IL ROMANTICISMO IN GERMANIA E NELL’EUROPA OCCIDENTALE – Una nuova visione dell’arte

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Dove si manifesta questo movimento e perchè? Cosa hanno rappresentato il Romanticismo e l’Idealismo? Forse è il superamento della ragione illuministica e l’affermazione di un nuova visione del mondo? Nell’arte quali erano i sentimenti e come veniva rappresentato il romanticismo?
Il Romanticismo improntò tutta un’epoca, esso costituì una delle più importanti svolte nella storia dello spirito occidentale, e di questa sua funzione storica ne fu del tutto consapevole.
Il Romanticismo è stato un movimento culturale e intellettuale sbocciato tra il ‘700 e l’800 in Germania, si è evoluto poco dopo in tutta Europa, etichettato dalla corrente filosofica dell’Idealismo, lodando i sentimenti forti e tempestosi, una visione dove Dio è tutto e la natura è inconcepibile senza il distacco fra città e campagna.
Intorno la metà dell’800, quando il Neoclassicismo stava piano piano perdendo per ispirare tutta Europa, le nuove generazioni di artisti e letterati, erano alla ricerca di qualcosa di totalmente nuovo; questa ricerca, tracciò nuove caratteristiche letterarie ed artistiche, le quali, in un secondo tempo, portarono alla nascita del Romanticismo, perché precedentemente, le particolarità che stavano alla base del Neoclassicismo erano: razionalità, controllo, e soprattutto, imitazione dell’arte degli antichi, i quali, secondo i neoclassici, avevano già raggiunto il vertice della perfezione con la loro arte.
I romantici rivalutano soprattutto l’età antica in cui gli uomini vivevano in una situazione di armonia tutelata dagli dei, i quali pensavano che il Medioevo non fosse stato un periodo buio e ricco di barbarie e superstizioni.
L’arte diventa un organo assoluto nella sua identità di natura e spirito, gli uomini potevano fare esperienza del divino, l’arte diventa un punto d’incontro tra il mestiere e l’ispirazione fusi nel genio dell’artista, il lavoro non era affidato alle macchine, ma era tutto frutto dell’ingegno e della mano umana.
Questi motivi, furono le cause per il quale il Medioevo era il periodo al quale il Romanticismo faceva direttamente riferimento: la religione, durante il periodo medievale, era, in assoluto, il ruolo più importante della società, e l’uomo, di conseguenza, riponeva grandissima attenzione e rispetto nei confronti di questo mondo.
Questo movimento, molto diffuso non soltanto in Europa, toccò una dopo l’altra, tutte le nazioni, creando quell’universale linguaggio letterario semplice in Russia e in Polonia come in Francia e in Inghilterra. Si distingue in due categorie: Romanticismo nordico, in Germania, che accentua i caratteri del personalismo e i temi irrazionali come immaginazione, sogno, evasione, nostalgia; il genio rimane incompreso, ostile, ribelle, e il Romanticismo latino, diffuso in Italia vent’anni dopo e di carattere moderato, e Francia, più classico, dove il poeta è fedele alla sua vocazione civile e morale, cioè deve insegnare il bene e il vero agli uomini.
Ogni paese in cui si manifestarono i lineamenti del Romanticismo, sviluppò a sua volta, delle varianti indipendenti ed individuali: ad esempio, il Romanticismo in Italia aveva delle caratteristiche fondamentalmente diverse da quello francese, inglese e tedesco, affermatosi in ritardo nell’ambito della cultura romantica.
Manzoni era il massimo esponente del romanticismo italiano, che con l’opera “I promessi sposi” favorì il genere popolare, usando un linguaggio comprensibile, mentre la formazione letteraria di Giacomo Leopardi restò libera da questo clima e fu l’unico poeta romantico attento alle forme e ai contenuti del Romanticismo tedesco, ricordo gli “Idilli”, poi Ugo Foscolo che ha scritto poesie molto belle come per esempio “Alla sera”, “A Zacinto”. Una traccia passeggera fu quella del byronismo, opere di George Byron, vissuto a lungo in Italia, che nutrì l’idea del Romanticismo come espressione dell’orribile infernale e stravagante. Ogni paese quindi in cui si manifestarono i lineamenti del Romanticismo, sviluppò a sua volta, delle varianti indipendenti ed individuali.
Ma quali sono le idee del Romanticismo nell’arte?
