Pietro La Greca, pianista e organista siciliano | Intervista di Ilaria Solazzo

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INTERVISTANDO… PIETRO LA GRECA | a cura di Ilaria Solazzo

ILARIA – Benvenuto. Presentati ai lettori usando 5 aggettivi.

PIETRO – Tenace, Premuroso, Vivace, Prudente, Leale.

ILARIA – Parlaci un po’ di te, e del tuo percorso artistico. Quando e perché hai iniziato?

PIETRO – Tutto è iniziato per gioco a scuola, presso un scuola media ad indirizzo musicale. Il primo Istituto in provincia di Agrigento ad aver attivato, in via sperimentale, i corsi ad indirizzo musicale.

La scuola in questione, “Luigi Pirandello”, si trova a Canicattì e oggi dopo anni mi ritrovo ad esserne il docente di Pianoforte sullo stesso strumento dove tutto è iniziato ritrovando, tra l’altro, come colleghi miei ex insegnanti.

Ovviamente, durante tutti questi anni, tante sono state le esperienze e le soddisfazioni professionali maturate: gli anni in conservatorio, i corsi di perfezionamento, le masterclasses con Maestri di fama internazionale, i concerti sia da solista sia in svariate formazioni… ma, come è giusto che sia per ogni musicista, continuo a esplorare, sperimentare e maturare nuove esperienze: affascinato da sempre dall’Organo è da due anni, ad esempio, che sto frequentando il Biennio Accademico di II livello presso il Conservatorio di Caltanissetta per acquisire la Laurea anche in quest’altro strumento.

ILARIA – Da bambino dicevi: «Da grande voglio fare il musicista»? La tua famiglia ti ha appoggiato?

PIETRO – No, da bambino non pensavo proprio che questa potesse essere la mia strada: è stato tutto un “crescendo” e ciò è avvenuto anche con il sostegno della mia famiglia e del mio Maestro, Stefano Tesè, i quali mi hanno sempre sostenuto ma soprattutto stimolato nei momenti di sconforto e stanchezza che, probabilmente, succedono a tutti gli adolescenti.

Ma la passione e l’amore per la Musica hanno avuto la meglio e con l’andare avanti si è aperto un mondo ricco di emozioni e soddisfazioni indescrivibili.

ILARIA – Quali sono i compositori classici che hai più amato ed ami?

PIETRO – Ricordo che da giovane pianista sono stato travolto sin da subito dalle melodie di Chopin e Schumann ma approfondendo gli studi ho scoperto e riconosciuto la “grandezza” stilistica e compositiva di Bach, Beethoven e Brahms e al tempo stesso le  straordinarie “dissonanze” degli autori del novecento.

ILARIA – Siamo abituati a pensare al suono come a qualcosa di immateriale, mentre qui ha una sua fisicità, o sbaglio?

PIETRO –  In fisica acustica il suono è rappresentato da frequenze regolari ed uniformi che arrivano al nostro cervello: un fenomeno astratto che, rappresentato graficamente, ci permette di capire la propagazione e la percezione dello stesso.

Ma sono sempre le nostre orecchie e il nostro cervello che, insieme, ci permettono di ascoltare il mondo attorno a noi proiettandoci, a volte, anche in dimensioni surreali: il cinguettio degli uccelli, le onde le mare, le corde di un violino, la dolce voce di un neonato sono, a parer mio, la concretezza del suono.

ILARIA – Siamo tutti interconnessi attraverso la rete, ma nella vita reale forse siamo dissociati l’uno dall’altro. La musica può ancora metterci in connessione?

PIETRO – In questi ultimi anni sta avendo una maggiore crescita la musica in rete (concerti in streaming, video di ogni genere, ecc…) la quale ha consentito, soprattutto in questo periodo storico di pandemia, la possibilità di comunicare attraverso il linguaggio universale della musica. Ma il fascino e le emozioni dei concerti dal vivo non potranno mai essere eguagliati da nessuna altra modalità di diffusione della musica.

Le sinestesie che una performance dal vivo può stimolare sono rare e, a volte, ci riportano indietro nel tempo: momenti unici che avevamo conservato nel cassetto dei nostri ricordi possono persino avvicinarci ancora l’uno all’altro tenendo fuori, chissà, incomprensioni e situazioni difficili che la vita ci presenta costantemente o facendoci magari “rivivere” pezzi di vita trascorsi.

ILARIA – Quali sono i colori che hai usato nei tuoi lavori?

PIETRO – Istintivamente direi subito il Giallo: il mio colore preferito che mi dà una carica e una positività in tutto ciò che faccio.

