LA DONNA PIU’ FAMOSA DEL MONDO, Monna Lisa detta la Gioconda. Una donna che il mondo dell’arte riconosce come oggetto del capolavoro di Leonardo

0
575
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  

Sul famoso volto della Gioconda, quale segreto si nasconde? Leonardo seppe catturare la vera anima di Monna Lisa? La sua entità rivelerà un codice di Leonardo? Quali ipotesi vengono fatte da studiosi e ricercatori? La donna fiorentina fu realmente la modella di Leonardo da Vinci per il dipinto della Gioconda o c’è qualcos’altro?

Chi è la Monna Lisa? Ammirata dai più grandi storici d’arte Lisa Gherardini diventa uno dei volti più famosi da secoli, dallo sguardo ammaliante, incantevole e seducente; svariate volte guardato, scrutato, analizzato, esaminato più al mondo, con varie ipotesi di chi fosse, di cosa potesse nascondere il suo sorriso, gli occhi, il paesaggio, tutto un mistero gira attorno a questa donna: Monna Lisa detta la Gioconda.
Molti documenti ritrovati, testimonianze dirette e indirette, tanti studi concordano che la Gioconda sia Lisa Gherardini, moglie di Francesco di Giocondo un nobile mercante.
Secondo alcuni ricercatori potrebbe trattarsi invece di Caterina Sforza, altri sono convinti che si tratti di Isabella d’Aragona e c’è chi pensa persino che sia la madre del pittore, Caterina di Meo Lippi detta Caterina Buti del Vacca, presunta schiava del padre di Leonardo in quanto al tempo il nome Caterina era un nome usualmente attribuito alle schiave.
Comunque sia, Leonardo raffigura con questa modella la bellezza, la sensualità, l’erotismo e il mistero, una chiave vincente che lascia senza parole ricercatori, investigatori e storici più preparati, a capire cosa si cela nel viso e sulla natura di tale splendore.
Il genio da Vinci accettò di ritrarre questa donna del popolo, ritornato a Firenze dopo molti anni, e non gli interessava realizzare ritratti di aristocratici benestanti e potenti di quel tempo, ma preferì eseguire un ritratto di una donna semplice e non influente, la moglie ignota di uno sconosciuto, lo stesso che gli commissionò il ritratto. Lei quindi era la moglie di un mercante, il quale voleva che la moglie venisse dipinta, ma che risultasse essere miracolosamente viva, che sembrasse essere fatta di carne e no di pittura, dai tratti impenetrabili e inviolabili; ora è un capolavoro, Patrimonio dell’Umanità.
Leonardo ci metterà molti anni prima di completare la sua opera come alcuni sostengono, mentre altri affermano che sia incompiuta, riferendosi ad un piccolo tratto color blu luminoso in alto vicino alla cornice, che sembra non essere il colore originale del cielo, bensì il colore di fondo e poi il color marrone, che compare a chiazze dietro alle spalle della modella.
L’Artista voleva evitare quella malinconia che solitamente dominava tanti altri ritratti, e così prese musicisti, intrattenitori e buffoni, per farla divertire, per darle un accenno di sorriso a quel viso malinconico, infatti un critico francese del novecento evidenziò che l’angolo sinistro delle sue labbra sia leggermente più alto rispetto al destro; allora Monna Lisa si sarebbe divertita davvero nel posare? Non lo sapremo mai.
Ma perché ci attrae così tanto Monna Lisa, a vederla sappiamo che non è un personaggio storico epico, di lei non sappiamo quasi nulla… e quel paesaggio dove si trova, è reale?
Nella realizzazione di questo ritratto, Leonardo esercita una maestria nell’usare l’ombra e la luce, priva di pennellate e impiega un’attenzione ai particolari quasi maniacale, ogni dettaglio è studiato alla perfezione, la trasparenza e luminosità del velo, il colore delle mani e del collo, i riflessi dell’acqua, una perfezione tecnica direi, che unisce moto e magia, perché la figura è ferma ma non immobile, statica.
