Liberalismo, Neoliberismo e privacy | di Roberta Bramante

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La trasformazione dell’Homo politicus in Homo oeconomicus  nelle società neoliberiste sostituisce e ribalta completamente i termini sociali. Come diceva Marx, non è la sovrastruttura a determinare la struttura, non sono la politica o le ideologie a influenzare il sistema economico di una società bensì è l’economia stessa che sottomette e piega qualsiasi prospettiva politica ai suoi interessi, distruggendo di fatto ogni espressione democratica, ogni visione comunitaria, soprattutto ogni diritto alla libertà autentica. Sono le leggi economiche che attraverso bombardamenti mediatici e pubblicitari, piegano il nostro essere, le mode, i gusti e infine, volenti o nolenti, le nostre scelte, le nostre vite private. È il Mercato con le sue leggi che impone la morale, ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, entra e controlla di fatto la nostra dimensione più intima e non c’è legge atta a tutelare la privacy che tenga. Il focus principale dello Stato neoliberista non è solo quello di smantellare i principi originari del Liberalismo fondati sulla libertà di ogni soggetto, ma è soprattutto quello di annientare lo Stato Sociale, qualsiasi forma di Welfare di keynesiana memoria per rendere la massa ancora più fragile e quindi controllabile. Gli stessi valori politici della destra vengono clamorosamente meno quando, in virtù dei profitti economici, non si tutela più il sacrosanto diritto all’autodeterminazione. In questa dimensione altamente invasiva e invadente, le donne sono i soggetti maggiormente colpiti. È sulle donne infatti che ricade il peso di questa politica manipolativa. Le vengono cuciti addosso ruoli, propensioni, attitudini e capacità anacronistici, intrisi di stereotipi fuorvianti e poi le si carica il peso dell’assenza dei diritti sociali negati, attribuendo loro il carico maggiore di responsabilità soprattutto familiari. La donna si sostituisce alle mancanze dello Stato, sempre meno propenso a garantire sostegno, assistenza, quindi equità, giustizia e di conseguenza la possibilità di essere ciò che si vuole. Il Neoliberismo, allontanandosi dal pensiero del suo padre spirituale John Locke, contempla la libertà non più come un valore di tutti gli individui ma solo di una esigua minoranza che lo utilizza a proprio vantaggio e per sopraffarre chi è economicamente più debole. La logica del profitto ha soppiantato qualsiasi forma di individualità sana e autentica all’interno di un sistema sempre più amorfo, anonimo. Se l’economia sceglie la leadership, impone una modalità d’essere riconosciuta come unica e giusta, dall’altro l’avidità dilagante rischia di portare la nostra esistenza alla deriva, basti guardare il disastro ambientale e climatico, i conflitti in atto per accaparrarsi le risorse naturali quali il petrolio e minerali preziosi, i conseguenti flussi migratori incontrollati e incontrollabili. Di fronte a tutto ciò l’unica prospettiva possibile è riappropriarsi della propria essenza autentica che non è solo un coacervo di dati vuoti da proteggere: età e luogo di nascita, nazionalità, credo religioso, etnia, ecc. Ogni essere umano ha un valore ben più vasto e profondo. Soprattutto, se risvegliato dal suo torpore, può essere foriero di un cambiamento, capace di trasformare i propri istinti distruttivi, quali l’avidità, animalità e l’istinto di sopraffazione del più forte sul più debole in attitudini più elevate e mature. La storia ci insegna che le rivoluzioni violente o guidate da una esigua minoranza hanno portato solo cambiamenti effimeri, non definitivi. La vera trasformazione sociale in contrasto con quella attuale inizia nel cuore di ogni essere umano capace di usare la propria esistenza non per scopi meramente egoistici. La vera trasformazione inizia quando ogni persona mette a disposizione della comunità le proprie risorse e potenzialità, perché un bene autoreferenziale è un bene destinato solo a ripiegarsi su se stesso, è illusorio, lesivo, mortifero. È fondamentale credere di poter cambiare il grande solo se si parte dal piccolo, il macrocosmo è un riflesso del microcosmo. Il lavoro di trasformazione riguarda ognuno di noi, parte dal percepire il nostro valore, la nostra forza e si consolida nell’alimentare la speranza che un’alternativa esiste e che sia possibile realizzare un futuro migliore. Buon lavoro!

Roberta Bramante

1 COMMENT

  1. Cristallina e sintetica analisi della società contemporanea Occidentale dove il primato dell’economia e della finanza domina e sottomette, annullandole del tutto, le “leggi” etiche e morali che l’Uomo ha costruito sapientemente in millenni di storia! Bravissima Roberta Bramante in questo articolo quanto mai attuale!