La vita ci presenta, spesso, dei momenti difficili e ci mette alla prova in tante situazioni ma solo la nostra volontà può aiutarci a superare certe situazioni o, per lo meno, ad apprezzare ciò che di buono c’è stato.

ILARIA – Ha dei riferimenti artistici? Quali?

PIETRO – Musicalmente penso sia ai grandi compositori del passato come Bach, Mozart, Beethoven sia ai grandi interpreti come Arturo Benedetti Michelangeli, Mstislav Rostropovich, David Oistrach, Claudio Abbado, Vladimir Horowitz, ma anche alla grandezza artistica e il genio dei grandi artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello i quali devono essere per tutta l’umanità e per le generazioni future un esempio della loro dedizione e del loro amore per l’Arte in generale e per la bellezza estetica.

ILARIA – Quali artisti ti hanno lasciato qualcosa, perché li hai conosciuti o hai suonato con loro?

PIETRO – Ho avuto l’onore di perfezionarmi con grandi pianisti del novecento: dapprima con Ennio Pastorino ed An Li Pang, allievi del sommo Arturo BenedettiMichelangeli e vincitori di concorsi pianistici internazionali, i quali hanno creduto in me spronandomi nella continua ricerca del “particolare” ma al tempo stesso nel rispetto della partitura e della volontà dell’autore.

Successivamente, a Roma, con Lya De Barberiis, allieva di Alessandro Longo, Alfredo Casella e Marguerite Long con la quale, vinta una borsa di studio, ho frequentato i suoi corsi annuali di alto perfezionamento pianistico: nonostante l’ho conosciuta durante i suoi ultimi anni di vita è stata un riferimento per la sua grinta con i suoi quasi ottant’anni di pianismo alle spalle.

Un vulcano in esplosione di conoscenze, desiderosa di trasmettere tutto ai suoi allievi: “Tramandare alle generazioni future le esperienze maturate è un dovere per ogni artista sulla faccia della terra” erano le sue parole… ma peccato che i nostri incontri si siano interrotti bruscamente per la sua scomparsa.

ILARIA – Se tu fossi uno strumento musicale quale saresti?

PIETRO – Vorrei essere l’orchestra! E non per manie di protagonismo ma perché credo che la massima espressione del linguaggio musicale sia l’orchestra e il valore educante della musica d’insieme: stare uno a fianco all’altro nella creatività e nella complicità.

Sai, io insegno pianoforte in una scuola secondaria ad indirizzo musicale dove, da normativa, è prevista una lezione individuale di strumento e una lezione di musica d’insieme: con gli anni posso garantirti che le maggiori potenzialità, l’entusiasmo e le competenze più raffinate riesco a tirarle fuori dal “gruppo”. Certo i più talentuosi e tenaci proseguiranno gli studi e dedicheranno molto del loro tempo, soprattutto da soli con il proprio strumento, allo studio della tecnica e del repertorio …. Ma non si può fare a meno del suonare con gli altri (orchestra, banda, gruppi da camera …).

La musica è un linguaggio e soprattutto nell’insieme è un dialogo fra le parti e fra le voci: aldilà del fatto di voler diventare musicisti insegna ad ascoltare e ad essere ascoltati, nel rispetto dei tempi dell’altro, e al tempo stesso a farti sentire integrato in una sola e unica famiglia che parla la stessa lingua.

ILARIA – In che modo un artista, (a tuo avviso), si avvicina al pianoforte per suonare in solitudine, quale è l’intenzione, quale l’attitudine?

PIETRO – I momenti introspettivi e forse più intimi di ogni singolo artista, a parer mio, escono fuori con il proprio strumento. Un compagno di viaggio che è lì pronto a sostenerti con il quale si diventa complici e al quale si “rivelano” le emozioni e i segreti più nascosti del nostro essere. Poi è tutta una continua ricerca e un percorso personale che partono dal proprio vissuto e arrivano ad esplorare sensazioni che solo la Musica, fra le arti, riesce a tirare fuori con il proprio linguaggio comunicativo ed espressivo.

ILARIA – Il suono per un artista è un elemento importante, ne descrive la poetica e l’estetica. Che suono hai cercato per i tuoi pezzi?

PIETRO – Sono sempre stato e lo sono ancora oggi alla ricerca del suono “specifico”. Ogni pezzo di musica è stato concepito sia in un momento storico sia in un momento personale dell’autore diverso, ovviamente, uno dall’altro, nel genere, nella forma, nella tradizione, ecc….

