Spazio e architettura | di Monica Bonaventura

0
391
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

IL CONCETTO DI SPAZIO

“Gli uomini portano la terra che hanno dentro, nel paese che trovano, sovrappongono il paesaggio interno al paesaggio esterno e l’uno e l’altro si uniscono”.

L’architettura in che cosa si differenzia rispetto a tutte le atre arti? Al suo fondamento non stanno né effetti plastici, né valori pittorici e chiaroscurali o astratti che sono tipici della pittura. L’unica peculiarità costante dell’architettura è invece, la caratteristica di determinare uno spazio nel quale l’uomo vive e opera, cioè un interno senza il quale non ci sono decorazioni, facciate, colori dei muri che non dicono nulla. Comunque sia oltre allo spazio architettonico esiste anche quello urbanistico. Le facciate di un edificio, una fila di alberi o anche una siepe, delimitano in realtà uno spazio della città e del paesaggio e quindi, alla fine, viene delimitato e circoscritto un ambiente quasi intimo, interno. Resta pur vero che delle belle facciate non rendono un’opera architettonica ben riuscita, e non crea un ambiente artistico, interessa quindi la funzione determinante dello spazio racchiuso. Normalmente percepiamo, gli oggetti, i pieni e vuoti che invece tendono a sfuggirci come il vuoto.

Ma cos’è il vuoto? Il vuoto è come il nulla, ci da un senso di negatività, se pensiamo che il vuoto è l’assenza del pieno, la negazione della materia, della sostanza, ciò che non ha corpo, e proprio perché non è, il vuoto non dovrebbe esistere. Ma in architettura il vuoto non si caratterizza in negativo, ma come la porzione di spazio che muri, pareti, modanature delimitano, cioè un volume uno spazio; esattamente come un cono, un cilindro una superficie che delimita è un volume che è limitato, così in una architettura ci sarà un contenitore che racchiude e uno spazio interno che è racchiuso. Sono i “buchi” comunque che fanno l’architettura, perché sono in queste cavità che si svolge la vita di relazione, si snodano i percorsi, sono possibili le attività di studio e di ricerca, mostrando che è possibile progettare con i vuoti; invece che assemblare i muri, il progettista penserà ad aggregare i volumi, cioè gli spazi tra loro.

Ma per l’architetto questo non è del tutto soddisfacente. Perché? Perché il volume non restituisce l’effettiva qualità e requisito dello spazio di un ambiente. Il colore, i materiali adoperati, la grana, la temperatura lo determinano tanto quanto la sua forma geometrica: una fredda scatola di cartone è, per esempio, diversa da una di metallo pitturato di rosso e questa da una di gommapiuma calda. L’esperienza fatta dall’uomo nel suo ambiente, come percezione dello spazio è un processo ampio, che racchiude parecchie variabili, esso non percepisce un universo comune a tutti, ma mondi diversi con motivazioni personali dovute pure da esperienze precedenti. La creazione dello spazio espressivo fu sempre compito di tecnici specializzati, di addetti ai lavori, cioè di costruttori, architetti, progettisti; mentre lo spazio estetico e stato studiato dai teorici dell’architettura e dai filosofi della materia. Chiunque investa entro il suo ambiente, un luogo in cui stabilirsi e vivere, è creatore del suo spazio espressivo.

Quale sarà allora la relazione tra lo spazio architettonico e gli altri elementi del sistema? Non c’è dubbio che lo spazio architettonico debba adattarsi ai bisogni dell’azione organica e facilitarne l’orientamento, attraverso la percezione. Lo spazio architettonico funziona soprattutto sugli schemi spaziali del mondo pubblico e individuale dell’uomo; ovviamente gli schemi individuali sono dai rapporti intercorrenti tra individuo e gli spazi architettonici esistenti, e se nel caso non lo soddisfino, quando cioè l’immagine risulta confusa o troppo instabile, la persona dovrà modificare lo spazio architettonico, che può essere quindi definito una concretizzazione dello spazio esistenziale dell’uomo. In architettura si è spesso parlato del problema dello spazio, si possono pensare a tre concetti: il primo concetto di spazio architettonico che riguarda la capacità di emanare dei volumi, i loro rapporti e le loro interazioni, basti pensare l’evoluzione degli egiziani e quella dei greci. La cupola del Panteon di Adriano, all’inizio del secondo secolo, segnò l’avvento del secondo concetto spaziale, e il terzo concetto di spazio, l’influenza reciproca fra spazio interno ed esterno.

