Dee Dee Bridgewater a Palermo al Sicilia Jazz Festival presso il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo il 17 luglio 2021

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Dee Dee Bridgewater in esclusiva nazionale con l’OJS si esibisce con una preview per il Sicilia Jazz Festival.

Promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo

il Festival segna, dopo 35 anni, la ripresa di un evento con tante eccellenze artistiche a partire dall’Orchestra Jazz Siciliana impegnata in cinque produzioni esclusive e le orchestre giovanili di tutti i Conservatori siciliani. La prima vera grande festa della musica in Sicilia.

Dee Dee Bridgewater Photo by Joe Martinez

Palermo 14 luglio 2021. Il Sicilia Jazz Festival apre i battenti con una preview, sold out dopo poche ore, per la sua prima edizione. Sarà una delle più grandi jazz vocalist ad aprire il Festival, Dee Dee Brigwater in concerto in esclusiva nazionale con l’Orchestra Jazz Siciliana. Una esibizione pensata e voluta dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, promotrice del Festival, la cui organizzazione è stata affidata alla Fondazione The Brass Group, istituita per legge, 1° febbraio 2006, n. 5.

In scena la diva del jazz internazionale il 17 luglio con doppio turno, ore 19.30 e 21.30, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo. Tra i big del Sicilia Jazz Festival scorrono grandi nomi come quello di Stefano Bollani, appena vincitore ai Nastri d’Argento 2021 come compositore della  migliore colonna sonora per il film “Carosello Carosone” ed ancora la leggenda della batteria Billy Cobham, il grande bassista e compositore camerunese Richard Bona, le produzioni inedite che vedono protoganista l’Orchestra Jazz Siciliana insieme ad alcuni esponenti di spicco della musica italiana come Alex Britti, Samuel Romano, Roy Paci ed un tributo a Franco Battiato. Tra gli appuntamenti anche il concerto dedicato a Lelio Giannetto, che vedrà la partecipazione dell’Instant Composer Pool e della Sicilian Improvisers Orchestra.

Il Festival si svolgerà in un’area del Centro Storico di Palermo, dal 13 al 19 settembre, per una intera settimana, in cui si susseguiranno concerti tra big, musicisti residenti, Maestri e giovani talenti di tutti gli Istituti Musicali di Stato della nostra Isola. Dal Conservatorio Scarlatti di Palermo all’Istituto Bellini di Catania, dal Corelli di Messina allo Scontrino di Trapani, fino all’Istituto Toscanini di Ribera. Il Sicilia Jazz Festival nasce dalla volontà del Governo Musumeci di incrementare la capacità di richiamo e promozione del Brand e della destinazione Sicilia presso i mercati turistici internazionali, al pari delle più importanti destinazioni mondiali. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, la Fondazione The Brass Group e i Conservatori di Musica del territorio regionale, e si pone come ulteriore obiettivo il coinvolgimento e la sinergia strutturale tra le istituzioni didattiche regionali, i musicisti del territorio e le maestranze locali. Un avvenimento unico che finalmente si realizza quale evento culturale e volano economico-turistico. La Regione Siciliana e l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo hanno voluto fortemente la realizzazione del Sicilia Jazz Festival, affidandone l’organizzazione artistica e la produzione alla Fondazione The Brass Group che, oramai da poco meno di cinquant’anni, promuove la musica jazz in Sicilia con grandi manifestazioni come il concerto di Miles Davis, nel 1986, ed ancora quello di Frank Sinatra sempre allo Stadio della Favorita, nel 1987. Il Sicilia Jazz Festival vuole essere un altro grande evento della nostra Isola, con cadenza annuale, a distanza di 35 anni da quei concerti. D’altronde la nostra è la terra che più di altre ha contribuito alla nascita del jazz. Infatti, a fine Ottocento dalla Sicilia partì Nick La Rocca, pioniere del jazz classico e capo della “Original Dixieland Jass Band” che incise il primo disco della storia del jazz. Una manifestazione contemporanea, quella del Festival siciliano, fortemente ancorata al territorio e pensata per una collettività che ha voglia di conoscere tutto ciò che sta intorno a sé e tutto ciò che sta al di fuori di un semplice concerto. Così il coinvolgimento di importanti siti storici quale attrattiva turistica della città di Palermo, come il Teatro di Verdura, il Complesso Monumentale di S. Anna, il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo ed il Real Teatro Santa Cecilia e non basta. Verranno, infatti, coinvolte Marching Brass Street Band che gireranno lunghe le vie del centro storico per far respirare aria di musica e note in jazz come segno tangibile di vita e di movimento, proprio subito dopo il periodo del lockdown, un periodo di dura prova per tutti gli artisti ed il mondo dello spettacolo. All’interno del Festival, sarà organizzato anche un Jazz Village con le scenografie tipiche come le luminarie dislocate nell’area del Village, ricca di attrattive storiche e monumentali della nostra terra e “pezzi di storia” unici a livello internazionale. Il Jazz Village si realizzerà infatti a Piazza Sant’Anna, Piazza Croce dei Vespri e Piazza Teatro Santa Cecilia, i siti:  Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo (XVI Secolo), Real Teatro Santa Cecilia (XVII Secolo) e Complesso Monumentale di S. Anna (XV Secolo).