La sua leggerezza, la sua tenuità e delicatezza, lascia percepire un lieve atto al respiro, il volto non è in asse con le spalle, sembra in posizione di semi rotazione della testa, sfuggendo con lo sguardo, dove il sorriso e l’ovale dei contorni sfumati indicano che le labbra e le guance stanno delicatamente cambiando espressione.
Il movimento lo notiamo anche nella natura che avvolge e accoglie le rocce che in parte sono erose e altre acri, e nell’apparente immobilità dei ghiacciai che si sciolgono nelle acque tranquille dei laghi e in quelle rapide e dinamiche del fiume. Gli occhi sono grandi e profondi, che ricambiano altruisticamente lo sguardo dello spettatore che sta a guardarla, con una espressione serena, dolce, di una bellezza ammirevole nella sua semplicità seppur non usando nessun gioiello e nessun ricamo prezioso sulla sua veste, solo con un’ampia scollatura, con il capo coperto da un velo trasparente e tenue, che ricade sulle spalle in un drappeggio dove appoggiano i riccioli delicati che scendono sul collo e sulle spalle con tanta grazia e bellezza umana.
L’orizzonte alto si apre su un paesaggio in cui l’acqua, la terra e l’aria si mescolano i vari piani, e si susseguono grazie alla prospettiva aerea a mano a mano che le cose si allontanano, i colori cambiano, passando dalla gamma dei rossi ad una tonalità più azzurrata.
I contorni della Gioconda, appoggiata ad una balaustra, sono sfumati, e il genio di Leonardo sembra non intendesse definire bene i tratti della donna, ma bensì ne volesse catturare la sua anima che traspare dal suo sguardo e dal suo sorriso enigmatico.
Per alcuni storici era una maga, per altri una prostituta, per altri ancora un travestito, c’è addirittura chi ritiene che sotto il dipinto ci sarebbe il disegno di un’altra donna e che l’artista portasse con sé, da città a città, questo ritratto senza lasciarlo mai, ritoccandolo di volta in volta come per confermare la sua indole di donna del mistero.
Taluni ricercatori osservando l’aspetto delle sue mani, intravedono delle tipiche alterazioni che sembrerebbero dovute a delle variazioni ormonali tipiche di una gravidanza, anche la posa delle braccia incrociate sul ventre somiglierebbe alla postura caratteristica di una gestazione.
Altre perizie sostengono che la Gioconda abbia sofferto di una rara malattia cronica, la pelle del viso e collo appare tirata, poi ancora hanno attribuito che soffrisse di alopecia di natura psicosomatica data l’assenza di peli nel volto, altri ancora che fosse priva di denti o in parte, osservarono che il labbro inferiore, il quale sembrerebbe avesse subito un trauma e quindi una lesione cicatriziale, ma potrebbe essere che quella espressione abbia un significato preciso e non sia frutto solo di un’imperfezione fisica, e questo va ad aggiungersi ai tanti enigmi che racchiudono il ritratto della Gioconda.
Quell’espressione incerta, frutto di una simmetria del sorriso sul lato sinistro, per alcuni sarebbe stata causata da un tic, che sommato all’assenza delle ciglia, forse strappate per causata di un disturbo ossessivo compulsivo, trasmetterebbe una difficoltà della modella a mantenere l’attenzione e la concentrazione.
Del prezioso dipinto, sono stati analizzati l’impostazione, la posizione del dipinto, la balaustra, le colonne, la postura, e si riteneva che i paesaggi che fanno da sfondo al ritratto della donna, fossero toscani la zona di Ponte a Buriano, in provincia di Arezzo. Ma secondo uno studio recente, molti elementi sarebbero riconducibili alla Valle di Bobbio in Lombardia, riconoscibile con il specifico ponte che unisce due zone molto ripide.
Leonardo da Vinci, pittore, scultore, ingegnere e scrittore italiano, un talento che spaziava tra arte e scienza, scriveva a specchio, ed usava codici e cifre, oggi nuove cifre e codici, portano ad un messaggio erotico, nascosto nella sua opera più conosciuta e questo potrebbe svelare la vera identità di Monna Lisa, questo dipinto su semplice tavola lignea di pioppo bianco, le cui dimensioni non sono molto grandi ma piuttosto discrete: 77 per 53 centimetri, oggi è protetto da un vetro anti-proiettile e custodito ad una temperatura di umidità regolata, tanto da non deformare il legno, si può ammirarlo in uno dei più grandi musei del Mondo: il Louvre a Parigi.
