Antonietta Micali, scrittrice, poeta e docente di lettere, ci presenta il suo ultimo libro, “Dedalo e Icaro” | INTERVISTA

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«Penso da sempre che il libro sia una conversazione con chi lo ha scritto, in quanto lo scrittore in qualche modo trasferisce sempre un po’ di sé quando scrive ed i suoi personaggi nascono da un mondo interiore che si manifesta attraverso le parole.» (Antonietta Micali)

Antonietta Micali

Ciao Antonietta, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori? Chi è Antonietta scrittrice, poeta e docente di lettere?

Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi “La Sapienza di Roma”, molto impegnata sul versante socio-culturale, da tempo sono autrice di scrittura creativa per ragazzi. Sono segretaria della Fidapa della mia città, Milazzo, e presidente di un Centro Studi Storico-Religioso “Cardinale Giuseppe Guarino”. Organizzo convegni e partecipo ad eventi culturali e concorsi letterari in cui mi sono aggiudicata dei prestigiosi  riconoscimenti. Amo i libri sin dal momento in cui ho imparato a leggere ed amo scrivere sin dal momento in cui ho iniziato a mettere in fila una sillaba dopo l’altra cogliendone lo stupore dei suoni delle parole. I libri sono sempre stati cibo per la mia mente e compagni di vita anche nei momenti meno belli. Affascinata dalla scrittura, ho fatto un corso di perfezionamento post- laurea e un corso di alta formazione di scrittura creativa con l’Istituto Armando Curcio Editore, con il quale attualmente sto facendo un master di giornalismo culturale. Sono una cultrice quasimodiana. Ho presieduto insieme al figlio del grande Premio Nobel, Alessandro Quasimodo, a convegni sul padre e ho collaborato con lui per la realizzazione di alcuni progetti editoriali. Alessandro Quasimodo ha impreziosito con la sua prefazione una mia silloge pubblicata lo scorso anno con Aletti Editore “Mentre eravamo altrove…”. Sono convinta che la cultura di un individuo sia sempre in continuo divenire ed io sono sempre stata una donna che ama conoscere e mettersi in gioco.

…chi è invece Antonietta nella sua quotidianità, al di fuori dal lavoro e dalla sua passione per la scrittura?

Sono una persona solare, che ama stare con la gente a scambiarsi pensieri, amo la mia famiglia, a volte mi piace appartarmi e stare a pensare davanti al mio mare che è una delle mie maggiori fonti d’ispirazione. Sono molto social e questo mi permette di fare nuove conoscenze che talvolta si sono tramutate in vere e proprie amicizie .

Ci parli del tuo nuovo libro, Dedalo e Icaro? Come nasce, qual è il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale la storia che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

Antonietta Micali, “Dedalo e Icaro”, Armando Curcio Ed., Roma, 2021

L’idea nasce dalla voglia di raccontate ai bambini un mito che potesse contenere la metafora di un percorso di crescita, di conoscenza, un viaggio verso nuovi traguardi di vita. Il mito mi ha sempre affascinato, e l’ho sempre considerato una guida morale importante per ogni individuo… Nei racconti mitologici si celano molte verità e tramite i miti si trasmettono degli insegnamenti che non sono rivolti solo ai ragazzi, ma anche agli adulti.

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

Sono i bambini, ma come dicevo prima anche gli adulti, in quanto questo è un mito che dà vari tipi di messaggi, anche di una certa attualità: La potenza del mito non è certamente nelle sue radici storiche, più o meno plausibili, ma ciò che gli dà forza è la sua perenne attualità.

La psicoanalisi ha affidato a due mitici adolescenti – Edipo e Narciso – la rappresentazione dei due volti del fondamentale dramma dell’esistenza umana; la necessità dell’incontro con l’Altro per poter trovare sé stessi e l’ineluttabilità del conflitto per poter essere con l’Altro.

Icaro è l’adolescente trasgressivo, ribelle ed onnipotente, un po’ edipico e un po’narcisista, che rappresenta molto bene il prototipo delle nuove generazioni e che quindi merita qualche riflessione. Viviamo in una società in cui i nativi digitali sono immersi in questo mondo virtuale, dove tutto ciò che appare è bello e veritiero e non si guarda più a quello che si è veramente. I bambini molte volte sono lasciati da soli davanti un pc e come Icaro volano verso mondi sconosciuti e pieni di pericoli. A proposito di sfide ricordiamo la bambina di 10 anni morta a Palermo per soffocamento per una sfida su Tik Tok uno dei social più usati dagli adolescenti. La riflessione che secondo me bisogna fare è quella che la famiglia e la scuola devono fornire ai bambini e ai ragazzi gli strumenti per salvarsi dai pericoli dentro e fuori dalla rete consapevoli di fattori come l’età, la bassa percezione del rischio, l’isolamento anche prodotto dall’attuale emergenza sanitaria, quindi il bisogno di esserci, il bisogno di mostrarsi di cercare consensi e, talvolta, la mancata o poco attenta supervisione dei genitori li rendono vulnerabili prede della rete. Quindi, in questo caso la trasgressione e la ribellione del volo di Icaro verso la luce che abbaglia e punisce con la morte può essere paragonata al mondo virtuale che sembra pieno di luce e di visibilità, ma al tempo stesso pieno è di insidie e pericoli che possono condurre alla morte. Tra le altre cose, Dedalo è un padre assolutamente geniale e ingombrante al tempo stesso e probabilmente il temperamento ribelle del figlio dipende dalla non accettazione della grandezza del padre, dal sentirsi trascurato e non accompagnato bene nel suo percorso di crescita.