Il Sicilia Jazz Festival vede anche la partecipazione di artisti residenti nel territorio siciliano, a partire da Gianni Cavallaro, padre storico del jazz siciliano, Gianni Gebbia che si esibirà in trio e che ha avuto successi riconosciuti in diversi città internazionali come New York e Tokyo, Mimmo Cafiero, Vincenzo Palermo, Anna Bonomolo, la voce nera siciliana con la sua etno-jazz, il blues man Umberto Porcaro che ha vinto l’Italian Blues Award nel 2019, tra gli altri da Boston con furore la graffiante sassofonista e straordinaria interprete siciliana Carla Restivo, ed ancora Jumpin Up, Le Cordepazze e tanti, tanti altri. Un cartellone, quello del Sicilia Jazz Festival, che si preannuncia ricco e variegato con attività concertistiche continue e da vivere, perché la musica è sinonimo di vita, crescita sociale, culturale e aggregazione per possibili sviluppi turistici ed economici.

 

Note su Dee Dee Brigdewater

Nel corso di una carriera multiforme che dura da quattro decenni, Dee Dee Bridgewater  ritorna in Sicilia dopo 17 anni (la prima volta risale al 1988). La grande artista di Memphis vincitrice di Grammy e Tony Award  è salita ai vertici del panorama jazzistico internazionale aggiungendo il suo tocco unico agli standard jazz e alle canzoni che interpreta. Recentemente ha ottenuto il Grammy come Best Vocal album con il disco Eleonora Fagan (1915-1959): To  Billie With Love. Dee Dee Bridgewater prende la musica con il latte materno. Sua madre è infatti una grande ammiratrice di cantanti quali Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan. Suo padre è un insegnante di musica che annovera tra i suoi alunni Booker Little, Charles Lloyd e George Coleman. Suona egli stesso la tromba durante i mesi estivi nella band di Dinah Washington. La prima occasione per mostrare il proprio talento a livello internazionale è nel 1969, quando Dee Dee si trova in tournée con la “University of Illinois Big Band” in quella che allora era l’ Unione Sovietica. L’anno seguente si trasferisce a New York, dove l’allora marito, Cecil Bridgewater, ha ottenuto un ingaggio presso il leggendario pianista Horace Silver. Mentre Cecil lavora per Silver, Dee Dee diviene la cantante leader della “Thad Jones – Mel Lewis Band”, un ingaggio che le darà la possibilità di trovarsi in contatto con grandi nomi del jazz come Sonny Rollins, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon, Max Roach e così via. Dee Dee ha un grande talento non soltanto come cantante jazz, ma anche come attrice. Viene applaudita in molti musical, prima a Broadway, poi a Tokyo, Londra, Los Angeles e Parigi arrivando a vincere un Tony Award per il suo ruolo di “Glinda” in The Wiz nel 1975. Negli stralci di tempo in cui non recita Dee Dee è sempre in tournée, soprattutto in Europa dove riscuote un grande successo. Nel 1992 le viene conferito il “Django d’Or” per la sua attività con il trio francese con Thierry Eliez (pianoforte), Hein Van De Geyn (contrabbasso) e André Ceccarelli (batteria). La più rischiosa impresa della Bridgewater è rappresentata dal suo terzo album: “Dear Ella”. Con questo lavoro Dee Dee esprime il proprio tributo alla ‘First Lady del Jazz’, interpretando 12 brani, divenuti immortali attraverso la voce di Ella Fitzgerald. In qualità di ambasciatore di buona volontà presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Bridgewater continua a fare appello alla solidarietà internazionale per finanziare progetti di base nella lotta alla fame nel mondo.
Ultimamente è stata in tournée in tutto il mondo in supporto di “Memphis”, nell’aprile del 2017 ha ricevuto un NEA Jazz Masters Fellows Award con lode conferito al Kennedy Center di Washington, D.C. Bridgewater è un ASCAP Champion Awardee, è stata nominata Doris Duke Artist nel 2018, e inserita nella Memphis Music Hall of Fame nel 2019.