È carnevale: mostro me stessa e… nessuno ci crede! | di Daniela Cavallini

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IL TRAVESTIMENTO È RIVELATORE DELLA NOSTRA VERA NATURA…

 

Una dolce fatina, un colorato arlecchino, una spiritosa topolina, un’odalisca… Chi sei Daniela?  “Io sono colei che mi si crede”.

Amiche ed Amici carissimi, siamo in pieno carnevale e, pur in considerazione delle limitazioni imposte dalla pandemia,  l’atmosfera scherzosa aleggia intorno a noi.

E’ proprio grazie al momento goliardico che, attraverso il tradizionale travestimento, possiamo in realtà rivelare la nostra vera natura senza inibizioni, mascherandoci da “noi stessi”, tuttavia, lasciando credere solo di divertirci a rappresentare un personaggio avulso dalla nostra realtà. Ma è davvero “avulso”?

Mai oseremmo dichiarare alcuni dei nostri desideri più reconditi, debolezze, trasgressioni o addirittura perversioni, ma scegliere di travestirsi, ci consente per un giorno di esercitare il ruolo che segretamente ambiamo.

Un’occasione che, credo più di ogni altra, ci ricorda che “Bertoldo, scherzando si confessava”.

Ricordo i pomeriggi di quand’ero bambina, trascorsi festeggiando l’allegra ricorrenza in compagnia della mamma e della nonna  – oltreché delle mie amicizie -, nelle pasticcerie del Centro, ben dotate di locali preposti alla festa e dove non mancava di certo la competizione fra le  mamme  nell’esibire la propria “creatura” con il costume più bello.

In realtà, la valutazione, atta a premiare la “Maschera dell’anno”, era compito della giuria e credo che la scelta si basasse più sull’originalità della maschera piuttosto che sulle motivazioni di noi bambini.

Fu solo quando, all’età di dodici anni, la mia nonna materna, mi disse “Daniela, oramai sei grande ed è giusto che tu scelga come mascherarti”. Le risposi “in effetti non mi sono mai vestita da damina e, anche se non è tanto originale, mi piacerebbe”. “Non è originale se non c’è il tocco della tua nonna. Sarai la damina più ammirata” rispose lei che, per inciso, era una Donna sprezzante di tutto quello che non era elegante, di ottima fattura e, soprattutto di pregiato tessuto.

Con la Sua sarta, disegnarono e realizzarono il mio abito in pieno stile settecentesco, cui aggiunsero una setosa parrucca bianca, insieme definimmo altresì un adeguato trucco con un’esperta estetista,  e… fu un successo in tutti i sensi!  Amici, non c’era persona che non mi notasse con stupore… Tuttavia, all’epoca, non ero ancora consapevole di quanto ben presto si palesò nel proseguo della mia vita: sono un’inguaribile romantica!

Un abbraccio!

Daniela Cavallini