Solo la continua ricerca da parte dell’interprete, nel rispetto del contesto storico-musicale, riuscirà a “ri-creare” ciò che era nel pensiero del compositore: tutto ciò può avvenire nel rispetto della partitura e nella osservazione accurata e dettagliata dello spartito.

ILARIA – Grazie per essere stato nostro ospite…

PIETRO – Grazie a voi per il tempo dedicatomi e Grazie anticipatamente a tutti i ragazzi che ancora, oggi, avranno la curiosità e la voglia di esplorare questo linguaggio unico e immergersi nel mondo affascinante della Musica.

Pietro La Greca

Biografia di Pietro La Greca:

Pianista e Organista siciliano, ha iniziato gli studi musicali all’età di undici anni conseguendo nel 2005, sotto la guida del M° Stefano Tesè, il Diploma di Pianoforte presso l’Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta. Attualmente studia Organo con il M° Diego Cannizzaro e frequenta il Biennio Accademico di II livello presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “V. Bellini” di Caltanissetta. Ha seguito Corsi di Alto Perfezionamento Pianistico, di Interpretazione e Analisi Musicale con i maestri Ennio Pastorino e An Li Pang (2004 – 2006), Bruno Canino (2007), Giovanni Mazzarino (2011 – 2012 Pianoforte Jazz) e, presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Toscanini” di Ribera, con la Prof.ssa Lya De Barberiis, al termine del quale è stato scelto per il “Gran Concerto Finale” ricevendo la Borsa di Studio “A. Casella” come migliore allievo effettivo. Ha frequentato inoltre, presso la prestigiosa “Villa Sora” dell’Istituto Musicale Collegium Artis di Frascati (Roma) i Corsi di Alto Perfezionamento Pianistico del M° Lya De Barberiis grazie ai quali nell’estate 2010 si è esibito in concerto come migliore allievo effettivo presso le suggestive Scuderie Aldobrandine (edificio seicentesco comunemente noto come “Frascatino”, sede del Museo Tuscolano che raccoglie reperti dell’antica Tusculum).

Ha partecipato al Corso di Formazione “Itinerari Lisztiani” tenuto nell’anno accademico 2011-2012 dal M° Michele Campanella in collaborazione con l’Associazione musicale “Maggio della Musica” e dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.

Ha tenuto concerti, sia da solista sia in svariate formazioni cameristiche, in numerose manifestazioni per diversi enti e per varie associazioni musicali e culturali (Amici della Musica, Junior Chamber International, Ente Parco Valle dei Templi di Agrigento, Kiwanis International, Dante Alighieri, Fryderyk Chopin, MontedoroArte, MusicArte, Harmonia, Fidapa, C.T.S., ecc…), ottenendo sempre ampi consensi da parte del pubblico e della critica.

È stato scelto dal M° F. Puglisi (compositore e pianista siciliano) ad interpretare vari brani di musica contemporanea tra cui “Little Blues” (prima esecuzione assoluta, registrata all’A.M.I.C., il 21 Giugno 2007 per la Festa Europea della Musica).

Ha frequentato nell’anno accademico 2007/08 – 2008/09 presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “V. Bellini” di Caltanissetta il Biennio Abilitante per la Formazione dei Docenti di Pianoforte ottenendo il Diploma Accademico di II Livello.

Nell’anno accademico 2010/2011 ha conseguito, sempre presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Caltanissetta, il Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali (indirizzo Interpretativo – Compositivo).

Ha iniziato, presso il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo, gli studi di composizione con i maestri E. Ballio e G. Spinnato e ha partecipato, presso l’Istituto Musicale “A. Peri” di Reggio Emilia, a diversi Corsi di Aggiornamento sulla Didattica Strumentale tenuti da Annibale Rebaudengo, Ciro Fiorentino, Anna Maria Freschi.

Dal 2006 è un insegnante qualificato e abilitato dei “Corsi di Musica Yamaha Foundation”, i quali adottano particolari ed efficaci metodi d’insegnamento per bambini sin dall’età prescolare e ha realizzato vari progetti di propedeutica musicale (Sette Note a Scuola, Yamaha – Musica a Scuola, ecc…) presso svariate scuole primarie della provincia di Agrigento.

Ha conseguito nell’anno scolastico 2001/2002 la maturità classica presso il Liceo “U. Foscolo” di Canicattì.

È titolare della cattedra di Pianoforte presso l’Istituto Comprensivo “M. Rapisardi” di Canicattì.

Piero La Greca:

https://www.linkedin.com/in/pietro-la-greca-7222bb60/