UNO SGUARDO AGLI ASTRI

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Per osservare il cielo stellato, potremmo attendere una bella notte senza luna e portarci in una terrazza più alta della casa, aspettiamo qualche istate perché gli occhi si adattino all’oscurità, poi volgiamo lo sguardo al cielo.
Abbiamo l’illusione di trovarci al centro d’una immensa cupola scura, la volta celeste, trapuntata da innumerevoli astri, scintillanti di luci e di splendori svariatissimi; purtroppo però spesso la volta non è abbastanza oscura, ed i puntini luminosi appaiono pallidi ed incerti, perché l’aria notturna è illuminata dalle luci della città.
E poi, per guardare in alto, bisogna rovesciare indietro la testa e rimanere in una posizione poco comoda; in basso invece, ci si offre senza fatica uno spettacolo assai più vario, ma sicuramente non migliore… tra i comignoli e i tetti che s’intravedono nel buio, le strade sembrano nastri luminosi, lampioni, semafori, vetrine di negozi, tubi fluorescenti, ridde di luci a più colori che s’accendono e si spengono, scintillano, nascondendo quasi del tutto le luci degli astri, incerte e lontane.
Si comprende dunque perché gli astronomi siano fuggiti dalle città e si siano rifugiati in campagna o sui monti con i loro preziosi strumenti, in cerca di pace, di oscurità, di cieli più limpidi, di aria non intorbidata dal pulviscolo dei traffici e dal fumo delle grandi industrie dei centri abitati.
Così uno dei più grandi osservatori d’Italia, quello di Bologna, ha installato il suo telescopio a Lojano, sul Monte Orzale, a 800 metri sul mare, l’osservatorio dell’Università di Padova si è trasferito sull’Altopiano di Asiago, quello di Milano ha una succursale a Merate.
Il telescopio, che fino a poco tempo fa era il più grande del mondo, col suo specchio di due metri e mezzo di diametro, fu installato in California sul Monte Wilson, a 1793 metri sul mare; ma anche lassù le luci della crescente città di Los Angeles e di Hollywood, suo sobborgo, disturbano le ricerche più delicate, alterando, sia pure leggermente, le fotografie a lunga posa degli astri più lontani, sicché quando nel 1948, dopo circa quindici anni di lavoro, fu terminata la costruzione di un telescopio ancora più grande, con un diametro di cinque metri, fu necessario scegliere un’altra località, più appartata, il Monte Palomar, anch’esso in California, 150 km a sul del Monte Wilson.
Fuggiamo anche noi, dunque, dalla città e immaginiamo di essere in alto mare, sulla coffa di un veliero dei tempi andati, in una notte serena e senza nubi, nulla ostacola la vista, tutto in giro è libero orizzonte, che separa la distesa delle acque dalla volta celeste, meraviglioso diadema su cui brillano innumerevoli stelle. Quante!
Ve ne sono alcune molto luminose, altre invece appena visibili: poche le prime, tanto che ciascuna di esse ha ricevuto un nome; chi non ha sentito parlare di Sirio, Vega, Antares, Altair, Arturo, Deneb, Gemma. Moltissime le ultime che sono dette di sesta grandezza, e tra le une e le altre attirano lo sguardo molte e molte di grandezza intermedia.
Tutte, anche le meno appariscenti, sono animate da un’intensa vita, che fa tremolare le loro luci, le trascolora, le fa guizzare con intensità variabile in fuggenti sprazzi, muta i loro colori: è il fenomeno della scintillazione delle stelle.
Tuttavia ogni stella ha il proprio colore dominante, in una gamma avariatissima, che va dal bianco azzurrino al giallo, all’arancione, al rosso rubino, e il colore è indice dello stato d’evoluzione della materia della stella e della temperatura della sua atmosfera, temperatura che oscilla tra i 15.000 e i 10.000 gradi per le stelle bianche e azzurrognole, come Sirio e Vega; si abbassa fino a 6.000 ed anche a 4.000 gradi per le stelle gialle, come il Sole, Arturo, Polluce, scende a 3.000 gradi circa nelle stelle arancione, come Betelgeuse, e cade infine a livelli anche più bassi nelle stelle rosse.
Quante sono le stelle che vediamo ad occhio nudo?
Appare impossibile contarle, ma in verità sono state catalogate tutte diligentemente e disegnate in carte e globi celesti, e non solo quelle visibili a occhio nudo, ma anche le altre che possono osservarsi con il telescopio, o mediante la debolissima traccia che la loro luce lascia sulla lastra fotografica, e queste ultime sono le più numerose.
A occhio nudo, in tutto il cielo si contano stelle di varie grandezze e se ne contano circa 6783…è già una bella cifra!
Ma il nostro occhio che vede solo una parte di cielo, non riesce a scorgere che la terza parte in ciascun istante d’una notte serena.
