Camilla Ugolini Mecca presenta “Il destino dell’onda” edito da Il Falò edizioni

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Camilla Ugolini Mecca è autrice del libro “Il destino dell’onda” pubblicato da Il Falò editore. Si tratta di un testo che merita massima attenzione per le tematiche che affronta, sottili ma importanti ed è per questo che la rubrica “Voci del cuore” ha deciso di parlarne e condividere con voi questa intervista

Camilla Ugolini Mecca: Tu in tutte le tue sfumature. Come nasce la passione per la scrittura? A cosa ti sei ispirata per il tuo libro e come mai proprio con quelle caratteristiche.

La scrittura mi accompagna da quando ero una bambina. Da che io ricordi, ho sempre scritto. Favole, brevi racconti, talvolta poesie… È stata sempre una specie di spinta naturale, di richiamo. Ma sono passati molti anni prima che decidessi di proporre i miei scritti. Ho iniziato nel 2007, e da allora ho continuato, fino al mio romanzo, “Il destino dell’onda”, pubblicato quest’anno dalla Casa editrice “Il Falò”.

L’ispirazione di questo testo nasce da un insieme di esperienze, personali e non. E dall’idea che ciò che anima la ricerca di tutti noi, in fondo, è l’amore. Nella storia infatti i quattro personaggi principali attraversano esperienze amorose di tipo diverso, con tutto ciò che ne comporta. Imparano, da ciò che attraversano, cercano di apprendere. Hanno un passato e comprendono che solo facendovi i conti possono andare avanti. E questo equivale ad avere amore e cura per sé stessi.

C’è un personaggio al quale ti senti più affezionata?

Mi piace Helène, perché è una donna forte e al contempo molto fragile, è una intellettuale ma sa essere molto appassionata. È un miscuglio di aspetti che mi piace incontrare nelle persone. E poi non si risparmia: è sensibile, è empatica e per un’amica si fa in quattro.

Camilla Ugolini MeccaDedichi il tuo libro a qualcuno in particolare?

Mi sono ispirata, senza volerlo, a molte persone, e sicuramente anche a me stessa. Non credo a coloro che dicono di non scrivere di loro stessi, penso sia impossibile. Un pezzo di noi si infila sempre fra le pieghe del vestito di uno o di molti personaggi.

Per quanto riguarda la persona a cui è dedicato il libro, di certo si tratta di mio figlio. Non era ancora nato quando l’ho scritto, ma in qualche modo è legato a questo testo. Infatti seppi di aver passato la selezione ad un concorso letterario proprio con questo romanzo il giorno stesso in cui scoprii di aspettare il mio bambino. Sono anche molto grata ad una serie di persone che mi hanno sostenuta nella scrittura e soprattutto nella vita, persone che ho voluto ringraziare nel mio libro.

Scrivere è la tua unica passione? Quanto ha influito l’amore per la scrittura nella tua vita fino ad ora?

Scrivere è un luogo dove io vado, a volte senza deciderlo. È uno spazio parallelo a quello ordinario dove mi ritiro e resto per un po’. Ed è uno spazio molto autentico, in cui cambiano le leggi fisiche ordinarie. La consapevolezza di questa dimensione è una ricchezza per me. Mentre scrivo, scopro aspetti di me che non immaginavo vi fossero. A volte mi piacciono, a volte meno. Ma ne prendo atto. In questo senso la scrittura per me è forse più che una passione, o comunque è qualcosa di diverso. È una modalità con cui l’Essere si esprime.

Quanto conta la passione per te in quello che fai e cosa diresti a chi non conosce il significato di questa parola?

Penso all’etimologia di questa parola, che racchiude in sé anche una parte di dolore. Di fatto le passioni richiedono di essere totali, ed in questo c’è un grande appagamento, ma si può anche soffrire, si può arrivare a scontrarsi con sé stessi, a incontrare i propri limiti. Forse per questo gli esseri umani tendono a restare tiepidi, a non cedere alle passioni, di qualunque tipo siano. Nella passione c’è insito un rischio, che si teme di correre. Ma credo che, comunque vada, ogni passione permetta di evolvere. E noi dobbiamo evolvere come individui, e anche come specie.  Non credo che l’evoluzione abbia a che fare col progresso tecnologico o con la velocità degli scambi, quanto con l’essere autentici. Ma per essere autentici si deve attraversare prima o poi la forza della passione, perché è quella che spezza la personalità e ti permette di andare al nocciolo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a chi lo leggerà?

Penso che ogni lettore abbia il diritto di trovare in un testo il proprio messaggio, quello che lo riguarda intimamente. Io vorrei arrivasse una convinzione che ho nel profondo, ossia che in fondo siamo tutti parte di un unico grande corpo umano, che esiste un filo sottile e invisibile che ci collega tutti. Che siamo molto più simili di quanto in apparenza sia evidente. E questa somiglianza riguarda il fatto che in fondo, sotto i molteplici strati delle differenze individuali, cerchiamo tutti le stesse cose, e per prima cosa vogliamo sperimentare l’amore, sentirci in amore. Non solo verso un compagno o un figlio, ma verso il Tutto.

A chi si rivolge?

Si rivolge a tutte e a tutti, giovani e anziani. Non vorrei venisse etichettato come un libro “al femminile”, anche se tre dei personaggi sono donne. Mi piacerebbe anzi che fosse letto soprattutto dagli uomini: penso che li aiuterebbe a comprendere alcuni aspetti del femminile.

Contatti e prossimi eventi

I prossimi eventi… posso solo immaginarli! Posso dire che ho iniziato un nuovo libro e che scriverlo mi sta appassionando moltissimo. Ma non voglio anticipare nulla…

E-mail: camillaugolinimecca@gmail.com