Annamaria Pajno, poetessa e scrittrice siciliana | INTERVISTA

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«Poesia per me è l’espressione del mio sentire, dei miei stati d’animo. Fiore spontaneo nel rinnovarsi miracoloso della vita. La poesia per me racconta la vita, in un armonioso susseguirsi di parole.» (Annamaria Pajno)

Annamaria Pajno

Ciao Annamaria, benvenuta. Grazie per la tua disponibilità e per aver accettato il nostro invito. Se volessi presentarti ai nostri lettori, cosa racconteresti di te quale Annamaria poetessa e scrittrice?

Grazie a voi. Alla casa Editrice Rupe Mutevole, di cui ogni giorno apprezzo sempre di più professionalità, competenza, sensibilità e mi consenta dire “umanità”.

Ho cominciato percorso poetico per caso e quasi per gioco. Quando ero studentessa, riscuotevo sempre un certo “successo” tra i professori di italiano, che apprezzavano il mio modo di svolgere i temi che mi assegnavano. Scrivevo di getto, quasi d’istinto, sempre direttamente in bella e riuscivo spesso a commuoverli, se l’argomento era particolarmente “sensibile”. Da Scuola di Ragioneria, l’unica a quei tempi presente sulla mia isola, all’Università mi sono dedicata ad altri settori che intanto avevano suscitato il mio interesse: Scienze Biologiche e poi Farmacia. Mi è sempre piaciuto studiare! Son passati tanti anni. Una vita… Un amico, circa 4 anni fa, che fa parte di un’associazione letteraria, mi chiede di aderirvi, in sostituzione di un associato titolare. Accetto anche se con perplessità. Scrivo la prima poesia. Scopro che mi piace ancora scrivere. Sento che se è il momento “giusto”, le parole fruiscono liberamente. L’unica cosa che cui presto attenzione è che devono avere “musicalità”. La musica è un’altra delle mie passioni. Ne scrivo tante. Le conservo in foglietti volanti. Mi vien voglia, vedendo gli altri poeti, di raccoglierle in unica raccolta tutta mia. Invio le poesie a varie case Editrici, per una valutazione di opportunità di pubblicazione. Ero convinta che nessuno sarebbe stato disposto a pubblicarle ed invece, con mio grande stupore, tutte danno risposta positiva. Rupe Mutevole, fra tutte l’ho scelta fidandomi del mio istinto e del cuore. Mi son sentita attenzionata e compresa, in sintonia. Ed eccomi qua.

… chi è invece Annamaria donna che vive la sua quotidianità e cosa fa al di fuori dell’arte dello scrivere che puoi raccontarci?

Nel quotidiano per 42 anni, dopo laurea e specializzazione, ho svolto ruolo di Biologa presso il Laboratorio Analisi del Presidio Ospedaliero della mia isola. Il mio lavoro l’ho svolto con passione, abnegazione ed entusiasmo. Il lavoro è stato un “grande amore” della mia vita. Ora da un paio di mesi sono in pensione e la poesia ha un posto importante nella mia quotidianità. Come tante donne mi sono divisa tra lavoro e famiglia. E naturalmente non è stato sempre facile.

Chi sono e chi sono stati i tuoi maestri d’arte, se vogliamo usare questo termine? Qual è stato il tuo percorso artistico/formativo ed esperienziale nel mondo della scrittura e della poesia?

Ho sempre letto molto. Anche se in genere ai romanzi, preferisco biografie o comunque racconti di vita vissuta, storie vere.

Come definiresti il tuo stile poetico e la tua poetica? C’è qualche poeta del passato o del presente al quale ti ispiri?

Non oso accostarmi ai grandi che ho sempre sentiti vicini. Quasimodo, Ungaretti, Montale. Non amo molto i giri di parole, in tutti i campi, letterari come nella vita.

Recentemente hai pubblicato “Io sono isola” con la casa editrice Rupe Mutevole dell’editore Cristina Del Torchio. Come nasce questa raccolta di poesie, qual è il messaggio che vuoi arrivi al lettore e quali gli stimoli che ti hanno portato a scrivere quest’opera?