In ambito artistico invece il Romanticismo ha avuto tra i suoi esponenti Hayez, Goya, i francesi Gericault e Eugene Delacroix, che hanno riprodotto i temi romantici nelle loro tele. Il Romanticismo in arte presentava delle caratteristiche palesemente contrarie a quelle del Neoclassicismo: sfrenata passione, forti sentimenti ed un ritrovato fervore per il mondo religioso; inoltre, se l’artista neoclassico era convinto che la perfezione dell’arte fosse stata raggiunta dagli antichi, il romantico traeva, invece, ispirazione dal cupo e misterioso mondo del Medioevo, che fino a quel momento era stato considerato un periodo privo di importanza e prettamente negativo.
Secondo le idee romantiche, o meglio, secondo la concezione generale del Romanticismo, la natura era il motore principale della realtà, in grado di fornire immagini all’uomo, le quali portano a due importanti sentimenti: il pittoresco ed il sublime.
Il sublime era un sentimento che nasceva dalla paura e dal terrore, generati dall’infinito e dalla sconfinata grandezza del creato rispetto all’uomo.
Mentre il significato del pittoresco era un elemento indicante il rifiuto della precisione pittorica che, portò successivamente, all’esaltazione dell’istintività e dello sviluppo irregolare e privo di logica tipico della natura.
Il pittoresco ed il sublime erano delle caratteristiche onnipresenti nei paesaggi romantici e, più in generale, nell’immagine romantica.
Dall’età gotica in poi lo sviluppo della sensibilità mai aveva subito impulso più energico, e il diritto dell’artista a seguire la voce del suo sentimento e della sua natura non era mai stato accentuato con tale fermezza e determinazione.
Effettivamente non c’è prodotto dell’arte moderna, né impulso sentimentale, né impressione o stato d’animo dell’uomo della nostra epoca, che non debba la sua sottigliezza e ricchezza di sfumature a quella sensibilità che nel romanticismo ha la sua prima origine. E ad esso risalgono tutta l’eccedenza, l’anarchia dell’arte moderna con la sua intermittente dolcezza, l’esibizionismo senza freno né riguardo.
Ma quale fu l’altra caratteristica che si esplicava nel Romanticismo?
C’era un altro elemento eccessivo nel mondo romantico: la rovina.
Le rovine in inglese ebbero una grande importanza, poiché trasmettevano alla platea la sensazione dello scorrere del tempo e rappresentavano un segno percepibile delle civiltà del passato, e, nello stesso tempo, della potenza distruttiva del tempo sulle creazioni dell’uomo; in sintesi, per i romantici, le rovine, che fossero vere o finte, risultavano essere molto più interessanti ed emozionanti di un edificio conservato perfettamente nel corso dei secoli.
Nell’arte romantica, così come accadde nel Romanticismo, la passione e la forza sentimentale dell’uomo costituivano un punto irremovibile: il romantico, era sempre alla ricerca delle tenebre, del mistero, delle sensazioni coinvolgenti e drammatiche.
L’uomo, assetato costantemente di novità e di emozioni forti, nella vita, tendeva agli eccessi che poi si estesero anche nel mondo dell’arte, contribuendo alla nascita di opere eccezionalmente visionarie ed oscure, come ad esempio, il celebre “Saturno” che divora i figli di Francisco Goya.
Artisticamente tutto l’ottocento dipende dal romanticismo, ma questo a sua volta era un prodotto del settecento, e non aveva mai perduto coscienza del suo carattere e della sua problematica posizione storica.
L’Occidente conobbe molte altre crisi, ma non ebbe mai così vivo il seno di trovarsi davanti ad una svolta della storia, non era la prima volta che una generazione assumeva un atteggiamento critico difronte al proprio tempo e rifiutava le forme tradizionali della cultura, perché in esse non poteva esprimere il proprio mondo spirituale.
Il Romanticismo cerca continuamente nella storia rievocazioni e analogie e trova il più forte stimolo in ideali, che crede già attuati nel passato.
Ma il suo rapporto con il Medioevo è alquanto diverso da quello del neoclassicismo con l’antichità: il neoclassicismo vede nei Greci e nei Romani semplicemente un esempio, il romanticismo invece conserva sempre il senso del “dèjà vècu”.
Questo sentimento per altro non prova affatto che romanticismo e Medioevo fossero più affini tra loro di quanto fossero antichità e neoclassicismo, anzi prova il contrario, es. quando un benedettino studiava il Medioevo, non si domandava a che cosa questo gli servisse e se nel Medioevo si vivesse più felici e più vicini a Dio.
