I cinque principi di Amicaldi | di Caterina Civallero

0
174
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

Allievo di Paul Natorp e Martin Heidegger, Hans-Georg Gadamer è considerato uno dei maggiori esponenti dell’ermeneutica filosofica grazie alla sua opera più significativa, intitolata Verità e metodo. È stato un filosofo tedesco fra i più apprezzati nel periodo a cavallo con il secolo precedente; sua è l’affermazione: «La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande» e proprio fra le pieghe del suo significato ho sentito impellente il desiderio di fare chiarezza sul concetto di cultura.

Evitando di perdermi nel dedalo di parole che potrebbero indurre i lettori di MobMagazine a credere che io possegga verità inossidabili, voglio concentrarmi sui pensieri di uno scrittore contemporaneo che spesso si nasconde sotto il nome di Piergiorgio Amicaldi.

Suoi sono i cinque principi omonimi che, nel tentativo di esplorare il delicato confronto fra cultura istruzione e intelligenza, non mancheranno di essere piacevolmente irriverenti.

I CINQUE PRINCIPI DI AMICALDI

 

Principio di Amicaldi nr. 1

Cultura, istruzione e intelligenza NON sono sinonimi e non sono necessariamente correlati fra loro.

Corollario 1:

Si può essere molto istruiti e molto imbecilli.

Corollario 2:

Si può essere molto colti anche senza istruzione formale.

Corollario 3

Si può essere molto intelligenti senza istruzione.

Corollario 4

Si può apparire incolti solo perché si appartiene a una diversa cultura.

Corollario 5

Tanti diplomi attaccati al muro dimostrano che sei (stato) istruito, non che sei colto tantomeno che sei intelligente.

Chiosa:

Se non capisci il motivo per cui pubblico questo corollario significa che sei molto istruito.

Principio di Amicaldi nr. 2

Non esiste una definizione netta e universalmente accettata di “intelligenza” (idem per “vita”), e probabilmente esistono diversi tipi di intelligenza non per forza di cose tutti copresenti nello stesso individuo; l’intelligenza è comunque sempre inversamente proporzionale al numero di cervelli collegati fra loro, con unica eccezione i computer.

Chiosa: il valore che do a una persona (e agli “esseri”, viventi e non, in generale) NON dipende dal suo livello di intelligenza, dal suo grado di istruzione, dalla cultura a cui appartiene, dal censo, dalla razza e via dicendo. Va da sé che rispetto tutte le opinioni purché non siano diverse dalla mia.

Corollario: per fare lo scemo devi essere intelligente, per essere scemo non è necessario.

Chiosa al corollario: La somma dei cervelli elettronici è una semplice somma.

La somma dei cervelli umani è il reciproco della somma (una frazione in cui 1 è al numeratore e la somma dei cervelli al denominatore).

Principio di Amicaldi nr. 3

La “coscienza di sé” (o “la consapevolezza di esistere”, fate un po’ voi) non è connessa obbligatoriamente ai parametri precedentemente enunciati (intelligenza, cultura, istruzione): in ogni caso è una grossa fregatura.

Paradosso: se non siete d’accordo con quanto enunciato significa che avete “consapevolezza”, quindi siete d’accordo con quanto enunciato.

Principio di Amicaldi nr. 4

Il fenotipo degli esseri umani dà segni di variabilità eccessivi, presto la scienza dimostrerà che anche il genotipo è cambiato: in poche parole la precedente specie umana si è ormai ramificata evolvendo in diverse direzioni; pur assomigliandosi, esistono quindi ormai diverse specie profondamente diverse.

Alcuni esempi: homo televisivus, homo religiosus, homo inhabilis, homo militaris, homo feibuchensis, homo sapiens fanaticus, homo sapiens sapiens, homo homologatus e così via.

Non esiste nessuna possibilità biologica che le diverse specie possano comunicare in modo comprensibile fra loro, a causa delle diverse conformazioni cerebrali e delle non compatibili abitudini acquisite in generazioni di adattamento allo specifico ambiente.

Corollario: cercare di far capire un concetto a un esemplare appartenente a una specie diversa dalla tua, non possedendo quella parte di cervello necessaria alla relativa comprensione, è uno spreco di tempo.

Principio di Amicaldi nr. 5

Vedi: leggi di Murphy.

Enunciato più famoso: se qualcosa può andare storto, stai certo che prima o poi succederà!

Chiosa: se non fai niente non fai danni.

Caterina Civallero

I miei libri

https://www.facebook.com/caterina.civallero.5

https://caterinacivallero.com

https://caterinacivallerofeaturingmarialuisarossi.com

https://www.facebook.com/c.civallero/

https://www.facebook.com/amapola.caterinacivallero/

https://www.facebook.com/psicobiogenealogia/

https://www.facebook.com/civallero.caterina/

https://www.facebook.com/ilmiogemellomainato/

Pagina Instagram: @Caterina_Civallero

http://linkedin.com/in/caterina-civallero-8556b8186

Twitter @CATERINACIVALL1