Maria Palladino, critica d’arte e curatrice di eventi artistici | INTERVISTA di Monica Bonaventura

0
876
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

“Ci sono stati momenti in cui ho cercato un senso, e l’ho sempre trovato nell’Arte: Essa è essenziale allo spirito, e allo sviluppo sano della psiche e dell’intelletto, e di conseguenza anche incentivo della salute fisica, è parte sostanziale e integrande del nostro essere umani”.

Buongiorno Maria, ben ritrovata e grazie per la tua disponibilità. Molti dei nostri lettori ti conoscono già, sia come critica d’arte, curatrice di eventi artistici e organizzatrice di mostre d’arte contemporanea, sia sul territorio nazionale che internazionale. Se volessi presentarti ai nostri lettori, cosa racconteresti di te, in quanto Maria critica d’arte e organizzatrice di mostre d’arte?
Buongiorno Monica, grazie a te per quest’opportunità di raccontarmi, e raccontarvi qualcosa della mia “avventura” nel campo dell’arte.
Per prima cosa è necessario dire che il mio lavoro nasce come vocazione: non potrebbe essere altrimenti riguardo ad una professione come quella del critico d’arte e curatore, che assorbe e abbraccia ogni aspetto della quotidianità, divenendo stile di vita. Ed è un atteggiamento necessario da tenere in questo settore, poiché ciascun dettaglio merita attenzione, e nulla va lasciato al caso, se si desidera mettere al primo posto la serietà, e la qualità del proprio prodotto.
La mia avventura nasce fin dai primi anni, quando già la passione per l’arte e per il disegno, la scrittura, assorbivano buona parte del mio tempo. Col tempo questa passione si è amplificata e canalizzata nel desiderio di valorizzare e sostenere l’espressione artistica delle personalità contemporanee emergenti: dare rilievo alle nuove voci di spessore della nostra epoca.
Il percorso è stato lungo in questi diciassette anni di attività al servizio dell’arte, articolato e complesso, ma senza dubbio ricco di gioia e soddisfazioni, come accade sempre quando si asseconda la propria naturale inclinazione, per quante difficoltà possano sorgere.

Pochi sanno che hai una passione per la scrittura, una componente essenziale per il tuo lavoro e che ti dedichi anche alla pittura. Come riesci armonizzare il tutto sapendo che ci vuole molto tempo per organizzare mostre ed eventi del calibro di cui sei abituata?
In realtà è moltissimo tempo che non dipingo e disegno, troppo. Ero piuttosto brava anche, e il desiderio di riprendere c’è sempre, presto o tardi ricomincerò.
Effettivamente la mia professione assorbe la maggior parte del tempo e delle energie, amando io svolgerla “a tutto tondo”, senza delegare, per quanto mi è possibile. Siccome ritengo tale atteggiamento indispensabile per acquisire e mantenere un’”idea d’insieme” per ogni progetto, e per conservare e consolidare la linea di pensiero e d’azione che si è deciso di tenere.
Ma anche quale disciplina fisica: a mio avviso non bisogna risparmiarsi alcun compito, neppure, o forse soprattutto, quelli manuali, che allenano e “irrobustiscono” altresì la mente: intendo esercitano a mantenere l’umiltà, e soprattutto a sentire ogni progetto, avvertirlo come proprio. Questa è una cosa che si comprende sul campo.
Per quanto riguarda la scrittura invece, è parte integrante, principale e necessaria della mia attività, perciò non me ne privo mai.
La produzione artistica per adesso la “esercito” e la alimento attraverso lo sguardo, la memoria visiva. In seguito avrò la possibilità di riavvicinarmici anche manualmente.

Chi è invece Maria donna nella vita di tutti i giorni? Cosa ci racconti di te della tua vita al di là dell’arte, del tuo lavoro?
In tutta sincerità, in gran parte, il mio lavoro è anche la mia vita. Le mie frequentazioni e interessi sono comunque in ambito artistico. Poiché, come dicevo prima, questo tipo di attività diviene necessariamente stile di vita, ma anche perché – e non posso fare a meno di riconoscerlo e di essere grata al destino che sia così – sono una di quelle persone che hanno avuto la possibilità di fare della propria passione e del proprio sogno la propria realtà.
Al di là dell’arte visiva, ma non molto al di là di essa, amo la letteratura, la musica, la natura, la socialità, e tutto ciò che è spontanea creazione dell’animo umano.

