Antonio Ferrante, poeta, saggista, attore, regista e artista | INTERVISTA

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«Il poeta è una guida… un sacerdote… uno sciamano… un preveggente» (Antonio Ferrante)

Antonio Ferrante

Ciao Antonio, benvenuto. Grazie per la tua disponibilità e per aver accettato il nostro invito. Se volessi presentarti ai nostri lettori, cosa racconteresti di te quale Antonio poeta, saggista, attore, regista e artista?

Una persona normale che da bambino si è innamorato degli artisti di cinema perché tutti i pomeriggi stava in un cinema rionale a vendere gelati e caramelle. Crescendo poi ho studiato per fare l’attore.

… chi è invece Antonio Uomo che vive la sua quotidianità e cosa fa al di fuori dell’arte recitativa e dello scrivere che puoi raccontarci?

Non so se riesco a definirmi. Sono beat, amo l’improvvisazione e la contaminazione. Mi definisco un poeta civile alla Giusti. Il mestiere l’ho imparato da Bukowski. L’importante è farsi capire e la semplicità. Amo tutti i poeti italiani, stranieri, tutti gli attori tutti gli artisti.

Chi sono e chi sono stati i tuoi maestri d’arte, se vogliamo usare questo termine? Qual è stato il tuo percorso artistico/formativo ed esperienziale nel mondo del teatro, della recitazione, della scrittura e della poesia?

Ho avuto maestri come Scaccia e molti spettacoli con De Vico e altri attori napoletani.

Come definiresti il tuo stile poetico e la tua poetica? C’è qualche poeta del passato o del presente al quale ti ispiri?

La poesia… l’arte è cultura e terapia. Tutti hanno dentro un mondo che possono esprimere con una tecnica… parole… note… disegno… ecc…

Recentemente hai pubblicato “Non rompermi…” con la casa editrice PandiLettere dell’editore Lara Di Carlo. Come nasce questa raccolta di poesie, qual è il messaggio che vuoi arrivi al lettore e quali gli stimoli che ti hanno portato a scrivere quest’opera?

Quello che ho scritto è stato per necessità… con ricerca approfondimento e professionalità. Sono arrivato ad esprimermi con la poesia per approfondire Bukowski e perché i teatri erano chiusi.

Raccontaci delle tue poesie, dei tuo saggi sulla recitazione e sul teatro e dei tuoi libri. Quali sono che ami ricordare e di cui vuoi parlare ai nostri lettori in questa chiacchierata?

Un libretto pieno di ironia e ingenuo scritto da un sognatore…

Una domanda difficile Antonio: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Non rompermi…”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Per me il successo è realizzare me stesso… ed è un viaggio fino all’ultima fermata.

«…anche l’amore era fra le esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l’uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz’aria sopra un abisso senza fondo.» (Robert Musil, “L’uomo senza qualità”, Volume primo, p. 28, Einaudi ed., 1996, Torino). Cosa pensi di questa frase di Robert Musil? Cos’è l’amore per te e come secondo te è vissuto oggi l’amore nella nostra società contemporanea, tecnologica e social?

Tutto è amore. Si può amare in tanti modi e ad ogni età.

«Direi che sono disgustato, o ancor meglio nauseato … C’è in giro un sacco di poesia accademica. Mi arrivano libri o riviste da studenti che hanno pochissima energia … non hanno fuoco o pazzia. La gente affabile non crea molto bene. Questo non si applica soltanto ai giovani. Il poeta, più di tutti, deve forgiarsi tra le fiamme degli stenti. Troppo latte materno non va bene. Se il tipo di poesia è buona, io non ne ho vista. La teoria degli stenti e delle privazioni può essere vecchia, ma è diventata vecchia perché era buona … Il mio contributo è stato quello di rendere la poesia più libera e più semplificata, l’ho resa più umana. L’ho resa più facile da seguire per gli altri. Ho insegnato loro che si può scrivere una poesia allo stesso modo in cui si può scrivere una lettera, che una poesia può perfino intrattenere, e che non ci deve essere per forza qualcosa di sacro in essa.» (Intervista di William Childress, Charles Bukowski, “Poetry Now, vol. 1, n.6, 1974, pp 1, 19, 21.). Tu da poeta cosa ne pensi in proposito? Ha ragione Bukowski a dire queste cose? Cosa è oggi la poesia per te, riprendendo il pensiero di Bukowski?

L’arte nasce dalla necessità… di qualunque tipo. Per riempire un vuoto… Bukowski è un grande poeta.

«Il ruolo del poeta è pressoché nullo … tristemente nullo … il poeta, per definizione, è un mezzo uomo – un mollaccione, non è una persona reale, e non ha la forza di guidare uomini veri in questioni di sangue e coraggio.» (Intervista ad Arnold Kaye, Charles Bukowski Speaks Out, “Literary Times”, Chicaco, vol 2, n. 4, March 1963, pp. 1-7). Qual è la tua idea, in proposito, rispetto alle parole di Bukowski? Cosa pensi del ruolo del poeta nella società contemporanea, oggi social e tecnologica fino alla esasperazione? Oggi al poeta, secondo te, viene riconosciuto un ruolo sociale e culturale, oppure, come dice Bukowski, fa parte di una “élite” di intellettuali che si autoincensano reciprocamente, una sorta di “club” riservato ed esclusivo, che non incidere realmente nella società e nella cultura contemporanea?

Il poeta è una guida… un sacerdote… uno sciamano… un preveggente.

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’ è la bellezza? Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista di artista poliedrico. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Attraverso l’emozione.

Tu, Antonio, sei nato col teatro napoletano e la recitazione ha segnato la tua carriera artistica e professionale. Il 15 settembre 1984 a Taormina, Eduardo de Filippo, durante una conferenza pubblica, disse: « … è stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato». Leggendo queste parole cosa ti viene in mente, quali sono le associazione esperienziali che fai e cosa pensi della figura dell’attore e dell’artista da questa prospettiva defilippiana, se vogliamo?

Il teatro dei tempi di Eduardo è finito. Ora il teatro si fa con le tessere di partito. Io l’ho scelto per un percorso di cultura e sono stato fortunato, perché ho fatto tante tournée e sono arrivato alla pensione. Continuo a scrivere e sognare di tornare in scena con dei miei testi.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita artistica e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che hai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

La mia testardaggine… il mio daimon… e tutti quelli coi quali ho lavorato.

Se dovessi consigliare ai nostri lettori tre film da vedere quali consiglieresti e perché?

Fellini. Monicelli. Woody Allen. Almodovar.

E tre libri da leggere assolutamente nei prossimi mesi? Quali e perché proprio quelli?

Delitto e castigo. Il codice dell’anima. Il risveglio dell’asino.

I tuoi prossimi progetti? Cosa ti aspetta nel tuo futuro professionale e artistico che puoi raccontarci?

Voglio portare in scena le vite dei poeti. Le loro poesie.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Su Facebook pubblico una poesia al giorno.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

Che tutti coltivino un hobby come se fosse la loro professione. Auguri e grazie.

Antonio Ferrante

www.antonio-ferrante.it

https://www.facebook.com/antonio.ferrante.946954

Antonio Ferrante

Il libro:

Antonio Ferrante, “Non rompermi…”, PandiLettere ed., Roma, 2021

https://www.pandilettere.com/inostrilibri/nonrompermi

Antonio Ferrante, “Non rompermi…”, PandiLettere ed., Roma, 2021

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò di Palermo