Ma quali sono gli elementi dello spazio architettonico? Lo spazio architettonico può essere definito come una concretizzazione dello spazio esistenziale. Lo spazio esistenziale è un concetto psicologico che indica gli schemi sviluppati dall’uomo nell’interazione con l’ambiente, allo scopo di precedere in modo adeguato. In altre parole l’architettura rende realista un’immagine che oltrepassa l’ambiente preesistente, e riflette sempre l’aspirazione a migliorare le condizioni umane. Lo spazio esistenziale è determinato quindi dalla struttura concreta dell’ambiente, mentre desideri ed esigenze creano degli effetti rovesci; un rapporto tra uomo e ambiente con un procedimento bivalente, una vera e propria interscambiabilità. Il nostro mondo privato si basa ovviamente su una serie di generalizzazioni, in quanto si è portato ad organizzare le proprie esperienze secondo le loro somiglianze, esempio l’idea che ci si fa di un albero, può consistere solo in un’idea generica relativa alla forma e al colore, ma sicuramente un floricoltore o un botanico ne avranno probabilmente un’immagine più completa. Questo dipende dal fatto che dei mondi individuali, in un campo particolare, sono stati strutturati ad oltranza da nozioni specifiche, ma il concetto che l’uomo si fa dell’albero, è influenzato o dalla situazione particolare in cui rami, o l’azione di incidervi un cuore trafitto da una freccia, sia un’interferenza a dare alle cose il colore singolo e la forma, e a far sì che il mondo diventi più di una pura reazione meccanica di stimoli. Lo spazio architettonico è una forma simbolica ma in grado di trasmettere i significati più alti del mondo dell’uomo attraverso una certa similarità strutturale, cosicchè luoghi, percorsi, domini e livelli dello spazio esistenziale, trovino il loro corrispondente certo e fisico; una corrispondenza che dipende logicamente dalla questione dello spazio esistente. Creare uno spazio architettonico significa quindi integrare all’ambiente una precisa forma di vita.