Annamaria Pajno, “Io sono isola”, Rupe Mutevole ed., Bedonia (Parma), 2021

Vorrei trasmettere un messaggio sull’importanza della comunicazione. A volte il dolore, la frustrazione, la delusione una volte espresse, dandole voce lo sono meno e perdono “virulenza”.

Raccontaci delle tue poesie e dei tuoi libri. Quali sono che ami ricordare e di cui vuoi parlare ai nostri lettori?

Ogni poesia è un pezzo di me. Un momento della mia vita. Un ricordo del mio percorso. Sensazioni personali del mio vissuto. “Cercavo vetrini tra la sabbia” è la prima poesia che ho scritto. Quasi una presa di coscienza, un punto di partenza da ciò che è rimasto … di me come ero.

Una domanda difficile Annamaria: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Io sono isola”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

La copertina. Penso sia bellissima, anche perché è una foto che ho scattato da casa mia, una mattina in un momento particolare. In quella foto c’è molto di me. Ecco, comprerei il libro per la copertina che sembra già raccontare… Sono di parte!

Da Canele YouTube: “Note” di Annamaria Pajno:

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Se comincio qualcosa… è perché ci credo, ci metto il cuore e tutto il mio impegno. Mi piace fare bene. Non mi concedo attenuanti. A volte si può non realizzare quanto ci si è prefissato. Importante è che davanti al tribunale della mia coscienza e dell’autocritica, non debba dire “potevi fare di più…”. Non me lo perdonerei mai.

«…anche l’amore era fra le esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l’uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz’aria sopra un abisso senza fondo.» (Robert Musil, “L’uomo senza qualità”, Volume primo, p. 28, Einaudi ed., 1996, Torino). Cosa pensi di questa frase di Robert Musil? Cos’è l’amore per te e come secondo te è vissuto oggi l’amore nella nostra società contemporanea, tecnologica e social?

L’amore è importante, anche se oggi spesso lo si nega. L’amore inteso in senso lato. Credo che se la nostra vita, i nostri gesti, le nostre parole fossero “condizionati” dall’amore… avremmo un mondo migliore.

«Direi che sono disgustato, o ancor meglio nauseato … C’è in giro un sacco di poesia accademica. Mi arrivano libri o riviste da studenti che hanno pochissima energia … non hanno fuoco o pazzia. La gente affabile non crea molto bene. Questo non si applica soltanto ai giovani. Il poeta, più di tutti, deve forgiarsi tra le fiamme degli stenti. Troppo latte materno non va bene. Se il tipo di poesia è buona, io non ne ho vista. La teoria degli stenti e delle privazioni può essere vecchia, ma è diventata vecchia perché era buona … Il mio contributo è stato quello di rendere la poesia più libera e più semplificata, l’ho resa più umana. L’ho resa più facile da seguire per gli altri. Ho insegnato loro che si può scrivere una poesia allo stesso modo in cui si può scrivere una lettera, che una poesia può perfino intrattenere, e che non ci deve essere per forza qualcosa di sacro in essa.» (Intervista di William Childress, Charles Bukowski, “Poetry Now, vol. 1, n.6, 1974, pp 1, 19, 21.). Tu da poeta cosa ne pensi in proposito? Ha ragione Bukowski a dire queste cose? Cosa è oggi la poesia per te, riprendendo il pensiero di Bukowski?

Poesia per me è l’espressione del mio sentire, dei miei stati d’animo. Fiore spontaneo nel rinnovarsi miracoloso della vita. La poesia per me racconta la vita, in un armonioso susseguirsi di parole.

«Il ruolo del poeta è pressoché nullo … tristemente nullo … il poeta, per definizione, è un mezzo uomo – un mollaccione, non è una persona reale, e non ha la forza di guidare uomini veri in questioni di sangue e coraggio.» (Intervista ad Arnold Kaye, Charles Bukowski Speaks Out, “Literary Times”, Chicaco, vol 2, n. 4, March 1963, pp. 1-7). Qual è la tua idea in proposito rispetto alle parole di Bukowski? Cosa pensi del ruolo del poeta nella società contemporanea, oggi social e tecnologica fino alla esasperazione? Oggi al poeta, secondo te, viene riconosciuto un ruolo sociale e culturale, oppure, come dice Bukowski, fa parte di una “élite” di intellettuali che si autoincensano reciprocamente, una sorta di “club” riservato ed esclusivo, senza incidere realmente nella società e nella cultura contemporanea?