Come critico d’arte sei dotata di un significativo percorso professionale. Ci sono degli avvenimenti peculiari che hanno inciso in modo particolare la tua carriera?
Innanzitutto, alla base di tutto, c’è stata la formazione, l’istruzione, che ho ricevuto a Napoli, dove ho frequentato il Liceo Classico G.B. Vico e poi l’Istituto Universitario Orientale, nei lontani anni ’90. A Napoli ho iniziato le varie esperienze, tantissime, a tutt’oggi ho perso il conto, presso associazioni culturali, gallerie, spazi pubblici e privati.
Mi piace ricordare con affetto anche il corso per “consulente d’arte” che ho seguito a Padova, nel 2013, presso Cescot Veneto, e la successiva permanenza in Galleria Berga, a Vicenza, diretta dallo straordinario gallerista Stefano Pausa, che ha arricchito moltissimo la mia professionalità. Queste fra le prime prove venete, che amo ricordare, ma in realtà già da parecchio tempo organizzavo e curavo mostre in Veneto, soprattutto a Padova, essendo io arrivata a viverci nel 2004.
Svolta fondamentale poi è stato l’incontro, nel 2016, sempre a Padova, con lo Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Grasso, con il quale ho la fortuna di collaborare ormai da cinque anni, di essere sua assistente, e ne sono orgogliosa. Questo incontro mi ha dato realmente l’occasione di completare la mia formazione, di “farmi le ossa”, in ogni ambito della questione, e sono e sarò sempre grata al Prof. Grasso per avermi dato e per darmi la massima libertà d’azione e organizzazione, e la sua fiducia, che per me è preziosa. Non riesco a credere siano passati soltanto cinque anni, mi sembra un tempo infinito, perché in questo intero periodo ho lavorato ininterrottamente, ad innumerevoli eventi, e con grande gioia e soddisfazione.

Per coloro che desiderano intraprendere la carriera di critico e curatore d’arte, cosa consigli?
Di sicuro essenziale è un’adeguata formazione culturale, ma poi, imprescindibilmente, tanta esperienza sul campo. Consiglio a chi desidera iniziare il lavoro di curatore, di non risparmiarsi: perché la fatica, fisica e mentale, è un elemento fondante, e soltanto positivo, ed è la sola cosa che premia, in questo contesto poi come in tutti gli altri. E anche la sincerità, l’onestà, l’originalità.
Il nostro compito, ugualmente a quello degli artisti, è una missione creativa: una mostra è allo stesso modo un’opera d’arte, nel concetto che l’anticipa e la sottende, come nella progettazione e nella realizzazione nei minimi dettagli.
L’umiltà e la gratitudine, fanno poi da necessario corollario a tutto ciò. Non considerarsi mai arrivati, perché di istruirsi e imparare nuove cose, nuove componenti per migliorarsi, non si finisce mai. E la gratitudine porta sempre ed esclusivamente un’eco di bene.
Non in ultimo: idee chiare, e puntare dritto all’obiettivo. Bisogna abbassare la testa, e non solo per umiltà, la quale è uno strumento utilissimo a non fermarsi, ma anche per procedere a testa bassa verso il risultato.
E’ assolutamente indispensabile sviluppare una linea di pensiero, e d’azione, un target artistico. Come anche necessario è non trascurare l’empatia, il rispetto, l’apprezzamento, per quanto di individuale, della propria emotività e del proprio mondo interiore ogni artista infonde nel suo operato.
L’individuazione di un’idea operativa portante è importantissima. Non trascuro l’intenzione di fondare un movimento artistico prima o poi, con un vero manifesto. E’ troppo tempo che questo non viene fatto. Il tempo è sempre poco. E del resto così è bene che sia.