Poiché egli stesso si trovava ancora nell’ambito di quella fede e di quell’organizzazione ecclesiastica fondamentali per il medioevo, che si trovava a vivere in un secolo rivoluzionario, in cui ogni fede era scossa e tutto posto in discussione.
Non si può disconoscere che nell’esperienza storica dei romantici si esprima un morboso timore del presente e un tentativo di evasione.
I romantici debbono la loro sottigliezza e chiaroveggenza di fronte alla storia, la loro sensibilità nel cogliere le più remote analogie, nel tentare le più difficili interpretazioni.
I Romantici amavano dedicarsi in comune alla filosofia, alla poesia, alla discussione, alla critica e trovano nell’amicizia e nell’amore il senso più intimo della vita; fondono riviste, pubblicano annuali e antologie, tengono conferenze e corsi, fanno propaganda per sé e per i compagni, cercano, insomma l’unione più stratta, anche se questa urgenza di simbiosi è soltanto l’altra faccia del loro individualismo, il compenso alla loro solitudine di sradicati.
E nella musica come appare il Romanticismo?
E’ Chopin il più romantico dei romantici, la musica romantica si contrappone non solo a quella classica, in quanto poggia sul principio dell’unità formale e dell’esaltazione dell’effetto finale.
La musica diventa esclusivo possesso della borghesia, non soltanto le orchestre passano dalle sale dei castelli e dei palazzi, alle sale da concerto affollate dei borghesi, ma anche la musica sale, da camera trova il suo ambiente nelle case borghesi, anziché nei salotti aristocratici.
Il gran pubblico, sempre più assiduo alle manifestazioni musicali, esige tuttavia una musica più leggera, più attraente, meno complicata e questa esigenza favorisce il sorgere di forme brevi, più dilettevoli, più mosse, ma tutto questo porta anche ad una divisione tra musica seria e musica leggera.
Alla fine dell’ottocento la musica è la sola fra le arti che sia rimasta pienamente romantica, e che il secolo sentisse proprio nella musica l’essenza dell’arte, è quindi la prova chiarissima di quanto fosse profondamente legato al romanticismo.
La struttura accentrata, in funzione di un apice drammatica, delle forme musicali nell’età romantica si dissolve, e torna a prevalere il modo aggiunto alla composizione più antica.
Anche le composizioni più vaste constano spesso di queste forme miniaturistiche, che strutturalmente non costituiscono più gli atti di un dramma, bensì scene di una rivista.
Questo secolo dopo tutto, non arrivò a concludere la sua lotta con lo spirito romantico; la decisione doveva toccare al nuovo secolo.
M°Monica Isabella Bonaventura

 

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Nata in provincia di Venezia, da sempre ho la passione per l'arte in modo particolare per la pittura, il design di arredamento e la decorazione d'interni. Sono una Maestra d'Arte in Arte Applicata e in Architettura e Arredamento, subito dopo il diploma ho lavorato per alcuni studi di architettura come disegnatrice, realizzando progettando arredamenti anche per conto proprio e restauri di edifici d’epoca. Neo diplomata entro a far parte di un centro culturale artistico conoscendo alcuni artisti, ed approfondisco la tecnica della serigrafia e litografia, acquisendo esperienza. Successivamente insegno educazione artistica e storia dell’arte, per poi essere inserita in un laboratorio per scenografie di teatro come pittrice e designer. Nel contempo creo e idealizzo alcune vetrine per negozi, dando un’immagine innovativa e curata, anche nel disegnare abiti per una sartoria. Studiando arte mi interesso alla pittura astratta e contemporanea, all'impressionismo astratto, ed inizio a sperimentare la pittura d’azione “l’action painting” su grandi tele, realizzando quadri su commissione e su misura, integrandoli ad ogni arredamento iniziando a farmi conoscere come Artista. A seguito di un concorso pubblico entro a far parte di una Amministrazione Pubblica occupandomi di cartografia e foto aeree del territorio. Tra il 1998 e 2001 frequento alcuni corsi di psicologia e sociologia infantile, ed uso la mia esperienza come Artista di pittura astratta, per far apprendere su alcuni corsi per bambini la "pittura d'azione”, organizzando anche corsi d' arte e di riciclo creativo, insegnando diverse tecniche d'arte in alcune scuole e privatamente (dal trasferimento d’immagine al decoupage, dallo stencil al decapè, dal collage, alla pittura al cesello), ed è così che ha inizio, la mia ricerca sul riciclo creativo, dando uno sguardo