Cosa c’è in quel volto che da secoli resta indelebile nella mente di tante persone?
Cosa nasconde il viso di Lisa Gherardini? La donna misteriosa che segreto porta con sé? Chi è Leonardo da Vinci? Si sa per certo che egli nei suoi appunti usava dei codici cifrati, e nei suoi dipinti?
Leonardo da Vinci, figlio illegittimo di una contadina, a 14 anni giunse a Firenze come apprendista di uno studio d’arte dove visse e lavorò per 22 anni. E’ stato tra le più straordinarie menti di tutti i tempi: progettò macchine da guerra, affascinato dalla meccanica, dall’aviazione, dalle immersioni subacquee, imparò l’anatomia umana dissezionando i cadaveri dei criminali, lavorando in condizioni inumane e disgustose e questo portò lo scrittore Giorgio Vasari nella metà del 1500 a descrivere Da Vinci come un eretico, non appartenere ad alcuna religione, tanto più che era mancino e questo a quel tempo, era una caratteristica che la chiesa associava al male e all’eresia.
Spesso usava la scrittura a specchio forse per rendere incomprensibile i suoi appunti o li scriveva sotto forma di messaggi segreti…e nei suoi dipinti?
Si pensa si divertisse ad usare degli enigmi nei suoi dipinti, i quali spesso hanno provocato ipotesi, teorie, supposizioni, e non si sa se inserisse diversi significati o se creasse degli anagrammi, si pensi per esempio nel romanzo Codice da Vinci dove la rappresentazione dell’ultima cena, si presuppone, vi fosse nascosto un messaggio segreto riguardante Maria Maddalena e la discendenza di Cristo.
Molte teorie e molti ricercatori studiano e cercano di conoscere i misteri che circondano questa donna meravigliosa che Leonardo da Vinci raffigura, e un investigatore dell’arte italiano, pensa di aver riconosciuto un codice decifrato nella Monna Lisa, e vuole dimostrare che il quadro non è semplicemente il ritratto di una donna, ma che potrebbe contenere un messaggio segreto, e attraverso a delle foto ingrandite ad alta risoluzione, si accorge di minuscoli segni: il numero 72 sotto al ponte e due lettere, la “S” e la L” negli occhi. Ha trovato quindi le lettere “S” e “L” e il numero 72, ma diversi storici dell’arte e il Museo del Louvre smentiscono queste scoperte, affermando che le lettere e il numero non esistono, che potrebbero essere soltanto il risultato delle crepe formatosi sulla base legnosa o sulla pittura.
Lo stesso investigatore, appare scettico perché non esclude nessuna ipotesi, ed è incuriosito e intrigato a comprendere se il ritratto di una semplice donna sia invece un enigma creato intenzionalmente.
Dopo varie ricerche e teorie si arriva a ipotizzare che il numero 72 sia legato all’anno dell’inondazione avvenuta nel 1472 nella Valle, ed abbia danneggiato in parte il Ponte Gobbo chiamato anche il Ponte del Diavolo, o che riconduca ai 72 nomi del Dio Kabalà, un corpo d’insegnamento mistico, e sebbene il Kabalismo era noto nel Rinascimento, Leonardo non si dichiarò mai un seguace di questa religione.
Il numero 7 e il numero 2 hanno significati importanti, il primo sono i giorni di riposo che Dio fece nella creazione, il secondo nella tradizione Kabalistica è il contrasto tra il principio maschile e il principio femminile, ma anche della fusione, mezzo maschio e mezza femmina.
E’ questa dualità la chiave del dipinto?
La lettera “L” potrebbe indicare il nome di Leonardo oppure quella di Lisa Gherardini, mentre la lettera “S” si pensa stia per Salai, il soprannome dell’allievo e assistente di Leonardo per più 25 anni.