Hai collaborato e curato la realizzazione di prestigiosi e numerosi eventi nel nostro territorio, sia artistici che culturali, come per esempio la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, la Fondazione Arte Contemporanea con direttore lo storico e critico d’arte prof. Giorgio Gregorio Grasso, “Lo stato dell’arte ai tempi della 58’ Biennale di Venezia” sempre con il critico d’arte e storico Giorgio Gregorio Grasso. Quale momento ricordi come più significativo?
Con la Fondazione Arte Contemporanea, presieduta dal Prof. Giorgio Grasso, collaboro tutt’ora, ed è il privilegio della mia attività di curatrice.
L’esperienza in ambito Biennale, per la 57ma e 58ma Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, è stata straordinaria, una tappa importantissima nel mio curriculum curatoriale. L’incontro con innumerevoli nazionalità diverse, che dialogano in un contesto così importante, mettendo a confronto le loro culture e peculiarità, è un’esperienza elettrizzante. E’ un confluire di mondi che instaurano un rapporto, si pongono in relazione e testimoniano l’unità di tutte le civiltà dinanzi all’arte: una dichiarazione di pace bellissima. Un lavoro enorme, la Biennale, ma imparagonabile a qualunque altro.
I momenti che ricordo sono tantissimi, ma soprattutto indimenticabili sono le nostre innumerevoli inaugurazioni a Palazzo Zenobio, il Collegio Armeno di Venezia, dove ho avuto la fortuna di lavorare per quattro anni, nel corso delle due ultime Biennali, appunto, e che è attualmente chiuso per restauri.
Non posso non ricordare con immenso affetto il Direttore di allora, Samuel Baghdassarian, che ringrazierò sempre per la sua intelligente e produttiva amministrazione e generosità, e tutto il personale armeno del Palazzo, straordinari, e il magnifico Salone degli Specchi. Spero ci torneremo presto.

Come critico e curatore artistico, hai avuto modo di osservare una moltitudine di opere d’arte, alcuni artisti hanno introdotto l’uso delle nuove tecnologie per esprimersi, una vera e propria rivoluzione che deriva dallo sperimentare al dimostrare di essere innovativo. Cosa è cambiato secondo te nel mondo dell’arte?
Personalmente, per mio gusto – perché il gusto è una componente insostituibile in arte, elemento portante poi di quella linea direttiva che ogni curatore adotta per il proprio agire -, non amo molto l’utilizzo della tecnologia in arte visiva. Soprattutto non prediligo particolarmente l’arte digitale, anche se riconosco validissime creazioni in quest’ambito. E’ una forma d’arte che non si avvicina in particolar modo alla mia sensibilità.
Come anche il concettuale troppo estremo, che mi fa soprattutto sorridere. L’idea in sé, per quanto geniale e ironica, non può sostituire in tutto e per tutto la sostanza dell’opera, che è pluristratificata. Alla base di ogni opera d’arte, di ogni filone artistico, c’è sempre un concetto, è ovvio. Ma questo ne è una componente, se vogliamo la prima componente, non la totalità.
L’integrità dell’opera è un complesso di fattori: oltre al concetto, l’abilità tecnica dell’artista, la sua perizia realizzativa in quel particolare ambito, la sensibilità, l’acutezza nell’osservazione del reale, la memoria visiva e la cultura, la personalità, che ne fa l’unicità.
Mentre invece apprezzo la videoarte, che a mio avviso è molto trascurata nel nostro Paese.

Gli artisti da sempre, utilizzano un linguaggio non verbale, vanno oltre i tempi che vivono, vedono oltre. I momenti di vita, le sensazioni, le emozioni, gli stati d’animo, la visione personale, la storia e quello che va al di là del tempo e dello spazio, l’incredibile, forse l’inconfondibile viene fissato, in un dipinto, che possiamo ammirare emozionandoci. Come sensibilizzare e richiamare l’attenzione per valorizzare il patrimonio artistico?
Questa è una domanda molto delicata, un punto focale per la nostra epoca e cività.
La creatività artistica è un dono dello spirito, e va valutato e valorizzato come tale.
Senza cadere nella banalità e nel già detto, al primo posto vi è l’istruzione, l’insegnamento e l’apprendimento della storia dell’arte. L’arte va inoltre fruita e vissuta, con i sensi, perciò va resa maggiormente accessibile, con le modalità e i mezzi esistenti, che siano resi disponibili.
Una maggiore educazione all’arte: all’osservazione e riflessione, alla sensibilizzazione nel considerare il patrimonio artistico quale valore umano, e spirituale, che purtroppo altre culture coltivano sin dall’infanzia, e qui da noi, (dove le ricchezze in tal senso abbondano e sovrabbondano) malauguratamente difetta. Bisogna rieducarsi e rieducare le persone, fin da giovanissime, ad emozionarsi. Ai nostri tempi sembra divenuto stranamente un tabù.