E l’arte antica si occupava del tempo? E l’arte contemporanea è assillata dallo spazio? Basterebbe questo dittico a spiegare l’arte moderna e soprattutto quella contemporanea, che trova la sua massima essenza nel luogo specifico, non che l’arte antica non avesse la stessa particolarità, tutta l’arte parietale cioè eseguita su parete, dalle tombe egizie, alle basiliche, era realizzata appositamente per quel dato luogo e spazio. Gli affreschi di Michelangelo Buonarroti sono così acquisiti alla Cappella Sistina che difficilmente si possono pensare separati gli uni dall’altra. Quindi la faccenda dello spazio ha ragioni storiche precise, basti pensare a quello della modernità tardo ottocentesca e poi delle avanguardie di inizio novecento, quando i pittori hanno smesso di guardare la realtà, o sono stati costretti a smettere di imitarla a causa della scoperta della fotografia, e cominciano a riflettere che la tela ha due dimensioni, abbandonando per sempre l’idea di prospettiva. Una superficie che dapprima è ben inquadrata dalla cornice, ma che tende ad aderire alla parete, o a dissolversi in essa; ed è appunto in questo momento che la parete dove si esporrà un quadro diventa importante quanto il quadro stesso, spesso di più. Alle gallerie d’avanguardia si adattano presto i musei del contemporaneo, veri “duomi” che più che a conservare, servono a rendere “divine” opere, l’arte di esporre in una galleria e in un museo ha avuto i suoi grande interpreti, primo su tutti fu Carlo Scarpa, il campione della museografia del XX secolo, il massimo allestitore di mostre d’arte, i cui allestimenti spesso superavano per efficacia e poesia le opere esposte, ma senza arroganza, senza il desiderio di concepire sopra ad una precedente progettazione, che spesso coglie gli architetti quando si confrontano con gli artisti. Come noi tutti sappiamo, uno degli aspetti più importanti nell’arte in genere, per poter riprodurre un’opera da parte di ogni artista, è quello di rappresentare lo spazio. Lo spazio nell’arte contemporanea è un’ideologia, appunto tecnicamente in “complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale”. Dove per quest’ultimo si intende lo spettatore accorto, che appartiene a una casta esclusiva nata col modernismo, una sorta di seguace, fedele di una nuova “religione” chiamata” arte contemporanea. Il luogo sacro è la galleria d’avanguardia, il white cube, che ha i connotati della chiesa medioevale costruita in base alle leggi rigorose e, poiché il mondo esterno deve restare fuori, le finestre sono sigillare, i muri dipinti di bianco, il soffitto diventa fonte di luce, una luce quanto più possibile gelida, senza ombre, impersonale. La dimensione sacrosanta dello spazio è evidente tanto che il contesto è diventato più importanti del contenuto, forse anche perché dopo Duchamp il contesto, cioè il luogo espositivo, è fondamentale per fornire lo status d’arte a un oggetto, che non ha caratteristiche delle opere d’arte.

Monica Bonaventura

 

Previous articleLegalità e Psicologia: coadiuvanti a tutela e sostegno della coppia in fase di separazione | di Daniela Cavallini
Next article“Agosto a Palermo” | Legge Daniela Trevisan | Attrice, Doppiatrice e Autrice di racconti e romanzi | Racconto tratto Da “Novelle Brevi Di Sicilia” IV edizione
Nata in provincia di Venezia, da sempre ho la passione per l'arte in modo particolare per la pittura, il design di arredamento e la decorazione d'interni. Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, subito dopo il diploma ho lavorato per alcuni studi di architettura come disegnatrice, realizzando progettando arredamenti anche per conto proprio e restauri di edifici d’epoca. Neo diplomata entro a far parte di un centro culturale artistico conoscendo alcuni artisti, ed approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia, acquisendo esperienza. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “l’action painting” su grandi tele, realizzando quadri su commissione e su misura, integrandoli ad ogni arredamento iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte in alcune scuole e privatamente (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello), ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riciclo creativo, dando uno sguardo e senso al riuso degli oggetti che si gettano quotidianamente, e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare e Rifare, esponendo le mie creazioni, dagli oggetti ai gioielli. Collaboro alla realizzazione di esposizioni d’arte e mercati come Artista del proprio ingegno creativo, e da qualche anno ho iniziato a scrivere recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, per poi cooperare all’esecuzione di un libro come tecnica alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche della mia regione (Tele Venezia - Storie live e Radio Veneto) come pittrice, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di eccellenza veneta, e da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, e successivamente ancora intervistata e resa pubblica la mia intervista su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani e Scrivoline. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta e con una Menzione Speciale (Premio Veneto – Assoc. OltreArte) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Sempre alla ricerca d' innovazioni, d' imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Communità in un Concorso Nazionale e ancorra selezionata da una nota Agenzia pubblicitariae testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città europee e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Roma, Firenze, Milano, Matera, Padova, Venezia, Vicenza e su alcuni Comuni di Venezia e Padova, la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti di Milano e Matera, Biennale di Atene, Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete. In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su mobmagazine, scrittrice su un quotidiano che parla d'arte "Il quotidiano dell'arte" e manager di un personaggio pubblico.