Quello che tutti pensano sulla Murgia… e che noi qui diciamo… | di Andrea Giostra

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Avevo già scritto di questa signora a proposito della presunta mediocrità di Franco Battiato del quale la Murgia ebbe a definire i suoi testi delle “minchiate assolute”. Lo feci nell’articolo dal titolo: “La mediocrità vs il genio artistico, ovvero, Murgia vs Battiato | «I testi di Battiato? Minchiate assolute … citazioni senza significato!»” del quale riportiamo a seguire il link per chi volesse leggerlo:

https://mobmagazine.it/blog/2020/04/07/la-mediocrita-vs-il-genio-artistico-ovvero-murgia-vs-battiato-i-testi-di-battiato-minchiate-assolute-citazioni-senza-significato/

Ebbene, scrissi allora che l’orda degli pseudo intellettuali, che a torto si definiscono di sinistra, la cui unica mission “artistico-letteraria” è l’esaltazione della propria imbarazzante mediocrità e l’alimentare bulimicamente il proprio patologico narcisismo, è ritornata alla riscossa con uno dei suoi esponenti di spicco, la “scrittrice” sarda Michela Murgia, che così parlò sul suo Canale YouTube di uno dei più grandi e indiscussi artisti contemporanei, il siciliano Franco Battiato: «Battiato è considerato un autore intellettuale e invece ti vai a fare l’analisi dei suoi testi e sono delle minchiate assolute. Citazioni su citazioni e nessun significato reale. Tolti due testi, forse!»

Non si dice forse che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”? Ebbene, questo detto sembra cucito ad “arte” per la nostra “intellettuale”, come ebbe a definirla Alessandro Sallusti nella performance della Murgia ospite di Lilli Gruber nella puntata di “Otto e mezzo” del 28 aprile 2021, che qui riportiamo:

Michela Murgia: “Ho subito un’intimidazione da un poliziotto che mi ha chiesto se temevo la sua divisa”:

https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/michela-murgia-ho-subito-unintimidazione-da-un-poliziotto-che-mi-ha-chiesto-se-temevo-la-sua-divisa-28-04-2021-377944

Ribadiamo che “il lupo perde i pelo ma non il vizio”, proprio perché nella sua mediocrità intellettuale e culturale, l’unico modo che la nostra scrittrice possiede per ottenere mediatica visibilità è sparare “minchiate” a raffica, per scusarsi successivamente e premurosamente, e dire con voce mortificata e suadente che non era stata compresa, ovvero, che non era quello il suo pensiero bensì proprio il contrario!

Anche qui è la stessa sonata che con Battiato… non è che la signora teme le persone in divisa! Era un modo di dire per dimostrare il suo affetto e la sua fiducia verso le donne e gli uomini in divisa della Stato italiano! Come fu con Battiato… non è che la nostra intellettuale non ama Battiato, proprio il contrario, lo ama, ascolta le sue canzoni e legge i suoi testi quasi quotidianamente! Ipse dixit!

Intanto però la stampa di destra e di sinistra parla di lei, ovvero delle sue “minchiate”, che è la sua vera “arte”, e tutti fanno a gara per invitarla in talk show, programmi televisivi, conference call culturali, garantendo alla nostra “intellettuale” visibilità e, immaginiamo, dei proventi che altrimenti sarebbero stati solo immaginati. D’altra parte occorre essere imprenditori di sé stessi! E chi può darle torto! Anzi, da questo punto di vista ne sono ammirato e riconosco pubblicamente il suo vero e indiscusso talento: riuscire a trasformare questa sua peculiare “arte” in lavoro remunerato in grado, al contempo, di darle notevole visibilità mediatica e social! E a questo risultato oggettivo ci inchiniamo con ammirazione sincera!

