“Cosa è stata per noi Raffaella Carrà?” | di Ilaria Solazzo

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Tutti gli italiani addolorati per la perdita di questa signora di gran classe e immensa professionalità. Come se fosse una di famiglia. Unica, grande, insostituibile, inimitabile. La numero uno. Iconica. Ironica. Incantevole. Esplosiva. Pazzesca. Innovativa. Stella immortale. L’Italia ed il mondo intero perdono una donna dallo straordinario talento artistico e dalla contagiosa simpatia. Amatissima dalla gente di tutto il mondo. Sempre misurata, mai volgare. Ci ha insegnato cosa significa essere umili. Con una carriera incomparabile. Amata senza confini, non solo da Trieste in giù. Se n’è andata senza far rumore pur essendo entrata nella vita di tutti con furore. Molto più avanti dei suoi tempi, anni luce da tutti. Raffaella Pelloni, per tutti semplicemente la Carrà, nata a Bologna il 18 giugno 1943, inizia a lavorare in TV con piccole parti in alcuni allestimenti teatrali e romanzi sceneggiati, e in varietà minori, sfruttando la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tenta con qualche fortuna la carriera cinematografica, anche oltreoceano, come testimonia una rara intervista rilasciata a New York all’inviato del TG Rai Ruggero Orlando. L’occasione arriva tra il 1969 e il 1970, quando convince il dirigente Rai Giovanni Salvi, ad avere un suo spazio nello show “Io Agata e tu”.

Raffaella Carrà viveva nello specifico televisivo, nasceva come quella che con un termine ancora ottocentesco veniva definita soubrette: una cantante, ballerina e intrattenitrice. Una figura che con il tempo si è evoluta ed è diventata quella della presentatrice. La nostra Raffaella Carrà, lungo il corso della sua lunga carriera, non si è mai risparmiata per dare il massimo al suo amato pubblico… rinunciando a tutto, studiando continuamente ed estenuatamente ciò che Le veniva richiesto. Una presenza costante in tutta la nostra vita. Senza Raffaella è come se crollassero le certezze ed i pilastri di una vita intera. Raffaella Carrà è riuscita a guadagnarsi un proprio spazio unico nei cuori dei suoi fans. Non si è solo esibita, ma è stata capace di fare tv come presentatrice, come autrice e come ideatrice di format.

La Carrà è un’icona anche perché il suo caschetto biondo e il suo sorriso, rimasti immutati per cinquant’anni, sono diventati una specie di geroglifico. Memorabile persino per la sua risata: una risata piena, esagerata e contagiosa. Una risata romagnola, da donna serena e sicura di sé; spesso accompagnata dalla testa buttata all’indietro, una mossa inconfondibile che ricorreva anche nei suoi vari balletti. Siamo cresciuti guardando le sue trasmissioni e ascoltando le sue canzoni. Raffaella Carrà, la diva della tv che prese il nome d’arte da due pittori, il sublime Raffaello Sanzio e il metafisico Carlo Carrà, è stata una delle poche intrattenitrici italiane a guadagnarsi sul campo il titolo, di questi tempi decisamente abusato, di icona. È tecnicamente un’icona perché la sua immagine, grazie alla televisione di cui è stata non solo vedette ma anche innovatrice, è stata diffusa ovunque negli ultimi cinquant’anni di storia del nostro paese. Neanche il più snob e insulare degli intellettuali poteva far finta di non conoscerla. Raffaella Carrà era tante cose. Il caschetto biondo, dimenato davanti agli occhi come un sipario instabile. Il mantello stellato di Maga Maghella. Le braccia aperte in posture benedicenti da madonna. E naturalmente l’ombelico: il primo, il definitivo. La Carrà era la personificazione della femminilità e piaceva agli uomini, alle donne e ai bambini. Da oltre 50 anni ha accompagnato la vita di molti con le sue canzoni e la sua bellezza. Il cuore colmo di dolore.