Penso che viviamo in un mondo strano… Personalmente ho vissuto esperienze in cui si creano falsi idoli in virtù di questi mezzi di comunicazione social, che mi hanno portato ad amare conclusioni. Secondo me, visto che siamo “esseri pensanti”, dovremmo prendere il meglio della tecnologia senza diventarne schiavi o peggio crearci dipendenze, riprendendoci il nostro libero arbitrio, ritornando a pensare con la nostra capacità cognitiva. Non credo si possa discutere sulla validità del ruolo sociale e culturale della poesia. Sicuramente è una scelta personale, ma secondo me, oggi più che mai, nell’era della comunicazione, siamo ammalati di incomunicabilità. La poesia non può che avere un ruolo fondamentale.

«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

Quando si legge un libro, secondo me si deve entrare in sintonia con l’autore, solo così è arricchimento e naturalmente è confronto di pensieri, in caso contrario è come fare parole crociate.

«Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905). Cosa ne pensi tu in proposito? Cosa legge il lettore in uno scritto? Quello che ha nella testa “chi lo ha scritto” oppure quello che gli appartiene e che altrimenti non vedrebbe?

Leggere, secondo me, soprattutto oggi, ci costringe a pensare, a riflettere, a capire. Forse l’impegno di comprendere cosa lo scrittore ci vuole comunicare, apre la via ad un percorso interiore, verso la scoperta di noi stessi. Cercando di comprendere gli altri, potremmo forse riuscire a capire meglio la nostra essenza.

Da Canele YouTube: “Le tue parole”, Annamaria Pajno:

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Secondo me la bellezza è armonia. In tutti i campi, in tutti i suoi vari aspetti ed espressioni. Natura, musica, vita vissuta, poesia, sentimenti… La bellezza, secondo me, è tutto ciò che riesce a comunicare sensazioni positive, che commuove, che fa sentire parte, un tutt’uno, di un momento magico.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita artistica e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che hai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

Professionalmente, mio marito, allora primo amore… io arida ragioniera, lui mi parlava di scienza, di un mondo nuovo e sconosciuto fatto di chimica, alchimie e teorie… per riuscire a capirlo mi sono iscritta all’università in Scienze Biologiche!

Dal punto di vista umano, cerco sempre di trarre insegnamento, stimolo e spunto da ogni esperienza vissuta, sia negativa che positiva. Tutto può contribuire alla crescita personale, che non si arresta mai.

Se dovessi consigliare ai nostri lettori tre film da vedere quali consiglieresti e perché?

Bei film… tanti. Attimo fuggente. Hachiko, La meglio gioventù, La mia africa…ecc. Ma anche i film vanno scelti al momento. Secondo se hai voglia di ridere, impegnarti o sognare. Poter scegliere è fondamentale per viver in armonia. Io non vedo mai un film a caso, il primo che capita! Meglio niente.

E tre libri da leggere assolutamente nei prossimi mesi? Quali e perché proprio quelli?

Libri validi e interessanti, tanti. La scelta del libro, la reputo un fatto molto personale. È la scelta di un compagno di “anima”. Ci devi passare i tempi delle pause dalla routine ed io scelgo sempre personalmente e attentamente con chi condividere il mio tempo. Tempo e vita, beni preziosi.

I tuoi prossimi progetti? Cosa ti aspetta nel tuo futuro professionale e artistico che puoi raccontarci?

Voglio organizzare un paio di eventi per pubblicizzare la mia silloge. Sto partecipando a diversi concorsi letterari.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Facebook, come Annamaria Pajno, e Instagram.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

Grazie per l’attenzione e la pazienza, oggi, doti non molto comuni.

Annamaria Pajno

https://www.facebook.com/annamaria.pajno

https://www.instagram.com/annamaria.pajno/

Il libro:

Annamaria Pajno, “Io sono isola”, Rupe Mutevole ed., Bedonia (Parma), 2021

https://www.rupemutevole.com/shop-online/productidn/951764/io-sono-isola-di-annamaria-pajno

Da Canale YouTube, “Io sono isola”, di Annamaria Pajno:

Da Canale YouTube, Emozioni, “Sei”, di Annamaria Pajno:

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò, Palermo