Quanto è importante ed impegnativo il ruolo di curatrice d’arte contemporanea? Quali difficoltà si potrebbero incontrare nell’organizzare una mostra?
A questa domanda ho in parte già risposto in una delle precedenti, riguardo all’essere la curatela un ruolo impegnativo, che assorbe la maggior parte del tempo e delle energie a disposizione. Ed è giusto, ed è un bene. Non si può né improvvisare, né tagliare corto: ciò che bisogna apprendere va appreso, e allo stesso modo ciò che è necessario fare, va fatto, in tutto e per tutto. La sintesi non paga.
Direi che, oltre all’umiltà e alla gratitudine, l’abnegazione è importante, e la presenza, sempre. Non bisogna aver paura di “sporcarsi le mani”, anche con le mansioni di carattere più pratico. E un certo acume, che ti permette di andare a “ficcare il naso” nei posti più opportuni, che sia nella ricerca dei partners, presso le istituzioni, o nella selezione degli artisti da promuovere, non deve mai mancare. Altrimenti il lavoro non è produttivo, ciò che ne deriva non eccelle. E, come accade anche agli artisti che non sono “sinceri”, non è durevole.
Ora più che in passato il ruolo del curatore è messo in discussione dalle innumerevoli problematiche che deve affrontare il nostro settore. Ma ritengo che una delle qualità fondamentali nella vita sia non arrendersi e perseverare, esserci, sempre.
Le difficoltà che è possibile incontrare nell’organizzazione di una mostra sono innumerevoli, ogni aspetto può presentare difficoltà: come ho già spiegato sopra l’esperienza è importantissima.
Altra qualità da possedere assolutamente, o da sviluppare, è la flessibilità mentale: bisogna sapersi adattare alle diverse situazioni e imprevedibilità, ed essere capaci di cavarsela trovando soluzioni sul momento.

I musei vengono definiti come strutture permanenti che acquisiscono, catalogano, conservano, ordinano ed espongono beni culturali per finalità di comunicare, informare e di studio, una memoria del tempo si potrebbe dire. Viene promossa a tuo parere, un’adeguata educazione e pubblicità che possa favorire la visita ai musei?
Non a sufficienza. Se non in occasione delle grandi mostre, o ricorrenze, o prestiti eccezionali, o restauri. Ma ancora molto poco. Spero fortemente che da questo periodo di “oscuramento” dovuto alla pandemia, nasca una rinnovata sensibilità, che possa far sentire la necessità di una maggiore e diversa apertura delle istituzioni museali e gallerie pubbliche, come e in prima istanza dello Stato, ai cittadini e ai visitatori, nazionali e internazionali, che possa comportare l’adozione di diverse modalità di avvicinamento al, e promozione del, patrimonio artistico italiano.

Il tuo già annunciato progetto, di cui sei organizzatrice e curatrice, è una mostra collettiva internazionale che si terrà dopo l’estate: “Amore e psiche”, la leggenda d’amore più bella di sempre, raffigurata da Antonio Canova. Cosa ti ha portato a progettare tale mostra? Qualora fra i nostri lettori ci fossero degli artisti, come possono fare per partecipare?
Direi “dal mito di Apuleio alla contemporaneità”.
Sono particolarmente affascinata dalle tematiche riguardanti la psiche, la sfera delle emozioni, il rapporto fra il mondo esterno e quello interiore dell’uomo, la dinamica di azione – reazione. Potrei considerarlo in certo qual modo il mio filo conduttore, quello che ho seguito più o meno in maniera coerente in tutto il corso della mia carriera curatoriale finora.
Mi stimola l’introspettività, di natura sono una persona che lavora molto su se stessa. Si può dire che rimugino abbastanza. Mi piace sviscerare le cose, anche in arte, trovo che sia un modo valido per evolversi e stimolare evoluzione.
Nello specifico, in “Amore e Psiche”, a parte la leggenda, mi interessava suggerire la riflessione sull’incontro – scontro fra l’impulsività del sentimento d’amore, o eros, e il dominio della ragione. Mi sembra ci sia un vastissimo range di soluzioni creative da sviscerare a questo proposito. E sono molto curiosa di vedere cosa verrà proposto.
Gli artisti interessati a partecipare possono scrivermi, per ricevere il bando e la scheda di partecipazione, e tutte le informazioni, al mio indirizzo e-mail: audramsa@outlook.it