e senso al riuso degli oggetti che si gettano quotidianamente, e in poco tempo mi faccio conoscere come Artista creativa e vengo invita a presentare quest'arte in seminari ed eventi riguardante l'argomento; da questo nasce l’idea di concretare quest’arte con Fare e Rifare, esponendo le mie creazioni, dagli oggetti ai gioielli. Collaboro alla realizzazione di esposizioni d’arte e mercati come Artista del proprio ingegno creativo, e da qualche anno ho iniziato a scrivere recensioni artistiche per artisti conosciuti e non, italiani e stranieri, per poi cooperare all’esecuzione di un libro come tecnica alle immagini e mappe antiche e supporter grafica all’impaginazione. Sono stata intervistata su alcuni emittenti radiofoniche della mia regione (Tele Venezia - Storie live e Radio Veneto) come pittrice, artista del riciclo creativo e arredatrice, conferendomi il titolo di eccellenza veneta, e da una nota Critica d’Arte dei salotti Artistici di Roma (3 minuti d’arte) su You-Tube e vari social, e successivamente ancora intervistata e resa pubblica la mia intervista su diverse riviste d’Arte: MobMagazine – Fatti Italiani e Scrivoline. Vengo premiata come creativa e pittrice di Arte astratta e con una Menzione Speciale (Premio Veneto – Assoc. OltreArte) con una mia opera, da una importante Storica e Critica d’Arte durante l'esposizione alla Biennale delle Ville Venete. Sempre alla ricerca d' innovazioni, d' imparare e di mettermi alla prova, ho partecipato e partecipo a diversi concorsi di letteratura, poesia, fotografie e pittura, ottenendo premi a livello nazionale e internazionali facendomi notare da alcune gallerie di città italiane importanti; partecipo a progetti d'arte con altri artisti e giornalisti stranieri e alcune mie opere diventano copertina di alcuni libri di poesie di un noto regista italiano. Da un po’ di tempo vengo richiesta come modella per opere d’arte dalla pittura alla scultura, e come indossatrice per alcuni negozi di abbigliamento, sono stata selezionata come "volto" per una Communità in un Concorso Nazionale e ancorra selezionata da una nota Agenzia pubblicitariae testimonial con la mia immagine su prodotti cosmetici. Ho esposto ed espongo su importanti gallerie d’Arte di città europee e italiane: Madrid, Lisbona, Parigi, Atene, Roma, Firenze, Milano, Matera, Padova, Venezia, Vicenza e su alcuni Comuni di Venezia e Padova, la maggior parte presentate dallo Storico e Critico d’Arte prof. Giorgio Gregorio Grasso e dallo Storico Prof. Vittorio Sgarbi, dove certi miei quadri e oggetti sono stati inseriti su aste. A seguito di un Concorso Internazionale di pittura contemporanea vengo selezionata da un importante Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Gregorio Grasso, ad esporre delle mie opere alla Mostra Internazionale: “Lo stato dell’Arte al tempo della 58’ Biennale di Venezia”, per poi essere ancora scelta ad esporre su Gallerie importanti di Milano e Matera, Biennale di Atene, Biennale di Armenia e Biennale Ville Venete. In contemporanea con la Mostra del Cinema del 2019 vengo selezionata per rappresentare il cinema dei primi anni del ‘900 e subito dopo scelta dall’Associazione Vitaru di nazionalità Russa con un’opera contro la violenza sulle donne e l’opera viene inserita in una pubblicazione d’arte. Altre mie opere sono state scelte per essere presentate dallo Storico e Critico d’Arte su TV Sky e partecipo a varie iniziative di beneficenza con alcune mie opere presentate dallo stesso Critico Arte e presentate sui social e su rivista d’arte. Varie mie opere sono state scelte e pubblicate su volumi d'arte come La Divina Commedia edito dall'Istituto Nazionale della Cultura, e sui social con relative critiche da parte di storici e critici d'arte. All'interno dello spazio artistico live-art realizzato da Artaxy durante il Mestre Carnical Street Show del 2019, mi cimento nella creazione di un'opera dal vivo, imprimendo con energia i tratti distintivi del mio stile, e riportato l'evento in prima pagina su rivista d'arte vedendomi protagonista. Ho partecipato ad un corso della lingua dei segni (LIS) e faccio parte di diverse associazioni culturali, dalla musica alla pittura. A settembre 2020 mi sono candidata alle elezioni politiche come Consigliera alla Cultura della mia città ed ora collaboro per eventi culturali e artistici. Sono Redattore di una mia Rubrica d’Arte “MonicArte” su mobmagazine, scrittrice su un quotidiano che parla d'arte "Il quotidiano dell'arte" e manager di un personaggio pubblico.