Ma la sonata, dicevamo, anche questa volta non è cambiata, come fu con Battiamo alla quale polemica risposero in tanti, tutti contrari alla scrittrice ovviamente, anche se con l’eccezione di poche mosche bianche mosse più da posizioni ideologiche e di fratellanza intellettuale che per ragioni oggettive e onestamente condivisibili! Polemica sulla questione Battiato che qui riportiamo:

“Il potere della parola”: Eva vs Totò, ovvero, la “Scrittrice affermata” vs il “Plebeo popolano” | L’orda degli pseudo intellettuali al servizio della mediocrità: la difesa della Murgia vs Battiato | di Andrea Giostra |

https://mobmagazine.it/blog/2020/06/02/il-potere-della-parola-eva-vs-toto-ovvero-la-scrittrice-affermata-vs-il-plebeo-popolano/

Ma detto questo e fatta questa breve premessa, quello che adesso vogliamo condividere è il pensiero di Gian Paolo Serino, pubblicato oggi sul Blog di Nicola Porro, che riportiamo a seguire integralmente augurando a tutti i nostri lettori Buon Primo Maggio…


Quello che tutti pensano sulla Murgia (ma nessuno dice) | di Gian Paolo Serino

Diciamo la verità. Quello che tutti pensano e nessuno ha il coraggio di scrivere. Michela Murgia attacca il mondo da femminista perché è brutta. La capisco, sono brutto anche io. Ma le invidio che della sua bruttezza ha fatto un alibi per apparire. Se fosse stata bella sarebbe femminista? Non credo. Io se fossi stato bello sarei maschilista? Non credo. Quindi comprendo la bruttezza: forse non è galante scriverlo o dirlo a una donna, ma sono abbastanza educato per sapere che educazione viene da “ex ducere” latino: portare fuori quello che si pensa. Poi la società delle apparenze ha stravolto il senso.

LA PAURA DELLA DIVISA

Tornando a Michela Murgia: la sua educazione è (im)mediata, sa sempre come far parlare di sé stessa, come ha fatto ieri raccontando che l’ha fermata un poliziotto chiedendole se avesse paura della divisa. La Murgia aveva attaccato il Generale Figliuolo dichiarando di temere “un uomo in divisa”. Noi le chiediamo, ma se fosse una donna in divisa? Il discorso cambia. Michela Murgia invece indossa vestiti spentamente sgargianti, sempre con scollatura generosa, capelli neri tirati indietro, quasi un’accabadora o una donna sarda uscita da un libro di Grazia Deledda: le manca soltanto un vaso per portare l’acqua al pozzo è la sua maschera televisiva è completa.

Non mi si accusi di maschilismo: lo sono. Come Michela Murgia ammette di essere femminista. Quindi, da maschilista sono attratto dalla bellezza non interiore ma da quella nella quale sono cresciuto da bambino: le tettone di “Drive in”, le gambe di Tina Turner e i calendari di Naomi Campbell e Cindy Crawford. Quindi quando vedo Michela Murgia da Lilli Gruber la immagino con il grembiule che toglie i piselli dal baccello o le fave dalla buccia o porta l’acqua al mulino. Il suo.

LA BELLEZZA (E LA BRUTTEZZA)

Perché Michela Murgia anche se sempre scollata e non si capisce perché: ma è un suo diritto come è mio diritto criticare la sua estetica perché quel che dice rimbalza nella mia testa senza che io comprenda: capisco solo, come tutti, che la scrittrice (ormai diventata una libellista da quizzone) è sempre incazzata con tutti ma è incazzata perché si vede, senza scomodare Lombroso e senza essere fascista (non lo sono: non credo alla destra come non credo nella sinistra). Io penso solo alla bellezza. La bellezza delle donne. Perché anche io sono brutto come Michela Murgia e la capisco, ma purtroppo non posso nascondere la mia bruttezza e il mio pensiero in uno scialle. Quindi quando vedo la Murgia da Lilli Gruber mi concentro su Lilli Gruber, in divisa sadomaso con pantaloni in pelle nere, tacchi e seduta in punta di poltrona e immagino che sia la Gruber a parlare al posto della Murgia. Anche con questo espediente non riesco a concepire l’animosità della Murgia: ha sempre lo scialle avvelenato contro qualcuno e qualcosa.

Gian Paolo Serino

Fonte:

https://www.nicolaporro.it/quello-che-tutti-pensano-sulla-murgia-ma-nessuno-dice/

Gian Paolo Serino:

https://www.nicolaporro.it/ospiti/gian-paolo-serino/

https://www.facebook.com/profile.php?id=652563783