Tutte le altre son nascoste dall’aria densa degli strati più bassi o si trovano sotto l’orizzonte, nell’emisfero invisibile.
Per millenni prima he Galileo rivolgesse al cielo il cannocchiale, gli uomini hanno contemplato soltanto poche stelle visibili ad occhio nudo, oggi invece i grandi telescopi, le fotografie e i satelliti, ce ne svelano a miliardi.
E le stelle cadenti? A chi non è avvenuto di osservare il suggestivo fenomeno? Sembra che una stella di prima grandezza d’improvviso si stacchi dalla volta celeste e solchi lo spazio e si spenga.
L’occhio, attratto, ha appena il tempo di volgersi a quello spettacolo, ed è già tutto finito, ed una credenza popolare vuole he un desiderio, fulmineamente formulato nell’attimo in cui la stella cadente brilla, venga esaudito.
Ma si tratta veramente d’una stella che cade? Il suo nome è improprio, come quello di stella fissa?
Se, dopo aver visto estinguersi una stella cadente, guardiamo un atlante stellare o consultiamo un catalogo, notiamo che nessuna stella è scomparsa, dunque non è caduta una stella; oggi sappiamo che il fenomeno è prodotto da corpiccioli che raramente raggiungono il peso di alcuni grammi attratti dalla Terra.
Nell’attraversare l’atmosfera questi corpuscoli si scaldano fortemente sfregando contro l’aria e raggiungono temperature elevatissime, che li rendono incandescenti e li fanno volatizzare.
Non v’è notte che non si scorgano stelle cadenti, s’accendono in un punto qualsiasi della volta celeste, si spostano più o meno rapidamente in qualsiasi direzione, ve ne sono anche salgono dall’orizzonte, con un percorso apparente più o meno lungo e infine svaniscono.
Qualcuna lascia dietro a sé una traccia luminosa che dura qualche secondo, ma poi svanisce anch’essa, il fenomeno avviene anche di giorno, e se non è possibile vederlo, lo si mette in evidenza col radar.
Vi sono periodicamente delle notti durante le quali le stelle cadenti sono numerosissime, tanto da costituire una pioggia: e la costellazione, da cui esse sembrano irradiarsi, sa il nome a questa prodigiosa caduta.
Così son dette “leonidi”, le piogge di stelle cadenti che si vedono il 14 novembre, prima dell’alba, le loro tracce luminose, prolungate idealmente, convergono appunto verso la costellazione del Leone, che in quel tempo è a sud, molto alta sull’orizzonte, Sono invece dette “perseidi” quelle osservabili nella notte tra il 10 e l’11 agosto, perché sembrano irradiarsi dalla costellazione di Perseo, posta verso il nord, in quella stagione. Le “perseidi” sono dette volgarmente “lagrime di San Lorenzo”, dal nome del martire cristiano arso sulla graticola, la cui festa cade l’11 agosto.
Da dove provengono i corpiccioli che generano le stelle cadenti?

Dagli astri più singolari che si possono osservare talvolta nel cielo, e che per lungo tempo sono stati causa di terrore per l’umanità che vedeva nelle loro apparizioni dei presagi funesti: le comete.
Come i pianeti, le comete girano intorno al Sole in orbite ellittiche, ma mentre le ellissi descritte dai pianeti sono di minima eccentricità e quasi si confondono con delle circonferenze, quelle delle comete sono invece assai allungate.
Inoltre, le comete stesse, avendo piccola massa, risentono fortemente delle attrazioni dei pianeti, sicché il loto moto presenta notevoli irregolarità.
Una cometa è visibile solo quando è molto vicina al Sole: si presenta da principio come una debole luminosità, leggermente più brillante al centro che ai bordi, di mano in mano che s’accosta al Sole, aumenta di volume e di splendore, per effetto di fenomeni interni provocati da tale vicinanza.
Appaiono in seguito degli involucri concentrici che ricongiungono a formare la cosa, la quale aumenta di lunghezza col diminuire della distanza dal Sole.
La coda si trova sul prolungamento della congiungente Sole-cometa, dalla parte opposta al Sole, e la sua formazione è dovuta alla pressione esercitata dalla radiazione solare sulle particelle gassose della cometa.
La forma di questo oggetto celeste varia di continuo: i cambiamenti più rapidi hanno luogo quando la distanza dal Sole è minima, talvolta la coda è lunga anche centinaia di milioni di chilometri, ma con l’allontanarsi dal Sole tale lunghezza diminuisca di giorno in giorno e la cometa si riduce, come al momento dell’apparizione, a una piccola nebulosità sempre più lieve, finché si rende invisibile. Per molto tempo si credette che le comete non facessero parte del sistema solare, ma provenienti dal mistero dell’infinito, esse, così si pensava, tornavano ad inabissarsi per sempre nella insondabile profondità degli spazi.