Qual è la tua formazione professionale e quella letteraria, visto che alterni l’attività di docente di lettere con quella dello scrivere?

Credo di essere stata molto fortunata, in quanto ho seguito sempre le mie inclinazioni sin da ragazza, la laurea in lettere non è stata casuale, ma è scaturita dalla mia passione verso la letteratura, l’insegnamento è un’altra delle mie inclinazioni, mi ricordo che sin da ragazza, proprio mentre studiavo alle superiori, davo lezioni a dei ragazzini o delle scuole elementari o delle medie e mi piaceva moltissimo e non lo facevo per i soldi, che tra l’altro non chiedevo mai.

Una domanda difficile Antonietta: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Dedalo e Icaro”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Intanto perché nei miti si celano molte verità e trasmettono degli insegnamenti. Sui miti si è sempre pubblicato molto, ma ritengo che gli albi illustrati come questo, attirino molto l’attenzione dei ragazzini e Andrea Oberosler è stato bravissimo ad accompagnare la mia narrazione con i suoi disegni arricchendola. Essendo un’insegnante l’ho potuto verificare con i miei alunni, loro hanno già letto in classe Dedalo e Icaro e ne sono rimasti affascinati, in quanto hanno trovato la narrazione molto dinamica e sono stati colpiti da Dedalo, personaggio creativo e di grande personalità e da Icaro che come ha detto qualche alunno “Ama fare di testa sua.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questa opera letteraria? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Ringrazio la mia casa editrice Armando Curcio per la fiducia e la stima che hanno nei miei confronti. Sono tutti delle persone eccezionali.

Nella tua attività letteraria hai pubblicato altri libri? Ci racconti quali sono, di cosa trattano e quale l’ispirazione che li ha generati?

Si, quasi contemporaneamente sono state pubblicate due sillogi poetiche. La poesia è un’altra mia grande passione e l’ho definita “letteratura dell’anima” è un modo di raccontarsi senza filtri e di condividere le emozioni. La prima silloge edita da Aletti editore “Mentre eravamo altrove…” con la prefazione di Alessandro Quasimodo, figlio del grande poeta Salvatore Quasimodo, è una raccolta di poesie che avevo pubblicato in parte, in varie antologie in seguito alla mia partecipazione a vari concorsi. La seconda silloge, “Un ballo alla vita” edita da CTL editore, è una raccolta di poesie, di cui la maggior parte inedite e scelte con cura e vogliono essere un inno alla vita ed alla mia isola di cui sento molto forte il senso di appartenenza.

Se casualmente ti ritrovassi in ascensore con un grande editore quale Einaudi, Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori, tu e l’Amministratore Delegato di una di questa Case Editrici importantissime, da soli, e avessi un minuto di tempo per sfruttare quell’occasione incredibile e imprevedibile, presentarti e convincerlo a pubblicare il tuo libro o il tuo romanzo, cosa gli diresti di te quale scrittore e autore?

Direi che leggendo i miei testi, vorrei rapirli con le emozioni che riesco a trasmettere, che la poesia e la scrittura è un dono che mi appartiene e che non so fare altro meglio come scrivere e che se non dovesse piacere o se non dovessero passare le emozioni dalle mie parole, allora farebbero bene a non scegliermi, ma dalla loro motivazione negativa saprei trarne giovamento per fare meglio. Non smetterei di scrivere, perché è una delle cose che amo.

«Quando la lettura è per noi l’iniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione nella nostra vita è salutare. Ma diventa pericolosa quando, invece di risvegliarci alla vita individuale dello spirito, la lettura tende a sostituirsi ad essa, così che la verità non ci appare più come un ideale che possiamo realizzare solo con il progresso interiore del nostro pensiero e con lo sforzo del nostro cuore, ma come qualcosa di materiale, raccolto infra le pagine dei libri come un miele già preparato dagli altri e che noi non dobbiamo fare altro che attingere e degustare poi passivamente, in un perfetto riposo del corpo e dello spirito.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905). Qual è la riflessione che ti porta a fare questa frase di Marcel Proust sul mondo della lettura e sull’arte dello scrivere?

