Stefania Luisa , amata figlia mia, per il tuo compleanno… ti auguro la Libertà!

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 “…che tu possa essere per sempre libera, Stefania… libera di ragionare con la tua testa, libera di perseguire i tuoi obiettivi, di non farti mai condizionare da niente e da nessuno!” Questo è l’augurio del tuo papà per i tuoi 15 anni.

Amiche ed Amici carissimi, oggi, incontriamo il più famoso Avvocato Matrimonialista dei nostri tempi, nonché Presidente AMI Gian Ettore Gassani, nell’insolita  veste di papà emozionato per l’ occasione del quindicesimo compleanno di colei che egli stesso definisce “la Donna della sua vita”: Stefania Luisa.

Un’intervista informale e dedicata, che tuttavia offre un pensiero di confronto con altri genitori.

Daniela:

Bentornato Gian Ettore e grazie per dedicarmi parte del tuo tempo senza alcun preavviso. D’altronde, solo questa mattina ho letto che oggi, per te è un giorno speciale…

Gian Ettore:

Figurati Dani, è una gioia per me condividere quest’occasione. Il compleanno dei figli costituisce sempre un momento di emozionante riflessione… di bilanci…

Daniela:

Per scelta non ho figli, ma vedo le mie amiche alle prese con figli adolescenti e le loro difficoltà che comporta l’età adolescenzialeStefania Luisa, oggi compie 15 anni…

Gian Ettore:

Già… ci siamo! L’adolescenza è un’età di per sé difficile ed ai giovanissimi di oggi dobbiamo riconoscere altresì la penalizzazione inferta loro da un anno e mezzo di pandemia, che li ha totalmente privati della socializzazione vis-à-vis.

Per quanto concerne Stefania, devo ammettere che ha dimostrato grande forza di carattere, dedicando il tempo libero in modo costruttivo, soprattutto alla lettura. Questo le ha consentito una ripresa “alla grande” ed io sono orgoglioso di lei.

Daniela:

Non ne dubito! Ti cito: “quanto è difficile e, a volte provvidenziale, saper dire e motivare un “no” ad un figlio. Puoi essere anche un Capo di Stato o un premio Nobel, ma quando devi indossare i panni di un genitore, è tutta un’altra faccenda. Sono i no (motivati) che formano e non i sì a prescindere”. Immagino quanto sia difficile… e, questa volta per mia esperienza di figlia, anche sentirselo dire. Hai due figli, peraltro con una notevole differenza d’età oltreché di sesso. Facile dunque fare parzialità, seppure involontariamente. Ipotizzando un bilancio, ritieni di aver concesso  o rifiutato ad entrambi con equità?

Gian Ettore:

Diciamo che ho detto “no” differenti, ma numericamente molti di più a mio figlio. E, aggiungo, senza tanti sensi di colpa.

Daniela:

Qualche esempio?

Gian Ettore:

Hai deciso di torchiarmi?! Scherzi a parte, rispondo volentieri alla tua domanda perché credo possa costituire un punto di confronto con altri genitori.

Certamente Stefania, essendo la secondogenita, ha trovato la strada spianata dal fratello che ha 10 anni più di lei. In ogni caso, giusto perché io non appaia il padre dispotico che non ero, non sono e peraltro aborro, ribadisco che i miei “no” erano/sono motivati con grande apertura al dialogo. Ho impartito ad entrambi i miei figli, principi educativi orientati all’essere la migliore versione di se stessi, fornendo loro i migliori “strumenti” affinché possano  costruire il loro benessere economico   e sociale con le loro stesse capacità, pur rendendomi disponibile ad aiutarli incondizionatamente. Mi hai chiesto qualche esempio di richieste rifiutate: direi tutte, anche se per la verità poche, dato che penso di essere stato chiaro nell’esprimergli il mio concetto di base: “no alla donazione di oggetti da ostentare (auto di grossa cilindrata, orologi di prestigio, ecc.) con i soldi di papà e non certo per tirchieria, bensì per offrire loro il piacere di soddisfare tali desideri autonomamente”. Diciamo che questo genere di rifiuti sono per ovvi motivi di età, finora rivolti a mio figlio, ma il criterio non cambierà nei confronti di Stefania.

Entrambi possono e potranno sempre usufruire di un budget molto ampio, oso dire illimitato, per tutto quello che li aiuta a sviluppare il loro “essere”, vale a dire accedere alle migliori scuole, operare con gli strumenti tecnologici più sofisticati, frequentare più master all’estero a prescindere dai costi, ecc.

Ad oggi, i “no” a Stefania, sono da considerarsi più degli accordi raggiunti, ancora una volta, all’insegna del dialogo. Se ad esempio lei desidera partecipare ad una festa e rientrare molto tardi, le offro come condizione – per sua tutela personale – di telefonarmi quando ritiene opportuno tornare a casa ed io, meglio di un radio taxi, mi attivo per andare a prenderla. Non le impongo né orari né defezioni, ma sono fermo nel rifiutare la sua richiesta di tornare da sola.

Daniela:

Negli ultimi decenni si è parlato molto del genitore “amico” dei figli. Che ne pensi?

Gian Ettore:

Per quanto mi riguarda, sono e voglio rimanere il padre dei miei figli.

Daniela:

Concludo rinnovando a Stefania tanti auguri e ringraziando il suo meraviglioso papà.

Gian Ettore Gassani