Abbiamo parlato di “Amore e Psiche”, e sappiamo che hai già iniziato le selezioni delle opere che verranno successivamente esposte in una delle più prestigiose gallerie d’arte di Venezia, la Venice Art Gallery, di cui tu sei direttrice, l’inaugurazione sarà presentata dallo storico e critico d’arte prof. Giorgio Gregorio Grasso. Sono molti gli artisti che stanno partecipando alle selezioni, ognuno con la propria tecnica, il suo modo di fare pittura, di esprimersi dunque, dal figurativo all’astratto, pensi che sia possibile raccontare “Amore e psiche” per chi fa astratto? Gli artisti selezionati hanno soddisfatto le tue aspettative? Quanto è appagante essere direttrice di una così importante galleria d’arte nel cuore dinamico della cultura artistica e ricercata di Venezia?
Tante domande in una! Ti ringrazio perché sono tutti temi che mi stanno molto a cuore.
Sì, ho già iniziato le selezioni delle opere, per la mostra, che si terrà dal 18 Settembre al 2 Ottobre prossimo presso la Venice Art Gallery di Venezia. Assolutamente sì, qualsiasi tema è indagabile in pittura, in maniera sia figurativa che astratta: l’astrattismo è la manifestazione più pura delle emozioni attraverso la scienza del colore, la capacità compositiva, gli equilibri, le forze e contrapposizioni cromatiche che si bilanciano. Quale mezzo migliore per suscitare, e descrivere, idee e concetti che sono ancor più forse astratti che figurativi?
Gli artisti che sto selezionando devo dire che mi stanno sorprendendo. Sto scoprendo una freschezza di visione che da tempo non avevo avuto modo di cogliere. Potrei dire, e forse può sembrare brutto da dire, ma il mio intendimento è solo ed esclusivamente positivo, che questi mesi di chiusura hanno fatto erompere la parte interiore più vera, quel nucleo emotivo che era sepolto, e forse rimosso, sotto la coltre della necessità, della contingenza. L’impellente urgenza della rifondazione della realtà ha fatto emergere il nocciolo puro dell’identità, e questo è solo un bene.
Dirigere una galleria a Venezia, direi che è una delle massime aspirazioni a cui una persona che fa il mio lavoro può ambire. E’ una realizzazione e, non per essere ripetitiva, sarò sempre grata al Prof. Grasso per avermelo permesso. Venezia è un punto di snodo tuttora cruciale per l’arte, uno dei poli, essere a Venezia vuol dire vivere a pieno la dimensione artistica.

Quale metodologia adotti dal momento in cui inizi a organizzare una mostra? Quale criterio scegli nel selezionare gli artisti?
Esiste una stuttura, un criterio di base, che costituisce il fulcro di ogni disegno. E poi c’è quel corollario di casualità che fanno la particolarità di ogni singolo programma.
Io lavoro molto di testa, come spiegavo prima: i progetti si formano dapprima in toto nella mia testa. Da un’idea di base nasce il piano completo, ben scandito in ogni dettaglio: dal concept alla ricerca e scelta dello spazio, alla parte grafica e promozionale, la selezione degli artisti, raccolta delle adesioni, allestimento, ufficio stampa. A cui seguono l’inaugurazione dell’evento, svolgimento con ulteriore piano promozionale e finissage e la correlata letteratura. Può sembrare complicato e faticoso, e lo è, ma una volta acquisita la pratica viene tutto naturale e immediato. Come dicevo, nasce già alla mente ben strutturato, mettere nero su bianco è una consequenzialità.
Il criterio scelto nella selezione degli artisti è dato innanzitutto dalla già citata “sincerità” di visione: ormai ogni cosa è stata descritta, ogni tecnica esplorata, c’è poco di nuovo che si possa fare e dire, sembra tutto già visto. Ma la “sincerità” è un’altra cosa: è una personalità forte e ben definita, che pur nella comunanza degli strumenti e delle modalità, delle tecniche, sa far emergere prepotentemente se stessa, e la padronanza di queste. Direi che la manualità per me è importantissima.

Talento, passione, determinazione, perseveranza, conoscenze, opportunità…quali possibilità ha un artista di emergere?
Se un artista non possiede già mezzi e conoscenze di suo (è brutto dirlo, ma questo facilita molto le cose, e sappiamo tutti che è così), soprattutto la determinazione e la perseveranza, e una certa sottigliezza di intuito, aiutano nella scelta e nell’individuazione delle occasioni più proficue, e dei contatti più interessanti.
La testardaggine premia sempre, ma sempre non senza una buona dose della sovramenzionata umiltà, che poi è obiettività nel giudicare se stessi e le condizioni esterne.
E innanzitutto il talento, quella dote innata, che aldilà e al di sopra di ogni frangente esterno, non può che emergere e permanere. Questo dono può essere parzialmente migliorato con lo studio e la dedizione alla pratica artistica.