I libri hanno da sempre esercitato su di me un grande fascino e la lettura mi ha trasportato in tanti posti e mi hanno fatto vivere tante vite, al contrario di quanto asserisce il nostro Marcel Proust, credo che la lettura non sia per niente passiva, ma ci permette di fare molteplici esperienze e arricchisce il nostro bagaglio migliorando la nostra qualità di vita. Se lo scrittore è bravo riesce a far immedesimare il lettore nel personaggio e gli permette di fare un viaggio che  rimane dentro e dunque, diventa al tempo stesso esperienza di vita.

«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

Sono più d’accordo con Cartesio e penso da sempre che il libro sia una conversazione con chi lo ha scritto, in quanto lo scrittore in qualche modo trasferisce sempre un po’ di sé quando scrive ed i suoi personaggi nascono da un mondo interiore che si manifesta attraverso le parole.

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno che mettiamo in quello che facciamo?

Sono una persona molto determinata, e se mi pongo un obiettivo faccio di tutto per portarlo a termine. Mi piace essere seria e penso che la fatica e l’impegno alla fine siano gli elementi essenziali per raggiungere delle soddisfazioni.

Chi sono i tuoi autori preferiti, gli scrittori, i saggisti che hai amato leggere e che leggi ancora oggi?

Sono stata una grande divoratrice di libri, di ogni genere, ma ho amato i libri di Oriana Fallaci, di Isabel Allende, di Sciascia, Camilleri, Daniel Pennac, Milan Kundera… tanto per citarne alcuni, poi la poesia: Neruda, Merini, Bukowski , Quasimodo, ma la mia grande fonte d’ispirazione è indubbiamente Maria Cumani Quasimodo, moglie del grande poeta, danzatrice, attrice e grande poetessa.

I libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo del tuo consiglio.

Vorrei consigliare un libro di Jorge Amado, “Teresa Batista stanca di guerra”, un libro che parla di sfruttamento e violenza quotidiana subita da bambini e ragazzi, leggerlo servirebbe a risvegliare l’interesse per i bambini che in alcuni paesi, come il Brasile, vengono sfruttati e talvolta venduti dalle stesse famiglie per riscattare dei debiti. Oppure “Quando si spense la notte” di Ottavia Casagrande, nipote di Raimondo Lanza di Trabia e mia carissima amica, un romanzo su due missioni di spionaggio di Raimondo e Cora, spia inglese legata a lui sentimentalmente. Infine “Le stanze dello scirocco” di Cassar Scalia, la quale riesce a dipingere con molta maestria la storia di una Sicilia intrisa di odori, riesce a farceli percepire, ci permette di entrare nella vita dei personaggi e di vivere insieme a loro in quel paesino, Montuoro, non lontano da Palermo, in un contesto storico ben preciso che è quello del 1968. L’autrice ci immette in quei paesaggi assolati, onirici, in quella “sicilitudine” tanto cara a Sciascia, piena di contrasti, di luce e ombre, di comico e tragico che noi siciliani ci portiamo dentro.

E tre film da vedere assolutamente? Quali e perché proprio questi?

Inizio con il film che porto nel cuore, “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore che non ha bisogno di alcun commento perché è una colonna portante del cinema italiano, poi per restare in tema con Tornatore “La corrispondenza” un film che parla d’amore ai tempi della tecnologia e dell’astrofisica e in ultimo “Il giovane favoloso”, la storia del grande poeta Giacomo Leopardi, film coinvolgente per chi come me ama la letteratura e la poesia.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti che vuoi condividere con i nostri lettori?

Ho già firmato un contratto con una casa editrice per una antologia, ma temo che sarà l’ultimo contratto per antologie perché ho deciso di raccogliere le mie poesie in libri solo miei e pubblicarle senza disperderle. Continuo a partecipare a concorsi e scrivere anche narrativa, ma non posso dirti altro… ho tantissime cose in cantiere, tra cui portare a termine anche il mio master in giornalismo.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

Vorrei dire a chi mi legge, che sono una donna che ama ardentemente la vita e la cultura e che non bisogna mollare mai, bisogna essere volitivi e determinati nel perseguire i propri sogni. La vita ci indica delle strade sempre nuove e sta a noi saper cogliere le sfide con intelligenza e con amore.

Antonietta Micali

https://www.facebook.com/antonietta.micali/

Antonietta Micali

Il libro:

Antonietta Micali, “Dedalo e Icaro”, Armando Curcio Ed., Roma, 2021

https://curciostore.com/libreria/dedalo-e-icaro/

Antonietta Micali, “Dedalo e Icaro”, Armando Curcio Ed., Roma, 2021

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò, Palermo