Purtroppo oggi ci si rende ulteriormente conto che la nostra amata Raffaella non è più tra noi. Lei che con il suo sorriso e la sua risata metteva di buon umore chiunque. Lei che non soffriva mai di invidia o gelosia ma nutriva reale felicità per i successi altrui. Lei che aveva una parola bella per tutti. Lei che ha messo il cuore in ogni suo gesto. Manca tantissimo. Era autentica. Ha dato tanto amore e noi lo abbiamo percepito. Ha dedicato la sua vita amando il prossimo e questo l’ha resa unica. Raffaella metteva in scena la gioia di vivere la vita pienamente, in ogni senso. Raffaella ci ha insegnato a essere ottimisti, a sperare sempre nel meglio. Nessuna separazione tra vita pubblica, privata e intima. Raffaella ci invitava a vivere intensamente ogni dimensione tenendole però gelosamente separate. C’era nella sua spettacolarità grande rispetto per chi la guardava. La realtà è fatta di carne, cuore, sguardi, respiri e sogni. È stata una di famiglia, per alcuni una madre, una zia, una cugina, un’amica. La ragazza della porta accanto. L’unica rimasta umile nonostante la grande fama internazionale. Una persona per bene. Una donna generosa e gentile… UNICA. La signora della tv, unica nel suo modo di essere e di fare. Bella persona, grande artista. Sono stata subito attratta dal suo ballo, dai suoi outfit, dal suo senso di gioia infettivo, dalle sue canzoni, dai suoi balli. Non c’è mai stato un momento nel quale quando l’ascoltavo o la guardavo, il mio umore non migliorava un po’. Dal giorno della sua morte l’Italia di chi l’ha amata… e non solo… è sotto shock! Un vero colpo al cuore per tutti. Raramente la morte di un personaggio pubblico aveva prodotto una sensazione così lancinante di perdita e al tempo stesso di incredulità. Noi fan di Raffaella siamo metaforicamente morti insieme a lei, questa notizia ci ha letteralmente strappato il cuore dal petto. Ogni casa del mondo dove lei è entrata piange questa Artista immensa. Non riesco ad immaginarmi senza Raffa, senza vederla in TV. Scrivo con le lacrime agli occhi ricordandola, perché lei sarà sempre con me, la porterò nel mio cuore, come si portano le persone di famiglia. Un pugno nello stomaco vederla in tv in una bara. Un sussulto, uno strisciante stordimento. Qualcosa non sarà più lo stesso. Certo ci sarà sempre, tutto resterà della sua leggendaria carriera. Tutto del suo essere, mai fuori le righe, oltre le mode e i luoghi comuni.

Cara Rafaella, continuerai ad essere un punto fermo, un riferimento. Continueremo ad amarti, a cantarti, a ballarti, eppure, non sarà più lo stesso. Ora è lì, a guardarci sorpresa di quanto amata è stata ed è. Mentre noi qui, tutti, un po’ più soli. Grazie Raffaella per tutto ciò che hai saputo donarci. Adesso ballerai in Paradiso e continuerai ad essere nei nostri cuori. Sei stata per noi una luce illuminante… e tale rimarrai. Nessuno sarà mai alla tua altezza, nessuno potrà prendere il tuo posto, nessuno potrà chiamarsi Carrà. Chi è cresciuto con te da sempre sa cosa sia “lo spettacolo” e probabilmente è anche grazie a te che lo sa fare con dedizione e disciplina…

Oggi, molti che lavorano nel campo artistico, non sanno minimamente cosa siano, perché la TV sta affondando di giorno in giorno. Gli unici che potevate salvare questo mondo dello spettacolo dal suo affondare siete oramai angeli di Dio, non siete più qui tra noi. Anche se persone speciali come te sarebbero troppo per quello che è diventato “lo spettacolo” italiano attuale ricco di trasmissioni trash. Resterò ancorata al varietà, alla figura dell’Artista completa ed a tutto ciò che esisteva negli anni Ottanta e Novanta.

Ilaria Sollazzo