La “cassatedda” di Montevago | di Betty Scaglione

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Non so a voi, ma, a me succede ogni volta che ho ospiti non siciliani: tutti, dopo pochi minuti dal loro arrivo mi dicono: ” ci piacerebbe gustare la cassata e il cannolo”ed io, come sempre, rispondo. < Certo, i dolci siciliani sono l'ottava meraviglia del mondo, si ammirano e si gustano. E' un caldo pomeriggio di fine settembre e sono di ritorno dall'aeroporto di Punta Raisi. Una coppia di amici, proveniente dall'Olanda, Jan e Paul, ha deciso di visitare la costa occidentale della Sicilia. Percorriamo l'autostrada e in prossimità dello svincolo per Trapani, Paul esordisce Fingo meraviglia
Il mattino dopo, Jan e Paul sono pronti di buon'ora Paul sgrana gli occhi In auto mi appremuro a telefonare a degli amici montevaghesi, esperti, estimatori e sostenitori della cassatella: Francesco, Giuseppe e Michele. Mossa da curiosità, Jan mi chiede notizie di questo dolce. < La cassatella è una doppia sfoglia ripiena di ricotta condita con zucchero, cioccolato, cannella e poi fritta nell'olio buono di questo territorio. E' un dolce che i montevaghesi non fanno mancare mai sulle loro tavole durante le festività, in special modo durante la festa della Madonna delle Grazie. E' dato sapere che la casstella fece la sua comparsa a Montevago con i Gravina e più precisamente con l'arrivo nel monastero di una badessa di nobile casato proveniente da Trapani e a quanto pare di madre francese. Siamo a Montevago e sostando nella grande e bella piazza antistante al comune, sentiamo lo scroscio dell'aqua della fontana. Paul piacevolmente sorpreso esordisce All'arrivo degli amici montevaghesi, subito ci rechiamo nel ristorante di uno di loro. Appena entrati nella cucina vediamo due signore, che su un ripiano di legno, con le loro abili mani, dopo avere impastato gli ingredienti, prima tirano delle sfoglie, poi le arrotolano, le taglianno in tocchetti e in ultimo li stendono con il mattarello per ottenere dei dischetti di una decina di centimetri di diametro. Guardo Jan e Paul, silenziosi ed attentissimi, seguono le varie fasi della lavorazione. Dopo un po' alle nostre spalle sentiamo lo sfrigolio dell'olio. In una capiente pentola Francesco stava friggendo alcune cassatelle. Completata la frittura, le ripone in una pirofila e le ricopre di zucchero. Le nostre mani, prima incerte, poi, veloci prendono le cassatelle ancora fumanti e le gustiamo in totale silenzio. Paul mi viene accanto Una delle signore risponde per me (Mangi, mangi, sono dolci genuini, noi, qui a Montevago, abbiamo tutto buono.) Paul accoglie l'invito della signora e prende due cassatelle che mangia subito felice come un bimbo Così dicendo scoppia in una risata gioiosa che coinvolge tutti.

Betty Scaglione Cimò

Ricetta della cassatella sfigliata di Montevago

Amalgamare 300gr di farina con un cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale, unire 80 gr di sugna sciolta, un uovo, la scorzetta grattuggiata dell’arancia ( limone) e un po’ di vino vecchio (marsala) quanto ne chiede l’impasto stesso. Dopo averla lavorata, la si spiana e si arrotola per tre volte, dopodiché la si lascia riposare in un luogo fresco. Nel frattempo si prepara la farcia, con 300gr di ricotta, precedentemente passata al setaccio, cioccolata a pezzettini, 150gr di zucchero, amalgamare il tutto. Riprendere la pasta arrotolata, tagliarla a tocchetti dai quali si ricaveranno col mattarello dei piccoli dischi di 10 cm di diametro, su di una metà dei quali verrà disposta la farcia di ricotta, poi ripiegare l’altra metà facendo aderire i bordi, così da formare delle mezze lune. Friggere in olio caldo, ma non bollente, da ambo le parti, scolare su di un foglio di carta assorbente e cospargere di zucchero e cannella.
B.S.C.