Nel 1704 l’astronomo inglese Edmondo Haley, in base ai dati relativi alle comete apparse negli anni 1531e 1607, dedusse che le tre apparse, dovevano identificarsi in una sola riapparsa tre volte, dopo aver percorsa la propria orbita in 75-76 anni, e predisse un nuovo ritorno per il 1758; morì nel 1742 e non vide realizzata la sua grande profezia. Ma i posteri dettero il suo nome quella cometa, che riapparve ancora periodicamente fino al 1910. E che tornerà verso la fine del secolo.
Che le stelle cadenti siano connesse con le comete, fu messo in evidenza dalla cometa di Biela, questa, scoperta nel 1826, riapparve nel 1832; nel 1846 si spezzò in due e le due parti furono viste ancora nel 1852 a gran distanza tra loro, ma quella fu l’ultima loro apparizione.
Il 27 novembre 1872, invece della coppia di comete, si osservò una pioggia prodigiosa di oltre tremila stelle cadenti che durò circa sei ore, uno spettacolo! La Terra in quel giorno traversava l’orbita della oramai defunta cometa di Biela, così le “lagrime di San Lorenzo” sono connesse all’orbita della cometa di Tempel; le “Acquaridi”, sono osservabili il 4 maggio, alla cometa di Halley.
L’anno luce e le stelle più vicine…
La distanza astronomica maggiore che abbiamo trovata finora è quella di Plutone: poco meno di sei miliardi di chilometri. Ma per grande che sia, questa distanza è piccolissima e quasi insignificante, se paragonata a quella delle stelle, e la distanza delle stelle è anch’essa molto piccola, se paragonata a quella delle galassie, nebulose che appaiono come nubi nel campo dei telescopi maggiori e sulle lastre fotografiche.
Prima di parlare delle distanze siderali. Che la nostra mente non può quasi concepire, è necessario introdurre una nuova unità di misura: l’anno-luce.
Il chilometro, infatti, non può essere più usato, perché si otterrebbe numeri con tante cifre, che sarebbero molto difficile leggerli, e più difficile ancora, tradurli in un concetto avente un significato qualsiasi.
Si è già detto che la luce che percorre in un secondo lo spazio di 300 mila chilometri, in altre parole essa compie in un settimo di un secondo un tragitto che ha la lunghezza dell’equatore terreste.
L’anno-luce è lo spazio percorso dalla luce in un anno: ed è circa nove milioni e mezzo di milioni di chilometri, numero che si ottiene moltiplicando per 300.000 il numero dei secondi contenuti in un anno.
La stella più vicina a noi fa parte della costellazione australe del Centauro, e proprio per la sua relativa vicinanza è detta “Proxima”: la Proxima del Centauro si trova a circa quattro anni-luce da noi, e cioè se guardiamo oggi quella stella, noi vediamo i raggi luminosi partiti da essa quattro anni prima.
Sirio dista otto anni e mezzo, Procione undici, Altair sedici, Deneb quattrocento. E sono ancora tra le stelle più vicine, queste, che per le altre bisogna parlare di centinaia di migliaia di anni-luce.
M° Monica Isabella Bonaventura

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Nata in provincia di Venezia, da sempre ho la passione per l'arte in modo particolare per la pittura, il design di arredamento e la decorazione d'interni. Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, subito dopo il diploma ho lavorato per alcuni studi di architettura come disegnatrice, realizzando progettando arredamenti anche per conto proprio e restauri di edifici d’epoca. Neo diplomata entro a far parte di un centro culturale artistico conoscendo alcuni artisti, ed approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia, acquisendo esperienza. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “l’action painting” su grandi tele, realizzando quadri su commissione e su misura, integrandoli ad ogni arredamento iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte in alcune scuole e privatamente (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello), ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riciclo creativo, dando uno sguardo e senso al riuso degli oggetti che si gettano quotidianamente, e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare e Rifare, esponendo le mie creazioni, dagli oggetti ai gioielli. Collaboro alla realizzazione di esposizioni d’arte e mercati come Artista del proprio ingegno creativo, e da qualche anno ho iniziato a scrivere recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, per poi cooperare all’esecuzione di un libro come tecnica alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche della mia regione (Tele Venezia - Storie live e Radio Veneto) come pittrice, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di eccellenza veneta, e da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, e successivamente ancora intervistata e resa pubblica la mia intervista su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani e Scrivoline. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta e con una Menzione Speciale (Premio Veneto – Assoc. OltreArte) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Sempre alla ricerca d' innovazioni, d' imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Communità in un Concorso Nazionale e ancorra selezionata da una nota Agenzia pubblicitariae testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città europee e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Roma, Firenze, Milano, Matera, Padova, Venezia, Vicenza e su alcuni Comuni di Venezia e Padova, la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti di Milano e Matera, Biennale di Atene, Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete. In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su mobmagazine, scrittrice su un quotidiano che parla d'arte "Il quotidiano dell'arte" e manager di un personaggio pubblico.