Concludendo, in che modo l’arte ha segnato la tua vita? Quali sono i tuoi progetti imminenti?
Direi che l’Arte mi ha “scelta”: ho svolto innumerevoli e diversi lavori nella mia giovinezza, ma il mio percorso mi ha sempre inevitabilmente riportata sulla strada dell’Arte. Posso dire che è una compagna di vita insostituibile, da tanto, da quando ho deciso di farne il senso della mia vita.
Ci sono stati momenti in cui ho cercato un senso, e l’ho sempre trovato nell’Arte. Essa è essenziale allo spirito, e allo sviluppo sano della psiche e dell’intelletto, e di conseguenza anche incentivo della salute fisica, è parte sostanziale e integrante del nostro essere umani.
Progetto imminente, oltre alla mostra “Amore e Psiche”, sarà la immediatamente successiva mostra collettiva internazionale “La Follia della Ragione”, sempre alla Venice Art Gallery, dal 16 al 30 Ottobre. Un’altra mostra a tema psicologico, come si può notare. E poi i progetti in sospeso sono tantissimi, quelli in standby a causa del lockdown e quelli da un po’ di tempo nel cassetto e che porrò in essere. Perché dopo averle pensate, le cose mi piace finalizzarle, piuttosto che lasciarle nel limbo.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?
Nei social, soprattutto Facebook e Instagram, in Facebook ho anche una pagina “Maria Palladino – Critico d’Arte e Curatrice”. Non disdegno i social, sono stati molto importanti, soprattutto dal punto di vista dei contatti, e lo sono ancora. Non vanno demonizzati, ogni strumento va usato come tale, adoperandolo per i propri fini, appunto, senza lasciarsene condizionare e senza sviluppare dipendenze.
E poi, non da ultimo, sono redattrice da due anni per “Artribune”, una delle piattaforme on line, e rivista periodica, fra le più importanti attualmente in Italia, per l’arte contemporanea e la cultura. Ed è un altro regalo del destino di cui vado molto fiera.

Monica Isabella Bonaventura

Previous articleVilla Deliella: da simbolo di un matrimonio di interessi a icona Liberty | di Giusy Pellegrino
Next articlePalermo tra sapori e profumi | di Betty Scaglione
Nata in provincia di Venezia, da sempre ho la passione per l'arte in modo particolare per la pittura, il design di arredamento e la decorazione d'interni. Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, subito dopo il diploma ho lavorato per alcuni studi di architettura come disegnatrice, realizzando progettando arredamenti anche per conto proprio e restauri di edifici d’epoca. Neo diplomata entro a far parte di un centro culturale artistico conoscendo alcuni artisti, ed approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia, acquisendo esperienza. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “l’action painting” su grandi tele, realizzando quadri su commissione e su misura, integrandoli ad ogni arredamento iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte in alcune scuole e privatamente (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello), ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riciclo creativo, dando uno sguardo e senso al riuso degli oggetti che si gettano quotidianamente, e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare e Rifare, esponendo le mie creazioni, dagli oggetti ai gioielli. Collaboro alla realizzazione di esposizioni d’arte e mercati come Artista del proprio ingegno creativo, e da qualche anno ho iniziato a scrivere recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, per poi cooperare all’esecuzione di un libro come tecnica alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche della mia regione (Tele Venezia - Storie live e Radio Veneto) come pittrice, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di eccellenza veneta, e da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, e successivamente ancora intervistata e resa pubblica la mia intervista su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani e Scrivoline. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta e con una Menzione Speciale (Premio Veneto – Assoc. OltreArte) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Sempre alla ricerca d' innovazioni, d' imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Communità in un Concorso Nazionale e ancorra selezionata da una nota Agenzia pubblicitariae testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città europee e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Roma, Firenze, Milano, Matera, Padova, Venezia, Vicenza e su alcuni Comuni di Venezia e Padova, la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti di Milano e Matera, Biennale di Atene, Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete. In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su mobmagazine, scrittrice su un quotidiano che parla d'arte "Il quotidiano dell'arte" e manager di un personaggio pubblico.