realizzando il presente e guarda al futuro.
La realizzazione del museo “Percorsi Visivi” ha degli artefici che è doveroso ringrazziare: Ligama, Bruno D’Arcevia, Patrick Ray Pugliese, Pascal Caterine, L’Associazione Culturale La Smania Addosso con Michele Di Giovanna e tutti gli altri, Francesco Mauceri, Fausto Moretti, tutto l’efficiente consiglio comunale con a capo l’instancabile, sindaco Margherita la Rocca. Parlare di Montevago, descrivere Percorsi Visivi è stato bello ed emozionante, ma, le parole si fermano quando la realtà incontra gli occhi. Benvenuti a Montevago Optimum Civitatem.

Betty Scaglione Cimò