Le Foibe. Martiri ed eroi dimenticati | di Betty Scaglione Cimò

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Ignorati da tutti, dimenticati dai poteri forti, sono rimasti senza casa e senza patria. I loro fantasmi ed i pochi averi sono rimasti prigionieri nel “Magazzino18” Uomini, donne e bambini, sterminati a migliaia. (20-30 mila) Altre centinaia di migliaia (250-300 mila) di esuli erranti. Molti sconoscono gli avvenimenti. Altri, accecati dall’ideologia negarono il massacro. In pochi conoscono i fatti. Ancora oggi, in tanti stentano a fare i conti con la storia. Raccontiamo. Ricordiamo. Onoriamo.
10 Febbraio, Foibe “ Giorno del Ricordo “.
Le foibe sono delle cavità naturali sul Carso, che subito dopo la seconda guerra mondiale divennero teatro di migliaia di esecuzioni sommarie da patrte dei partigiani del maresciallo Josip Broz, meglio conosciuto come Tito. Agli sventurati venivano legati i polsi con del filo di ferro e poi, con una lunga corda, legati uno accanto all’altro e uniti nell’atroce destino venivano schierati sull’orlo del baratro. Poi, veniva aperto il fuoco sui primi tre o quattro, che precipitavono trascinando con loro gli altri. Non tutti morivano immediatamente, così, tra atroci sofferenze erano costretti ad agonizzare sui cadaveri dei loro compagni. Dopo la grande guerra, chi sopravvisse alla pazzia delle croci uncinate, non scampò ai carnefici della stella rossa. La follia Foibe ebbe inizio dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, si concluse nel 1945 ed investì l’Istria, e la Dalmazia. I partigiani rossi di Tito diedero la caccia ai fascisti che, dopo essersi radicati in quei territoti avevano imposto l’italizzazione degli slavi. Gli uomini dell’Esercito Popolare Jugoslavo occuparono Trieste e riconquistarono i territori che gli erano stati sottratti. Subito dopo, migliaia di italiani dalmati, istriani e fiumani furono uccisi e scaraventati nelle foibe, tantissimi furono deportati nei campi di concentramento della Croazia e della Dalmazia. Ferocia cieca nei riguardi degli italiani, di chiunque indossasse una divisa e verso coloro che si opponevano all’annessione delle nuove terre alla nascente Jugoslavia. Tantissimi esuli abbandonarono la terra natia ed andarono a cercare una nuova patria in Australia, in Canada, in USA. Altri si diressero verso il sud Italia. Alcuni raggiunsero la Sicilia. Nel 2004 il parlamento italiano istituì il “ Giorno del Ricordo” affinché venga rinnovata la memoria degli italiani e di tutti coloro che furono vittime delle Foibe e dell’odio di titino. La storia dimenticata dei nostri fratelli Istriani, Fiumani e Dalmati rinchiusa a Trieste nel “Magazzino 18”.

Betty Scaglione Cimò