Gian Giacomo Caprotti sopranominato Salai, fu per molto tempo musa e modello di Leonardo ritratto in diversi altri quadri, e secondo molti anche il suo amante, questo soprannome inventato gli fu dato dall’artista stesso e letteralmente significa Piccolo Diavolo, perché risultava essere un piccolo furfante e un maldestro.
I due volti sovrapposti sembrano coincidere sorprendentemente, lo stesso naso allungato, gli stessi occhi, la stessa linea della mascella… ma è possibile che la Gioconda non raffiguri quella giovane e bella Monna Lisa, ma piuttosto un giovane uomo ritenuto l’amante di Leonardo?
Quindi la Gioconda potrebbe essere un miscuglio fra Lisa Gherardini e l’amante di Leonardo?
E possibile che questo ritratto raffiguri più di una persona?
Al tempo di Leonardo l’omosessualità era un reato punibile con la morte, forse è per questo motivo che egli tenne con se il dipinto per 16 anni, volle quindi nascondere nel su dipinto il nome del suo amante, come ben altre cose.
Leonardo sembra quindi da queste ricerche e studi, volesse dare un messaggio nella Gioconda, in essa si ritrovano due modelli: la Lisa Gherardini femmina, e il Salai uomo ma con tendenze quasi femminili, e il pittore sapeva certamente che se fosse stato scoperto ad amare un altro uomo poteva essere condannato a morte.
Comunque sia, molti misteri si celano ancora davanti alla Gioconda, molti artisti del XX secolo attratti dal fascino misterioso di Monna Lisa cercano di interpretarla e copiarla in chiave moderna, altre varianti sono sparse in tutto il mondo, ma nessuna sarà mai come quella del grande genio.
Quest’opera meravigliosa è stata appesa nella camera di Napoleone Bonaparte, poi esposta al Louvre e agli inizi del ‘900 viene rubata, ma resta sempre un capolavoro di un’artista italiano; Leonardo da Vinci.

M° Monica Isabella Bonaventura

Previous article“Ilaria Vecchietti ed il suo Mondo Fantasy” ǀ di Maria Teresa De Donato
Next articleMelilli e la magia della Perriera di Sant’Antonio
Nata in provincia di Venezia, da sempre ho la passione per l'arte in modo particolare per la pittura, il design di arredamento e la decorazione d'interni. Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, subito dopo il diploma ho lavorato per alcuni studi di architettura come disegnatrice, realizzando progettando arredamenti anche per conto proprio e restauri di edifici d’epoca. Neo diplomata entro a far parte di un centro culturale artistico conoscendo alcuni artisti, ed approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia, acquisendo esperienza. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “l’action painting” su grandi tele, realizzando quadri su commissione e su misura, integrandoli ad ogni arredamento iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte in alcune scuole e privatamente (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello), ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riciclo creativo, dando uno sguardo e senso al riuso degli oggetti che si gettano quotidianamente, e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare e Rifare, esponendo le mie creazioni, dagli oggetti ai gioielli. Collaboro alla realizzazione di esposizioni d’arte e mercati come Artista del proprio ingegno creativo, e da qualche anno ho iniziato a scrivere recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, per poi cooperare all’esecuzione di un libro come tecnica alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche della mia regione (Tele Venezia - Storie live e Radio Veneto) come pittrice, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di eccellenza veneta, e da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, e successivamente ancora intervistata e resa pubblica la mia intervista su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani e Scrivoline. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta e con una Menzione Speciale (Premio Veneto – Assoc. OltreArte) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Sempre alla ricerca d' innovazioni, d' imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Communità in un Concorso Nazionale e ancorra selezionata da una nota Agenzia pubblicitariae testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città europee e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Roma, Firenze, Milano, Matera, Padova, Venezia, Vicenza e su alcuni Comuni di Venezia e Padova, la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti di Milano e Matera, Biennale di Atene, Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete. In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su mobmagazine, scrittrice su un quotidiano che parla d'arte "Il quotidiano dell'arte" e manager di un personaggio pubblico.